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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Iraq, nessuna pacificazione: attentati multipli a Bagdad, almeno 57 morti e 150 feriti
post pubblicato in BREVI, il 23 dicembre 2011


qui la notizia
A qualche giorno dalla partenza degli ultimi militari dall’Iraq, ecco che esplode puntuale il terrorismo religioso che indica l’inutilità dell’intervento americano e della democrazia “importata”.
Gli attentati di Bagdad non lasciano dubbi sulla ripresa degli scontri tra le diverse etnie religiose e, in modo particolare, tra sciiti e sunniti. Gli attentati della capitale, a quanto sembra, si sono verificati in zone ad alta concentrazione sciita, il che lascia supporre l’inizio della lotta per il potere tra sciiti - lo sciismo rappresenta la maggioranza dei mussulmani in Iraq come in Iran - e sunniti - Saddam Hussein era di etnia sunnita.

A parte la lotta interna, di cui sicuramente sentiremo ancora parlare, sarebbe utile che l’occidente si facesse, prima di ogni altra analisi, un esame di coscienza per poter capire le conseguenze di certi interventi che, se anche fatti i con i migliori propositi - non è comunque il caso dell’Iraq, e, più in generale, non è mai il caso - non portano mai agli esiti sperati, anzi, portano sempre a esiti opposti. Che azioni invasive nella vita di intere comunità non sono mai la soluzione idonea a riportare la pace. Caso mai, la presenza di eserciti stranieri sospendono, momentaneamente, la lotta interna rimandandola più in la nel tempo.
L’esame di coscienza dovrebbe anche servire a far capire che gli interessi si possono raggiungere meglio con la diplomazia, anche quando si ha a che fare con le dittature, che con l’aggressione. Che è venuto il momento di tralasciare le false accuse per giustificare l’intervento militare dato che, alla fine il problema si ripresenta tale e quale.

Ciò che sta accadendo in Iraq ne è un esempio chiaro: i popoli devono trovare da soli la strada per la pace!!!!

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 23/12/2011 alle 13:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gli strascichi della guerra in Iraq, e altrove.
post pubblicato in Riflessioni, il 19 ottobre 2009


Come si può leggere nell'articolo  allegato, le guerre moderne con le loro armi, non finiscono con la fine delle ostilità. Esse lasciano strascichi durevoli anche dopo e per lungo tempo.

Due sono le cause: Uranio impoverito (Per invadere l'Iraq la coalizione guidata dagli Usa ha utilizzato l'uranio impoverito come "penetrante" per mettere fuori uso i blindati irakeni e dopo le denunce (e le malattie) di numerosi veterani occidentali, anche italiani, una campagna mondiale chiede il divieto delle armi all'uranio impoverito) e mancanza di aiuti ai governi nella gestione del dopo guerra, sia a livello di decontaminazione sia dello sviluppo industriale, attraverso l’apporto delle tecnologie necessarie ad uno sviluppo sostenibile già sviluppate nei paesi che parteciparono alla guerra, con conseguente inquinamento incontrollato del territorio e aumento dei tumori.

L’Italia, paese aderente alla coalizione, attualmente ha in Iraq 120 uomini impegnati in attività di consulenza, formazione ed addestramento e cooperazione militare nel settore navale, ma sembra non sia impegnata in un lavoro di ripristino del territorio, e con essa anche gli altri paesi aderenti alla coalizione, mentre l’Iraq si trova a dover affrontare un problema inquinamento molto diffuso nel paese e che coinvolge non solo le grandi città ma anche la provincia; tutto ciò succede al di la delle belle affermazioni dei governi della coalizione, in testa gli usa, sulla lotta all’inquinamento.

La domanda che mi pongo è: se la guerra è stata fatta per evitare che l’Iraq di Saddam Hussein producesse armi di distruzione di massa (mai provato, perciò la giustificazione ultima è l’abbattimento della dittatura e l’instaurazione della democrazia ), ci si aspettava che l’esercito, dopo la vittoria, lasciasse il posto a persone qualificate ad indicare agli iracheni i mezzi migliori per evitare gli errori commessi dallo sviluppo occidentale? 

Sembra, invece, che l’unico interesse sia stato quello di creare un governo in grado di collaborare per lo sfruttamento incondizionato del proprio territorio senza valutarne le conseguenze.




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permalink | inviato da verduccifrancesco il 19/10/2009 alle 22:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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