discutendo insieme discutendoinsieme discutendo insieme DISCUTENDOINSIEME | discutendoinsieme | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Monsignor Krzysztof Charamsa e il sogno di una chiesa aperta agli omosessuali.
post pubblicato in RELIGIONE, il 12 ottobre 2015


Monsignor Krzysztof Charamsa ha detto http://dizionari.corriere.it/images/info.gif: «Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca chela soluzione che propone loro, l’astinenza totale dalla vita d’amore, è disumana».

La coraggiosa confessione è però costata l’allontanamento del monsignore dagli incarichi.

Parole forti e coraggiose quelle di monsignor Charamsa. Parole di rottura con un mondo ormai obsoleto anche per molti cattolici in genere. Parole destinate a far riflettere sull’opportunità di accettare tout court l’omosessualità sia all’esterno che all’interno del clero cattolico e del mondo cattolico in genere.

Parole che arrivano alla vigilia del sinodo sulla famiglia indetto dal papa. Sinodo che deve affrontare il tema della famiglia in termini cristiano cattolici, vale a dire, come far fronte agli attacchi perpetrati da quanti vorrebbero dare all’istituzione famigliare un significato più ampio includendo sia le coppie di fatto etero e omosessuali.

Ma questi attacchi non vengono solo dall’esternoma anche in seno allo stesso clero.

Il monsignore è solo uno dei tanti che praticano segretamente l’omosessualità - questo significa che la chiesa stessa, col suo ostinarsi a negare il matrimonio ai preti, è artefice, forse(?) “incosciente”, di quella che essa stessa definisce “deviazione sessuale”, ritenendola una malattia.

Ma a parte ciò, rimane l’ostilità generalizzata,che colpisce a tutti i livelli (basta vedere il rifiuto del vaticano di accettare l’ambasciatore francese presso la santa sede perché omosessuale dichiarato), nei confronti dell’omosessuale.

Certo, il clero dice di rispettare l’omosessualità,a patto, però, che l’omosessuale non la pratichi fisicamente, vale a dire;rinunciare a se stesso. Questo implica il disconoscimento dei sentimenti dell’omosessuale che, pur essendo rivolti verso una persona dello stesso sesso, sono gli stessi della coppia etero, ovvero: AMORE, AMICIZIA, AFFETTO, per citare i più importanti.

Concludendo, il clero cattolico, prima di interessarsi alla società civile e ai suoi problemi (si vedano i discorsi al congresso Usa e all’Onu),dovrebbe, perlomeno, rispettarne la cultura.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vaticano omosessualità preti chisa

permalink | inviato da vfte il 12/10/2015 alle 16:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il nuovo corso dell’immigrazione: islamisti sui barconi.
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 17 aprile 2015


 Un barcone parte dalle coste libiche con a bordo persone di due religioni: cristiana e musulmana. Un diverbio, una discussione che sfocia in lite; disperati che rischiano la vita per allontanarsi dalla guerra entrano in conflitto in un luogo ancor più pericoloso della guerra stessa; in mezzo al mare, la dove non ci sono appigli a cui aggrapparsi,persone a cui chiedere soccorso. Si è soli con se stessi e i pochi compagni di viaggio che, però, non condividono la promiscuità di due religioni simili eppur diverse nel loro divenire. Entrano in conflitto, dunque, ed è violenza. Ad avere la peggio sono i cristiani che vengono gettati in mare a morire.

Secondo le testimonianze dei cristiani che, una volta tratti in salvo, hanno denunciato i musulmani dell’atroce delitto, il tutto sarebbe successo a causa dei musulmani. Bisognerà, comunque aspettare la conclusione dell’indagine per sapere la realtà dei fatti, sempre che si riesca a ricostruirli per definire le responsabilità dell’accaduto. Sembra anche che i cristiani, se non si fossero difesi formando una catena umana per evitare di essere buttati tutti a mare, sarebbero di fatto finiti a mare tutti.

“Una guerra di religione” viene definita dai giornali. Può darsi; bisognerebbe sempre, però, prima di azzardare definizioni,cercare di guardare l’evento dal punto di vista delle idee, ovvero, due idee,due modi di intendere la società e la vita stessa.

Questo fatto da un’idea molto chiara dell’attuale immigrazione dai paesi musulmani. Se da una parte continuano ad arrivare persone in cerca di una vita migliore, dall’altra sta iniziando a prendere forma la migrazione islamista, ovvero, persone che, pur fuggendo dalle guerre e dalla miseria, sono in conflitto con l’occidente e la sua cultura che, oltre ad essere religioso/cristiana, è anche atea e laica, ovvero, blasfema perché disconosce dio e la sua legge. Dunque, l’immigrazione attuale sta cercando di convogliare persone che potrebbero, se non lo fanno già, condividere l’islam radicale – non tanto quello islamista, quanto quello di paesi musulmani alleati all’occidente ma che praticano la legge islamica.

Questo, unito alla tendenza umana di allinearsi,in caso dell’acuirsi dei rapporti tra le diverse idee, con l’idea che più li rappresenta - mi riferisco ai cosiddetti musulmani moderati che hanno invaso l’Europa nel corso degli ultimi decenni. Questi musulmani, all’apparenza propensi alla convivenza pacifica, non sceglieranno mai, in caso di conflitto con l’occidente,di schierarsi contro l’islam, anche radicale.

Si è già visto con i figli di immigrati che, con l’acuirsi della lotta nel mondo musulmano, hanno scelto il campo fondamentalista dell’Isis recandosi a combattere al loro fianco. Si vede anche in Italia con le loro pretese di modificare le tradizioni locali pretendendo, non solo il riconoscimento ufficiale e il rispetto della loro fede ma anche la pretese di eliminare dai luoghi pubblici i simboli a noi congeniali; il tutto sfruttandola libertà e i diritti di tutti.

Dunque, alla luce dei nuovi fatti, sarebbe opportuno porre un freno e delle regole ben precise sia all’immigrazione che al loro soggiorno in Italia perché, se non lo si è ancora capito, queste persone, i musulmani, intendo, non hanno nessuna voglia, ne di integrarsi – a parte il fatto che integrarsi significa rinunciare alle proprie idee e tradizioni qualora sono contrarie o non conformi a quelle del paese ospitante -, ne di convivere pacificamente considerando il loro comportamento nei confronti degli stranieri nei loro luoghi d’origine.

Comunque, il punto più importante rimane la scelta che faranno in caso dell’acuirsi delle tensioni che, sicuramente, sarà l’adesione all’idea che più rappresenta il modo di intendere la società umana.

Ci sarebbe un’altra cosa da chiarire: gli europei hanno lottato duramente contro l’oscurantismo religioso per avere quella parvenza di benessere che hanno, potrebbero farlo anche loro; perché allora non rimangono nei loro paesi a lottare? 

Il papa, il genocidio degli Armeni e la guerra come genocidio
post pubblicato in POLITICA, il 15 aprile 2015


Armeni, la Turchia attacca Bergoglio, Gentiloni lo difende: «Toni ingiustificati»

Papa Francesco: «Massacro Armeni primo genocidio del XX secolo». Turchia protesta col Pontefice

Quando si parla di genocidio bisognerebbe sempre considerare, innanzi tutto, il fatto che tutte, o quasi, le nazioni, o popoli,ne hanno commesso almeno uno nel corso della loro storia, e il periodo storico in cui viene collocato. Inoltre, bisognerebbe considerare l’attuale assetto politico ed economico internazionale affinché non si vada incontro a crisi internazionali proprio a causa dell’accusa di genocidio rivolta a un paese;crisi che potrebbe modificare lo stesso assetto politico ed economico internazionale. A questo si può aggiungere che chi lancia l’accusa, a un’analisi storica risulterebbe egli stesso parte di un popolo, o nazione, che nel passato di genocidi ne ha compiuti parecchi. Di pulizie etniche ce ne furono anche nell’800 – si veda la guerra degli stati uniti contro gli indiani d’America(dimenticata da tutti) - e prima – si veda la guerra della Spagna contro i popoli precolombiani. Tanto per citare i più conosciuti. Ma anche le guerre di religione, come quella inglese della regina Elisabetta contro i cattolici, o i secoli bui dell’Europa cattolica.

Con genocidio si indica: “un reato commesso allo scopo di sterminare un gruppo etnico,religioso, razziale e nazionale, e che, quale reato internazionale, è di competenza dell'ONU”, dunque, non implica necessariamente la guerra intesa come lotta tra popoli o interna a un popolo. Questo però non significa che la guerra sia meno cruenta del genocidio e non venga usata anche per perpetrarlo; anche gli stati uniti, nella loro lotta contro gli autoctoni americani, non definirono mai lo sterminio di quei popoli un genocidio. Pertanto, al di la del significato che si da alle parole, guerra e genocidio si equivalgono nel momento in cui la lotta tra popoli e interna a un popolo è sempre e comunque l’affermazione di uno sull’altro, di un’idea sull’altra e, di conseguenza, il tentativo di distruggere l’altro, non tanto fisicamente ma nella sua cultura cancellandone il ricordo.

Non si tratta di parlare della storia e dei presupposti del genocidio Armeno che, a quanto pare, sembra alquanto attuale;simile o uguale a quella dell’Isis. Quello che interessa è il perché il papa ha ricordato il genocidio armeno in un contesto storico molto instabile, e lo fa in modo chiaro perché “il cristiano deve essere chiaro” nelle sue denunce.

La Turchia – stato laico dal 1924 che riconosce la libertà di religione; ne è dimostrazione il viaggio del papa in Turchia  -, che dal dopoguerra è alleata dell’occidente, fa parte della Nato e aspira ad entrare nell’unione europea,all’accusa del papa reagisce in modo forse un po’ troppo esagerato; in fondo il genocidio - o sterminio o altro termine non ha importanza perché, comunque,indica sempre la volontà di eliminare un oppositore e concorrente nel dominio del territorio – c’è stato; e nessuno lo può cancellare al di la delle parole e della proibizione di parlarne. C’è stato in un contesto storico particolare e di grande sterminio causato dalle nazioni europee entrate in conflitto tra loro; nazioni dichiaratamente cristiane: la prima guerra mondiale. Adesso, la Turchia cerca di inquadrare il genocidio in questa guerra e sbaglia, ma sbaglia anche chi lo vede come un fatto in se slegato dal contesto internazionale di allora – gli armeni si schierarono con la Russia nell’aggressione alla Turchia.

Possibile che sbaglino tutti e due? Si chiederà qualcuno. Si, è possibile perché la guerra stessa ha provocato milioni di morti– si stimano26 milioni -, pertanto, fu una guerra all’insegna del genocidio sia sul fronte che nelle popolazioni civili. Dunque, se la guerra stessa ha generato un genocidio, ha che serve guardarne i “particolari” (scusate il termine) se non ha scopo discriminatorio?

D’altronde, la prima guerra mondiale è stata iniziata dall’Europa, che, non paga del genocidio della prima, diede inizio anche alla seconda che provocò 54 milioni di morti provocando uno sterminio mai verificatosi prima, è perciò sviante parlare di genocidi particolari estrapolandoli dal contesto in cui sono avvenuti. Se consideriamo che dopo la prima guerra mondiale i genocidi si sono susseguiti continuamente in varie parti del mondo dalla Corea e Vietnam all’invasione dell’Afganistan da parte della Russia e dal successivo regime talebano ; dalla guerra tra Hutu e Tutsi in Ruanda alle recenti repressioni nei paesi musulmani e all’Isis. Senza dimenticare le foibe jugoslave, i campi di concentramento russi, le tante guerre latino americane, la Cina e via dicendo, è chiaro che di guerre ce ne sono state e, tutte, hanno portato in se la volontà di eliminare il popolo o le idee che non si conformavano.   

Se è chiaro che detti genocidi, sia per i motivi che per i metodi, vanno condannati, non è però chiaro lo scostamento dal contesto. Pertanto, le parole del papa e la frase: primo genocidio della storia– come a dire che le repressioni e le guerre prima della grande guerra non erano genocidi o, comunque, sterminii ai danni delle popolazioni inermi -, hanno un valore retorico che maschera la volontà di condannare un’idea e il popolo/i che la rappresenta; non va dimenticato che a mettere in atto il genocidio fu l’impero turco ottomano.  

Quello che lascia perplessi è il dualismo con cui viene affrontata l’attuale situazione storica da parte della chiesa: da una parte si richiama alla tolleranza e alla diplomazia, chiedendo ai governi di trovare soluzioni pacifiche, per risolvere il problema dell’instabilità del mondo musulmano, dall’altra si “provoca”; forse aspettandosi una reazione che potrebbe giustificare la reazione occidentale violenta?

Le azioni del papa hanno anche come primo scopo l’evangelizzazione del mondo, ovvero, la conversione dei popoli all’idea religiosa cristiano/cattolica. Tutte le azioni del papa si muovono in questo senso. Il problema, però, è che il cristianesimo è diviso al suo interno e,perciò, è importante che si arrivi a un’unità, almeno d’intenti se non pratica.Cosa c’è, allora, di più significativo che ergersi a baluardo in difesa  di tutti i cristiani? Cosa c’è di più significativo di riuscire a fare da catalizzatore divenendo il centro di tutta la cristianità?

Ma mettere a rischio ulteriormente la stabilità forse può servire a riunificare le varie tendenze cristiane. Ma ne vale la pena? lui stesso dice che la nostra è l’epoca di una guerra mondiale frammentata; ma una guerra mondiale con gli schieramenti ben definiti rischia di essere l’ecatombe dell’umanità visto i mezzi a disposizione.

D’altronde, ogni idea che si dice universale ha bisogno di agire in modo universale, di recepire ogni disagio delle popolazioni– politica questa che capirono i padri fondatori dei vari movimenti laici;rivolgersi non più a un popolo ma all’intera umanità; che nella fattispecie erano i lavoratori – mondiale per arrivare a creare una rete universale che copra ogni angolo della terra ma, più importante, ogni aspetto della vita coinvolgendo un maggior numero di categorie umane. Questo obiettivo,considerando l’impossibilità, che ogni politico e uomo di pensiero conosce bene, di arrivare al convincere tutti della giustezza del proprio pensiero,deve necessariamente passare attraverso la negazione delle idee che non si conformano. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. papa guerra genocidio armeni

permalink | inviato da vfte il 15/4/2015 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L’ultima creazione di Grillo: Renzi, l’uomo invisibile.
post pubblicato in POLITICA, il 13 aprile 2015


Ormai Grillo sembra arrivato nei piani alti dell’esistenza umana.

Leggo sul suo sito un post dal titolo emblematico “Blog derenzizzato”che ha reso invisibile sul suo blog Matteo Renzi.

Invisibile, cacchio!Sicuramente non conosce, o conosce e finge di non conoscere, tutte le ricadute sulla vita degli italiani.

Come al solito, il signor grillo ne inventa una ogni giorno. L’ultima riguarda il dono dell’invisibilità a Matteo Renzi - poco emerito leader del PD e del per nulla (almeno agli occhi e orecchie dei lavoratori e pensionati; ultimi beneficiari della sua politica) convincente governo italiano. Questa, però, è un’invenzione che, a differenza delle precedenti, non è a doppia lama, anzi, qui di lama ce n’è una sola; ed è sospesa sulla testa di tutti gli Italiani.

Ma si rende conto il signor grillo cosa significa rendere invisibile un essere umano? Beh, sembra di no! tanto vale allora che glielo spieghiamo un attimo in modo succinto ma chiaro.

Dunque, se io fossi invisibile, la prima cosa che farei sarebbe di entrare in una banca, aspettare la notte e prendere tutti i soldi possibili. Chiaramente non è possibile,ovvio; e come farei poi a portarli fuori? Mah! Ma questo è un pensierino,almeno credo, che milioni di persone farebbero.

Adesso immaginiamo un politico del calibro di Renzi diventare invisibile, ovvero, nessuno sa più cosa fa, ovvero, quali, perché e come fa le leggi che, già ora, ci paiono alquanto sbilanciate verso una piccola, anzi piccolissima, ma che dico, verso un esiguo numero di italiani, e pensate cosa potrebbe fare con a disposizione il paese in modo informale, tipo essere mitologico – perché se è invisibile chiaro che saranno altri a tenere i rapporti con il paese.

Se non ci riuscite non importa, tanto lo sta facendo già ora. Quello che cambierebbe sarebbe il potenziamento del suo potere che lo porterebbe ad agire indisturbato, tanto non esiste, è solo un’immagine virtuale della mente.

Insomma, non parlare di una persona non significa eliminarla, anzi, se la si ritiene pericolosa, in questo modo la si rende ancor più pericolosa proprio grazie alla sua invisibilità. Non s’è mai visto un’opposizione che non parli del leader della maggioranza che, anzi, parlarne (male) ne diminuisce la popolarità – si veda Berlusconi; ovviamente per lui conta anche il suo comportamento che, se per un verso, almeno per certe categorie di persone, è stato un comportamento ineccepibile, per altri versi è stato un comportamento a dir poco e per essere gentili - data la sua età e, comunque, offendere non paga che, anzi, può costare – alquanto discutibile.

Dunque grillo,probabilmente, non avendo più grillini da educare perché tutti epurati, ovvero,avendo già degrilinnizzato l’harem, si appresta, nella sua infinita goliardia,a depurare il paesaggio del suo blog da nomi non tollerati da lui e dai suoi accoliti. Ma, a questo punto, cosa dirà della politica italiana ai suoi se rende invisibile il premier che ne è l’autore primo? Bah! Balle della politica; sempre più bieca e cieca nei confronti degli italiani che, a loro volta, vedono la politica sempre più lontana e fantascientifica. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica grillo renzi

permalink | inviato da vfte il 13/4/2015 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il papa e il perdono ai criminali
post pubblicato in POLITICA, il 13 aprile 2015


Il papa:criminali, cambiate vita, dio vi giudicherà

Tra le tante parole che il papa esprime senza timore, ce né una, ma non l’unica, che lascia un po’ perplessi ed è inserita nella bolla papale con cui ha indetto l’anno santo straordinario, che verrà aperto l’8 dicembre e si concluderà il 20 novembre 2016, sulla misericordia: criminali, cambiate vita, dio vi giudicherà. Un invito un po’ estemporaneo dato che i criminali,o credono nell’esistenza di dio ma non nel suo operato o non ci credono affatto;una terza opzione sta nel fatto che credono in dio ma anche nel suo perdono al di la di quello che fanno e ciò equivale a non credere, perlomeno, a non credere nel dio cristiano/cattolico.

 A che serve, allora, chiedere a una persona di cambiare vita perché, altrimenti, incorre nella punizione di dio se non ci crede o se è convinto che, comunque, si salverà lo stesso?

Ovviamente,il discorso del papa è in sintonia con il pensiero di Gesù, in modo particolare sulle parole: non sono venuto per coloro che hanno fede, ma per coloro che non ce l’hanno. E i criminali, di certo,anche se ostentano fede, non ce l’hanno. Ma proprio per questo diventa inutile l’esortazione del papa perché, in ogni caso, la loro presunta fede serve loro di fronte agli uomini e non a dio.

Detto questo,si può comunque capire l’invito a pentirsi, magari costituendosi al potere umano per ragioni che riguardano la coscienza umana, ma non per un’eventuale punizione di un dio in cui loro non credono e usano per loro vantaggio.

Allora quel“cambiate vita” può aver valore solo se si riferisce alla giustizia umana e nona quella divina che, va detto, non ha bisogno di un pentimento di fronte a un giudice;basta quello interiore, se è sincero, ovviamente. Ma quale criminale farebbe una cosa del genere senza un riscontro – si vedano i “pentiti”?

Ma il papa non si limita all’esortazione, parla anche delle ricadute delle azioni criminali, in modo particolare la corruzione. Ricadute che vanno ad aggredire il benessere della popolazione rendendola più povera. Difatti,al punto nove della bolla, egli parla apertamente della criminalità e della ricaduta con queste parole: “Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale”. Leggendo il testo, si ha la netta sensazione che ciò che sta a cuore al papa è il benessere, non solo quello spirituale, ma anche quello materiale.

Dunque, l’esortazione del papa, pur partendo da un presupposto religioso, finisce con l’essere un messaggio politico/sociale; pur parlando di misericordia, finisce col chiedere l’intervento, non tanto divino quanto umano e lo dice con queste parole: “Per debellarla dalla vita personale e sociale sono necessarie prudenza, vigilanza, lealtà, trasparenza, unite al coraggio della denuncia vale a dire, denunciare alle autorità umane. Ma allora, forse basterebbe eliminare il “segreto confessionale” dato che molti mafiosi, e criminali in genere, convinti nel perdono al di la delle azioni, si confessano dai preti.

Certo, il discorso del papa è molto duro, ma questo non significa che sia determinato a sconfiggere il male coi mezzi umani;d’altra parte, lo sa benissimo che la lotta tra “bene e male” finirà con il “giudizio universale”

Ma ciò che conta nel discorso del papa, è la volontà di elaborare un discorso dove, attraverso la fede, si possa inserire il tema politico/sociale con l’obiettivo di aumentare i consensi. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. papa perdono criminali bergoglio anno santo

permalink | inviato da vfte il 13/4/2015 alle 13:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Jobs act, demansionamento con tagli stipendio per salvare posto
post pubblicato in LAVORO, il 11 aprile 2015


Jobsact, demansionamento con tagli stipendio per salvare posto

Le nuove regole del dimensionamento delle professionalità che, a detta del governo, hanno come obiettivo "anche quello di rendere più flessibile la gestione del rapporto di lavoro e l'esercizio del potere organizzativo del datore di lavoro" prevedono che: “il lavoratore potrà essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento e non più soltanto a mansioni equivalenti (cioè a quelle che implicano l'utilizzo delle stesse professionalità); in caso di mutamento degli assetti organizzativi dell'azienda il lavoratore potrà vedersi modificare unilateralmente e in peius le mansioni con un livello di inquadramento inferiore pur salvando il livello di inquadramento stesso e la retribuzione. Ma, e qui sta l’inghippo, “in cosiddetta sede protetta il lavoratore potrà concordare con il datore di lavoro nuove mansioni e un taglio dello stipendio se ciò dovesse rispondere alla "necessità di conservare il posto di lavoro",ovvero, se il datore, ha la necessità di reinquadrare il lavoratore, potrà ,mettere il lavoratore di fronte alla scelta di poter continuare il rapporto di lavoro con altra mansione a patto che rinunci anche allo stipendio della mansione precedente, di conseguenza, cambierà anche il suo livello di inquadramento.

Mah! Ma quale sede protetta, qui si sta prendendo in giro il lavoratore!Non c’è bisogno di essere dei geni per capire che la seconda parte, salvo eccezioni, eliminerà la prima; quale datore, avendo la possibilità di diminuire lo stipendio, non usufruirà del “potere” che gli viene messo nelle mani? Che si tratti di assetto organizzativo o di crisi dell’azienda o di automazione, il datore sfrutterà sempre e comunque la seconda opzione.

Siria, jihadisti Isis vittime di leishmaniosi: 100mila casi accertati
post pubblicato in NOTIZIE, il 7 aprile 2015


Da AdnKronos:I jihadisti dello Stato Islamico (Isis) in Siria sono staticolpiti dalla leishmaniosi, Malattia letale senon curata. Lo Riporta ilquotidiano Britannico The Mirror, sottolineando che l'Infezione si stapropagando rapidamente per via delle scarse condizioni di Igiene e finora ha colpito100 mila persone. Il numeromaggiore di casi e stato registrato a Raqqa.

Per una comprensione seria della malattia sarebbeopportuno leggere qui

In tutta sincerità, credo che non ci dovrebbeimportare niente il fatto che anche i jihadisti ne sono colpiti, anzi… Va dettoche la malattia è considerata endemica in molte parti del mondo e che,pertanto, esistendo costantemente focolai della stessa, la notizia in se non ènotizia; se la malattia colpisce anche l’uomo, non si vede perché i jihadistidovrebbero esserne immuni. Caso mai diventa un problema nel momento in cui prendela forma di epidemia o pandemia ma, a quanto sembra, la diffusione dovrebbeavvenire solo attraverso la puntura di insetti.  

Bah, forse che, chi a diffuso la notizia, sperache l’Isis si sciolga al sole causa malattia?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. leishmaniosi isis epidemia

permalink | inviato da vfte il 7/4/2015 alle 12:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Siria, jihadisti Isis vittime di leishmaniosi: 100mila casi accertati
post pubblicato in NOTIZIE, il 7 aprile 2015


Da AdnKronos:I jihadisti dello Stato Islamico (Isis) in Siria sono stati colpiti dalla leishmaniosi, Malattia letale se non curata. Lo Riporta il quotidiano Britannico The Mirror, sottolineando che l'Infezione si sta propagando rapidamente per via delle scarse condizioni di Igiene e finora ha colpito 100 mila persone. Il numero maggiore di casi e stato registrato a Raqqa.

Per una comprensione seria della malattia sarebbe opportuno leggere qui

In tutta sincerità, credo che non ci dovrebbe importare niente il fatto che anche i jihadisti ne sono colpiti, anzi… Va detto che la malattia è considerata endemica in molte parti del mondo e che,pertanto, esistendo costantemente focolai della stessa, la notizia in se non è notizia; se la malattia colpisce anche l’uomo, non si vede perché i jihadisti dovrebbero esserne immuni. Caso mai diventa un problema nel momento in cui prende la forma di epidemia o pandemia ma, a quanto sembra, la diffusione dovrebbe avvenire solo attraverso la puntura di insetti.  

Bah, forse che, chi a diffuso la notizia, spera che l’Isis si sciolga al sole causa malattia?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. isis epidemia leishmaniosi

permalink | inviato da vfte il 7/4/2015 alle 12:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il Cardinal Bagnasco, la società laica e il laicismo, ovvero, la distruzione dell’uomo.
post pubblicato in RELIGIONE, il 6 aprile 2015


Da Ansa: Le persecuzioni dei cristiani non avvengono soltanto fuori dall'Europa. "In Occidente la persecuzione non fa strage di sangue, è più subdola e passa attraverso non le armi ma le carte. In nome dell'uomo e della libertà si vuole distruggere l'uomo". Lo ha detto il card. Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova. "Verrà il giorno in cui Dio chiederà conto a chi ha ucciso nel suo nome, e a chi nulla ha fatto per fermare lo sterminio" e noi, "come uomini e come cristiani, non possiamo tacere". Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco oggi durante la messa per la Pasqua a Genova.

Come no, in Europa, secondo il cardinale, sarebbe in corso un “genocidio” a colpi di carta, e non di soli cristiani, ma dell’uomo;“in nome dell’uomo e della libertà si vuole uccidere l’uomo” questo dice il cardinale.

Strano però – o almeno così sembra - che il cardinale pensi al “genocidio” europeo quando in Africa e nel medio oriente il genocidio è più che reale. In realtà, il cardinale ci da l’ennesima prova dello sfruttamento dei drammi umani per propagandare le proprie idee.

 Anche se non è chiaro, almeno dall’articolo, a cosa di preciso si riferisce, si può però presupporre: 1) che si riferisca alla politica dei governi europei in merito ai problemi etici. Detti problemi vengono oggi affrontati in un’ottica laica e,pertanto, diversa da quella religiosa. Si ha dunque un’accettazione dell’eutanasia, del riconoscimento delle coppie omosessuali e, in generale, di quelle di fatto, ovvero, non sposate secondo il rito religioso, del divorzio e dell’aborto. Dunque, secondo il cardinale, i governi europei non starebbero“liberando” l’uomo ma, addirittura, distruggerlo. E perché mai? Ma semplice no!perché se l’uomo non segue i dettami di “dio=religione=preti=vaticano”, l’uomo si autodistruggerà, ovvero,se il cristianesimo cattolico finisce. Peccato, però,che i governi occidentali, che critica, si definiscano tutti, o quasi,cristiani! Mah!

Dovrebbe, il signor Bagnasco, prendere atto dei cambiamenti umani, questo gli permetterebbe, a lui e ai preti in genere, che l’uomo progredisce al di la dei limiti imposti dai vari assolutismi dei poteri forti,ovvero, che il cristianesimo, come ogni religione o filosofia o ideologia del passato, sta arrivando alla fine del suo percorso perché non è stato capace di rispondere alle aspettative reali umane.

Oppure: 2) che l’occidente, “oltre a uccidere l’uomo” ma proprio per questo, non sta facendo nulla per risolvere la situazione drammatica in cui versano i cristiani nel mondo arabo. Già! Ma… in conclusione, cosa si deve fare per fermare questo genocidio (che, comunque, non coinvolge solo i cristiani)? Il signor Bagnasco, anche se non lo dice, lo pensa, vorrebbe che l’occidente entri in conflitto col mondo islamico, ma si limita a dire che non possiamo tacere. Ma, il signor Bagnasco, dovrebbe sapere che, storicamente, la parola non ha nessun valore per gli autori dei genocidi, anzi, se facciamo riferimento all’Europa “cristiana” del novecento, di fronte alla Germania hitleriana non ci furono ne parole ne trattati in grado di fermare l’eccidio commesso da Hitler e i suoi seguaci.

Allora? Chiederà qualcuno. Allora, risponde il signor Bagnasco senza rispondere, bisogna agire di conseguenza; rispondere alle azioni estremamente violente con la stessa violenza che si è usata contro Hitler in Europa.

Effettivamente, se consideriamo l’attuale comportamento del movimento islamista Isis come un crimine contro l’umanità(non solo contro i cristiani), allora è ovvio che le misure da prendere non sono ne le preghiere ne la diplomazia dato che siamo di fronte a crimini di guerra . Di fronte a eventi estremi come l’Isis, l’unica azione in grado di fermarli è la guerra dell’occidente contro l’Isis; a meno che, l’Onu, Usa e Europa non riescano, con la “diplomazia”, a convincere i maggiori stati musulmani a combattere contro l’Isis, il che, comunque, significherà un bagno di sangue; e non solo contro l’Isis, ma contro chiunque si trovi sulla linea del fuoco; così come ci insegna sempre la storia che, in merito, è una grande maestra (nelle guerre contro il comunismo, o presunto tale, data la situazione in cui operavano i militari statunitensi (guerre senza prima linea come in Corea e Vietnam), le conseguenze furono pagate anche dalla popolazione civile che si trovò in mezzo senza esserne partecipe. Comunque sia, il signor Bagnasco,senza dirlo esplicitamente, chiede una guerra!

Pertanto, il signor Bagnasco, prima di lanciare accuse alle società laiche, dovrebbe, in merito alla guerra e alle sue implicazioni,innanzi tutto analizzare bene l’attuale assetto socio/politico/economico della parte di mondo coinvolta con l’Isis, in secondo luogo, dovrebbe cercare di ricordare/capire che la guerra tra islam e cristianesimo è nata con la nascita, o quasi, dell’islamismoe che, detta guerra, non è mai stata di religione ne da una parte ne dall’altra,piuttosto fu ed è una guerra di territorio e di “civiltà” – ovvero, si trovano di fronte due modi opposti di intendere la società umana.

In secondo luogo, in merito alla presunta “distruzione dell’uomo” che vorrebbe essere perpetrata dalle società laiche, capire che l’uomo,in quanto essere senziente, cerca sempre e comunque strade diverse per la sua realizzazione; pensare che la religione “cattolica” sia l’unica in grado di realizzare le aspettative umane, visto anche che in duemila anni non c’è riuscita e, tra l’altro,s’è adoperata a contribuire in modo alquanto consistente alle guerre, è alquanto irrealistico.

Dunque, il signor Bagnasco dovrebbe avere il coraggio di dire apertamente che, secondo lui e la chiesa cattolica, per rimettere a posto le cose, ovvero impedire all’islamismo radicale di affermarsi, c’è bisogno di un’azione forte e violenta: la guerra. Ma così facendo perderebbe consensi, lui, la chiesa e il papa.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. guerra laicità religione laico cardinal bagnasco

permalink | inviato da vfte il 6/4/2015 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Guerra di religione o guerra di civiltà?
post pubblicato in GUERRA E PACE, il 4 aprile 2015


 Il Messaggero

Ancora cristiani sotto attacco nel mondo musulmano da parte dei fondamentalisti jihadisti che hanno attaccato una scuola in Kenya e, dopo aver diviso i musulmani dai cristiani, quest’ultimi sono stati massacrati – sembra almeno 147 persone. Uccisi per il fatto di essere cristiani.

All’apparenza,quest’azione, che è l’ultima di una lunga sequenza, farebbe presupporre ad un peggioramento, della guerra in corso, tra la religione musulmana e quella cristiana, ovvero, una guerra di religione a tutti gli effetti. In pratica,però, non è affatto così, anzi… nel mondo musulmano, oltre ad essere in corso una guerra interna per l’affermazione di un islam delle origini – Isis e suoi alleati contro tutti i musulmani non allineati (in pratica l’islam sunnita contro quello sciita) -, c’è anche, come conseguenza, una guerra control’occidentalizzazione del mondo arabo.

Si sa che tra musulmani e occidente la guerra è in corso da sempre. Si sa che all’inizio era tra islam e sacro romano impero (cristianesimo). Si sa che nel corso dei secoli il cristianesimo ha prodotto l’attuale sistema e, pertanto, la guerra si è spostata dal presupposto religioso a quello ideologico ed economico.

Già con l’avvento di Khomeini in Iran si era verificato lo scontro sia all’interno che all’esterno nei termini attuali; lo scià di Persia era un musulmano occidentalista, Khomeini era invece un musulmano integralista. Da qui incominciò l’escalation della guerra tra occidente e musulmani che dal dopo guerra era una guerra di liberazione dal colonialismo europeo nato dopo la sconfitta dell’impero turcomanno, si trasforma in una guerra di civiltà.

Definirla una guerra di religione come si tende a fare, però, è una forzatura poiché i cristiani presenti non sono semplicemente portatori di una diversa religione ma, cosa più importante, di un altro modo di intendere i rapporti umani reali. Essi non vengono visti come i portatori di una visione, in termini religiosi, della vita assoggettata al volere di dio, ma, dato l’origine del nostro sistema economico e sociale, come i portatori della civiltà laica occidentale in quanto membri attivi di essa. Ciò significa che il cristiano, accettando la divisione tra stato e chiesa, ovvero, vivere la religione all’interno di una civiltà laica senza opporsi ad essa in nome dello stato teocratico più conforme alle religioni diventa, agli occhi del musulmano integralista, il portatore dei valori della civiltà laica stessa.

Pertanto, il nemico del musulmano integralista non è la religione cristiana in se, di per se è anch’essa integralista, ma l’occidente capitalista e laico.

Dunque, sarebbe opportuno interpretare l’attuale situazione come guerra di civiltà tra due sistemi opposti sul piano sociale, politico ed economico.

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. europa guerra cristianesimo laicismo islam

permalink | inviato da vfte il 4/4/2015 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Roma Capitale e il giubileo della misericordia
post pubblicato in Riflessioni, il 31 marzo 2015


 

Il papa ha indetto l’anno santo STRAORDINARIO all’insegna della MISERICORDIA. Questo significa che dovrebbe servire a infondere nell’uomo il senso di misericordia. Ma che cosa è la misericordia?

Alla voce misericordia del “dizionario italiano” si legge: “Sentimento di profonda compassione per l'infelicità altrui, che spinge a soccorrerla, ad alleviarla: lo ha fatto per m.; aiutandolo farai un'opera di misericordia”, pertanto, la misericordia, nella religione cristiano cattolica è un sentimento che presuppone il soccorso verso il prossimo “infelice” o, quantomeno disagiato.Ed è questo che, almeno teoricamente, il papa si accinge a fare con l’anno santo straordinario.

Detto anno santo, com’è ovvio visto l’enorme afflusso di gente che visiterà l’Italia, e Roma in particolare, presuppone chele autorità italiane, e romane in prima persona, si facciano carico dell’organizzazione e dell’ordine pubblico, visto che il piccolo stato del vaticano non è in grado di sostenere un compito simile. E Roma capitale intende sovrintendere a questo compito con azioni adeguate. Peccato, però, che tra queste azioni ci sia anche lo sgombero definitivo dei campi rom abusivi. Cosa questa che fa pensare ad uno“sfruttamento” della situazione per mettere in atto quello che si cerca di fare da tempo; eliminare “l’anomalia” dei rom e, magari, nel prossimo futuro,quanti, per ragioni indipendenti da loro, si trovano a vivere per la strada, il tutto per ragioni di “decoro urbano”, come a dire che chiunque scelga una vita diversa, o vi è costretto dalle circostanze, rovina il “decoro” della città.    

Questo il ragionamento del comune: Il Comune, vista anche la particolare occasione, pensa a un piano in due fasi. La prima sarà necessariamente soft: ai nomadi sarà proposto di trovare sistemazioni legali e decorose nella Capitale, dai posti ancora disponibili nei villaggi della solidarietà già esistenti ai bandi per l’assistenza alloggiativa che saranno lanciati con la fine della politica dei residence. Contemporaneamente, però, sarà ridotta fino a esaurimento qualsiasi forma di incentivo per i campi abusivi,dalla fornitura gratuita di energia elettrica agli altri interventi finanziati con fondi capitolini. Un’opera che continuerà progressivamente, fino alla chiusura di quello che resterà degli insediamenti illegali. Il senso sarà:avete l’opportunità di mettervi in regola, ma se proprio non volete non potrete continuare a vivere nell’illegalità e nel degrado. 

Due cose lascino perplessi: il pretesto e il modo.

Il pretesto, ovvero l’anno santo, è solo, appunto, un pretesto perché da anni si sta cercando di chiuderei campi rom abusivi senza mai riuscirci, e il motivo della chiusura è stato essenzialmente il decoro urbano. Ora, con l’evento dell’anno santo, si pensa di agire definitivamente prendendo a scusa la misericordia. Una cosa assurda se si pensa che detti campi, se sono illegali, possono essere chiusi in ogni momento spingendo i rom o ad andarsene dall’Italia o ad adeguarsi. Se poi nei campi illegali ci sono persone che compiono azioni illegali e moralmente condannabili – come mandare i bambini a fare accattonaggio – sarebbe già, di per se, un’opportunità di condannarli penalmente e affidare i figli a persone, anche rom, in grado di dare loro, perlomeno, un’educazione idonea a inserirsi nella società; cosa centra in tutto ciò l’anno santo?

Il modo è a dir poco ipocrita. Se da una parte si incentivano i rom ad abbandonare i campi aiutandoli a trovare una sistemazione “legale e decorosa”, dall’altra si incomincia sin da ora a e fino ad esaurimento ogni forma gratuita di servizi finanziati dal comune; come a dire che se ne devono andare comunque. Inoltre,va detto per inciso, da una parte si parla di illegalità, dall’altra il comune “incentiva”i campi rom con “forniture gratuite di energia elettrica e altri servizi”. Ma se sono abusivi, perché il comune li ha finanziati?

Insomma, questi campi, che tra l’altro sono sparsi un po’ ovunque in Italia, se sono abusivi non dovrebbero neanche esistere e, invece, lo stesso comune ci dice che vengono addirittura aiutati ad esistere.

Tutto ciò, comunque,è in netta contraddizione con lo spirito dell’anno santo che nasce, appunto, in nome della misericordia. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. roma sindaco rom sgombero marino anno santo

permalink | inviato da vfte il 31/3/2015 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La finzione della democrazia.
post pubblicato in Riflessioni, il 29 marzo 2015


Si sa che la politica “moderna” italiana si basa essenzialmente sul protagonismo dei suoi componenti.Si sa anche che questo protagonismo si diletta anche nella diffamazione dell’avversario.  Si sa inoltre che ogni politico è convinto di avere la verità assoluta in tasca e che detta verità la deve tradurre a ogni costo nella realtà. Si sa pure che ogni politico si sforza di essere accettato e di conseguire un risultato consensuale tale da permettergli, se non di avere la maggioranza, almeno di contare nel legiferare.Quello che forse si sa poco o non si sa affatto o si sa e non lo si ammette è che ogni politico pensa di poter governare da solo; cosa che lascia presupporre che abbia – il politico – aspirazioni da dittatore.

Lo si è visto con Berlusconi, con le sue leggi o tentativi di legiferare sia per difendere la propria persona e posizione che per controllare meglio gli eventi sociali attraverso l’informazione nel tentativo, attraverso la propaganda, di acquisire un consenso assoluto che lo avrebbe portato a diventare l’unico governante. Lo si vede anche oggi con Renzi che dice di procedere comunque al di la della posizione del governo e parte del suo partito senza nessuna mediazione con le altre componenti della società; proprio in questi giorni è passata in commissione senato la legge sulle unioni civili che da agli omosessuali gli stessi diritti delle coppie etero – cosa buona e giusta, intendiamoci. Questo commento non vuole essere contrario a tale legge, anzi…. La legge è passata coni voti del Pd, ma non tutto, e del M5s, cioè, di una parte dell’opposizione,pertanto, al di fuori della maggioranza che ha visto l’N.c.d. contrario e, in modo trasversale, i cattolici. Dunque, senza tener conto delle varie componenti del governo, Renzi ha proposto e ottenuto la maggioranza con l’appoggio diparte dell’opposizione.

Lo si vede anche con Grillo che s’è posto il compito di “mandare tutti a casa scardinando il parlamento”, e che a ogni dissenso interno del suo M5s corrisponde l’espulsione. Ai leader maximi risponde in coro il partito o movimento che, salvo eccezioni rare, anche quando dissentono, lo fanno per assurgere essi stessi a leader maximi.

Dunque, la politica moderna, quella della seconda repubblica che avrebbe dovuto portare l’Italia a un sistema più “democratico” e più equo, si sta risolvendo con una lotta tra singole persone, come ai tempi della monarchia, per il potere. Lo scopo apparente di questa lotta, che viene portata avanti nascondendosi dietro la democrazia, la libertà, è il benessere degli italiani,  di fatto, tentano di portare l’Italia a un sistema, se non dittatoriale, di sicuro chiuso a ogni interferenza popolare.

Questo, comunque, è un difetto cronico dei politici - che da sempre aspirano a universalizzare le loro idee - che trae origine dalla cultura religiosa e ideologica; sono, da sempre,le religioni e le ideologie a determinare il tipo di governo. Questo significa che la democrazia (governo del popolo) è solo una finzione per mascherare le vere intenzioni. Inoltre, serve anche a illudere il popolo - attraverso il cosiddetto sistema parlamentare, dove i governanti vengono eletti in base a pseudo programmi, dal popolo con votazioni plebiscitarie ma che, una volta eletti i rappresentanti, non hanno più nessun controllo su di essi - di essere partecipi della politica che i governi fanno, ma anche responsabili dei loro errori. D’altra parte, coloro che si astengono dal voto per protesta, anche qualora fossero la maggioranza , non essendoci un quorum per la validità delle elezioni, deve accettare il governo, e le sue leggi, eletto “democraticamente”;praticamente, in modo particolare con l’attuale legge elettorale (porcellum) –ma anche con quella in discussione alle camere (italicum)-, un governo può governare, grazie al premio di maggioranza, anche con solo il 25-30% dei consensi.

D’altra parte, Le stesse politiche dei governi non trovano nessun riscontro nella realtà – basta vedere la legge sul lavoro (job act) - perché le leggi, essendo i politici “ricattati” dai poteri forti in termini di economia, tendono sempre a colpire le fasce di popolazione meno abbienti - operai, impiegati pensionati, partite Iva, ecc., senza mai toccare, anzi, agevolando, i grandi capitali finanziari e la grande e media industria.

In un contesto simile è difficile anche solo sperare in una possibile soluzione positiva per il popolo.I politici sembrano sempre più orientati verso una società verticale anziché predisporre, attraverso le leggi, un percorso verso una società orizzontale.

Orientamento che presuppone una società basata sulla dipendenza del popolo dal politico che a sua volta soggetto al ricatto finanziario, ne diviene l’esecutore con tutti i vantaggi del caso. E il popolo? Ritornerà ad essere il volg(are)o diseredato e spogliato di tutti i suoi diritti.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica diritti democrazia popolo

permalink | inviato da vfte il 29/3/2015 alle 12:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
TESTAMENTO
post pubblicato in RACCONTI, il 24 marzo 2015


Ciao a tutti. Ciao mondo infame. Quello che sono io non importa, importa quello che non faccio, quello che faccio non importa a nessuno tranne che a me. Ma forse neanche a me. Che m’importa in fondo d’aver lavorato una vita, d’aver guadagnato una montagna di soldi – si fa per dire – di aver scopato, amato,convissuto, lasciato, essere lasciato, vissuto solo, in compagnia, d’aver vissuto nell’inerzia, nell’azione, nel lusso, in case lussuose o nella sporcizia, sulla strada, o appartamenti fatiscenti, in mezzo a manichini o a uomini, a donne brutte o belle, a carne viva o a statue, viziate o puritane,lesbiche, culattoni, bianchi, neri, rossi, atei cattolici, mussulmani, indù,che m’importa se la fine è sempre la stessa, se questo mondo cui liquida con un calcio in culo senza nemmeno ringraziare, se il ricordo non va più in la dei libri di scuola, se diverrò cibo per i vermi; ma che cazzo mi può importare!

Cosa vuoi che importi quello che faccio al mondo, al genere umano, al potente come al povero o al medio, per loro conta più quello che non faccio; se lavoro secondo il loro volere tutto bene; significa che faccio quello che vogliono, se lavoro secondo nessun volere esterno a me stesso, se cioè faccio solo per soddisfare il mio ego, esisto solo accidentalmente come immagine in una foto scattata ad altri dove per caso vengo ripreso e nessuno si chiede chi sono e cosa faccio perché quel che faccio è per loro il non fare. Pertanto, chi se ne frega del mondo!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. racconto

permalink | inviato da vfte il 24/3/2015 alle 22:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il ministro del lavoro Giuliano Poletti e la riduzione delle vacanze scolastiche, ovvero, far lavorare gli studenti.
post pubblicato in POLITICA, il 24 marzo 2015


La stampa

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha detto, a un convegno a Firenze sui fondi sociali europei, che tre mesi di vacanza per gli studenti sono troppi e che uno potrebbe essere impiegato a fare formazione(lavorando) o, comunque, a fare uno stage negli uffici o nelle fabbriche –dipende dall’indirizzo che lo studente a preso.

Una risposta positiva, che parte dal presupposto che le scuole restanoaperte anche d’estate, al ministro arriva dal vicepresidente dell’Anp (associazioneNazionali Presidi) Mario Rusconi: «Daanni, più o meno dai primi anni ’90, noi presidi chiediamo che ci siano pianiintelligenti per l’utilizzo della risorsa scuola durante l’estate. Nel ’95ricordo che collaborai anch’io a una direttiva del ministero dell’Istruzioneche presupponeva che si potessero aprire le scuole di pomeriggio avviandoattività alternative alla didattica con la collaborazione di associazioni digenitori e cooperative. L’idea di utilizzare i locali delle scuole durantel’estate per corsi di sostegno e recupero, per corsi di formazione particolari,per ospitare iniziative di giovani diplomati in cerca di lavoro ci trova dunque- osserva Rusconi - senz’altro d’accordo. Mi permetto di far notare, tuttavia,che Poletti è l’ennesimo ministro che si pronuncia sulla questione, ma mai,finora, alle parole hanno fatto seguito prassi organizzative coerenti». Unarisposta positiva per il ministro ma che si discosta dalla sua perché nonprevede la “formazione” al di fuori della scuola - come pensa il ministro – maal suo interno con un programma alternativo alla didattica che aiuti lostudente a orientarsi nel mondo del lavoro. Da quanto si può capire dalleparole del vicepresidente dell’Anp, la proposta non consiste nel mandare glistudenti nelle fabbriche o negli uffici di qualche azienda, ma nell’istruirlisul mondo del lavoro nel tentativo di aiutarli a prendere un indirizzo adattosia alla loro preparazione che al loro interesse di modo che, una volta finitala scuola, possano sapere già cosa vogliono e dove trovarlo.

Gli studenti, invece sono decisamente contro. Il portavoce nazionaledella rete degli studenti afferma che il piano del ministro non tiene contodella realtà di più della metà degli studenti che già lavorano nel periodoestivo e lo accusa di legalizzare lo sfruttamento degli studenti già in essere.

Tre mesi di stacco dallo studio, in linea di massima,e se non consideriamo i compiti a casa e eventuali esami di riparazione perrecuperare i crediti, può essere troppo e causare al rientro difficoltà nelriprendere da dove si è lasciato. Però, questo è vero se si pensa che tutti glistudenti passino le vacanze lontani dai libri, e questo non è vero perché aicompiti a casa e esami di riparazione va aggiunto il lavoro che molti studentifanno nei mesi estivi per mantenersi agli studi o anche solo per guadagnarequalcosa.

Dunque, la “riflessione” del ministro del lavoro, cheva a interferire con il ministero della scuola, diventa incomprensibile nelmomento in cui non tiene conto di tutte le variabili e conseguenze nel mondodel lavoro giovanile. La scuola dovrebbe pensare a istruire i giovani,l’inserimento dovrebbe essere concordato con le aziende alla fine del percorsoformativo, ovvero, dovrebbe esserci un collegamento tra scuola e aziende nellatrasmissione dei dati riguardanti gli studenti che permetta alle aziende diprendere contatto con lo studente anche durante il percorso di studio. Sarannopoi le aziende a scegliere chi e come assumere.

Che un giovane debba relazionarsi in anticipo con ilmondo del lavoro è giusto, e per questo ci sono già gli stage (STAGE, TIROCINI,ALTERNANZA SCUOLA LAVORO:lltermine tirocinio è spesso affiancato o sostituito dal termine stage, vocabolofrancese che significa “pratica”. Si tratta effettivamente di sinonimi:entrambi i termini rimandano infatti a un’esperienza di formazione praticasvolta all’interno di un contesto lavorativo, per favorire l’ingresso nel mondodel lavoro.
Il tirocinio formativo e di orientamento è regolato dall’art. 18 della legge n.196/1997, detta anche “Pacchetto Treu”, e dal relativo regolamento diattuazione contenuto nel decreto ministeriale n. 142/1998. 
È finalizzato alla creazione di momenti di alternanza tra studio e lavoro peragevolare le scelte professionali dei ragazzi mediante il contatto diretto conil mondo del lavoro e per offrire loro competenze di base, tecnico-operative etrasversali.

L’alternanzascuola-lavoro è stata introdotta dall’art. 4 della legge n. 53/2003:rappresenta una “modalità di realizzazione della formazione del secondo cicloprogettata, attuata e valutata dall’istituzione scolastica e formativa, incollaborazione con le imprese, le associazioni di rappresentanza e con leCamere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assicura aigiovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibilinel mercato del lavoro”.
Il decreto legislativo n. 77 del 15 aprile 2005 ha definito le linee attuativeper la gestione delle attività di alternanza scuola-lavoro sia nel sistema deilicei, sia nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale.Tuttavia, la disciplina sull’alternanza scuola lavoro sarà soggetta a unriesame
). Basterebbe partire da qua coinvolgendo le aziende eorganizzando il tutto durante l’anno scolastico distribuendo meglio le vacanzelasciando un mese di vacanza piena; ovviamente i periodi lavorativi devonoessere retribuiti. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lavoro scuola

permalink | inviato da vfte il 24/3/2015 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Comportamenti comuni ai due generi
post pubblicato in Riflessioni, il 23 marzo 2015


Chi dice donna dice danno; un vecchio proverbio maschilista per esprimere la convinzione che la donna non è capace di fare alcunché senza provocare, appunto, danni.

Un altro proverbio maschilista sullo stesso tema ma più mirato è: donna al volante pericolo all’istante; il significato è ovvio.

Proverbi vecchi che non hanno mai trovato riscontro con la realtà di ieri e di oggi.

Questo a dimostrazione del fatto che certi comportamenti sono comuni ai due generi. Si vedano, ad esempio, certi slogan del passato che mettevano la donna più portata alla pace e alla difesa del “focolare”, cosa alquanto smentita negli ultimi decenni dalle donne militari e dai sempre più frequenti atti di violenza delle donne anche se, bisogna dirlo, non hanno ancora superato l’uomo a cui rimane questo tristissimo primato.

Le donne,dunque, come gli uomini, sono tese ad affermare se stesse a qualunque costo;sia contro persone dell’atro genere che contro persone del loro genere.

È il caso dei tanti diverbi succedutivi negli anni tra donne, ultimo dei quali la frase di Alessandra Mussolini diretta a Nunzia di Girolamo:” De Girolamo non so come sia diventata deputata. Anzi: lo so, ma non lo dico...”, una frase dal chiaro significato sessista, anche se non espresso, a dimostrazione del fatto che sessisti non sono solo gli uomini.

Certi comportamenti, dicevo, sono comuni ai due generi. La voglia di protagonismo, di essere migliore, di conquistare o meritare la posizione raggiunta è comune ai due generi che, anche se per millenni sono stati appannaggio dell’uomo, ora,con la conquista dei diritti, anche le donne ne possono fare sfoggio.  


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diritti donne uomini generi comportamento

permalink | inviato da vfte il 23/3/2015 alle 10:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Renzi: non caccio indagati,ci si dimette per questioni politiche
post pubblicato in NOTIZIE, il 22 marzo 2015


"Non caccio gli indagati… ci si dimette per questioni politiche ed etiche non per gli avvisi di garanzia. Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia. Per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione"

Queste frasi le ha dette Matteo Renzi in una intervista a Repubblica escludendo che dopo Maurizio Lupi, ora tocchi ai sottosegretari dare le dimissioni.

Già, la costituzione. Però, quando una persona è indagata è perché ci sono indizi che portano a lui, perciò, se è vero che una persona è innocente fino alla condanna – e questo significherebbe che non dovrebbe andare in prigione a meno che non abbia la possibilità di inquinare le prove – è

altrettantovero che, durante un’indagine in cui la persona è coinvolta, detta persona nondovrebbe ricoprire incarichi fino alla sentenza. A maggior ragione se il reatodell’indagine riguarda l’etica professionale negli appalti pubblici.  

Insomma, il grande rottamatore, come tutti o quasi, cede difronte agli interessi politici.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. renzi indagati appalti pubblici

permalink | inviato da vfte il 22/3/2015 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diritto di difesa del cittadino.
post pubblicato in Riflessioni, il 22 marzo 2015



Da LorisFilante

Purtroppo è vero, in Italia manca completamente una cultura, non dico militare ma almeno di difesa. Sapersi difendere da un'aggressione è sempre stata un'opzione importante da che mondo è mondo. Ma... se sapessimo difenderci, sapremmo anche offendere, è questo che impedisce allo stato moderno di armarci.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. difesa armata

permalink | inviato da vfte il 22/3/2015 alle 11:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Leggere per conoscere...
post pubblicato in Riflessioni, il 22 marzo 2015


  Leggere per conoscere, ma a volte la conoscenza crea un disagio inconscio dove chi lo subisce è portato a credere che sia inadeguato alla vita, incapace di comprendere i significati dei messaggi che riceve.

Quando si leggono certe cose vien da pensare che l’uomo abbia perso il senso della realtà e della coesistenza.

Persone che dimenticano figli, quasi neonati, in macchina fino alla morte, politici che creano i presupposti per la violenza per poter incolpare gli avversari in campagne elettorali che sembrano sempre più scontri tra eserciti, persone che muoiono in guerre senza senso (sempre che la guerra abbia mai avuto un senso),leader politici che sembrano sempre più signorotti medioevali, anziani lasciati soli con redditi da terzo mondo, politiche che sembrano sempre più dettate per ottenere voti anziché per il benessere del popolo …..

Un mondo così non invita certo ne all’allegria ne alla disponibilità verso il prossimo. Piuttosto si viene spinti all’interno di un tunnel senza fine dove la luce è data da un sole perennemente sotto l’orizzonte. Si ha l’impressione di vivere in un mondo crepuscolare pieno di ombre che mai si palesano. Ombre che non sono i nostri fantasmi come ci vogliono far credere, anzi, sono ombre reali, ombre che lasciate libere sono in grado di interferire negativamente nella vita di tutti.

Come dicevo, la conoscenza mette a disagio, ci fa sentire inadeguati, fuori dal senso della vita.

Ma la colpa non è nostra!

Controllare gli eventi comporta, oltre alla conoscenza, anche un certo potere su di essi.Potere che ci viene tolto regolarmente ogni qual volta ci permettiamo di usufruirne.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cuotura

permalink | inviato da vfte il 22/3/2015 alle 10:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Rimborso per 5 milioni da parte della asl di Teramo ai dipendenti non medici
post pubblicato in POLITICA, il 20 marzo 2015


Il personale non medico della asl di Teramo ha diritto a essere pagato nei quindici minuti che servono per la vestizione. Così ha deciso il tribunale dopo i ricorsi dei dipendenti. Il tempo in questione è di 5 anni. La asl, secondo i calcoli fatti, dovrà sborsare 5 milioni di euro.

Già!Al contempo, però, la asl regionale ha in programma una diminuzione di personale negli ospedali regionali e la chiusura dei punti nascita in quattro ospedali della regione per far fronte alla diminuzione delle spese.

Adesso,da che mondo è mondo, e comunque nel privato, non s’è mai ne vista ne  sentita una cosa del genere; di solito si arriva sul lavoro, ci si cambia, e all’ora stabilita si va al proprio posto e si inizia il lavoro. In un mondo che tenta di liquidare (si veda il job act)  come conservatori i coloro che “pretendono” di mantenere diritti acquisiti, ottemperare a una richiesta simile è fuori luogo se consideriamo la politica di risparmio che la regione Abruzzo sta portando avanti nel campo della sanità.

A questo punto, l’incongruenza delle due notizie è evidente; da una parte, si elargiscono milioni per far fronte a esigenze a dir poco opinabili, dall’altra si taglia per esigenze di risparmio.

 Due azioni incomprensibile perché non si capisce come si possa affrontare il problema dell’efficienza nelle strutture ospedaliere diminuendo il personale, e come sia possibile far fronte alle richieste chiudendo i reparti se non andando poi a rafforzare, con spese enormi, quelli esistenti sia in termini di struttura che di personale.

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. personale asl teramo riduzione personale

permalink | inviato da vfte il 20/3/2015 alle 13:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Un marocchino viene aggredito a sangue e finisce in ospedale da un italiano.
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 17 marzo 2015


Giorni fa si è parlato di un marocchino che, a Terni, aveva aggredito a bottigliate un giovane italiano uccidendolo. Ieri è successo il contrario a San Severo, foggia; un italiano ha aggredito un marocchino spedendolo in ospedale con prognosi riservata. Due atti esecrabili dal momento che le azioni violente vengono usate contro sconosciuti, a parte la nazionalità.

Dove sta il problema di tanta violenza?

Cercarlo nell’attuale situazione internazionale che vede il mondo musulmano in fibrillazione sia internamente che esternamente; con l’Isis che minaccia in continuazione l’occidente e i gruppi islamici fondamentalisti che prendono di mira tutto ciò che non aderisce alla loro visione del mondo,sarebbe dare troppo peso ai fatti in se che potrebbero anche essere determinati da situazioni stressanti personali.

Potrebbero, ma non è detto che non dipendano proprio dalla paura che si sta diffondendo nelle popolazioni occidentali visto i metodi usati dai fondamentalisti islamici e che vengono emulati anche da immigrati senza essere per questo parte della strategia fondamentalista; i cosiddetti cani sciolti.

Hanno un bel da dire i nostri politici che da noi il pericolo terrorista non c’è o è minimo, che il governo sta facendo di tutto per evitare l’entrata in Italia dei terroristi. Belle parole ma che non convincono nel momento in cui i potenziali terroristi sono già in Italia.

Ha un bel dire il papa che la violenza non va contrastata con altra violenza ma che bisogna cercare il dialogo con quella parte dell’islam “pacifico”.Belle parole anche queste ma che, purtroppo, si scontrano con una realtà sempre più inaccettabile dalla popolazione nel momento in cui, sotto certi aspetti,vengono messi in discussione i suoi diritti, la sua cultura e le sue tradizioni proprio da coloro che ospita.

Perché il problema sta proprio nell’immigrato musulmano che pretende che gli venga riconosciuto lo stesso diritto alla libertà di cui godiamo noi. Diritto che potrebbe comportare lo sconvolgimento della nostra cultura e tradizione. Questo, non nel senso di un divenire, spontaneo,musulmano del popolo italiano, quanto nel divenire musulmana la nostra legislatura e, di conseguenza, la società e noi stessi contro il nostro volere.

È risaputo l’odio che i fondamentalisti nutrono nei confronti della nostra civiltà, sia essa laica che religiosa. La dimostrazione di ciò sono le notizie che arrivano di attentati in due chiese in Pakistan e la distruzione di chiese e simboli cristiani da parte del califfato in Iraq, nonché delle esecuzioni di civili occidentali.

Di fronte a tanta violenza fisica e mediatica – non dimentichiamoci dei video che l’Isis usa per diffondere le sue azioni più cruente e dove vengono proposte immagini di esecuzioni capitali con taglio della gola eseguite anche da ragazzi – la rabbia non può che salire, e continuare a parlare di “islam pacifico” e “islam violento” è fuori luogo. Prima di arrivare a ciò bisognerebbe verificare la disponibilità pratica dei musulmani residenti in occidente al rispetto delle nostre leggi; tenendo in considerazione che nei loro paesi d’origine, anche quando sono “moderati”, il residente straniero deve rispettare le loro leggi e tradizioni e non può avanzare richieste di modifica delle loro leggi e tradizioni. Da qui la necessità di una seria e continua verifica della loro disponibilità. Uno straniero può naturalizzarsi italiano solo se dimostra di accettare il nostro modo di vivere senza pretese di modificare le nostre leggi per rendere “costituzionalmente legale” il suo modo di vivere che porterebbe l’Italia, non a una condizione di multiculturalismo ma ad essere culturalizzata da altri. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. violenza immigrazione

permalink | inviato da vfte il 17/3/2015 alle 15:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il difficile di essere anziani.
post pubblicato in NOTIZIE, il 13 marzo 2015


La nazione

Anzianotrovato morto dopo mesi nella sua abitazione, a San Pietro a Grado, Pisa. A darel’allarme una vicina che non lo incontrava più da mesi. L’anziano viveva solo enon aveva rapporti con una sua cugina, unica parente.

Bene,a parte il fatto che non accorgersi dell’anziano vicino di casa non si vede piùin circolazione è a dir poco un disinteresse totale verso gli altri, in questofatto emerge tutto il qualunquismo del nostro mondo. Un vicino anziano solo, aldi la del suo carattere, magari introverso, meriterebbe molta più attenzionedai vicini e dall’amministrazione pubblica (intendiamoci, non voglio incolparenessuno, tanto meno i vicini, se non l’indifferenza dell’uomo moderno e inparticolare delle strutture pubbliche). Non intendo dire che i vicini devonointeressarsi dei suoi bisogni, ma almeno quel po’ di attenzione verso ilprossimo non guasterebbe. Questa persona magari sarebbe morta comunque, magarigli è preso un infarto, per il momento non si sa, ma se pensiamo a quanti anziani,o comunque persone sole, perdono la vita per mancanza di ogni tipo diassistenza c’è da star male; vien voglia di non diventare anziani se si è soli.Sarebbe, forse, bastato aiutarlo a farsi assistere dai servizi sociali, magariper il pranzo, come succede anche nei piccoli paesi, o magari passare ognitanto a salutarlo o, al limite, se non si vede in giro fare un salto a casa;anche a costo di sentirsi dire: fatevi i cavoli vostri.

Maforse la colpa non è dei vicini, forse la colpa è dell’amministrazione pubblicache non mette l’attenzione necessaria affinché questi episodi non succedano, o nonha soldi da spendere per l’assistenza. Sta di fatto che questo è uno dei tantiepisodi di persone sole che muoiono per mancanza di solidarietà a tutti i livelli. 

Masembra che l’anziano, oggi, con la scusa della crisi, sia lasciato sempre più ase stesso.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. anziani solitudine morte si un anziano solo

permalink | inviato da vfte il 13/3/2015 alle 13:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L’educazione al rispetto delle diversità: indottrinamento o preparazione al rispetto?
post pubblicato in Riflessioni, il 11 marzo 2015


 InFriuli Venezia Giulia sta per partire, nelle scuole per l’infanzia, il progetto denominato: “pari o dispari, il gioco del rispetto” che si pone di risolvere l’annoso problema, partendo dall’infanzia, della parità di genere. Il progetto si basa sul presupposto che i bambini, attraverso determinati “giochi”possano capire le differenze di genere e, cosa più importante, il rispetto ditali differenze. Ovviamente, l’iniziativa ha innescato la polemica, tanto più che i ragazzi, durante i giochi, saranno filmati. La polemica è basata sul fatto che il cambio di ruolo potrebbe “disturbare” il bambino nel suo sviluppo.

Già in passato, nelle scuole primarie nazionali si è cercato di inserire un programma di “educazione alla diversità a scuola: scuola primaria”-  proposto dalla presidenza del consiglio dei ministri con la collaborazione dell’UNAR (Ufficio Nazionale Anti discriminazioni Razziali). Questo programma si propone di preparare il ragazzo ad una giusta percezione del mondo proprio nell’età in cui incomincia il processo di formazione dell’idea di se stesso, del mondo e delle persone. Questo processo è però inficiato dai messaggi che gli arrivano del mondo esterno sui rapporti umani attraverso il linguaggio che può porre in termini negativi certe categorie di persone solo basandosi sulla percezione personale di chi lo esprime. Il programmasi incentra in modo particolare sull’aspetto sessuale, ovvero, far capire ai ragazzi che l’essere diverso sessualmente: gay, lesbiche, bisessuali e transgender, non deve comportare una condanna, bensì la loro accettazione. Più ingenerale, evitare che certi stereotipi entrino nella mentalità del bambino.

Anche in questo caso ci sono state proteste, in modo particolare da parte di gruppi cattolici, incentrate sulla teoria che, così facendo, si “indottrinano” i ragazzi su una cultura non condivisa, cioè, si cerca di instaurare una nuova cultura usando i minori attraverso la scuola escludendo la famiglia.

Credo che il problema “dell’indottrinamento”dei bambini e ragazzi, in età preadolescenziale, fin dall’infanzia sia un comportamento antico quanto l’uomo.  

 Che i bambini in età preadolescenziale, quandoli fai giocare, si divertono è fuori discussione. Che assimilino velocemente le informazioni è altrettanto fuori discussione. Su questo presupposto si possono creare ogni tipo di stereotipi partendo proprio dall’infanzia. Ai bambini si può far credere di tutto e di più e condizionare tutta la loro vita. Così come è stata condizionata la nostra in termini religiosi quando le famiglie, anche se non credevano, si sentivano in obbligo di mandarci a “catechismo”. Ciò non significa che rimangano fedeli agli insegnamenti ricevuti nell’infanzia, è però la loro cultura a rimanerne “inquinata”.

Pertanto, se si insegna al bambino che ci si deve comportare in un determinato modo in determinate occasioni, che non deve dire o fare determinate cose, che la vita è nata in un determinato modo, che esiste o no un creatore, che gli uomini sono uguali o diversi, che hanno tutti gli stessi diritti o che non li hanno, che il genere maschio deve accettare il genere femmina, e viceversa, per quello che sono e che non c’è disparità di ruolo o che c’è, il bambino, da adulto, anche se dovesse cambiare opinione, partirebbe sempre e comunque dall’assunto di ciò che ha appreso nell’infanzia. È difficile modificare i comportamenti se non a prezzo di sforzi a volte superiori alle proprie possibilità.

Questo fa si che ogni opinione, qualora ne abbia il potere, ha sempre cercato e cercherà di indottrinare il bambino nella quasi certezza – la certezza assoluta non esiste – che da adulto porterà avanti le sue, e di altri, istanze in base all’insegnamento ricevuto. Questo succede da sempre. Per quanto riguarda la nostra società è successo con il cristianesimo che, in un periodo di diversi secoli (e continua tutt’oggi), è riuscito a imporre, proprio attraverso questo modello di insegnamento, il proprio credo. L’uomo occidentale, dopo due secoli di tentativi, non è ancora riuscito ad annullare gli effetti di quell’insegnamento; l’uomo occidentale, anche se intriso delle moderne ideologie, o comunque teorie, continua a essere credente, a mantenere come base il cristianesimo. Difatti, i grandi pensatori che hanno negato l’esistenza di dio e la religione in generale – Marx definì la religione “l’oppio dei popoli” –e che hanno provocato grandi sommovimenti nella società occidentale creando sistemi che si basano, appunto, su questo tipo di insegnamento, non sono riusciti a scalfire la cultura cristiana nelle popolazioni condizionate da detta cultura. Pertanto, quello che sta facendo la regione Friuli Venezia Giulia e la presidenza del consiglio dei ministri, non è ne da biasimare o condannare ne da accettare a occhi chiusi. Tutto dipende dallo scopo che ci si prefigge e dal metodo.

Se lo scopo è quello di insegnare il rispetto degli altri, è logico presupporre che il sistema adottato sia critico, ovvero, porre di fronte al bambino, non la soluzione preconfezionata per instillare nella sua mente uno stereotipo da seguire, delle situazioni in grado di stimolare la sua fantasia e sviluppare il senso critico (capacità di sviluppare domande in risposta ai quesiti che nascono durante i giochi) per aiutarlo ad analizzare, nel limite delle sue possibilità, attraverso il gioco,le varie proposte postegli affinché arrivi da solo alla conclusione del problema; che ogni persona è degna di essere stimata al di la del suo modo di essere. In tal senso, oltre al giusto scopo c’è anche un metodo obiettivo e non soggettivo.

Se, viceversa, lo scopo è quello di inculcare nella mente del bambino uno stereotipo, ovvero, insegnare determinati modelli di comportamento - magari riferiti ad una certa idea,religione o ideologia - senza stimolare nel bambino la fantasia e sviluppare il senso critico affinché recepisca il messaggio automaticamente, certamente lo scopo è quello di indottrinare il bambino attraverso un insegnamento completamente soggettivo dell’insegnante.

Concludendo, ben venga l’educazione e il rispetto delle diversità e, ovviamente, la loro conoscenza a patto che non venga usata per l’indottrinamento.

L'otto marzo, festa della donna...
post pubblicato in Riflessioni, il 9 marzo 2015


L’otto marzo è la festa della donna e ci si augura chela disparità dei diritti di

genere arrivi al temine al più presto. Al contempo sirilasciano dati inerenti ai delitti

 e soprusi neiconfronti delle  donne; certamente dati sconfortantiper una società

 che si dicemoderna.

Ma, a rifletterci un po’ sopra, in modo particolaresulla violenza, vien da

 pensare che non sempre le cose corrispondono.Voglio dire, stando alla cronaca , anche le donne sono violente; sia tra diloro che con l’altro sesso.

È di oggi la notizia, sul messaggero,dell’uccisione di una bambina di otto anni

 da parte della madre plagiata dall’amante.Certo, questo fatto non è successo in Italia, questo, però, non deve trarre ininganno dato che i dati riportati dai giornali si

riferiscono sia all’Italia che al resto del mondo.

Dunque, anche la donna è violenta! Basti pensare al bullismoche vede sempre più

coinvolte anche ragazze. Con una differenza da quellomaschile: le ragazze si basano

 maggiormentesul bullismo psicologico,senza , però, disdegnare quello fisico.

Dunque, se la violenza si manifesta sin da giovani, c’èda credere che si possa

manifestare anche da adulti e che questo vale pertutt’e due i generi. Questo

dovrebbe far riflettere quanti credono che la violenzadi genere sia solo maschile. Il

fatto che il bullismo, e la violenza in genere, femminilerimanga sommerso, ovvero,

se ne parla poco e non trova sui media la risonanzache danno a quello maschile,

non significa che non esiste. Per accorgersene, bastascorrere la lista dei siti su

internet cliccando semplicemente casidi bullismo al femminile

Dovrebbe cercare di analizzare, oltre alle conseguenze,comesi fa di solito, anche

contro chi si rivolge la violenza.

È innegabile che il maschio usa la violenza contro ilcosiddetto “sesso debole”,

ovvero, la violenza maschile si rivolge contro il piùdebole che, però, non è solo la

donna ma anche altro maschio, ovvero, l’individuo piùdebole fisicamente e

psicologicamente. Questo modo di fare, però, non èconnaturato solo al maschio ma

a tutto il genere umano., così come il senso dipossesso. Questo implica che la

violenza fisica di genere, non è solo maschile, ma neviene coinvolta

anche la femmina nel momento in cui trova il soggettodebole. Certo, i casi di

violenza fisica di femmine contro i maschi adulti, ocomunque con un adolescente

con prestanza fisica adulta o un carattere forte, sonomeno frequenti di quelli

 maschili, ma questodipende essenzialmente dalla debolezza fisica della femmina. È

però molto diffusa la violenza femminile sui minori ,incluso l’infanticidio, ovvero, la

 violenza sui piùdeboli.

In compenso, sono molto diffusi i casi di violenzapsicologica nei confronti dei

maschi, adulti e no. Violenzache si manifesta essenzialmente attraverso

 comportamentiche tendono a sminuire, ma anche a deridere, il maschio come tale.

Ma non basta, la violenza psicologica femminile èmolto più raffinata di quella

maschile, essa si basa su comportamenti difficilmentequantificabili e sul

presupposto che il maschio a difficoltà serie a raccontaregli abusi che subisce

poiché verrebbe considerato un debole e verrebbe messain discussione la sua

virilità. Inoltre, l’attuale legislazione tende a darealla femmina un’impunità a priori;

 cioè, siconsidera la femmina innocente e il maschio violento per natura.

Purtroppo, il problema odierno della parità deidiritti va a confondersi con quello

della violenza di generecreando confusione; due cose diverse tra loro che non dovrebbero confondersi.

Per concludere, la mancanza dei diritti delle donnenon è paragonabile al problema

della violenza poiché anche la donna lo è.

Vedi anche: Quando il bullo èdonna.           Altri

Los Angeles, Usa: senza tetto ucciso dalla polizia con cinque colpi di pistola.
post pubblicato in NOTIZIE, il 3 marzo 2015


Il Post The New York Times

Un senzatetto viene ucciso a Los Angeles dopo essere stato fermato come sospetto per una rapina avvenuta nella tendopoli di senzatetto in un quartiere della città.

Secondo i poliziotti, il poveraccio avrebbe reagito in modo violento quando si sono avvicinati, avrebbe anche cercato, durante la colluttazione, di impossessarsi della pistola di un poliziotto. Stando al video registrato da un testimone, si sentirebbe il ronzio di un taser e poi gli spari che hanno ucciso il senza tetto.

Secondo i senzatetto accampati nel quartiere, invece, i poliziotti stavano cercando, sotto la pressione di civili che non vedono di buon occhio l’accampamento, di farli sgomberare , ma visto che parecchi si sono opposti,hanno deciso un’azione esemplare. Tutti i giorni, dicono, i poliziotti molestano le persone. E poi, aggiungono, la polizia è addestrata a far fronte a situazioni del genere, come è possibile che 4-6 poliziotti non siano riusciti a bloccare un solo uomo?

Insomma, siamo di fronte a una storia che, ormai, si ripete di frequente: la polizia Usa uccide persone disarmate e, in prevalenza, diseredati. Se questo è il senso della sicurezza Usa che vogliono “esportare” nel mondo, è meglio che se lo tengano. Questo non significa che da noi non succedono cose del genere, anzi, succedono anche se con modalità diverse.

Ma quello dei senza tetto è un problema a se dato che molti di loro prima erano persone normalissime e sono finite sulla strada “grazie” a un sistema economico basato essenzialmente sulla libertà totale dei datori di licenziare coloro che non rispondono alle loro esigenze; il tutto condito con un welfare ridotto ai limiti minimi.Questo, con la crisi, ha portato ad un aumento dei senzatetto nelle grandi città; aumento che, però, non è ben visto dai“normali” cittadini, e in modo particolare dai commercianti. Questi fanno pressione affinché non si dia loro cibo per la strada (cosa che fanno normalmente le associazioni di volontariato) perché, dicono, i senzatetto, in questo modo, non se ne andranno più, rovinando i loro affari. Inoltre, le pressioni hanno portato molte amministrazioni a porre delle restrizioni contro chi aiuta i senzatetto.

Insomma, un problema che nasce dal sistema viene visto non come segnale di inadeguatezza del sistema stesso che andrebbe modificato, ma come un “incidente collaterale” che va “buttato”come una qualsiasi “cosa inutile”.  


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. usa polizia omicidio ordine pubblico senzatetto

permalink | inviato da vfte il 3/3/2015 alle 12:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Salvini e la presa di Roma
post pubblicato in POLITICA, il 2 marzo 2015


Quella della nuova lega di Salvini di ieri volevaessere una “marciasu Roma” per rimarcare il nuovo corso “nazionalista” leghista; l’obiettivoè quello di aiutare i vari gruppi “noi con Salvini” nati al centro sud adecollare, dimostrando che la lega non è più indipendentista padanista ma che,viceversa, ritiene che “l’unità italiana” sia fondamentale. Nel suo discorso,Salvini, ha sostenere il nuovo corso “nazionalista” basandosi su una politicatutta di destra, anzi, della destra estremista, fascista; non a caso Casa Pound– che era presente alla manifestazione con cartelli con la foto di Mussolini ealtri con la croce celtica (svastica) - lo sostiene incondizionatamentesostenendo che il programma di Salvini non si sposta di una virgola dal loro.Oltre Casa Pound era presente anche la Meloni, presidente di Fratelli d’Italia– altra formazione di estrema destra -, anche lei in sintonia con la “nuovalega nazionalista”.

Dunque, il risultato dellamarcia su Roma è lo spostamento della lega verso l’estrema destra italiana? Probabile.Visto che l’obiettivo di Salvini è quello di diventare il nuovo leader didestra all’opposizione a Renzi senza però il peso ingombrante del leader diForza Italia – tra l’altro, sembra che Forza Italia si stia avviando allosfascio – e anche dei centristi di Alfano impegnati a governare con Renzi.

Quante probabilità ci sonoche nasca una formazione politica tra Lega, Casa Pound e Fratelli d’Italia?

Quello che tiene insieme itre è un forte sentimento xenofobo nei confronti degli immigrati senzadistinzione di nazionalità e credo, un anti europeismo basato sulla perdita diidentità nazionale e un forte sentimento populista nell’affrontare i graviproblemi che attanagliano gli italiani: disoccupazione, pensioni, lavoro etasse. Ma quello che fa da catalizzatore è la necessità di trovare un leaderriconosciuto non solo a livello nazionale ma anche internazionale; si veda illegame con il movimento di MarineLe Pen - che comunque rifiuta il federalismo a favore di una concezionedura e centralista dello stato - e altri gruppi dell’estrema destra europea -,comunque europeo, che porti avanti le istanze del programma della destraestrema. E Salvini sembra essere quello giusto dato che rifiuta a prioriqualsiasi legame con il riformismo italiano di qualsiasi tipo.

Maquesto basta a legare indissolubilmente i tre? Basta un programma politico condivisosenza la condivisione dei principi ideologici? O c’è anche quello? Casa Poundnon è semplicemente nazionalista, anzi, è innanzi tutto fascista, ovvero, è perla dittatura, pertanto, se ci fosse anche un legame ideologico tra i tre,sicuramente la lega, al di la delle belle parole sul sociale, tenderà a imporreuna dittatura. In tal senso basti vedere come si sono presentati i militanti diC.P. alla manifestazioni; inquadrati in formazione militare.

Perconcludere, la lega non è semplicemente andata alla deriva a destra, ma hafatto un salto di “qualità” scegliendo la destra fascista. Potrebbe essereanche una scelta elettorale, ovvero, allearsi solo per aumentare il consensotogliendo voti al centrodestra; in modo particolare al centro sud. Ma se cosìfosse, la coalizione non durerebbe molto.

Scritte vergognose sul sito del sindacato degli agenti Alsippe
post pubblicato in NOTIZIE, il 23 febbraio 2015


È una vergogna quello che agenti della polizia penitenziariahanno scritto sul sito di un sindacato di agenti, l'Alsippe inmerito al suicidio di un romeno nel carcere di Opera. Frasi come “meno uno”,“un rumeno in meno”, “mi chiedo cosa spettino gli altri a seguirlo”, lascianopensare che la situazione nelle carceri non sia solo questione di posti maanche di cultura degli agenti penitenziari. Certo, non si può certo fare d’ognierba un fascio, ma a volte bastano pochi per rovinare quello che potrebbeessere un buon servizio. Comunque, oltre a essere una vergogna, è anche ilsintomo di una realtà che, purtroppo, non lascia dubbi sulla cultura deiservizi di ordine pubblico in Italia. E a nulla vale la cancellazione deicommenti dal sito, così come non serve a niente l’inchiesta interna, poiché iprovvedimenti che verranno presi non cambieranno la situazione culturale degliagenti che, al di la della situazione in cui operano, sono comunque tenuti aconsiderare il carcerato come individuo con diritti. Ed è proprio la costituzione a sancirne i diritti con  l'art. 27 al terzo comma (12): "La responsabilità penale è personale.L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le penenon possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devonotendere alla rieducazione del condannato. Nonè ammessa la pena di morte”, pertanto, oltre ad essere luoghi di pena (nel senso che l’individuo che hacommesso un reato viene allontanato temporaneamente – a secondo della condanna- dalla società), sono anche di recupero sociale. Questo indica che icarcerati, che hanno dei diritti inclusi quello al lavoro e all’istruzione, devono essere trattati, comunque e al di la delle convinzionipersonali dell’agente, in modo che non contrasti con il principio di umanità laquale riconosce a tutti, liberi e carcerati, il diritto alla dignità umana.

Le frasi scritte non lasciano dubbi sullatendenza degli agenti che scrivono queste frasi ad una visione della giustiziaalquanto negativa in rapporto all’attuale sviluppo legislativo iniziato neldopoguerra.

Lo sport e la violenza
post pubblicato in POLITICA, il 22 febbraio 2015


Grande scalpore  e sdegno sta facendo la vicenda dei tifosi del Feyenoord che, a Roma, hanno tenuto sotto pressione le forze dell’ordine in occasione della partita contro la Roma devastando il centro storico con atti di guerriglia e vandalismo. Uno scalpore e uno sdegno più che giustificato anche se la tifoseria del Feyenoord non è nuova a questo tipo di tifo calcistico e pertanto, prevedibile.

Ma, oltre allo scalpore e alle sdegno, in Italia, caso non strano che,anzi, è un’abitudine, scoppia la polemica politica. Polemica che convogli al’attenzione su eventuali mancanze della prefettura e la questura che non sarebbero state in grado di affrontare in modo adeguato la situazione. Una situazione alquanto confusa, sia per i tifosi olandesi che non si muovevano certo in modo prevedibile, che per la presenza di cittadini inermi e di molti turisti nel centro storico teatro degli scontri, invece che sui tifosi violenti che, a quanto sembra, sono stati condannati solo al risarcimento dei danni e alcuni anche a pene detentive ma tramutate in pene pecuniari. Ma questo, in un’Italia politicamente, eticamente e moralmente allo sbando, è una reazione normale; dato che ogni personaggio, movimento e partito agisce in solitario innescando, appunto, polemiche al solo scopo di portare acqua al suo mulino.Ovviamente, per fare ciò non c’è bisogno di analizzare i fatti nel tentativo di trovare una soluzione. L’importante è prendere la palla al balzo per condannare la politica dell’altro.

Un altro aspetto della vicenda, inerente al primo, è la tendenza, almeno in Italia, non tanto a “giustificare” la tifoseria violenta che, si sa per esperienza, c’è anche da noi e provoca danni come quella straniera, e anche morti,ogni qualvolta si muovono, quanto a non intervenire drasticamente contro l’aspetto negativo e violento della tifoseria. Considerando che quello della tifoseria nostrana è molto più inquietante della violenza stessa perché coinvolge le stesse società sportive che lasciano margini di manovra, fino al ricatto, alle tifoserie per loro interessi. Inoltre, c’è l’aspetto “sociale”: si pensa che lo sport sia una valvola di sfogo per i giovani. Insomma, con lo sport si irreggimenta il giovane violento nella convinzione che così facendo lo si allontani dai problemi reali; ma questa è altra storia.

Questo significa che quello successo ieri non è altro che la conseguenza della sottovalutazione del problema tifoseria dei cosiddetti ultras di ogni tipo, grado e nazionalità. Sono, pertanto, del tutto inutili le accuse e controaccuse che si stanno lanciando i politici; il problema non sono le forze dell’ordine come sostiene qualcuno, il problema è a monte, è l’incapacità di comprendere il limite fino a cui si possono spingere i tifosi perché oltre quel limite bisogna intervenire a priori. E chi deve decidere il limite? Non certo i tifosi ultras, non certo le forze dell’ordine, ma le società stesse che non devono più lasciarsi ricattare ma, caso mai, denunciare ogni tentativo in questo senso. Ma l’ultima parola spetta alla politica poiché,senza una legislatura forte contro la violenza sportiva, a nulla servono le denunce.

Se non si prendono decisioni, coraggiose e senza la paura di scontentare parte dei tifosi “paganti”, per quanto riguarda le società, e dell’elettorato,per quanto riguarda i politici, ad ogni azione violenta ci ritroveremo a indignarci senza mai trovare la soluzione.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica sport ultras violenza polemiche

permalink | inviato da vfte il 22/2/2015 alle 10:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ancora due pesi e due misure. L’Italia è ormai inguaribile sul diritto alla salute dei cittadini.
post pubblicato in POLITICA, il 18 febbraio 2015


L’Italia è ormai inguaribile sul diritto alla salute dei cittadini. 

Succede che una neonata non trovi posto in ospedale e venga indirizzata in un ospedale lontano e che ci arrivi morta, mentre il direttore del 118 di Palermo fa intervenire l’elisoccorso medico. Come a dire che icittadini non sono tutti uguali, che un direttore di zona ha più diritti di unnormale cittadino e, peggio ancora, di un neonato. Ma questa è ormai cosavecchia, sclerotizzata nel sistema nervoso italiano incapace di percepire larealtà.

Comunquesia, resta il fatto che un dirigente di ogni grado può attivare qualsivogliastruttura scavalcando l’iter previsto, tanto, si sa, gli scandali durano iltempo che trovano per poi riadeguarsi al sistema. Questo è il significato diquanto è successo. La famiglia della neonata non aveva nessun potere diattivare direttamente la struttura di soccorso ed è dovuta dipendere dallastruttura che la ospitava mentre il dirigente ha potuto usufruire di unservizio destinato alle emergenze in quanto dirigente e non per mancanza diposti letto come per la neonata. Inoltre, detto dirigente poteva essere curatonella struttura dove era ricoverato, ma, non fidandosi dei medici del posto,sfruttando la sua posizione, ha richiesto l’elisoccorso che dall’ospedale diAlghero in Sardegna, l’ha trasportato a Palermo dove è stato operato.

Bene,ci si chiede perché, in caso di mancanza di posti letto, non si proceda allostesso modo. La neonata poteva essere trasportata anch’essa con l’elisoccorso aRagusa se a Catania non c’era posto; magari sarebbe sopravvissuta! La rispostaè semplice: perché non si hanno le credenziali giuste! Ah! Povera Italia

Il ministro Gentiloni propone un intervento in Libia per fermare l’immigrazione; e l’Italia entra nel mirino dell’Isis:
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 16 febbraio 2015


La libertà di espressione ha valore se si rispetta l’altro. In termini di immigrazione, ogni individuo che si insedia in un paese straniero deve adeguarsi alle leggi, tradizioni e abitudini del paese ospite”. Questo dovrebbe essere il primo principio in una eventuale costituzione dei popoli perché se: “Ogni popolo ha il dovere di assistere il migrante, questi ha il dovere di portargli rispetto”. E come si porta rispetto all’ospite se non “rispettando le sue leggi, le sue tradizioni e abitudini?” 

Corriere della sera

Dopo l’intervento del ministro Gentiloni in merito all’avanzata dell’Isis in Libia,l’Isis ha messo l’Italia tra i paesi nemici dello stato islamico. Lo dice l’Isis in un comunicato al radiogiornale   ufficiale dell’Isis, diffuso dall’emittente al Bayan da Mosul nel nord dell’Iraq:Gentiloni, dopo l’avanzata dei mujaheddin in Libia, ha detto che l’Italia è pronta aunirsi alla forza guidata dalle Nazioni atee per  combattere lo Stato islamico”.

Dunque, che l’Italia faccia parte dei paesi nemici dell’Isis non è una novità, visto che

lo stesso ha affermato più volte che metterà la sua bandiera sul vaticano. 

La novità, invece, è la presa di posizione dell’Italia. Ha cominciare Renzi che, in merito all’ultima tragedia nel mediterraneo, e relative polemiche a livello europeo e italiano, ha affermato che il problema non è Triton o mare nostrum, ma la Libia perché è dali che partono i migranti. Renzi non fa cenno ad azioni di guerra, perciò l’affermazione di Gentiloni è una interpretazione dell’idea del premier.Sbagliata o giusta che sia come Interpretazione delle parole del premier, parte comunque dalla convinzione che, per fermare “l’avanzata” migratoria bisogna intervenire alla fonte. 

L’idea dell’uso della forza nasce dalla convinzione che il tentativo dell’Onu di pacificare le parti in lotta libiche è fallito e, pertanto, un intervento militare in Libia per mettere ordine nello stato che, tra l’altro, Gentiloni ritiene fallito, si rende necessario data l’attuale situazione di grande confusione e caos che sta facendo il gioco del fondamentalismo permettendo l’avanzata dell’Isis sulle coste del mediterraneo (non bisogna dimenticare che anche in Egitto i fratelli musulmani stanno operando per destabilizzare il sistema egiziano basato sulla separazione tra stato e religione). Gentiloni ha però affermato che un intervento è possibile solo sotto il controllo Onu.

La presa di Sirte pone il problema, che va ad aggiungersi a quello dei migranti, di avere il nemico ai confini. E di nemico si tratta, e non tanto per l’affermazione propagandistica di mettere la bandiera sul vaticano, quanto per la determinatezza dei fondamentalisti musulmani di allargare il proprio dominio in base alla convinzione che l’islam è stato scelto da dio come affermazione della sua volontà e, pertanto, l’islam deve essere esteso a tutta l’umanità anche con la forza. Inoltre, dalla Libia partono anche gli oleodotti e i gasdotti verso l’Europa.

Dunque, ci stiamo addentrando in una situazione di crisi nei rapporti tra occidente e mondo islamico nel suo insieme. Questa crisi, però, in parte l’ha voluta anche l’occidente sostenendole cosiddette “primavere arabe” che di primavere avevano solo il nome perché la realtà è risultata ben diversa. E non si tratta solo dei soliti intrallazzi internazionali per lo sfruttamento a basso costo delle risorse energetiche quanto dell’aver abbattuto due regimi (Iraq e Libia) che, in fondo,ostacolavano l’insorgere di una forza Jihadista ben organizzata figlia diretta di Al Qa ida dove, tra l’altro, la popolazione era abbastanza libera rispetto a certi alleati dell’occidente, tipo Arabia Saudita, dove è in vigore la legge coranica. Senza poi contare che la dove le primavere arabe vincenti hanno permesso libere elezioni, la popolazione ha scelto un qualche partito islamico - sconfessando i fautori laici della primavera – ed ora stanno tentando di inserire nella costituzione, appunto, la legge coranica; il che significa dare spazio al fondamentalismo. Un esempio è l’Egitto dove il leader dei fratelli musulmani, dopo essere stato eletto, ha,da subito, tentato di modificare la costituzione, scritta dai militari prima delle elezioni, inserendovi la legge coranica. L’abbattimento dei due regimi ha contribuito alla crescita di un islam fondamentalista dato che la popolazione si è rivelata più propensa a scegliere governi in linea con la legge coranica.Anche al di fuori della primavera araba si riscontrano le stesse scelte popolari. Nelle ultime elezioni turche ha vinto il partito musulmano che,appena arrivato al potere, ha cambiato la costituzione inserendo la legge coranica. Ma la cosa viene da lontano quando il leader dell’opposizione in Iran, l’ayatollah Khomeini, fu rifugiato e protetto in Francia e da li poté organizzare la sua rivoluzione anti occidente. Un caso strano dato che lo scià di Persia era filo occidentale e aperto alla democrazia.

Questo, però, non significa accettare l’avanzata del fondamentalismo, anzi, se errori ci sono stati,bisogna correggerli. Non significa neanche prendersela con quegli interessi particolari che gestiscono l’economia mondiale perché quella del fondamentalismo non è una guerra economica, di territorio, ma una guerra di civiltà tra due modi diametralmente opposti nell’interpretare il mondo che ci circonda. Una guerra dove i contendenti hanno le stesse responsabilità ma dove,attualmente, l’uso della forza senza nessuna regola e a oltranza è patrimonio di uno solo dei due: i fondamentalisti. Ed è a questi che va rivolta, a nostra volta, l’uso della forza nella misura in cui veniamo realmente minacciati.

Un altro errore, non meno importante degli altri, che si sta facendo ad oggi, è ritenere l’islam solo una religione quando, invece, è ben altro. Certo, l’islam è anche una religione, ma porta con sé, oltre a una filosofia basata sulla violenza, anche l’unità tra stato e religione, ovvero, lo stato è tutt’uno con la religione che ne detta i fondamenti. Questo fa dell’islam una società totalitaria data la loro propensione all’universalismo religioso, ovvero, ritengono la religione fondamentale anche per lo “sviluppo sociale”, o stasi sociale?. Inoltre, questo lo rende un interlocutore inaffidabile per le democrazie laiche occidentali dato che esse si basano sulla separazione e non ritengono la religione fondamentale per lo sviluppo sociale. Eppure, i nostri governanti continuano a dividere l’islam tra violenti e pacifici quando il problema è all’interno della filosofia dell’islam stesso.

A questo punto, come un serpente che si avvita su se stesso, si torna all’immigrazione che sta portando il popolo islamico in giro per il mondo. Un popolo convinto di essere il portatore della verità assoluta. Un popolo che, al di la di divisioni temporanee sul metodo, ha in comune la volontà di espandersi. Pertanto, che sia fondamentalista o moderato, non cambia il suo obiettivo.

  

Piloti: in cassa integrazione in Italia e al lavoro all'estero
post pubblicato in LAVORO, il 9 febbraio 2015


Trentasei piloti sono stati denunciati per truffa perché, pur essendo in cassa integrazionein Italia, lavoravano regolarmente per una compagnia straniera. I piloti percepivano una cassa integrazione che andava dai 3 agli 11mila euro, e al contempo, lavorando, percepivano uno stipendio, in nero, dai 13 ai 15mila euro. 

Protagonisti della truffa agli italiani scoperta dalla Guardia di Finanza sono 36 piloti, tutti italiani e tutti con una lunga esperienza sugli aerei di linea: quando il settore aereo è andato in crisi,sono stati messi in cassa integrazione con una indennità pari all’80% degli stipendi calcolata sugli ultimi 12 mesi di lavoro con l’aggiunta della mobilità e del fondo volo per sette anni.

Una truffa, dunque. Una truffa perpetrata non tanto contro lo stato ma contro tutti gli italiani; almeno quelli che pagano le tasse tra cui operai e pensionati che, allo stato attuale delle cose, sono i più soggetti al degrado dell’Italia. Una truffa nata dall’egoismo che, nell’attualesistema economico/sociale, è assurto a modello di sviluppo. Parlo del liberismo che, basandosi essenzialmente sull’individualismo e sulla meritocrazia, ha creato la mentalità della ricchezza a tutti i costi erigendola a sistema sociale relegando la socialità ai margini.

Eh,si! Perché un comportamento simile non è da confondere con l’uguale perpetrato dai lavoratori con ottocento mille euro mensili. Costoro fanno si lavoro nero, togliendo anche lavoro a altri, ma possono essere in qualche modo giustificati dalla necessità. Cosa non giustificata in coloro che percepiscono una indennità che permetterebbe loro di vivere comunque agiatamente. Quanto appena detto non serve a giustificare il reato in se, il lavoro in nero, che sia fatto dall’operaio, dal pensionato o dal “ricco”, è sempre una truffa allo stato e ai cittadini ma, più di ogni altra cosa, un favore ai datori di lavoro che evitano le tasse.

Il comportamento dei piloti in questione,dimostra – sempre che ci sia un ulteriore bisogna di una dimostrazione -, unavolta di più, quanto sia radicato, nell’attuale sistema, il senso egoisticodella vita.

Sfoglia aprile       
calendario
adv