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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Freedom Flotilla: Petizione, dichiarazione Ashton e solidarieta' coo
post pubblicato in ALTRO, il 29 maggio 2010


DA FAR GIRARE

Da action for peace Palestina-Israele

Raccolgo a seguire alcune informazioni sulla flotta di 8 navi che si
dirige in queste ore verso le coste della Striscia di Gaza.
Nathan Never

*Petizione della rete romana di solidarietà con il popolo palestinese

*
Questa lettera, già firmata da oltre 40 associazioni e quasi 200 privati
cittadini, è stata inviata a tutti i parlamentari italiani. Continuiamo
a raccogliere firme per dimostrare il nostro sostegno alla popolazione
di Gaza, per la fine dell'occupazione della Palestina. Allarghiamo le
braccia per trasportare la Freedom Flotilla sana e salva fino a Gaza!
------------------------------------------------------------------------
In questi giorni sta salpando dai porti di Irlanda, Turchia e Grecia,
alla volta di quello di Gaza City una flotta di otto navi che
trasportano materiali da costruzione, impianti di desalinizzazione
dell'acqua, impianti fotovoltaici, generatori, materiale per la scuola e
farmaci da consegnare alla società civile palestinese. Si tratta di
un'azione di alcune organizzazioni e reti di solidarietà internazionale,
necessaria per la sopravvivenza della popolazione di Gaza, che da più di
tre anni vive sotto un assedio asfissiante, priva di generi di prima
necessità e dei materiali indispensabili per ricostruire un territorio
martoriato dall'operazione "piombo fuso" dell'esercito israeliano, che
ha causato oltre 1400 morti, tra cui 400 bambini, e più di 5000 feriti
dovuti anche all'uso di armi proibite dal Diritto Internazionale, quali
l'uranio impoverito ed il fosforo bianco.

Il governo israeliano ha dichiarato che impedirà in tutti i modi
possibili (anche con la forza se necessario) l'arrivo delle navi e la
consegna dei materiali. Se ciò avvenisse sarebbero in pericolo anche i
600 passeggeri di oltre 40 nazionalità che sono imbarcati sulle navi.

Per evitare che ciò avvenga, e permettere che le navi possano consegnare
il materiale, chiediamo:
a) una chiara e pubblica presa di posizione delle forze politiche, dei
parlamentari, degli uomini di cultura e dell'associazionismo che
prevenga una ulteriore azione del governo israeliano condotta in spregio
alle leggi che regolano il diritto internazionale e la convivenza civile
dei popoli
b) che l'Italia eserciti una forte pressione politica e diplomatica sul
governo israeliano affinché non ostacoli l'arrivo della flotta al porto
di Gaza City, ripetendo, in acque internazionali, le azioni di pirateria
già effettuate in analoghe circostanze negli scorsi anni.

Il silenzio che nel nostro Paese circonda le sofferenze inflitte alla
popolazione di Gaza e l'assenza di attenzione verso le iniziative
umanitarie di associazioni e comitati di solidarietà è inaccettabile e
colpevole.

Le dichiarazioni del Governo Israeliano sono state esplicite, ora voi
sapete. Questa volta confidiamo nella vostra iniziativa.

*e' possibile firmare la petizione a questo link:
http://www.firmiamo.it/flotta-per-gaza
*

Maggiori informazioni sulla Freedom Flotilla a questi link

Breve servizio tg3 del 28/05/2010:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-57237cce-2fae-43cf-839e-d\
cd0bcb46deb-tg3.html?p=0


Italiano
http://www.witnessgaza.com/it/
http://zeitun.ning.com/ (news nelle colonne di destra e sinistra)
http://www.firmiamo.it/flotta-per-gaza

Inglese
http://www.freegaza.org/
http://gazafreedommarch.org/cms/en/flotilla.aspx
http://www.witnessgaza.com/


*Dichiarazione del nuovo Ministro degli Affari Esteri dell'Unione Europea sulla
Freedom Flotilla*:
(originale in inglese allegato)

'UNIONE EUROPEA, Brussel, 28 Maggio 2010

Dichiarazione della Portavoce Ufficiale Catherine Ashton, relativa alla flotta
in navigazione verso Gaza.

La Portavoce Ufficiale degli Affari Esteri e delle Politiche per la Sicurezza
dell'Unione Europea e Vice Presidente della Commissione, Catherine
Ashton, ha reso oggi la seguente dichiarazione :

"Esortiamo con fermezza tutti i preposti ad agire con alto senso di
responsabilità e a lavorare per una risoluzione costruttiva.

L'Unione Europea è seriamente preoccupata per la situazione umanitaria a Gaza.

La politica di chiusura continuativa è inaccettabile e politicamente
controproducente.

Vorremo reiterare la richiesta dell'Unione Europea per una immediata,
ininterrotta e incondizionata apertura del passaggio degli aiuti umanitari, dei
prodotti commerciali e delle persone in uscita e in entrata a Gaza. "


*Break the siege - welcome to gaza*

Un gruppo di operatori umanitari e cooperanti italiani e di altre
nazionalità che vivono e lavorano nella Striscia di Gaza danno il
benvenuto alla Freedom Flottilla, il convoglio di 9 navi che intende
rompere l'assedio di Gaza, con un enorme striscione con la scritta
"break the siege" esposto di fronte al porto.

La Freedom Flotilla trasporta oltre 10,000 tonnellate di aiuti
umanitari, tra cui cemento, medicine, generi alimentari, e altri beni
fondamentali per la popolazione di Gaza, e oltre 700 passeggeri di 40
nazionalità.

Dal giugno 2007 la Striscia di Gaza e' sotto assedio: l'esercito
israeliano che controlla i confini blocca il passaggio di merci e
persone, permettendo l'entrata di un quantità molto limitata di aiuti
umanitari e rendendo la Striscia di Gaza una prigione a cielo aperto per
1,5 milioni di abitanti.

Dati della Nazioni Unite affermano che oltre il 60% della popolazione
della Striscia di Gaza e' a rischio di sicurezza alimentare. Israele non
permette l'ingresso di cemento, fondamentale per la ricostruzione di
Gaza dopo i danni e le distruzioni provocate dall'operazione Piombo
Fuso, che ha causato la morte di 1.400 persone.

Il governo israeliano in risposta all'azione della Freedom Flottilla ha
dichiarato che a Gaza non e' in atto una crisi umanitaria.

Questo contraddice tutti di dati delle agenzie delle Nazioni Unite e
delle organizzazioni internazionali, come sanno bene coloro che lavorano
in progetti di assistenza alla popolazione di Gaza.

Sono significative le parole della rappresentante della politica estera
dell'Unione Europea Catherine Ashton quando afferma "che l'Unione
Europea e' profondamente preoccupata dalla situazione umanitaria di
Gaza. La continua politica di chiusura e' inaccettabile e politicamente
controproducente. Bisogna arrivare ad una risoluzione costruttiva per un
immediata, sostenibile ed incondizionata apertura dei valichi per il
flusso degli aiuti umanitari, dei beni commerciali, delle persone per e
da Gaza."

Per questo diamo il benvenuto alla Freedom Flottilla che con la propria
azione ribadisce al mondo intero una inconfutabile verità: la Striscia
di Gaza e' sotto assedio ed e' necessario rompere l'assedio.





[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 29/5/2010 alle 18:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Gaza, la più grande prigione (o lager) del mondo.
post pubblicato in Riflessioni, il 15 gennaio 2010


Come scriveva Sara Roy nel 2009: «Gaza è l’esempio perfetto di una società deliberatamente ridotta in povertà, e la sua popolazione, una volta produttiva, trasformata in una schiera di poveri dipendenti dagli aiuti esterni».

In questo articolo di Nina Fleury è chiaramente descritta la situazione dei palestinesi a Gaza causata dalla politica israeliana.
Risulta evidente la responsabilità di Israele, sia della situazione di estrema povertà, sia delle reazioni violente espresse in vari periodi dai palestinesi nei confronti degli israeliani.
Il ritiro dal territorio di Gaza, invece di corrispondere ad una pacificazione dei rapporti, è risultato unicamente una manovra per poter meglio controllare il territorio. I palestinesi, oltre a non averne ricevuto nessun vantaggio, si sono ritrovati imprigionati poiché i loro confini sono controllati dagli israeliani che controllano, sia il passaggio delle persone sia quello delle merci.
Inoltre, il flusso dei centomila palestinesi che si spostavano in israele per lavoro, è stato proibito; da Gaza non si può ne uscire ne entrare senza un permesso rilasciato dagli israeliani.
Una popolazione che prima era produttiva, è ora ridotta a dipendere dagli aiuti umanitari a causa dell'impossibilità a commerciare con l'esterno, restrizione imposta dallo stato israeliano.
Il tutto succede con il beneplacito dell'occidente che, i nome di una non bene identificabile politica non invasiva, tace sui crimini commessi da israele in terra palestinese.
Non si tratta di bruciare bandiere, ne di razzismo nei confronti degli ebrei - lo stato israeleano è altra cosa rispetto alla religione ebraica - ma di porre fine ad una situazione ormai evidente di sopprusi nei confronti dei diritti di un popolo.
Quello che lascia perplessi è la prontezza nel condannare le "dittature" nel campo avversario e di accettare quelle nel proprio campo; questo comportamento non si può definire "imparziale" come ci vogliono far credere.
Le democrazie occidentali, tanto solerte, giustamente, a condannare i sopprusi altrui - vedi le condanne insistenti nei confronte dei regimi comunisti e islamici - dovrebbero, perlomeno, evitare che gli stessi si verifichino nel loro campo.
Il fatto che non lo facciano, e che anzi, in certe circostanze, sono anche disposti ad appoggiare comportamenti lesivi dei diritti umani, lascia solo intendere che la cosiddetta "lotta al terrorismo" - mi riferisco qui al non riconoscimento del movimento palestinese come forza (esercito) di liberazione ma come, appunto, a forza terroristica - serva unicamente a debellare ogni forza di opposizione contraria all'espansione dell'egemonia occidentale in medio oriente e non come aiuto ad instaurare la democrazia.
Espansione occidentale dove lo stato d'Israele è parte importantissima, come ho già scritto , nella destabilizzazione del medio oriente e del nord africa islamico.
 




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permalink | inviato da verduccifrancesco il 15/1/2010 alle 17:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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