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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
E’ nata la nuova monarKia politica
post pubblicato in ALTRO, il 18 maggio 2012


 Il Fatto Quotidiano
Possiamo anche essere assuefatti agli sprechi, ai trota che percepiscono paghette da migliaia di euro mensili, agli intrallazzi dei partiti ecc. in fondo, diciamo o pensiamo, prima o dopo tutto viene a galla, il che è vero - ma solo in parte.
Quello che non può venire a galla, per il semplice motivo che è già a galla, nel senso che viene fatto alla luce del sole, ci lascia però l’amaro in bocca ( e tanta rabbia) proprio per la sua visibilità immediata.
Sembra che i politici d’ogni specie, ci tengano a farci notare la differenza sociale, a mettere in mostra la loro ricchezza in spregio al fatto che deriva da noi sia perché noi li eleggiamo sia perché noi li manteniamo.

L’esuberanza del loro agire supera alla grande ogni decenza civile al pari dei monarchi che, un tempo, non si preoccupavano minimamente di coloro che producevano la loro ricchezza e che trattavano come inferiori.
La tracotanza di certi comportamenti è la riprova della loro presunzione d’essere una specie chiamata a dominare. Una specie eletta non più dal popolo ma da qualche divinità, anche se ancora da inventare.

Il caso in questione riguarda la boss del Lazio, Renata S-Polverini che per festeggiare il suo compleanno ha organizzato un party in uno dei più rinomati ristoranti di Roma con 300 invitati tra politici nazionali e locali e personaggio d’ogni tipo. Invitati arrivati anche con le auto blu dello stato (politici) e con un look rigorosamente in linea con i desideri della boss.

C’è da chiedersi da dove vengano i soldi spesi. Ma questo, pur essendo un aspetto importante, non lo è di fronte all’immoralità dell’evento.

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 18/5/2012 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
I sacrifici del popolo e quelli della casta politica.
post pubblicato in Riflessioni, il 23 luglio 2011


Fonte: la repubblica.it

Mentre al popolo si chiedono sacrifici “salati”, la politica, dopo aver inserito nella finanziaria la diminuzione dei costi e aver “rimandato” il provvedimento al 2013, continua nella sua forsennata corsa allo spreco.

Sappiamo tutti che gli sprechi della politica coprono diversi settori che vanno dagli stipendi dei parlamentari a quelli dei dipendenti, dai vitalizi (pensioni) a vita dopo una legislatura ai rimborsi spese anche quando il parlamentare non è presente, dall’utilizzo dei mezzi pubblici (auto, elicotteri e aerei “blu”) a viaggi di piacere mascherati da viaggi di “lavoro” (visite a capi di stato e altro).

Si, tutti lo sanno e tutti si lamentano e ogni tanto, i politici, ci danno lo zuccherino con proposte di riduzione dei costi.

E fin qui potrebbe rientrare nel “folclore politico italiano”. Quello che però non è accettabile è l’ipocrisia dei politici.

È il caso della presidente della regione Lazio che, dopo aver usato un elicottero della protezione civile addetto alle emergenze, e per questo criticata, risponde: "Non c'è nulla da spiegare" "Mi meraviglia che ci sia stata tutta questa enfasi".

E ancora: "Da parte mia non c'è stato nessun uso improprio. Se volete vi mostrerò tutti gli elicotteri che i presidenti di questa Regione hanno preso, con le relative spese e anche altre voci".

Dunque, secondo la sig. Polverini, a giustificare l’uso improprio (che secondo lei non è improprio) è il fatto che altri presidenti di regione hanno usufruito in passato degli elicotteri. Come a dire che tutti i bei discorsi sulla riduzione dei costi della politica servono solo come specchietto per le allodole.

La risposta della sig. Polverini è un chiaro esempio del modo “folcloristico” di fare politica in Italia che dopo tangentopoli avrebbe dovuto essere più “pulito” ma che, invece, è rimasto tale e quale.

Il punto inquietante, però, è la tendenza del politico ad ergersi a proprietario del bene pubblico. Invece di amministrare, come è nella teoria democratica e liberale, il bene pubblico cosi come è chiamato a fare dal popolo con le elezioni, tende ad appropriarsi di tale bene e a farne un qualcosa di privato. Si comporta come se il popolo lo delegasse ad impossessarsi del bene pubblico, a farne un uso privato. Questo comporta tutta una serie di comportamenti che vanno al di la del mandato elettorale. Comportamenti che portano a fare leggi per il mantenimento e il rafforzamento del politico come gruppo a se e non più come persone con un mandato temporaneo e legato al giudizio del popolo in base al loro comportamento.

L’arroganza contenuta nelle parole della sig. Polverini è sinonimo di appropriazione del potere, di una proposta di gestione tutta improntata sulla persona e non sui programmi. Persona che, una volta eletta, può fare ciò che vuole, gestire la nostra vita e i nostri soldi in base alle sue personali convinzioni.

Chiaro che la sig. Polverini non è l’unica. Il problema è generale e riguarda i politici di tutte le tendenze.

Un esempio è la condanna di Edouard Ballaman, leghista ed ex presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, per l’abuso delle auto blu.  

Concludendo, si può affermare che la democrazia rischia di trasformarsi in una sorta di monarchia “eletta” dove il capo nominale è il popolo che, però, esercita il potere unicamente nelle elezioni
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