discutendo insieme Gelmini, la scuola e la realtà | DISCUTENDOINSIEME | discutendoinsieme | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Gelmini, la scuola e la realtà
post pubblicato in POLITICA, il 16 settembre 2009


Nell'intervista fatta da Lorenzo Salvia al ministro della scuola Gelmini, ci sono tre cose che saltano subito all'occhio: 1) politica nella scuola, 2) precari, 3) numero chiuso per gli stranieri. Sono, questi, tre problemi che, oltre essere di primaria importanza per mantenere uno sviluppo democratico dello stato, per essere risolti dovrebbero trovare una soluzione "trasversale".
Al primo punto, il ministro se la prende con quanti, non concordando con il nuovo corso, si rifiutano di applicarlo, accusandoli di fare politica all'interno della scuola. Ma come si può non fare politica? Se per politica s'intende la gestione della cosa pubblica, e se in una democrazia Intende forse dire che chiunque non condivide la linea del governo deve tacere? Certo, forse è sbagliato non applicare la nuova direttiva, ma l'accusa di "fare politica" mi sembra fuori luogo; dove mai impareranno i nostri ragazzi a farlo? se la scuola è momento di apprendimento, come ella stessa dice, non è ovvio che imparino anche la politica? e non solo teorica, ma anche pratica.
Al secondo punto, il ministro afferma che i precari saranno reinseriti entro 5 anni, bene, ma fino ad allora cosa faranno? vivranno della carità dello stato? e perché una persona onesta e intelligente che ha dedicato la sua vita ad un determinato ruolo, deve starsene tranquilla ad aspettare la "manna" dal cielo? forse il ministro crede che i dipendenti, sino a ieri, abbiano guadagnato quanto basta per vivere tranquilli senza lavorare. Beh, si sbaglia, come scritto in altro post, la quasi totalità dei dipendenti, per guadagnare quanto guadagna lei, devono lavorare almeno dieci anni con contratto indeterminato, figuriamoci i precari.
Al terzo punto, il ministro pone un numero chiuso al 30% per i figli di immigrati. Ci sono delle realtà, già oggi, dove più del 90% degli alunni sono figli di immigrati, presupponendo che vivano tutti nelle vicinanze della scuola, o che comunque, quella che frequentano sia la scuola più vicina, cosa farà il 60% che non potrà frequentarla? a mio avviso, i genitori, o molti di essi, rinunceranno; in questo modo, si rischia di avere la seconda generazione di immigrati impreparata ad affrontare la realtà italiana. Inoltre, si rischia di creare le condizioni per un proliferare di scuole islamiche dove i ragazzi, invece di studiare quelle materie necessarie ad inserirsi nella società, impareranno l'islam (beninteso, non ho nulla contro l'islam, e ritengo che ognuno debba avere le strutture necessarie per apprendere la propria cultura). Ciò porterebbe ad una alienazione che difficilmente aiuterà i ragazzi ad inserirsi.
Queste tre linee di condotta, unite a quella del sindaco di Milano, Letizia Moratti, chiudere il liceo pubblico serale Gandi frequentato da lavoratori,  possono bastare a delineare la politica reale della scuola attuata dalla maggioranza.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. scuola moratti immigrati gelmini

permalink | inviato da verduccifrancesco il 16/9/2009 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Sfoglia agosto        ottobre
calendario
adv