.

Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 146382 volte


POLITICA
Rivolta della base leghista in un sondaggio di radio padania libera.
28 gennaio 2012
Corriere della sera
Il sondaggio che radio padania libera (mah) aveva proposto agli ascoltatori per chiedere la loro opinione sul governo Monti ha dimostrato che il 71% dei leghisti condivide la politica di Monti. Ovviamente, il sondaggio è sparito dal sito di radio padania (per niente) libera.

Una bella batosta per un partito che pretende di essere l’unico all’opposizione e che ne ha fatto un nuovo cavallo di battaglia proprio nel tentativo di recuperare la base che, stanca di parole vuote, ha duramente criticato il leader magico.
Dunque, la frattura c’è ed è evidente al di la delle strette di mano tra Maroni e Bossi e gli accordi fra loro per sanare i disaccordi. Probabilmente, la base non ci sta più ai giochetti del vertice e vuole riportare quell’unità originaria basata su un rapporto più stretto tra base e vertice, tra politici e territorio rottosi con l’esperienza di governo e del grande potere che ne è derivato ai singoli politici leghisti. Potere che li ha convinti che la base li avrebbe seguiti comunque proprio in ragione che, al governo, avrebbero potuto realizzare il sogno federalista per arrivare alla secessione. Ma così non è stato!

Quell 71% a favore dell’attuale governo è li a dimostrare che, il popolo padano, non è più tanto propenso, almeno in questa fase critica, a una politica di federalismo e secessionismo dato che, l’attuale politica non ha tenuto conto delle “conquiste” fatte in questo senso dalla lega al governo e, pertanto, l’averlo promosso è indicativo di una consapevolezza che va al di la della richiesta di uno stato separato e sovrano.
Promuovere Monti crea una spaccatura difficilmente sanabile perché non si tratta più di divergenze tra dirigenti di partito ma tra la base che, col suo voto, determinerà l’esistenza stessa del movimento e il partito stesso.

Chiaro che quel sondaggio (sparito dal sito) è solo indicativo, ma rappresenta, comunque, un malumore generalizzato che potrebbe modificare sostanzialmente la politica della lega.
Questa non è la prima rivolta della base leghista verso il vertice, ma è la prima volta che la base respinge la politica del vertice a favore di una forza esterna, e non politica.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lega sondaggio

permalink | inviato da verduccifrancesco il 28/1/2012 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
Oggi giornata del ricordo (della Shoah). E gli altri milioni di morti della guerra?
27 gennaio 2012

Il diciassette Gennaio del 45, i russi entrarono per la prima volta nel campo di Auschwitz scoprendo l'orrore dell'olocausto nazista.

Ricordare per non dimenticare e per comprendere le origini dell'eccidio di milioni di persone commesso sul presupposto ideologico della supremazia di razza è giusto e sacrosanto. Però, andrebbe anche detto che i morti di quel periodo non riguardarono solo gli ebrei e, comunque, chi fini nei campi di concentramento. La Shoah è uno dei tasselli della ferocia nazista. Andebbero ricordati anche i tanti che dettero la vita per combattere il mostro e i civili caduti sotto le bombe sia naziste che alleate.

Oltre a ciò, andrebbero ricordati i milioni di russi periti nei campi di concentramento e i cinesi morti sotto il dominio giapponese, anch'essi a causa della follia ideologica umana. Ma anche i giapponesi morti sotto le due bombe atomiche - non può essere una giustificazione valida la teoria della necessità di porre fine alle ostilità per evitare altri morti; ad Hiroshima e Nagazaki morirono tra i 100mila e 200mila persone, quasi tutti civili in un sol colpo, più i morti causati dall'inquinamento radioattivo.


Dopo la guerra del 45 fu proclamato: mai più guerre ed eccidi! Ma non fu così! Anzi, le guerre e gli eccidi hanno continuato a moltiplicarsi e ad espandersi anche in luoghi  e popolazioni fino ad allora estranei alle dispute umane su larga scale. Di eccidi ce ne sono stati molti, il più famoso è quello in Vietnam. Ma altri meno conosciuti come quello cinese della rivoluzione e dei campi di lavoro e quello di Pol Pot in Cambogia, non sono da meno.


Tutto questo avviene seguendo la logica del dominio di una cultura su un'altra, esattamente come il nazismo. Vale a poco affermare che ci sono differenze sostanziali tra la lotta per la difesa dei propri principi e quella della conquista; nei due casi, l'obiettivo è la sottomissione di altri popoli.

E si continua ancora oggi a combattere seguendo la stessa logica.

Allora, a che servono le cerimonie se la conoscenza e comprensione non portano a una sostanziale modifica nei rapporti tra le diverse fazioni umane?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. guerra nazismo shoah

permalink | inviato da verduccifrancesco il 27/1/2012 alle 22:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
Per Beppe Grillo, non ha senso dare la nazionalità ai figli di immigrati.
25 gennaio 2012

Beppe Grillo, sul suo blog, afferma che: “la cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "liberalizzazione" delle nascite”.

Di quali distrazioni parli Grillo non si riesce bene a capirlo. Con tutto il parlare che si fa, oggi, dei provvedimenti del governo e delle manifestazioni, in primis quella dei camionisti che sta mettendo in ginocchio l’economia, di diverse categorie, parlare di distrazione del popolo italiano sulla questione nazionalità significa pensare il popolo come una massa di incoscienti, di persone incapaci di distinguere tra le diverse priorità del paese.
Quello che, però, lascia maggiormente perplessi, è l’affermazione che “la nazionalità a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso”. A dire il vero, non si capisce di quale senso si tratti ma, ipotizzando, si può dire che, Grillo, intenda riferirsi all’integrazione degli stranieri nella cultura laica italiana. Se così fosse, significa che, egli stesso, si trova “dall’altra parte”, dalla parte, cioè, di quelli che identifica giustamente con i leghisti e i movimenti xenofobi “che“crescono nei consensi per paura delle “liberalizzazione delle nascite”. Vale a dire che , per non perdere consensi, bisogna “cavalcare le paure del popolo” anziché creare una cultura capace di accettare attivamente lo straniero.
Inoltre, la frase, essendo scritta da un personaggio pubblico che si presenta come antagonista dell’attuale assetto socio/politico, implica che, in realtà, più che un cambiamento nella gestione sociale - come predicato ufficialmente- si vuole un cambio di potere che non comporta, necessariamente, un cambio nei metodi di gestione sociale.

Questa mattina, in bibblioteca, m’è capitato per le mani un libro di Valeria Scafetta dal titolo: Scarpe nel deserto e e vi ho trovato una citazione di Platone: “lo straniero separato dai suoi concittadini e dalla sua famiglia dovrebbe ricevere un amore maggiore da parte degli uomini e degli dei”. Platone, dunque, già ha cavallo del 400/300 aC, aveva ben presente la situazione degli stranieri.
POLITICA
Sciopero autotrasportatori: Italia a rischio penuria merci primarie
24 gennaio 2012
Dalla Sicilia, la protesta si è spostata sulla penisola bloccando, di fatto, la circolazione dei tir e creando forti disagi anche alla circolazione delle autovetture private.
Lo sciopero, che durerà fino a venerdì 27, come già successo in Sicilia, rischia di creare una situazione di estremo disagio a quei cittadini che nulla hanno a che fare con la categoria degli autotrasportatori.
E’ vero che l’aumento del carburante interessa tutti i cittadini, ma è altrettanto vero che altre categorie, e sono la maggioranza dei lavoratori, stanno affrontando il problema all’interno del dibattito civile consci della grave  situazione creatasi con la crisi economica.

Quanto ho già scritto riguardo alla Sicilia: “quando uno sciopero coinvolge tutta l’economia del territorio in cui avviene - ora si tratta della sicilia, ma provate ad immaginarvi uno sciopero degli autotrasportatori a livello nazionale che si prolunghi per giorni -  impedendo il normale flusso di merci che servono, sia a mantenere attiva la produzione industriale sia il rifornimento commerciale di alimenti e altre materie necessarie alla popolazione creando disagi e lasciando la popolazione senza il necessario, non si può più parlare di semplice protesta contro provvedimenti governativi che, pesanti che siano, ne soffriamo tutti. Qui si tratta di vera e propria rivolta contro uno stato ritenuto invasivo, non solo degli interessi di parte ma anche nei confronti del territorio stesso” sembra si stia verificando.

Lo sciopero selvaggio - come veniva definito un tempo -, se portato avanti a oltranza, e da una sola categoria, porta in sé la volontà di rovesciare piuttosto che quella di patteggiare per un accordo equo.
Volendo fare un confronto con gli scioperi degli anni settanta, non si può fare a meno di pensare che gli scioperi dei metalmeccanici, che erano i più attivi e decisi a portare aventi, a oltranza le loro rivendicazioni, erano semplici passeggiate perché non erano mai arrivati, anche nei momenti più duri, a bloccare l’intera economia. Gli obiettivi dello sciopero, allora, erano i proprietari degli stabilimenti - è vero che si fecero anche scioperi contro i governi, ma in quei casi, erano chiamate allo sciopero tutte le categorie (sciopero generale) - e li si fermavano. Eventuali blocchi stradali e ferroviari si limitavano a qualche ora creando si disagi, ma mai il blocco dell’economia.

E’ indubbio che le richieste e lo sciopero sono legali, quello che non lo è è il metodo di lotta scelto perché pone innanzi alle richieste il problema dell’intoccabilità della categoria che, forte della sua posizione primaria nella distribuzione e, di conseguenza, nell’intera economia, in una economia basata sull’utile, può permettersi di ricattare chiunque si ponga in contrasto ai suoi interessi. Questo pone in primo piano la necessità di porre un limite, attraverso una regolamentazione, alla pratica degli scioperi - cosa già fatta per quanto riguarda i lavoratori dell’industria - affinché non diventino strumento di prevaricazione o, addirittura - come successo in Cile nel 1973, quando lo sciopero degli autotrasportatori pose le basi per il golpe di Pinochet che portò al potere i militari dando inizio alla dittatura -  di destabilizzazione della democrazia.
Il limite, però, deve riguardare unicamente l’impossibilità di influire sull’intera economia. Lo sciopero deve avvenire all’interno della categoria, ovvero, tra i lavoratori e i loro datori di lavoro.

L’attuale sciopero, pertanto, deve essere penalizzato. Lo stato deve intervenire affinché si ponga fine al blocco totale della circolazione delle merci che sta mettendo in ginocchio il paese obbligando la categoria ad adottare altre forme di lotta che coinvolgano unicamente la categoria e il datore di lavoro.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. governo sciopero autotrasporti

permalink | inviato da verduccifrancesco il 24/1/2012 alle 14:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Bossi, Maroni e il giuramento di Pinocchio
23 gennaio 2012
La foto dei maroniani: Cerchio, se davvero sei magico, SPARISCI!!!!!
Dopo il magna magna romano, la lobby leghista, il cerchio magico, si riscopre rivoluzionaria sperando di recuperare sia l'unità intorno al boss, sia un consenso ormai diviso tra bossiani e maroniani - in proposito si veda l'articolo "Maroni: bossiani pronti a lancio di uova".
Ma la realtà, dopo il magna magna romano, è ben diversa. la base non si fida più delle parole e non crede alla logica del fine che giustifica i mezzi. E indietro non si torna.
Le minacce di Bossi al vecchio "camerata" e amico - si fa per dire - Berlusconi, non fanno più presa ne sull'ex, per modo di dire, alleato ne sulla base che si aspetta una politica indipendente da quella nazionale.

Un Bossi alquanto smorto, quasi cadaverico, quello visto in piazza duomo a Milano, con la contestazione al cerchio magico ormai consolidata e in fase di ribaltare le sorti del vecchio boss al di la delle parole di Maroni sul “non è successo niente, la lega è sempre unita” e degli applausi della platea.
Un Bossi bambino che, di fronte all’evidenza dei fatti, non vuole saperne di mollare e fa i capricci minacciando ritorsioni qualora lo stravecchio amico non faccia cadere il governo Monti definito infame.

Certo che fa un certo effetto - intestinale - sentire certi discorsi fatti da un personaggio che, fino a ieri, predicava il ringiovanimento della politica e che, oggi, cerca di rimanere attaccato alle briglie dei cavalli seduto in cassetta del calesse tutto preso a mantenersi saldo al potere. Da l’idea del vecchio canuto messo in disparte, al ricovero?, che continua a comportarsi come se fosse il capo famiglia mentre tutti lo ignorano.

Insomma, come al solito, incominciano col voler cambiare il mondo per poi rifiutare i cambiamenti più evidenti.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lega bossi maroni

permalink | inviato da verduccifrancesco il 23/1/2012 alle 16:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
Strage in Nigeria: fondamentalismo islamico all’attacco dell’Africa occidentale. Diventerà così anche l’Europa?
22 gennaio 2012
Corriere della sera
Attacco terroristico a Kano, seconda città della Nigeria. A sferrare l’attacco è stata la formazione fondamentalista islamica Boko Haram collegata al dfondamentalismo islamico di al- Qada.
Gli obiettivi degli attacchi sono stati gli edifici pubblici, stazioni di polizia, centrale dei servizi segreti e l’ufficio centrale per l’immigrazione. Gli attacchi sono stati sia dinamitardi che scontri a fuoco con l’uso di cecchini che hanno sparato contro le forze dell’ordine. Il risultato è stato di 150 morti tra cui molti civili. L’attacco sanguinoso è stato condotto contro lo stato nigeriano guidato dal presidente cristiano Goodluck Jonathan.
L’attacco è stato rivendicato, appunto, dal gruppo terroristico Boko Haram che si prefigge di combattere contro chiunque esprima idee contrarie alla legge islamica per l’affermazione dell’islamismo in Nigeria.

Si potrebbe dire che questo è l’ennesimo fatto di sangue in Africa commesso da gruppi terroristici che mirano ad espandere il potere islamico e, di conseguenza, il fronte della lotta tra occidente e islam. Si potrebbe anche dire che la colpa di ciò è dell’occidente per le sue politiche di rapina nei confronti dei paesi africani. Ma sarebbe affermare cose risapute e, pertanto minimizzare l’accaduto.  

Un attacco simile conporta una regia complessa che, a sua volta, ha bisogno di un’organizzazione capillare. Questo ci dovrebbe far riflettere sulla situazione italiana ed europea in merito all’immigrato mussulmano e la sua integrazione nel nostro sistema socio/economico/politico.
Ci dovrebbe, altresì, spingerci a porci almeno una domanda: è sufficiente che l’immigrato si comporti onestamente contribuendo al Pil e coprendo i “buchi” nella produzione o, invece, dovrebbe essere chiamato ad integrarsi nella nostra cultura laica?

Quello che emerge dalle analisi dei politici è, senza dubbio, la necessità di avere immigrati che contribuiscano al Pil e coprano i “buchi”. Questo, però, comporta la presenza di una massa consistente di persone che può non essere disponibile ad integrarsi nella nostra cultura laica e, pertanto, soggetta ad affermarsi come cultura indipendente. Questa affermazione avverrà attraverso l’acquisizione dei diritti fondamentali incluso quello di essere presente politicamente nelle istituzioni e, pertanto, acquisirebbero la possibilità di modificare la struttura costituzionale verso uno stato non più laico.

E’ per questo che si rende necessario intervenire affinché gli immigrati vengano invogliati ad accettare la cultura laica. Questo può verificarsi solo a patto che venga dato loro l’istruzione necessaria attraverso la scuola - ovvio che questo modo di agire sarà rivolto più ai minori e ai giovani che agli anziani o comunque a persone già avanti con gli anni - e che venga data loro la possibilità di avere la cittadinanza italiana che, però, deve essere legata all’accettazione dello stato laico.
Questo servirà ad evitare la formazione di zone - sia fisiche che culturali - ghettizzate dove i componenti sono respinti ai margini della società e, perciò, la vedranno come oppressore.
Se si dovesse arrivare a quanto detto sopra, il rischio che l’Italia e l’Europa diventino campo di battaglia tra le diverse fazioni sarà altissimo. A nulla serviranno le “leggi sugli immigrati”  perché serviranno/servono solo a delineare la distanza tra “loro e noi” senza risolvere il problema perché l’immigrazione non si arresterà comunque dato la situazione di alcune aree del pianeta che, tra guerre, regimi totalitari e siccità, la vita è diventata impossibile.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. immigrazione nigeria strage

permalink | inviato da verduccifrancesco il 22/1/2012 alle 16:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Obama condannato a morte dagli ebrei americani
22 gennaio 2012

La Repubblica
Secondo il direttore dell'Atlanta Jewish Times, giornale della comunità ebraica nella metropoli della Georgia, uccidere Obama è una delle tre opzioni per salvare Israele. le altre due sono:   1):attaccare Hezbollah e Hamas. 2) la distruzione ad ogni costo degli impianti nucleari dell'Iran.  
Il direttore del gionale, Andrew Adler, spiega che l’uccisione (assassinio) del presidente americano va “soppesata” di fronte all’alternativa che può essere lo sterminio di sette milioni di israeliani in caso di attacco dell’Iran o altri paesi arabi.

Una notizia shock pubblicare su un giornale pubblico la condanna di una persona, chiunque sia, che richiama il metodo della fatwa islamica. Anche considerando che mister Andrew considera Obama nemico di Israele, condannarlo pubblicamente senza averne l’autorità sa tanto di terrorismo.
Inoltre, se si pensa ai tanti aiuti ricevuti dagli stati uniti nel campo militare - basti pensare che nel 2010, Obama approvò aiuti per 205 milioni di dollari per la costruzione di un sistema di difesa contro i missili di corto raggio - e agli interessi americani in medio oriente - interessi che hanno provocato guerre senza “disturbare minimamente Israele -, la sua condanna risulta alquanto gratuita. Inoltre, l’america è il nemico numero uno sia dei terroristi di al-qaida che dell’Iran. Nemici comuni dunque.

E allora perché questa condanna?
Vedi anche: L’architettura degli aiuti americani in Medio Oriente
CULTURA
Frequenze TV. Mediaset insorge: così si sospende la legalità.
21 gennaio 2012
Corriere della Sera
Tra i tanti provvedimenti sulle liberalizzazioni, c’è anche quello sulle frequenze Tv. In merito, il governo ha deciso di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per definire meglio l’assegnazione delle stesse.
Mediaset, però, non ci sta e protesta affermando che, così, si sospende la legalità.

La risposta di Monti non si fa attendere: “È naturale che una azienda si riservi di far valere i propri diritti se ritiene di averli, così come credo che l'opinione pubblica non sia sorpresa dalla decisione. Le frequenze un bene scarso, un bene pubblico. Erano state prese certe decisioni per l'attribuzione, ma noi non vediamo perché, nel momento in cui abbiamo dovuto chiedere grandi sacrifici a molti, una risorsa pubblica venga concessa senza corrispettivo”.
Monti, affermando:che “una risorsa pubblica venga concessa senza corrispettivo”, dice chiaramente che le decisioni prese dal precedente governo regalavano le frequenze ai privati, cosa questa che all’attuale governo non piace trovandosi in linea con la società civile.

Con questa decisione, il ministro Passera blocca quella che è una truffa in piena regola nei confronti dei cittadini italiani chiamati a sacrifici eccezionali quando ci sono 16 miliardi di euro che stavano per essere regalati a mediaset e Rai in base a una legge del governo Berlusconi.

Con questo decreto, sicuramente, si sta facendo un grande passo avanti nella regolazione delle frequenze televisive perché, lo scopo, anche se non dichiarato, oltre a recuperare i 16 miliardi è quello di creare un sistema equo di ripartizione delle frequenze con la possibilità di coinvolgere nelle aste anche le emittenti minori a favore di un maggior pluralismo dell’informazione.
Pertanto, piuttosto che sospensione della legalità, come dice Mediaset, si deve parlare di ripristino della legalità
CULTURA
Caccia F35, uno spreco da impedire. FIRMA LA PETIZIONE.
20 gennaio 2012
Altri link per approfondire
F35. Un posto di lavoro costa 1,5 milioni di euro
Campagna: Taglia le ali alle armi!
Tranquilli, al futuro ci pensa il nuovo F35
Tagliamo i caccia, non il welfare
Nessuna penale se non si acquisteranno i caccia F-35:
“Errare è umano, perseverare...”. Il ministro Di Paola e il rischio di conflitto d’interesse

Sembra che anche il governo monti non sia intenzionato a rinunciare ai 131 caccia F35 del costo di 15-20 miliardi equivalenti a una manovra economica.
Il motivo di questa scelta è, secondo il ministro della difesa, che in questo modo si creeranno 10mila posti di lavoro per approntare le strutture industriali che toccano all’italia Sembra però, che, alla fine, ogni posto di lavoro costerà allo stato 1,5, milioni di euro all’anno.
Oltre a questo, il ministro della difesa afferma anche che le spese militari sono comunque da sostenere per la difesa del territorio anche se non si sa bene da chi.
Inoltre, gli Stati Uniti, capofila del progetto con il Canada, Norvegia e Australia stanno ridimensionando o cancellando la loro partecipazione al progetto sia per i costi sia per la crisi e per la poca affidabilità del caccia emersa durante i collaudi. Sembra quasi che l’acquisto dei caccia sia una questione di vita o di morte.
Un’altra motivazione dei sostenitori dell’operazione sono le penali da pagare in caso di regresso dal contratto, cosa che risulta errata alla lettura del contratto.
Insomma, questi caccia sembra abbiano abbagliato i nostri militari al pari delle sirene per i marinai.

CHIUNQUE ABBIA A CUORE LA PACE E LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI IN MODO PACIFICO NON PUO’ FARE ALTRO CHE FIRMARE LA PETIZIONE.
Firma qui

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. guerra armi caccia sprechi

permalink | inviato da verduccifrancesco il 20/1/2012 alle 17:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
Assurdità italiane: cartella esattoriale da due milioni. Quando le tasse diventano oppressive.
20 gennaio 2012
Trentino.it
Due operai di thiene (TN), di origine bosniaca, si sono visti recapitare una cartella esattoriale di due milioni e 182 mila euro che sarebbero le spese delle intercettazioni usate in un’indagine penale per traffico di droga.
I due, marito e moglie, erano stati coinvolti marginalmente nell’indagine ed erano stati condannati rispettivamente a due e tre anni di carcere. Oltre a loro, al processo altri furrono condannati a pene ben più pesanti, fino a 20 anni, ma tutti risultarono nulla tenenti. Da questo la decisione di Equitalia di addebitare alla coppia tutte le spese.  A questo punto, Equitalia ha predisposto subito il pignoramento dell’intero stipendio dei due e il conto in banca, inoltre, si appresta a pignorare anche la casa. Questo è possibile grazie ad una norma che prevede, in caso di condanna in un procedimento penale, che le spese siano addebitate a tutti i condannati. In questo caso, dato che gli altri condannati erano nullatenenti, le spese sono state addebitate agli unici che avevano un reddito fisso.

Una cifra enorme se si considera la situazione dei due. Ma il problema, più che la cifra, è il pignoramento dell’intero stipendio e del conto in banca. Si, perché non si capisce come possano vivere i due che, tra l’altro, hanno due figli.
Una cosa assurda anche per quanto riguarda il recupero dello stesso importo perché, così ridotti - se si considera anche il sequestro della casa -, sicuramente sarà loro impossibile continuare a lavorare e accudire i figli.
L’avvocato dei due ha avviato affinché la sentenza venga modificata al recupero dei soldi col quinto dello stipendio dei due adducendo a motivo proprio la situazione economico in cui verrebbero a trovarsi.

Definire questa sentenza un’assurdità è riduttivo. Se da una parte le spese processuali, giustamente, vanno addebitate al condannato, dall’altra, non si può impedire allo stesso di vivere perché, pignorare lo stipendio e, forse, la casa, equivale a condannarli a una sorte ben peggiore, quella dell’esclusione totale dalla società. Tanto valeva condannarli a vita, così avrebbero almeno avuto vitto e alloggio assicurati.
Questo fatto, aggiunto ad altri avvenuti in passato (Maso Totzi), fanno pensare che non esiste nessun rapporto “sociale” tra le varie agenzie (nazionali e provinciali) addette alla riscossione delle tasse e i cittadini. Da l’impressione che la riscossione sia un qualcosa di indipendente dalle regole morali che sono alla base del vivere civile. Un qual’cosa di freddo, estraneo. Come al tempo delle monarchie quando, chiunque si trovava su un territorio, doveva pagare il tributo al signorotto di turno al di la delle sue reali condizioni.

Concludendo, le tasse, giuste che siano, non possono eliminare i diritti elementari dei cittadini.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tasse pignoramento diritti

permalink | inviato da verduccifrancesco il 20/1/2012 alle 11:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
dicembre   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5  >>