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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Moratti e il senso della (ir)responsabilità.
post pubblicato in POLITICA, il 26 maggio 2011



 

La foto evidenzia chiaramente un esempio di propaganda politica ingannevole del centro destra. Ingannevole perché sembra che sia stato Pisapia a introdurre l'ecopass mentre è stata l'amministrazione Moratti nel gennaio 2008. L'ecopass fu introdotto con l'intenzione di ridurre l'impatto del traffico sull'inquinamento con risultati alquanto discutibili ed era parte del programma elettorale del centrodestra nelle elezioni del 2006 e riproposto nelle elezioni 2011.

L'annuncio dell'abolizione dell'ecopass cui fa riferimento il manifesto è si stata fatto, ma solo dopo la batosta del primo turno e, comunque, riguarda solo i residenti; cosa ovvia dato che i non residenti - pendolari del lavoro, artigiani, ecc. - non votano.

 

Non credo che i milanesi queste cose non le sappiano, sta però il fatto che tutta la campagna del centro destra a Milano è basata sulla menzogna.

 

Una campagna che sembra più la pubblicità per la vendita di un prodotto che quella di un programma politico.

 

Un altro esempio sono le dichiarazioni della Moratti riguardo al confronto di oggi su Sky dove a affermato: "Mi spiace di vedere una sedia vuota, ero disponibile a chiedere scusa per la modalità, perché era finito il tempo. Lo avrei fatto questa mattina, ma ora parliamo di programmi" lasciando intendere che la colpa del mancato confronto è di Pisapia - secondo la Moratti, Pisapia rifiuta il confronto sui programmi - quando sa benissimo che il motivo è un altro. Pisapia ha rifiutato l'incontro per le mancate scuse della Moratti che, a suo avviso e giustamente, dovevano essere fatte in privato e nel momento in cui l'accusa era risultata falsa e non due settimane dopo in un incontro pubblico dimostrando, così, di sfruttare un suo errore a proprio vantaggio falsificando i fatti.

 
Moratti svende Milano.
post pubblicato in POLITICA, il 20 maggio 2011


Dopo la batosta al primo turno, il sindaco uscente stila un contratto con i cittadini e commercianti che hanno attività in città. FONTE

 

In sintesi: parcheggio blu gratuito a tutti i residenti e agevolato ai commercianti e artigiani che svolgono attività in città, niente addizionale irpef nei prossimi cinque anni, niente nuove tasse sugli immobili bar e ristoranti. Mentre, sostiene la Moratti, se dovesse vincere Pisapia, ci saranno più tasse.

Un bel programma, non c'è che dire.

 

Mah, mi vien da chiedere: questo programma, è diverso da quello presentato nel corso della campagna elettorale?

Perché i casi sono due: o nella prima tornata elettorale aveva promesso tasse e aumenti tariffari e i milanesi hanno ritenuto che di tasse già ne pagano abbastanza, oppure, il programma era uguale ma i milanesi non ci hanno creduto preferendo quello di Pisapia che, pur prevedendo (?) più tasse, prevede anche più investimenti sia pubblici sia a sostegno delle famiglie.

In ogni caso, mi sembra una politica confusionale che non fa altro - speriamo - che allontanare l'elettorato.

Sperare di recuperare voti modificando il programma all'ultimo minuto, ha tutto il sapore di un ripiegamento di convenienza invece che un ripensamento della politica territoriale.

Inoltre, essendo la campagna elettorale svoltasi all'insegna della solita aggressione contro i mulini a vento del comunismo e della persona singola (Pisapia), mi sembra un po' tardi proporre ora un programma serio(?) di politica economica.

Comunque sia, ben venga se serve a mandarli a casa.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 20/5/2011 alle 20:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
LA MORATTI E I DISABILI. La nuova strategia elettorale: presentarsi ai gazebo di chi contesta il governo.
post pubblicato in NOTIZIE, il 19 maggio 2011


           

"Conosco i vostri problemi, ho cercato di dare le risposte con le risorse che abbiamo: 31 milioni di euro nel 2010 e nel 2011 5milioni di euro in più." FONTE  

Si è presentata a una manifestazione a sostegno dei disabili organizzato a Milano. Il presidio è stato allestito per contestare i tagli del governo ai servizi sociali.

 

Avrà pensato: basta andar li e buttare qualche cifra a sei zero e, ops, il gioco è fatto. Mi recupero qualche migliaio di voti.

Purtroppo per lei e per fortuna per noi, i disabili, categoria di persone MOLTO BISOGNOSE a cui ogni centesimo può essere questione di vita, dei suoi milioni probabilmente non sanno che farsene. Sicuramente preferiscono i servizi stabili non legati al politico di turno e alle crisi economiche. Quel tipo di servizi che, sicuramente, la sig.ra conosce benissimo ma che, presa da ideali SUPERIORI, ad ogni senso comune, pensa di poter risolvere con le solite promesse.

 

Bah, sono passati dagli attacchi ai candidati allo sfruttamento indiscriminato dei bisogni, REALI, altrui.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 19/5/2011 alle 16:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Moratti, la clandestinità e la delinquenza
post pubblicato in ALTRO, il 13 maggio 2010


Una frase basta a volte a definire il pensiero di una persona. È il caso del sindaco di Milano che, al convegno ”per un’integrazione possibile” tenuto all’Università Cattolica ha detto:
"I clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono".
La frase è stata poi negata dallo stesso sindaco.

Nell’intervista seguita al suo intervento, alla domanda di chiarimenti, il sindaco risponde: "Io non ho detto che chi è clandestino è criminale, ho fatto presente che il Comune di Milano sta portando avanti una politica fatta di assistenza, solidarietà, integrazione, con tantissimi fondi dedicati a questo percorso di sostegno e aiuto a chi, nel nostro Paese, ha scelto di vivere in maniera regolare".

Già la forma della frase e della successiva precisazione è un segno di confusione; il “clandestino che non lavora ecc.”,  ma il clandestino, di per sé, se lavora, lo fa in nero, questo perché qualcuno – il vero delinquente – non lo regolarizza, cioè lo fa lavorare al di fuori della legge.
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Gelmini, la scuola e la realtà
post pubblicato in POLITICA, il 16 settembre 2009


Nell'intervista fatta da Lorenzo Salvia al ministro della scuola Gelmini, ci sono tre cose che saltano subito all'occhio: 1) politica nella scuola, 2) precari, 3) numero chiuso per gli stranieri. Sono, questi, tre problemi che, oltre essere di primaria importanza per mantenere uno sviluppo democratico dello stato, per essere risolti dovrebbero trovare una soluzione "trasversale".
Al primo punto, il ministro se la prende con quanti, non concordando con il nuovo corso, si rifiutano di applicarlo, accusandoli di fare politica all'interno della scuola. Ma come si può non fare politica? Se per politica s'intende la gestione della cosa pubblica, e se in una democrazia Intende forse dire che chiunque non condivide la linea del governo deve tacere? Certo, forse è sbagliato non applicare la nuova direttiva, ma l'accusa di "fare politica" mi sembra fuori luogo; dove mai impareranno i nostri ragazzi a farlo? se la scuola è momento di apprendimento, come ella stessa dice, non è ovvio che imparino anche la politica? e non solo teorica, ma anche pratica.
Al secondo punto, il ministro afferma che i precari saranno reinseriti entro 5 anni, bene, ma fino ad allora cosa faranno? vivranno della carità dello stato? e perché una persona onesta e intelligente che ha dedicato la sua vita ad un determinato ruolo, deve starsene tranquilla ad aspettare la "manna" dal cielo? forse il ministro crede che i dipendenti, sino a ieri, abbiano guadagnato quanto basta per vivere tranquilli senza lavorare. Beh, si sbaglia, come scritto in altro post, la quasi totalità dei dipendenti, per guadagnare quanto guadagna lei, devono lavorare almeno dieci anni con contratto indeterminato, figuriamoci i precari.
Al terzo punto, il ministro pone un numero chiuso al 30% per i figli di immigrati. Ci sono delle realtà, già oggi, dove più del 90% degli alunni sono figli di immigrati, presupponendo che vivano tutti nelle vicinanze della scuola, o che comunque, quella che frequentano sia la scuola più vicina, cosa farà il 60% che non potrà frequentarla? a mio avviso, i genitori, o molti di essi, rinunceranno; in questo modo, si rischia di avere la seconda generazione di immigrati impreparata ad affrontare la realtà italiana. Inoltre, si rischia di creare le condizioni per un proliferare di scuole islamiche dove i ragazzi, invece di studiare quelle materie necessarie ad inserirsi nella società, impareranno l'islam (beninteso, non ho nulla contro l'islam, e ritengo che ognuno debba avere le strutture necessarie per apprendere la propria cultura). Ciò porterebbe ad una alienazione che difficilmente aiuterà i ragazzi ad inserirsi.
Queste tre linee di condotta, unite a quella del sindaco di Milano, Letizia Moratti, chiudere il liceo pubblico serale Gandi frequentato da lavoratori,  possono bastare a delineare la politica reale della scuola attuata dalla maggioranza.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 16/9/2009 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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