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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Rimborso per 5 milioni da parte della asl di Teramo ai dipendenti non medici
post pubblicato in POLITICA, il 20 marzo 2015


Il personale non medico della asl di Teramo ha diritto a essere pagato nei quindici minuti che servono per la vestizione. Così ha deciso il tribunale dopo i ricorsi dei dipendenti. Il tempo in questione è di 5 anni. La asl, secondo i calcoli fatti, dovrà sborsare 5 milioni di euro.

Già!Al contempo, però, la asl regionale ha in programma una diminuzione di personale negli ospedali regionali e la chiusura dei punti nascita in quattro ospedali della regione per far fronte alla diminuzione delle spese.

Adesso,da che mondo è mondo, e comunque nel privato, non s’è mai ne vista ne  sentita una cosa del genere; di solito si arriva sul lavoro, ci si cambia, e all’ora stabilita si va al proprio posto e si inizia il lavoro. In un mondo che tenta di liquidare (si veda il job act)  come conservatori i coloro che “pretendono” di mantenere diritti acquisiti, ottemperare a una richiesta simile è fuori luogo se consideriamo la politica di risparmio che la regione Abruzzo sta portando avanti nel campo della sanità.

A questo punto, l’incongruenza delle due notizie è evidente; da una parte, si elargiscono milioni per far fronte a esigenze a dir poco opinabili, dall’altra si taglia per esigenze di risparmio.

 Due azioni incomprensibile perché non si capisce come si possa affrontare il problema dell’efficienza nelle strutture ospedaliere diminuendo il personale, e come sia possibile far fronte alle richieste chiudendo i reparti se non andando poi a rafforzare, con spese enormi, quelli esistenti sia in termini di struttura che di personale.

 


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permalink | inviato da vfte il 20/3/2015 alle 13:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La Asl, alla richiesta di aiuto risponde: Mi spiace, è pasqua, richiami martedì.
post pubblicato in NOTIZIE, il 21 aprile 2014


LaAsl, alla richiesta di aiuto risponde:Mi spiace, è pasqua, richiami martedì.

Vabbe che è pasqua e tutti hanno diritto a festeggiare l’evento o, comunque, al riposo del giorno festivo. Vabbe, ma, perché c’è un ma in tutte le cose di questo mondo, alla richiesta di soccorso sentirsi rispondere dalla Asl: mi spiace, è pasqua e domani pasquetta, ci sentiamo martedì, è una cosa che lascia interdetti anche i più cinici di noi.

È successo a Locorotondo in provincia di Bari che il figlio di una malata di Sla –ad alta intensità assistenziale -, avendo bisogno dell’intervento del medico di riferimento della Asl addetto alle urgenze perché c’era bisogno di sostituire la cannula tracheostomica che permetteva alla madre di respirare e che era danneggiata, pertanto da sostituire; operazione che solo un medico può fare - proprio per situazioni di questo genere,in questo tipo di pazienti, la Asl di Bari ha una sorta di numero verde con un professionista da chiamare all'occorrenza – ha chiamato la Asl dove, però,invece del solito medico con cui era in contatto, ha risposto un altro dicendogli che il collega era in ferie, che lui non poteva aiutare e che non c’era nessun’altro riferimento; avrebbe potuto, però, chiamare martedì; sa, oggi è pasqua e domani pasquetta. Ma la signora non sarebbe arrivata a martedì se il figlio non avesse chiamato un medico amico che, gentilmente e seguendo il principio deontologico, si è prestato a cambiare la cannula donando alla “vittima”un po’ di vita in più.

Vabbe,come dicevo sopra, è pasqua, e tutti hanno i loro diritti. Ma la pasqua è anche il giorno di resurrezione e di riconciliazione e, proprio per questo non si dovrebbe lasciare i bisognosi da soli.

Tanti medici,forse troppi, si dedicano all’obiezione di coscienza in merito all’aborto,giusto anche se non condivisibile, ognuno vive in base ai propri principi, mala vita non è solo quella che deve nascere, la vita è tutto ciò che, appunto,vive e se l’anziano o l’ammalato ha bisogno, ci deve pur essere qualcuno preposto, proprio in quel giorno, ad assisterlo.

Penso che,per un cristiano cattolico, assistere gli ammalati nel giorno di pasqua sia il modo migliore per festeggiare perché sarebbe proprio nello spirito del messaggio della pasqua.


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permalink | inviato da vfte il 21/4/2014 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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