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RISPETTO E PROTESTA SONO COMPATIBILI? SI!!
post pubblicato in POLITICA, il 17 settembre 2009


Nel Ffwebmagazin Filippo Rossi scrive: "vi prego no. Non un'altra volta. E soprattutto non con la tragedia appena successa, con sei ragazzi italiani uccisi lontano dalle loro famiglie, con le lacrime che bagnano le guance di parenti, amici e colleghi. Non un'altra volta, così tanto per approfittare di un minuto di visibilità. Non ci interessa adesso affrontare il merito della questione su quanto sia giusto o meno stare in Afghanistan: lasciamo la questione agli esperti, agli strateghi, ai geopolitici."
Certo signor Rossi, la tragedia va rispettata, e io come tanti italiani, la rispettiamo.
Lei però, non può dire " Non un'altra volta, così tanto per approfittare di un minuto di visibilità." Nessuno vuole approfittare per avere un momento di visibilità, nessuno! e lei non ha il diritto di accusare nessuno.
Cosa ci facciamo in Afganistan, gli italiani se lo sono chiesto ieri, l'altro ieri e l'altro ieri ancora, praticamente, ce lo stiamo chiedendo da quando ci siamo andati e continueremo a chiedercelo fino alla fine della guerre anzi, di tutte le guerre.
Certo, veder morire giovani fa sempre male, sapere che stanno morendo per motivi che non condividiamo e che loro ci sono andati, alla guerra, convinti - da una propaganda ingannevole - di fare cosa utile agli Afgani, fa ancora più male.
Ma, d'altra parte, fa male anche vedere morire persone sul lavoro per l'incuria dei loro datori di lavoro, o vederli morire sulla strada per mancanza di riferimenti o per aver riferimenti - cosa più probabile - sbagliati; anche queste sono stragi che si trascinano da decenni, però, poco se ne parla, o se ne parla quando la strage diventa evidente per il numero di persone coinvolte. Inoltre, nell'attentato sono morte altre persone (Afgane), di loro che si dice? quanti sono i civili Afgani morti nella guerra, e non solo per mano del "nemico" ma anche per mano "dell'amico" , non si dovrebbe aver rispetto anche per loro?
Rispettare il dolore dei famigliari è una cosa, condividere ciò che sta succedendo in Afganistan è tuttaltra cosa. Ed è contro ciò che chi non condivide protesta ieri, oggi, domani, cioè sempre!!!!!!!!

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 17/9/2009 alle 21:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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