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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Monsignor Krzysztof Charamsa e il sogno di una chiesa aperta agli omosessuali.
post pubblicato in RELIGIONE, il 12 ottobre 2015


Monsignor Krzysztof Charamsa ha detto http://dizionari.corriere.it/images/info.gif: «Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca chela soluzione che propone loro, l’astinenza totale dalla vita d’amore, è disumana».

La coraggiosa confessione è però costata l’allontanamento del monsignore dagli incarichi.

Parole forti e coraggiose quelle di monsignor Charamsa. Parole di rottura con un mondo ormai obsoleto anche per molti cattolici in genere. Parole destinate a far riflettere sull’opportunità di accettare tout court l’omosessualità sia all’esterno che all’interno del clero cattolico e del mondo cattolico in genere.

Parole che arrivano alla vigilia del sinodo sulla famiglia indetto dal papa. Sinodo che deve affrontare il tema della famiglia in termini cristiano cattolici, vale a dire, come far fronte agli attacchi perpetrati da quanti vorrebbero dare all’istituzione famigliare un significato più ampio includendo sia le coppie di fatto etero e omosessuali.

Ma questi attacchi non vengono solo dall’esternoma anche in seno allo stesso clero.

Il monsignore è solo uno dei tanti che praticano segretamente l’omosessualità - questo significa che la chiesa stessa, col suo ostinarsi a negare il matrimonio ai preti, è artefice, forse(?) “incosciente”, di quella che essa stessa definisce “deviazione sessuale”, ritenendola una malattia.

Ma a parte ciò, rimane l’ostilità generalizzata,che colpisce a tutti i livelli (basta vedere il rifiuto del vaticano di accettare l’ambasciatore francese presso la santa sede perché omosessuale dichiarato), nei confronti dell’omosessuale.

Certo, il clero dice di rispettare l’omosessualità,a patto, però, che l’omosessuale non la pratichi fisicamente, vale a dire;rinunciare a se stesso. Questo implica il disconoscimento dei sentimenti dell’omosessuale che, pur essendo rivolti verso una persona dello stesso sesso, sono gli stessi della coppia etero, ovvero: AMORE, AMICIZIA, AFFETTO, per citare i più importanti.

Concludendo, il clero cattolico, prima di interessarsi alla società civile e ai suoi problemi (si vedano i discorsi al congresso Usa e all’Onu),dovrebbe, perlomeno, rispettarne la cultura.


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permalink | inviato da vfte il 12/10/2015 alle 16:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gay al rogo
post pubblicato in Riflessioni, il 25 gennaio 2015



SCRITTA RAZZIATA SUL MURO DELLA SCUOLA A ROMA

Roma 23 gennaio. Alla periferia di Roma, sul muro della scuola, elementari e medie, del quartiere dell’Infernetto, è comparsa la scritta razzista omofoba: Gay al rogo. A denunciare l’episodio sono stati i genitori degli alunni che, tra l’altro, si sono proposti di cancellare con la vernice la scritta.

Un atto deprecabile perché la scuola è frequentata da ragazzi sotto i quindici anni e, pertanto, fortemente suscettibili a recepire la propaganda negativa nei confronti dei diversi e, ancora, portati a imitare il comportamento dei grandi,e che, pertanto, va denunciato fortemente perché non è possibile che siano permesse idee irrispettose dell’altrui tendenza sessuale.

Ci sono persone che credono che l’omosessualità sia una malattia e pertanto debba essere curata. A queste persone andrebbe spiegato che, caso mai, la malattia è l’omofobia che, come dice la parola stessa, significa: “disturbo psichico consistente in una paura angosciosa destata da una determinata situazione, dalla vista di un oggetto o da una semplice rappresentazione mentale, che pur essendo riconosciuta irragionevole non può essere dominata e obbliga a un comportamento, inteso, di solito, a evitare o mascherare la situazione paventata; prende nomi diversi a seconda del suo contenuto.” Nello specifico, abbiamo, dunque, un’avversione ossessiva verso gli omosessuali e l’omofobia che, come scritto sopra, è un comportamento irrazionale e non controllabile.

Al di la di questo, però,rimane il fatto che, ancora oggi, ci sono persone che provano un’avversione nei confronti degli omosessuali che non sempre è fobia, che anzi è un’avversione contro un comportamento ritenuto innaturale in base a credenze non scientifiche.A quest’altre persone andrebbe spiegato che, l’omosessuale, al pari dell’eterosessuale, è espressione della stessa natura che, nel suo evolversi,tende a modificare se stessa dando origine all’enorme varietà di forme di vita esistenti.

Certo, si può dire che l’omosessualità è una forma di vita fine a se stessa perché non è in grado di procreare, giusto, ma da li ad asserire che non dovrebbe esistere ci vuole una enorme dose di intolleranza nei confronti dei diversi. Intolleranza - che in termini generali coinvolge ogni forma di vita - che nasce dalla paura del diverso che, a sua volta, tendendo a sopprimere tutto ciò che non fa parte, sia della propria cultura che ciò che è ritenuto dannoso solo perché diverso, tende a restringere le possibilità della natura stessa nella creazione di forme di vita diverse.

Si può dire che l’intolleranza nasce comunque dalla fobia, che intollerante è colui che ha paura di cambiamenti estranei alla sua cultura perché i cambiamenti possono portare alla fine del suo mondo. Questo non va, però, confuso con il razzismo – parola abusata nel contesto omofobico – che si basa sulla superiorità di razza e non sul comportamento e, dal momento che l’omosessuale non è una razza, parlare di razzismo è fuori luogo.

Concludendo, il comportamento omofobico denota sia la paura del diverso che una errata concezione dello sviluppo della natura. Una concezione chiusa in se stessa che vede l’essere umano, e la natura in genere, immutabile nel tempo, il che è irrealistico dato che le modificazioni in natura, incluso l’uomo, sono visibili. Ovviamente per vederle bisogna superare lo scoglio del proprio orizzonte culturale.


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permalink | inviato da vfte il 25/1/2015 alle 14:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Contestata lettura in classe di “sei come sei” di Melania Mazzucco
post pubblicato in NOTIZIE, il 2 maggio 2014


  «La religione cattolica cristiana, come tutte le religioni monoteiste,non è assoluta perché afferma una “verità”,  ma perché pretende che la “sua verità” sia validaper tutti poiché rappresenterebbe l’unica via per la “salvezza”. È in base a questo principio“assoluto” che operano le religioni monoteiste e, pertanto, tutte le presunte“aperture” sono in funzione della loro affermazione, ovvero, la salvezza sirealizzerà solo nel momento in cui gli uomini si conformeranno alla lororeligione».

Unesempio di quanto detto sopra si è appena verificato al liceo Giulio Cesare diRoma dove in due classi è stata fatta la lettura del libro “Sei come sei” diMelania Mazzucco che narra la storia di una ragazza di undici anni con duepadri omosessuali.La lettura rientra nella strategianazionale adottata dal ministero delle pari opportunità del governo italianoper ottemperare alla direttiva del Consiglio d’Europa in merito allaprevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamentosessuale e sull'identità di genere.

Questoindica l’interesse europeo a superare le discriminazioni omofobe - che,purtroppo, in Italia, ma anche in Europa, sono forti – attraverso l’educazionea partire dalla scuola. Il progetto, come è ovvio supporre, non si basa sull’insegnamentodel rapporto sessuale ma sul dare ai giovani una giusta visione delle diversitàculturali e le diverse tendenze sessuali, e i diversi problemi che comportano,presenti nella società affinché possano accettarne i presupposti senza discriminazioneed, eventualmente, affrontarli senza traumi.

Purtroppo,in Italia è forte la tendenza omofoba anche da parte di una certa frangia delcattolicesimo che vorrebbe che gli omosessuali siano “curati” o che nonpratichino la loro sessualità. Pertanto, per capire il senso della denuncia, aldi la delle motivazioni addotte dai denuncianti, che mette sotto accusa unbrano dove si parla in modo esplicito del rapporto orale di uno dei padri, bastaleggere una delle motivazioni che dice che: c’è anche una strategia dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar), dipendente dal ministero delle PariOpportunità, per istigare a “vivere la sessualità in unaprospettiva esclusivamente omosessuale.

Dunque,il problema non è la pornografia, come scritto nella denuncia, ma l’omosessualitàe, di conseguenza, l’unione tra omosessuali, le famiglie omosessuali o transgender e l’adozione agli omosessuali.

All’internodel cattolicesimo, se per certi credenti l’avversione all’omosessualità si basasull’insegnamento biblicoche condanna la pratica dell’omosessualità come atto peccaminoso e, pertanto,da debellare, per altri invece, la paura atavica di fronte all’omosessualità,come nella frase sopra, nasce forse dalla credenza che essa possa influiresulle scelte omosessuali di tutti, ovvero, che se lasciassimo liberol’omosessuale renderebbe omosessuale il genere umano; di fatto, sel’omosessualità viene vista in tal senso, è l’omosessuale che creal’omosessuale. Una teoria alquanto fuori dalla realtà dato che, l’omosessuale, comel’eterosessuale, nasce da coppie eterosessuali. Un’altra credenza, anch’essairreale, è l’equiparazione con i pedofili dal momento che pedofilo è anchel’eterosessuale.

Intutt’e due i casi, comunque, è forte l’avversione all’omosessualità poichéesprime un diverso approccio al rapporto sessuale; l’innamoramento, e ilconseguente rapporto, di due persone dello stesso sesso è ritenuto contronatura perché si crede che dio creò l’uomo eterosessuale. L’essere omosessuale,pertanto, viene fatto risalire ad una deviazione dalla natura così come lavoluta dio. 

Pertanto,una lettura guidata dei rapporti tra: omosessuali, eventuali figli edeterosessuali, serve a sfatare dette credenze e a chiarire l’inconsistenzadella regola biblica e non a “creare” omosessuali. Ma,più di ogni altra cosa, serve a evitare comportamenti lesivi nei confronti deigiovani omosessuali che, come dimostrato dalla cronaca recente, possonoarrivare anche al suicidio. Perciò, a meno che dette persone non intendano“eliminare” l’omosessualità eliminando lo stesso omosessuale, una letturaguidata dell’omosessualità, anche attraverso l’opera letteraria che dimostra dianalizzare il problema attraverso una storia, non può che essere condivisa;tutt’al più si potrebbe richiedere, anzi, pretendere, il coinvolgimento deigenitori nella scelta delle opere da discutere. Ma per fare ciò ci vuoleapertura verso il diverso, apertura che può verificarsi solo se si smette dipensare in termini ideologici e religiosi.

Chiesa e omosessualità
post pubblicato in Riflessioni, il 28 aprile 2011


           

L'avversione della chiesa contro ogni tipo di piacere, sia esso sessuale sia d'altro tipo è nota; basti pensare a S. Francesco che della castità "totale" ne fece un ideale di vita. Non si può dunque parlare di omosessualità senza tener conto di ciò, poiché l'omosessualità, per la chiesa, è parte integrante del senso del piacere umano. Di conseguenza, tutto ciò che rende piacevole la vita, incluso il benessere materiale derivante dalla scienza umana - da qui la sua millenaria avversione nei confronti del pensiero umano quando esso si discosta da quello religioso per approdare a quello scientifico - viene condannato perché si pone al di fuori della visione naturale della vita, vale a dire che l'uomo, per il cristianesimo, è, è sempre stato e sarà sempre legato alle sue origini (che per il cristianesimo significa essere creato) senza nessuna possibilità di modificarne i comportamenti. Da ciò deriva l'idea che certi comportamenti sono contro natura.

 

Pertanto, anche il rapporto eterosessuale, sia fuori dal matrimonio che al suo interno quando non è finalizzato alla procreazione, al pari della scienza, viene vissuto come rottura dell'uomo con la natura poiché finalizzato al solo piacere individuale ed egoistico e non a quell'economia naturale che prevede un'utilità intrinseca ad esso, cioè la procreazione.

Ed è proprio in una visione utilitaria che la religione relega il piacere nei comportamenti peccaminosi - la dove il peccato non è altro che l'infrazione alla legge.

 

Mentre il rapporto omosessuale viene vissuto come evento contro natura, non solo perché non è finalizzato alla procreazione, ma anche perché l'omosessuale si stacca dalla natura stessa, ne è, cioè, una deviazione, un'evoluzione - anche se negativa. Ma la chiesa, non accettando la teoria dell'evoluzione, fa risalire l'omosessualità a un fattore psicologico e culturale. Vale a dire che, l'omosessuale, è tale per sua scelta. Ne consegue che l'omosessualità può essere curato come fosse portatore di una malattia.

Per questo, la chiesa cattolica, è passata dalla condanna dell'omosessualità alla sua accettazione a patto che l'omosessuale viva una vita di castità, ovvero senza rapporto ne sessuale ne di convivenza - perché anche l'amore è visto come rapporto tra generi diversi.

Ma, impedire all'omosessuale il piacere sessuale e, dato che l'impulso del piacere sessuale, al pari di altri tipi di piacere è naturale nell'uomo, significa imporre un comportamento contro natura; obbligare, cioè, un essere umano a vivere la propria vita reprimendo un impulso che la natura gli ha dato.

È pur vero che il rapporto sessuale tra individui dello stesso genere non è finalizzato alla procreazione, ma è altrettanto vero che non è neanche dannoso per la specie. Pertanto, sarebbe come proibire il rapporto sessuale a una copia etero perché sterile o impedire di provar piacere nel guardare un quadro o fare una passeggiata o altro, dato che questi piaceri non sono finalizzati alla procreazione. O, peggio ancora, condannare coloro che della "castità" ne hanno fatto un modello di vita poiché, anch'essi non procreano e, in questo caso, è una scelta cosciente e contro natura dato che la procreazione viene posta all'apice dei comportamenti umani.

 

La chiesa cattolica, ovvero il clero, nel suo tentativo di dimostrare che l'omosessualità è contro la matura umana condanna se stessa come portatrice dell'idea di castità che impedisce ai "ministri di dio" di sposarsi e di procreare. Idea che ha portato molti prelati a deviazioni comportamentali a dir poco perverse proprio perché costretti a vivere contro natura. A reprimere ciò che invece è naturale nell'uomo: la ricerca del piacere.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 28/4/2011 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
LA CHIESA E L'OMOSESSUALITA'
post pubblicato in Riflessioni, il 11 febbraio 2010


Ogni tanto, purtroppo, la chiesa emette sentenze (commettendo, forse, il più grave dei peccati atribuiti all'uomo, quello originale, che proibisce all'uomo di giudicare cosa è bene e cosa è male) sul comportamento umano, questa volta di tratta dell'omosessualità.
A farlo è il Vescovo Emerito di Pistoia, Monsignor Simone Scatizzi.
In una sua intervista a pontifex.roma dichiara il gia noto: in relazione alla chiesa, l'omosessualità, in quanto tale, è un disordine, in ogni caso, con gli omosessuali é necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo é Dio, pertanto sulla terra nessuno é autorizzato ad emettere sentenze.
Poi però aggiunge: coloro che ostentano e praticano l'omosessualità non meritano la comunione con dio (quella data dall'uomo attraverso l'eucarestia), affermando, con ciò, la volontà dell'uomo di sostituirsi a dio.

Omosessualità come disordine, dunque, cioè incapacità di realizzarsi come essere razionale.
D'altra parte, dal punto di vista creazionista, l'uomo, essendo creatura, è sostanzialmente un essere finito (nel senso che non può modificarsi), perciò, non può subire mutazioni che lo deviano dal suo percorso prestabilito. Ma il problema sta proprio in questo. L'uomo, come ogni altra specie vivente, non è immodificabile anzi, lo è, addirittura, anche artificialmente sia fisicamente sia psichicamente. Inoltre, come si sta ampiamente dimostrando nella società tecnologica (ma era già successo anche in passato), lo si può influenzare con strumenti che di naturale non hanno niente fino a portarlo a perdere la sua identità.
La chiesa parla sempre di dimensione naturale dell'uomo pur sapendo che, l'essere umano, al di la d'essere un essere perfetto, è soggetto a ogni sorta di sollecitazioni derivanti dal proprio essere emotivo e questo lo si riscontra anche negli organismi ecclesiali stessi che, al di la delle belle parole, cadono nella "tentazione" arrivando persino a praticare la pedofilia.
Proibire la pratica dell'omosessualità non comporta, comunque, solo la negazione del divenire derivante dalla natura stessa, ma rientra nel tentativo, praticato da ogni potere secolare, di creare un'unica dimensione umana, una società a senso unico dove l'uomo, anziché esprimere liberamente il proprio divenire, è soggetto a realizzarsi solo e unicamente all'interno di una dimensione prestabilita dove nessun individuo ha modo di esprimersi secondo la sua natura. 

Pensiero unico, dunque, in contrapposizione alla natura stessa creata da quel dio a cui dovremmo soccombere (libero arbitrio).

Il punto fondamentale su cui si dovrebbe discorrere per quanto riguarda l'omosessualità, e non solo, non è tanto cosa sia o non sia, ma la semplice constatazione che, se la natura crea determinate situazioni non è a causa dei "peccati" umani ma del corso naturale delle cose che dio stesso a creato e della loro imperfezione.

Inoltre, il libero arbitrio "datoci da dio", cioè la libertà di scelta, dovrebbe essere un punto base per una società libera.

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 11/2/2010 alle 17:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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