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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
L'otto marzo, festa della donna...
post pubblicato in Riflessioni, il 9 marzo 2015


L’otto marzo è la festa della donna e ci si augura chela disparità dei diritti di

genere arrivi al temine al più presto. Al contempo sirilasciano dati inerenti ai delitti

 e soprusi neiconfronti delle  donne; certamente dati sconfortantiper una società

 che si dicemoderna.

Ma, a rifletterci un po’ sopra, in modo particolaresulla violenza, vien da

 pensare che non sempre le cose corrispondono.Voglio dire, stando alla cronaca , anche le donne sono violente; sia tra diloro che con l’altro sesso.

È di oggi la notizia, sul messaggero,dell’uccisione di una bambina di otto anni

 da parte della madre plagiata dall’amante.Certo, questo fatto non è successo in Italia, questo, però, non deve trarre ininganno dato che i dati riportati dai giornali si

riferiscono sia all’Italia che al resto del mondo.

Dunque, anche la donna è violenta! Basti pensare al bullismoche vede sempre più

coinvolte anche ragazze. Con una differenza da quellomaschile: le ragazze si basano

 maggiormentesul bullismo psicologico,senza , però, disdegnare quello fisico.

Dunque, se la violenza si manifesta sin da giovani, c’èda credere che si possa

manifestare anche da adulti e che questo vale pertutt’e due i generi. Questo

dovrebbe far riflettere quanti credono che la violenzadi genere sia solo maschile. Il

fatto che il bullismo, e la violenza in genere, femminilerimanga sommerso, ovvero,

se ne parla poco e non trova sui media la risonanzache danno a quello maschile,

non significa che non esiste. Per accorgersene, bastascorrere la lista dei siti su

internet cliccando semplicemente casidi bullismo al femminile

Dovrebbe cercare di analizzare, oltre alle conseguenze,comesi fa di solito, anche

contro chi si rivolge la violenza.

È innegabile che il maschio usa la violenza contro ilcosiddetto “sesso debole”,

ovvero, la violenza maschile si rivolge contro il piùdebole che, però, non è solo la

donna ma anche altro maschio, ovvero, l’individuo piùdebole fisicamente e

psicologicamente. Questo modo di fare, però, non èconnaturato solo al maschio ma

a tutto il genere umano., così come il senso dipossesso. Questo implica che la

violenza fisica di genere, non è solo maschile, ma neviene coinvolta

anche la femmina nel momento in cui trova il soggettodebole. Certo, i casi di

violenza fisica di femmine contro i maschi adulti, ocomunque con un adolescente

con prestanza fisica adulta o un carattere forte, sonomeno frequenti di quelli

 maschili, ma questodipende essenzialmente dalla debolezza fisica della femmina. È

però molto diffusa la violenza femminile sui minori ,incluso l’infanticidio, ovvero, la

 violenza sui piùdeboli.

In compenso, sono molto diffusi i casi di violenzapsicologica nei confronti dei

maschi, adulti e no. Violenzache si manifesta essenzialmente attraverso

 comportamentiche tendono a sminuire, ma anche a deridere, il maschio come tale.

Ma non basta, la violenza psicologica femminile èmolto più raffinata di quella

maschile, essa si basa su comportamenti difficilmentequantificabili e sul

presupposto che il maschio a difficoltà serie a raccontaregli abusi che subisce

poiché verrebbe considerato un debole e verrebbe messain discussione la sua

virilità. Inoltre, l’attuale legislazione tende a darealla femmina un’impunità a priori;

 cioè, siconsidera la femmina innocente e il maschio violento per natura.

Purtroppo, il problema odierno della parità deidiritti va a confondersi con quello

della violenza di generecreando confusione; due cose diverse tra loro che non dovrebbero confondersi.

Per concludere, la mancanza dei diritti delle donnenon è paragonabile al problema

della violenza poiché anche la donna lo è.

Vedi anche: Quando il bullo èdonna.           Altri

Il ruolo della donna nel cattolicesimo
post pubblicato in RELIGIONE, il 28 dicembre 2012


Dopo la dura polemica suscitata da un volantino affisso sulla bacheca della chiesa di Lerici (GE) sotto la festività del Natale, il parroco don Piero Corsi scrive una lettera di scuse affermando anche che lascia il sacerdozio. 

Il volantino in questione, tratto da un articolo apparso su pontifex, di fatto addossa alle donne tutta la colpa della violenza subita, botte, stupri e morte, e ritiene un'invenzione della stampa e delle femministe il femmiicidio. 

Per pontifex, oggi la donna è colpevole di non ottemperare più al suo ruolo di moglie, di non accudire più la famiglia e di vestire in modo succinto, da qui, secondo pontifex, la "giusta" punizione da parte dell'uomo, ovvero, tutti i danni subiti se li vanno a cercare. 

 

Una teoria, quella di pontifex, semplicistica e al contempo drammatica.  

Drammatica perché cerca di riportare la donna e la sua esperienza di vita, ma anche la società tutta, su posizioni arcaiche di principi che non trovano più riscontro nella realtà dello sviluppo umano. 

Semplicistica perché non tiene conto dell'evoluzione dell'essere umano nella storia e, pertanto, continua a relegarlo al mito biblico della creazione: 

da genesiallora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente"mentre la donna: "Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: 

«Questa volta 

è osso dalle mie ossa, 

carne dalla mia carne. 

La si chiamerà donna, 

perché dall’uomo è stata tolta".          

 

E' evidente che l'autore prende in considerazione solo il genere maschile relegando quello femminile in una posizione di supporto: dio crea la donna solo nella misura in cui è necessaria all'uomo, ovvero un essere a metà, e non come essere in se. La donna, per la bibbia, non è altro che il mezzo maschile per realizzarsi. L'autore non tiene minimamente conto del fatto che la donna ha le stesse aspirazioni dell'uomo, che anche ella ha, per sua stessa natura, nella sua evoluzione naturale, la necessità di esprimere liberamente il suo modo d'essere. 

Questo atteggiamento viene ripreso anche dai vangeli. 

Nella prima lettera ai corinti (14,34-35) sta scritto: "Come in tutte le comunità dei santi, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la Legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea"; e nella prima lettera a Timoteo (2,9-15) sta scritto: "Allo stesso modo le donne, vestite decorosamente, si adornino con pudore e riservatezza, non con trecce e ornamenti d’oro, perle o vesti sontuose, ma, come conviene a donne che onorano Dio, con opere buone. La donna impari in silenzio, in piena sottomissioneNon permetto alla donna di insegnare né di dominare sull’uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre. Ora lei sarà salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con saggezza.   

Risulta chiaro nei passi biblici sopra citati il pensiero cristiano cattolico riguardo al ruolo della donna nella società; ruolo di totale dipendenza dal maschio a sua volta dipendente da dio. 

 

Le scuse di don Piero Corsi sembra siano state determinate dall'intervento del vescovo di La Spezia che lo avrebbe redarguito consigliandolo di ritirarsi a riposare un poco. 

Questo, però, non significa che don Piero e pontifex abbiano interpretato male le scritture, anzi, dimostra solamente l'ipocrisia del clero.  

Una frase chiarificatrice viene da monsignor Vincenzo Paglia presidente del Pontificio consiglio per la famiglia: "Non si può parlare senza considerare le conseguenze di quanto si afferma e un sacerdote ha una responsabilità in più, come padre e pastore" pertanto "è inequivocabile la condanna delle affermazioni del parroco". 

Dunque, non è il contenuto del volantino a preoccupare il clero ma le reazioni che può creare nella comunità sia dei fedeli che dei non credenti.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 28/12/2012 alle 11:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Un fiore, una carezza.
post pubblicato in POESIE, il 2 maggio 2012


Un fiore, una carezza;
gli occhi sorridenti
sotto limpidi cieli;

verso al nulla rivolti;
nel mattino che aneli,
t’avvii con fermezza.

Della notte più aneli
del cuore la durezza;
gl’incubi ormai disciolti,

t’innalzi nell’ebrezza,
verso stelle splendenti,
leggera senza veli.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 2/5/2012 alle 16:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Corpo di donna; pensieri nascosti.
post pubblicato in POESIE, il 5 marzo 2012


Corpo di donna
tenebroso, solare
- per caso trovato -,
nel profondo del sogno
ancestrale nascosto.
----------------
Corpo di donna
- sinuoso, agile,
quasi felino -
di profumi ricolmo,
strisciando t’insinui ...;
in spire contorte
vibrando m’avvolgi .
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Corpo di donna,
diafana visione
di speranze ricolma.
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Corpo di donna
terra promessa,
- mai mantenuta -
d’un dio minore
geloso, nascosta.
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Corpo di donna
- fragile,
eppur cosi forte -
che mani estranee
indagano solerti;
d’un sogno perduto
cercando la fine.

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 5/3/2012 alle 16:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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