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Jobs act, demansionamento con tagli stipendio per salvare posto
post pubblicato in LAVORO, il 11 aprile 2015


Jobsact, demansionamento con tagli stipendio per salvare posto

Le nuove regole del dimensionamento delle professionalità che, a detta del governo, hanno come obiettivo "anche quello di rendere più flessibile la gestione del rapporto di lavoro e l'esercizio del potere organizzativo del datore di lavoro" prevedono che: “il lavoratore potrà essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento e non più soltanto a mansioni equivalenti (cioè a quelle che implicano l'utilizzo delle stesse professionalità); in caso di mutamento degli assetti organizzativi dell'azienda il lavoratore potrà vedersi modificare unilateralmente e in peius le mansioni con un livello di inquadramento inferiore pur salvando il livello di inquadramento stesso e la retribuzione. Ma, e qui sta l’inghippo, “in cosiddetta sede protetta il lavoratore potrà concordare con il datore di lavoro nuove mansioni e un taglio dello stipendio se ciò dovesse rispondere alla "necessità di conservare il posto di lavoro",ovvero, se il datore, ha la necessità di reinquadrare il lavoratore, potrà ,mettere il lavoratore di fronte alla scelta di poter continuare il rapporto di lavoro con altra mansione a patto che rinunci anche allo stipendio della mansione precedente, di conseguenza, cambierà anche il suo livello di inquadramento.

Mah! Ma quale sede protetta, qui si sta prendendo in giro il lavoratore!Non c’è bisogno di essere dei geni per capire che la seconda parte, salvo eccezioni, eliminerà la prima; quale datore, avendo la possibilità di diminuire lo stipendio, non usufruirà del “potere” che gli viene messo nelle mani? Che si tratti di assetto organizzativo o di crisi dell’azienda o di automazione, il datore sfrutterà sempre e comunque la seconda opzione.

Jobs Act: la riforma è legge. Renzi in un tweet: “ora si cambia davvero!”
post pubblicato in LAVORO, il 5 dicembre 2014


 Jobs Act: la riforma è legge. Renzi in un tweet: “ora si cambia davvero!” 

Ah si, e allora come si spiega tutto il malaffare di Roma dove sono implicati anche personaggi PD?

A quanto sembra, il governo presieduto dal centro sinistra, è più interessato a riformare il mondo del lavoro e quello dell’welfare anziché quello del mondo politico.

Esultare per una legge che liberalizza i licenziamenti nei primi tre anni di contratto riportando indietro la lancetta dell’orologio dei diritti dei lavoratori di decenni quando, di fronte allo scandalo di Roma sulla connivenza tra politici e criminali, non si sforza nemmeno di proporre una discussione sulle regole per i politici e, tanto meno, sull’inasprimento delle pene a coloro che, chiamati dai cittadini a gestire la cosa pubblica per il bene degli stessi, si lasciano corrompere dai criminali, non è certo edificante per un premier che si dice di sinistra. E, tanto meno, lo è nei confronti degli “investitori esteri” a cui è rivolta la sua politica.

Mah!


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permalink | inviato da vfte il 5/12/2014 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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