discutendo insieme BRUNETTA E IL COLPO DI STATO | DISCUTENDOINSIEME | discutendoinsieme | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
BRUNETTA E IL COLPO DI STATO
post pubblicato in ALTRO, il 20 settembre 2009


Leggo con non poca apprensione le notizie date da la Repubblica sulle affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta rilasciate al convegno del P.D.L. di Cortina d'Anpezzo.

Egli dice: 
"Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l'opposizione, e questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita". 

La prima frase rende bene l'idea di quanto segue; 

Bene, per il ministro, le rendite editoriali, finanziarie e burocratiche sono di sinistra (leggi comunista poiché, almeno fino ad ieri, tutto ciò che si contrappone al governo è stato definito dallo stesso premier "comunista"). Quando mai le lobby finanziarie, editoriali o burocratiche che siano, sono di sinistra? per quanto ne sappiamo, uno dei maggiori esponenti di queste lobbi, in Italia, è proprio il primo ministro; essendo esso proprietario di un terzo del mondo dell'editoria, supportato da finanziarie che servono anche per le altre attività imprenditoriali di cui è partecipe o in prima persona o attraverso la famiglia (leggi da wikipedia). Da questo si può dedurre l'impossibilità che siano di sinistra, a meno che lo sia anche il primo ministro, ma non credo visto i continui attacchi contro di essa. Di conseguenza, se c'è un attacco al governo, questo viene dal suo stesso presidente.
L'unica ipotesi che si può fare è che l'attacco non è rivolto tanto al governo ma a quanti, nel mondo dell'economia, non si allineano con esso.

Per quanto riguarda le lobby "cinematografiche e culturali" è ovvio che in una società libera ci siano più culture che si confrontano tra di loro, una società libera non può farne a meno. Questo dovrebbe far capire, al ministro, che l'opposizione si attua anche a livello culturale e che perciò, la sua affermazione "non abbiamo visto l'opposizione" è solo il risultato della sua/loro cecità politico/culturale e della loro incapacità di gestire una società multiculturale come quella italiana - che, per altro, loro stessi si ostinano a contrastare con leggi tendenti ad emarginare il diverso.
Inoltre, incolpare la cultura di voler "buttar giù il governo", significa negare ad essa la possibilità di critica politica e sociale, vale a dire che, secondo il ministro, la cultura deve essere fatta di "veline", giochi, varietà e quant'altro utile solo allo svago, che è si necessario, ma che non può sostituire la cultura intesa come conoscenza critica della società. In questo modo si creerebbe una situazione di disinteresse da parte del cittadino verso l'utilizzo di quei mezzi necessari al confronto partecipativo di tutti. Disinteresse che può far comodo solo a chi intende creare le condizioni per un "colpo di stato".

Per finire, il ministro ci mette pure la ciliegina sulla torta rivolgendo alla sinistra "per bene" un invito a liberarsi della "elite di merda" proponendo una lotta di liberazione; da chi? da chiunque non si adegua. 
 
Sfoglia agosto        ottobre
calendario
adv