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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Vietato il presepio a scuola. Ovvero, come conquistare l’Italia.
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 7 dicembre 2014


Un tema che si sta rinnovando di frequente è quello dei simboli a scuola; anche nelle ricorrenze religiose. Ovviamente, avendo l’Itali a una cultura religiosa prevalentemente cattolica, pertanto, anche tradizioni cattoliche o, comunque, di radici cattoliche, le manifestazioni cattoliche sono frequenti e coinvolgono ogni aspetto, luogo e età della vita. Succede però, che a causa della presenza sul territorio nazionale di etnie di diversa estrazione religiosa e con tradizioni diverse, e per la volontà di integrare queste minoranze nella vita del paese, sta avanzando la tendenza a limitare le manifestazioni legate alla tradizione religiosa cristiano/cattolica in luogo pubblico e l’esposizione dei simboli a esse collegate, fulcro della cultura di milioni di italiani; anche non religiosi.

Si sta cercando, insomma, di limitare la libera espressione delle tradizioni del cattolicesimo. Quel che lascia perplessi è che questo limite venga imposto dalle strutture pubbliche italiane come la scuola.

Succede che, all’istituto De Amicis di Celadina a Bergamo, il preside vieti di allestire il presepe nell’aula perché: “La scuola pubblica è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare il proprio contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno, che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l’anticristo, ma questo è l’orientamento che ho dato all’Istituto da otto anni, quando sono arrivato qua”. E ancora: “La favoletta che la cultura europea è figlia di tante cose, tra cui il cristianesimo, non sta più in piedi. A scuola non ci devono essere simboli che dividono”. Insomma, stando al preside, il fatto che una comunità sia formata da diverse culture indica la necessità di limitarne le loro espressioni.

Niente di più sbagliato e assurdo. se si considera che l’indirizzo prevalente è quello dell’integrazione delle culture immigrate.Se per integrazione s’intende che l’immigrato, portatore di altra cultura religiosa, deve integrarsi nella cultura esistente in un dato posto, casomai dovrà essere egli a dover rinunciare a parte delle sue manifestazioni che possono essere ritenute offensive e discriminatorie verso la nostra cultura (si veda, in tal senso, la tradizione di certi musulmani, ma non solo, a trattare la donna come merce e a imporre a essa comportamenti ritenuti offensivi della dignità e dei diritti dell’individuo – matrimoni combinati, copertura del corpo da capo a piedi, impossibilità di una vita sociale ecc. – nel mondo occidentale).Dunque, a doversi integrare in altra cultura deve essere l’immigrato. Ma per fare ciò deve, innanzitutto, recepire sia la nostra cultura –che comunque non è solo cattolica perché include anche altre forme di cristianesimo e altre religioni come l’ebraismo. Inoltre sono presenti anche culture diverse e non religiose come il socialismo, comunismo e ateismo - sia le nostre tradizioni che fanno riferimento alle varie culture presenti. Pensare, per fare spazio alle nuove culture, di limitare quelle tradizionali significa far pagare alla cultura e tradizione italiana il maggior costo dell’integrazione. Non solo,così facendo si andrà incontro alla distruzione e, pertanto, alla conquista dell’Italia delle culture immigrate.

Pertanto, limitare la libera espressione della nostra cultura è fuorviante rispetto al problema dell’integrazione perché, così facendo, si finirà col dover essere noi italiani a doverci integrare. Il che è assurdo!

Gli auguri leghisti di Calderoli.
post pubblicato in Riflessioni, il 19 dicembre 2010


È di ieri la notizia pubblicata sul corriere del biglietto di auguri mandato da Calderoli. Il biglietto  contiene una cartina stilizzata dell'Italia rovesciata con le indicazioni di dove dovrebbero trovarsi i vari ministeri del governo. E, visto il periodo natalizio, non poteva mancare una preghiera a "Gesù bambino":

"Per Natale vorrei in regalo l'approvazione del federalismo fiscale e per l'anno nuovo vorrei vedere tanti ministeri in Padania. Grazie".

Una bella trovata, non c'è che dire. E pensare che Calderoli è  ministro per la semplificazione normativa, dovrebbe cioè semplificare le strutture pubbliche in nome di quel risparmio che sta rendendo impossibile la vita a milioni di italiani.

Ma, a parte la questione politica, quella che salta agli occhi è l'utilizzo del natale, della religione a scopi propagandistici. Rimane sottinteso che ognuno è libero di chiedere in regalo ciò che vuole e a chi vuole, ma nel contesto, oltre a essere ridicolmente infantile, è anche una presa in giro per quanti, il natale, oltre a essere momento di festa per la nascita di un uomo che reputano fondamentale per la salvezza umana, lo vivono anche come momento di riflessione, di ripensamento del vivere quotidiano. Non si tratta più di simboli di partito da proporre, anche se in un modo improprio, alla popolazione, ma di una ingerenza (lo dico non per difendere la leadership cattolica che di ingerenza è forse la maestra) nella fede altrui. E neanche è più una conquista territoriale perché, nel momento in cui si cerca di travisare le idee con comportamenti che prendono a pretesto l'idea da travisare stessa, diventa una prevaricazione vera e propria. Prevaricare su un'idea attraverso l'idea da prevaricare. Questo potrebbe essere il motto della lega.

L'utilizzo della religione, per la lega, è cosa collaudata. Si veda, in proposito, la sua battaglia per i crocifissi che, secondo loro, sono parte integrante della nostra cultura. E anche la battaglia contro il nemico numero uno: l'Islam. Fautore, a loro dire, della conquista dell'occidente. Anche il motivo di questa scelta è facilmente individuabile; la popolazione italiana è, anche se spesso solo a parole, per lo più cattolica. Il laicismo, anche se molto diffuso, è anche di origine cattolica. Questo fa si che le tradizioni nate all'interno del cattolicesimo siano patrimonio comune degli italiani; credo non sia possibile, oggi in Italia, sopprimere le festività del natale, della pasqua e delle altre. Non solo perché sono giorni di riposo, basterebbe sostituirle con altre, ma proprio perché sono parte integrante del pensiero italiano e non solo, ne sono la spina dorsale. Basti pensare al pensiero socialista in genere che, pur essendo stato, e in molti casi lo è ancora, anticlericale, ha sempre usato le tematiche contenute nel cristianesimo (specifico che il socialismo ha in se sia la corrente religiosa sia quella atea).

Ed è da questo che trae forza la politica leghista nei suoi tratti ideologici. Se gli atei si oppongono ai simboli religiosi nei luoghi pubblici, i socialisti religiosi no, o non tutti. Fare leva su questo sentimento comune a quasi tutte le componenti sociali italiane è la strategia della lega. Il biglietto di auguri è solo un esempio di come sfruttare le idee altrui per propagandare le proprie.

 

Da quanto detto sopra, verrebbe da chiedersi perché la lega proponga ogni anno il rito pagano dell'ampolla che si contrappone al cristianesimo. Perché trae le sue origini non dai romani dove nasce e si sviluppa (in termini storici) il cristianesimo ma dalle popolazioni celtiche del nord Europa.

Ogni credente sa, o dovrebbe aver capito, che la lega non è un partito cattolico - basti pensare ai suoi riti pagani come quello dell'ampolla - ma, lo stesso credente, quando vengono messi in discussione i propri simboli, accetta come "amico" chi li difende pur riconoscendolo come non credente e lo sostiene. Nella lotta leghista contro "l'invasione islamica", il credente si sente protetto (è chiaro che questo non vale per tutti i credenti) anche se non ne condivide i metodi perché, il credente, si sente veramente minacciato dall'Islam.

 

Per concludere, per la lega ogni mezzo è lecito per perseguire il proprio fine perché l'interesse che ha è rivolto più ai suoi scopi che agli interessi, materiali  e culturali, del popolo.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 19/12/2010 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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