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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Tre ragazzi morti in due giorni: fatalità o altro?
post pubblicato in BREVI, il 11 gennaio 2012


Due drammi a distanza di un giorno, ieri un bambino di dieci anni muore travolto dall’auto della mamma davanti alla scuola, Oggi un bambino di cinque anni muore travolto da un’auto davanti all’asilo appena sceso dalla macchina.
Due incidenti che, a quanto pare, sono stati causati dalla distrazione.
Nel primo caso, la madre non si accorge che le cinghie dello zaino rimangono impigliate nella portiera. Nel secondo, l’autista della macchina investitrice non si accorge d’aver investito il bambino.
In provincia di Ancona, un altro bambino, senegalese, di 19 mesi cade dal terrazzo al quarto piani e muore. In questo caso sono in corso accertamenti sulla dinamica da parte dei carabinieri.

Si potrebbe pensare alla fatalità o al destino o a qualcosa che sfugge alla comprensione umana  ma, per quanto siano drammatiche, le tre vicende, non si può fare a meno di pensare che sia più probabile che alla base ci sia la distrazione e la fretta.

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 11/1/2012 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una storia veramente strana o degrado italiano?
post pubblicato in Riflessioni, il 10 luglio 2011


Fonte notizia: la repubblica.it

Nell’ottobre del 2009, una coppia di genitori chiama il 112 e il 113 per denunciare la scomparsa della figlia di sette anni. Quando fanno la denuncia, non sanno descrivere la bambina e che abiti indossasse al momento della scomparsa La bambina verrà ritrovata chiusa in un armadio col suo cane in uno stato di abbandono e degrado. La bambina non parla e, pertanto, viene chiuso il caso.

La famiglia “lui invalido civile e disoccupato” lei con problemi psichici. Unico reddito una piccola pensione di lei che, però, non basta a crescere la bambina. La famiglia, al momento del fatto, è già seguita dagli assistenti sociali e da quelli dell’igiene mentale.

La bambina, data ora in affido a una casa famiglia, quando fu ritrovata, non parlava, mangiava da una ciottola  e abbaiava come un cane.

L’indagine fu rivolta a determinare una eventuale violenza sessuale ma, visto che la bambina non parla e, pertanto, non è in grado di descrivere ciò che le è successo, il caso è stato archiviato.

La storia è sicuramente strana e non per ciò che ha subito la bambina, ma per come è stata affrontata la ricerca delle responsabilità. Se un’eventuale violenza sessuale c’è stata è giusto che l’autore paghi severamente. Ma qui il problema è un altro!

Il problema è la struttura sociale che avrebbe dovuto intervenire per tempo a sollevare la famiglia estremamente disagiata dall’incombenza di crescere la figlia. Mi sembra impossibile che gli assistenti sociali non si siano accorti del degrado in cui era costretta a crescere visto che facevano visita alla famiglia una volta ogni quindici giorni. Inoltre, non è possibile che una famiglia al di sotto della soglia di povertà e in una situazione di grande disagio non abbia avuto aiuti più reali sia in termini di assistenza sociale che concreta. Ad esempio dando lavoro al padre e affidando (l’affidamento non comporta l’allontanamento della figlia in modo coatto e definitivo ma in collaborazione tra gli assistenti, la famiglia d’origine e la famiglia destinataria. Inoltre, la famiglia d’origine ha diritto a vedere la figlia periodicamente. Come si vede, la famiglia d’origine continua ad avere rapporti con la figlia) la figlia ad altra famiglia sin da quando si sono presentati i problemi.

Il giudice ha la possibilità di intervenire e disporre l’affidamento (ma anche l’adozione) qualora vengano riscontrati situazioni di abbandono del minore ancora in famiglia e nel caso citato sembra proprio così. Ma la segnalazione (“fonteQualora la famiglia non riuscisse temporaneamente a prendersi cura in modo appropriato del proprio bambino, le assistenti sociali reperiscono le famiglie e le strutture disponibili a prendere in affidamento il bambino (a tempo pieno o limitato ad alcune ore del giorno) per il periodo di tempo necessario affinché la famiglia di origine risolva i propri problemi. Può essere la stessa famiglia d’origine che richiede all'assistente sociale questo aiuto oppure possono farlo gli esercenti la potestà sul minore; in alcuni casi può essere l’assistente sociale che in presenza di gravi problemi familiari, segnala la situazione di disagio al Tribunale dei Minorenni il quale decide, in merito all’opportunità o meno, di affidare il bambino ad un’altra famiglia.) spetta agli assistenti sociali. Sono loro preposti a sostenere le famiglie in difficoltà e, eventualmente, segnalare al tribunale dei minori le situazione a rischio. Da questo si può dedurre che il servizio sociale è, in prima persona, responsabile.

Detto ciò, le responsabilità del caso in questione sarebbero da addebitare al sistema e non ad eventuali violenze nei confronti della ragazza poiché le violenze, se ci sono state, sono determinate dalla situazione famigliare. Il sistema, casomai, avrebbe dovuto intervenire togliendo la ragazza nel mentre i genitori venivano assistiti nel tentativo di ricomporre la normalità famigliare.

Prostituzione minorile in Calabria, arrestate sedici persone.
post pubblicato in POLITICA, il 28 giugno 2011


È stato sgominato, in Calabria, un giro di prostitute minorenni che venivano arruolate sfruttando l’indigenza delle famiglie. Le minorenni venivano arruolate già a 12-13 anni. Tra i clienti ci sarebbero personaggi facoltosi della zona che pagavano ingenti somme di denaro per avere rapporti con le minorenni non ancora avvezze a rapporti sessuali. Le accuse per gli arrestati sono di: induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.

Bene, fa piacere che le forze dell’ordine indaghino con profitto su casi simili, però, a mio avviso, ritengo che le accuse mosse  contro questi criminali non siano sufficienti.

Innanzi tutto, mi sembra che, in caso di prostituzione minorile, si debba, perlomeno, aggiungere l’accusa di violenza su minori e pedofilia. Perché? Si chiederà qualcuno. Semplice!

1)    Non credo che un minore abbia la capacità di decidere se prostituirsi o no. Pertanto, viene obbligato in un qualche modo a farlo da persone adulte; questo significa usare violenza su minori, sia fisica che psicologica.

2)    Chiunque obblighi, in un modo o nell’altro, ma anche sfrutti una tendenza insita nella psicologia del minore, o induca un minore a prostituirsi commetto un atto di pedofilia.

3)    Chiunque usufruisce, anche sfruttando una situazione creata da altri, delle prestazioni sessuali di un minorenne, in ogni caso è un pedofilo.

Per concludere, i fatti emersi dall’indagine dimostrano quanto poca morale ci sia in Italia. Il fatto di approfittare di minorenni non è un semplice reato, dovrebbe invece essere inquadrato nei reati che prevedono pene severissime sia per quanto riguarda il carcere che quanto riguarda il reinserimento nella società.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 28/6/2011 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Messico: vietato l'aborto ad una bambina di 10 anni
post pubblicato in BREVI, il 3 maggio 2010


L’aborto è legale nella capitale del Messico, ma spesso è proibito o significativamente limitato negli stati federali.
E’ di pochi giorni il caso di una bambina di 10 anni violentata dal patrigno nello stato di Quintana Roo dove l’aborto è consentito se praticato entro i 90 giorni dall’inizio della gravidanza.
Purtroppo la gravidanza della bambina è iniziata da 17 settimane, un mese oltre il limite stabilito e quindi sembra che dovrà portarla a termine anche se a detta di alcune esperte la madre bambina rischia serie conseguenze sia sul piano fisico che su quello mentale. continua a leggere

Da facebook di anita silviano.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 3/5/2010 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Chiesa e pedofilia
post pubblicato in ALTRO, il 15 aprile 2010


Si fa un gran parlare, in questi giorni, di pedofilia nella chiesa cattolica, fatti emersi da un lontano passato a causa di denunce dei ragazzi, ormai adulti, che subirono le “attenzioni” dei prelati.
La parola pedofilia  in sé ha un significato diverso da quello comune (dove si indica l'abuso sessuale sui minori), essa deriva dal tema greco pa??, pa?d?? (bambino) e f???a (amicizia, affetto), cioè sentire, provare affetto per un bambino, cosa che qualsiasi genitore sente.
In ogni caso, la pedofilia viene oggi considerata un reato sia perché si coinvolgono minori in attività illecite, sia perché può essere usata violenza sessuale su di loro.. continua a leggere su Amando.it



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permalink | inviato da verduccifrancesco il 15/4/2010 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ritrovata Almas, la diciassettenne pakistana rapita dal padre
post pubblicato in Riflessioni, il 21 gennaio 2010


Almas è salva. Dopo ore di ansia, è finito bene il sequestro della 17enne pakistana prelevata dal padre-padrone a Fano, davanti al centro di accoglienza dove la ragazza vive.
La ragazza era stata rapita dal padre dopo che il tribunale, circa un anno fa, l'aveva tolta alla famiglia e  affidata ai Servizi sociali del Comune di Senigallia, questi hanno poi ottenuto la sistemazione nella onlus fanese
La decisione fu presa dopo che la ragazza fu ricoverata in ospedale per le percosse subite dal padre che non accettava "l'occidentalizzazione" della figlia.
Il sequestro, secondo la famiglia, è avvenuto perché il padre voleva che la figlia sposasse un connazionale seconde le tradizioni del paese d'origine.

Una sola domanda: come è possibile che una persona adulta, anche se padre del minore, possa circolare liberamente - e non solo, il padre ebbe modo di fare ricorso contro la sentenza - dopo aver picchiato la figlia minorenne al punto da rendere necessario il ricovero?
La risposta non può che essere: non esiste una legge specifica sulla violenza, diversa da quella sessuale (botte), ai minori che implichi l'arresto di chi la compie. Eppure, esiste la legge che condanna l'aggressione, a chiunque venga rivolta, con l'aggravante se provoca lesioni anche lievi.
Perciò, il padre della ragazza, che era stata affidata al centro gestito dalla onlus Cante di Montevecchio anche per aver dichiarato, appunto, che le lesioni erano state provocate dal padre, non poteva essere lasciato libero di agire sensa controlli. Eppure sembra che sia successo proprio questo.
Almas è salva, si, per fortuna non si è verificato qualcosa di più grave come l'omicidio - già avvenuto altre volte per gli stessi motivi - ma non mi sembra il caso di esultare, anzi, sarebbe opportuno che la violenza, anche non sessuale, sui minori venga considerata penalmente come  reato gravissimo da equiparare a quella sessuale.

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BAMBINI SCHIAVI
post pubblicato in COMMENTI, il 16 ottobre 2009


http://www.giornalettismo.com/archives/39320/il-piccolo-circo-degli-orrori/

Bambini soldati, bambini che chiedono la carità, bambini per pedofili, bambini per organi e BAMBINI DA CIRCO. Che esista la tratta di esseri umani, inclusi i bambini, lo sapevamo già, che questi bambini vengano esibiti nei circhi come animali, forse no.
La tratta di questi bambini, che vengono comprati, o rubati, dai trafficanti ai genitori per poche sterline avviene in Nepal, paese dove solo di recente la il governo a reso criminale l’uso di questa pratica.
In molti casi, la tratta avviene con il consenso dei genitori stessi che, spinti dalla miseria e imboniti dai trafficanti con promesse di un futuro migliore per i figli, sembra vi sono costretti; questo, però, non può giustificare da solo la tragedia di tanti ragazze/i. Affinché un genitore arrivi a tanto, ci deve essere, necessariamente, nella cultura che lo permette, un degrado totale dei rapporti all’interno delle famiglie stesse, affinché i figli diventino “merce di scambio” anziché “investimento per il futuro”, presuppone che in quella società sono venuti meno le basi stesse della società.
Da sempre, la famiglia, in tutte le culture, rappresenta la base sociale e i figli il futuro del popolo stesso in cui nasce; può succedere che la famiglia venga interpretata in modi diversi, in ogni caso però non viene messa a rischio “eliminandone i naturali eredi” declassandoli a pura merce. Affinché una cultura sopravviva, ha bisogno della continuità che, appunto, è rappresentata dai figli.
Ciò che succede in Nepal e in altre parti del mondo, rappresenta un sintomo del degrado socio/culturale di quelle popolazioni causato dal degrado economico a cui sono state sottoposte. Degrado causato dai drastici cambiamenti avvenuti a causa di radicali cambiamenti nei rapporti economici a cui la popolazione è costretta ad assistere passivamente e di cui non ne recepisce i meccanismi.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 16/10/2009 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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