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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
L’ultima creazione di Grillo: Renzi, l’uomo invisibile.
post pubblicato in POLITICA, il 13 aprile 2015


Ormai Grillo sembra arrivato nei piani alti dell’esistenza umana.

Leggo sul suo sito un post dal titolo emblematico “Blog derenzizzato”che ha reso invisibile sul suo blog Matteo Renzi.

Invisibile, cacchio!Sicuramente non conosce, o conosce e finge di non conoscere, tutte le ricadute sulla vita degli italiani.

Come al solito, il signor grillo ne inventa una ogni giorno. L’ultima riguarda il dono dell’invisibilità a Matteo Renzi - poco emerito leader del PD e del per nulla (almeno agli occhi e orecchie dei lavoratori e pensionati; ultimi beneficiari della sua politica) convincente governo italiano. Questa, però, è un’invenzione che, a differenza delle precedenti, non è a doppia lama, anzi, qui di lama ce n’è una sola; ed è sospesa sulla testa di tutti gli Italiani.

Ma si rende conto il signor grillo cosa significa rendere invisibile un essere umano? Beh, sembra di no! tanto vale allora che glielo spieghiamo un attimo in modo succinto ma chiaro.

Dunque, se io fossi invisibile, la prima cosa che farei sarebbe di entrare in una banca, aspettare la notte e prendere tutti i soldi possibili. Chiaramente non è possibile,ovvio; e come farei poi a portarli fuori? Mah! Ma questo è un pensierino,almeno credo, che milioni di persone farebbero.

Adesso immaginiamo un politico del calibro di Renzi diventare invisibile, ovvero, nessuno sa più cosa fa, ovvero, quali, perché e come fa le leggi che, già ora, ci paiono alquanto sbilanciate verso una piccola, anzi piccolissima, ma che dico, verso un esiguo numero di italiani, e pensate cosa potrebbe fare con a disposizione il paese in modo informale, tipo essere mitologico – perché se è invisibile chiaro che saranno altri a tenere i rapporti con il paese.

Se non ci riuscite non importa, tanto lo sta facendo già ora. Quello che cambierebbe sarebbe il potenziamento del suo potere che lo porterebbe ad agire indisturbato, tanto non esiste, è solo un’immagine virtuale della mente.

Insomma, non parlare di una persona non significa eliminarla, anzi, se la si ritiene pericolosa, in questo modo la si rende ancor più pericolosa proprio grazie alla sua invisibilità. Non s’è mai visto un’opposizione che non parli del leader della maggioranza che, anzi, parlarne (male) ne diminuisce la popolarità – si veda Berlusconi; ovviamente per lui conta anche il suo comportamento che, se per un verso, almeno per certe categorie di persone, è stato un comportamento ineccepibile, per altri versi è stato un comportamento a dir poco e per essere gentili - data la sua età e, comunque, offendere non paga che, anzi, può costare – alquanto discutibile.

Dunque grillo,probabilmente, non avendo più grillini da educare perché tutti epurati, ovvero,avendo già degrilinnizzato l’harem, si appresta, nella sua infinita goliardia,a depurare il paesaggio del suo blog da nomi non tollerati da lui e dai suoi accoliti. Ma, a questo punto, cosa dirà della politica italiana ai suoi se rende invisibile il premier che ne è l’autore primo? Bah! Balle della politica; sempre più bieca e cieca nei confronti degli italiani che, a loro volta, vedono la politica sempre più lontana e fantascientifica. 


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permalink | inviato da vfte il 13/4/2015 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Renzi: non caccio indagati,ci si dimette per questioni politiche
post pubblicato in NOTIZIE, il 22 marzo 2015


"Non caccio gli indagati… ci si dimette per questioni politiche ed etiche non per gli avvisi di garanzia. Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia. Per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione"

Queste frasi le ha dette Matteo Renzi in una intervista a Repubblica escludendo che dopo Maurizio Lupi, ora tocchi ai sottosegretari dare le dimissioni.

Già, la costituzione. Però, quando una persona è indagata è perché ci sono indizi che portano a lui, perciò, se è vero che una persona è innocente fino alla condanna – e questo significherebbe che non dovrebbe andare in prigione a meno che non abbia la possibilità di inquinare le prove – è

altrettantovero che, durante un’indagine in cui la persona è coinvolta, detta persona nondovrebbe ricoprire incarichi fino alla sentenza. A maggior ragione se il reatodell’indagine riguarda l’etica professionale negli appalti pubblici.  

Insomma, il grande rottamatore, come tutti o quasi, cede difronte agli interessi politici.


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permalink | inviato da vfte il 22/3/2015 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Salvini e la presa di Roma
post pubblicato in POLITICA, il 2 marzo 2015


Quella della nuova lega di Salvini di ieri volevaessere una “marciasu Roma” per rimarcare il nuovo corso “nazionalista” leghista; l’obiettivoè quello di aiutare i vari gruppi “noi con Salvini” nati al centro sud adecollare, dimostrando che la lega non è più indipendentista padanista ma che,viceversa, ritiene che “l’unità italiana” sia fondamentale. Nel suo discorso,Salvini, ha sostenere il nuovo corso “nazionalista” basandosi su una politicatutta di destra, anzi, della destra estremista, fascista; non a caso Casa Pound– che era presente alla manifestazione con cartelli con la foto di Mussolini ealtri con la croce celtica (svastica) - lo sostiene incondizionatamentesostenendo che il programma di Salvini non si sposta di una virgola dal loro.Oltre Casa Pound era presente anche la Meloni, presidente di Fratelli d’Italia– altra formazione di estrema destra -, anche lei in sintonia con la “nuovalega nazionalista”.

Dunque, il risultato dellamarcia su Roma è lo spostamento della lega verso l’estrema destra italiana? Probabile.Visto che l’obiettivo di Salvini è quello di diventare il nuovo leader didestra all’opposizione a Renzi senza però il peso ingombrante del leader diForza Italia – tra l’altro, sembra che Forza Italia si stia avviando allosfascio – e anche dei centristi di Alfano impegnati a governare con Renzi.

Quante probabilità ci sonoche nasca una formazione politica tra Lega, Casa Pound e Fratelli d’Italia?

Quello che tiene insieme itre è un forte sentimento xenofobo nei confronti degli immigrati senzadistinzione di nazionalità e credo, un anti europeismo basato sulla perdita diidentità nazionale e un forte sentimento populista nell’affrontare i graviproblemi che attanagliano gli italiani: disoccupazione, pensioni, lavoro etasse. Ma quello che fa da catalizzatore è la necessità di trovare un leaderriconosciuto non solo a livello nazionale ma anche internazionale; si veda illegame con il movimento di MarineLe Pen - che comunque rifiuta il federalismo a favore di una concezionedura e centralista dello stato - e altri gruppi dell’estrema destra europea -,comunque europeo, che porti avanti le istanze del programma della destraestrema. E Salvini sembra essere quello giusto dato che rifiuta a prioriqualsiasi legame con il riformismo italiano di qualsiasi tipo.

Maquesto basta a legare indissolubilmente i tre? Basta un programma politico condivisosenza la condivisione dei principi ideologici? O c’è anche quello? Casa Poundnon è semplicemente nazionalista, anzi, è innanzi tutto fascista, ovvero, è perla dittatura, pertanto, se ci fosse anche un legame ideologico tra i tre,sicuramente la lega, al di la delle belle parole sul sociale, tenderà a imporreuna dittatura. In tal senso basti vedere come si sono presentati i militanti diC.P. alla manifestazioni; inquadrati in formazione militare.

Perconcludere, la lega non è semplicemente andata alla deriva a destra, ma hafatto un salto di “qualità” scegliendo la destra fascista. Potrebbe essereanche una scelta elettorale, ovvero, allearsi solo per aumentare il consensotogliendo voti al centrodestra; in modo particolare al centro sud. Ma se cosìfosse, la coalizione non durerebbe molto.

Il ministro Gentiloni propone un intervento in Libia per fermare l’immigrazione; e l’Italia entra nel mirino dell’Isis:
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 16 febbraio 2015


La libertà di espressione ha valore se si rispetta l’altro. In termini di immigrazione, ogni individuo che si insedia in un paese straniero deve adeguarsi alle leggi, tradizioni e abitudini del paese ospite”. Questo dovrebbe essere il primo principio in una eventuale costituzione dei popoli perché se: “Ogni popolo ha il dovere di assistere il migrante, questi ha il dovere di portargli rispetto”. E come si porta rispetto all’ospite se non “rispettando le sue leggi, le sue tradizioni e abitudini?” 

Corriere della sera

Dopo l’intervento del ministro Gentiloni in merito all’avanzata dell’Isis in Libia,l’Isis ha messo l’Italia tra i paesi nemici dello stato islamico. Lo dice l’Isis in un comunicato al radiogiornale   ufficiale dell’Isis, diffuso dall’emittente al Bayan da Mosul nel nord dell’Iraq:Gentiloni, dopo l’avanzata dei mujaheddin in Libia, ha detto che l’Italia è pronta aunirsi alla forza guidata dalle Nazioni atee per  combattere lo Stato islamico”.

Dunque, che l’Italia faccia parte dei paesi nemici dell’Isis non è una novità, visto che

lo stesso ha affermato più volte che metterà la sua bandiera sul vaticano. 

La novità, invece, è la presa di posizione dell’Italia. Ha cominciare Renzi che, in merito all’ultima tragedia nel mediterraneo, e relative polemiche a livello europeo e italiano, ha affermato che il problema non è Triton o mare nostrum, ma la Libia perché è dali che partono i migranti. Renzi non fa cenno ad azioni di guerra, perciò l’affermazione di Gentiloni è una interpretazione dell’idea del premier.Sbagliata o giusta che sia come Interpretazione delle parole del premier, parte comunque dalla convinzione che, per fermare “l’avanzata” migratoria bisogna intervenire alla fonte. 

L’idea dell’uso della forza nasce dalla convinzione che il tentativo dell’Onu di pacificare le parti in lotta libiche è fallito e, pertanto, un intervento militare in Libia per mettere ordine nello stato che, tra l’altro, Gentiloni ritiene fallito, si rende necessario data l’attuale situazione di grande confusione e caos che sta facendo il gioco del fondamentalismo permettendo l’avanzata dell’Isis sulle coste del mediterraneo (non bisogna dimenticare che anche in Egitto i fratelli musulmani stanno operando per destabilizzare il sistema egiziano basato sulla separazione tra stato e religione). Gentiloni ha però affermato che un intervento è possibile solo sotto il controllo Onu.

La presa di Sirte pone il problema, che va ad aggiungersi a quello dei migranti, di avere il nemico ai confini. E di nemico si tratta, e non tanto per l’affermazione propagandistica di mettere la bandiera sul vaticano, quanto per la determinatezza dei fondamentalisti musulmani di allargare il proprio dominio in base alla convinzione che l’islam è stato scelto da dio come affermazione della sua volontà e, pertanto, l’islam deve essere esteso a tutta l’umanità anche con la forza. Inoltre, dalla Libia partono anche gli oleodotti e i gasdotti verso l’Europa.

Dunque, ci stiamo addentrando in una situazione di crisi nei rapporti tra occidente e mondo islamico nel suo insieme. Questa crisi, però, in parte l’ha voluta anche l’occidente sostenendole cosiddette “primavere arabe” che di primavere avevano solo il nome perché la realtà è risultata ben diversa. E non si tratta solo dei soliti intrallazzi internazionali per lo sfruttamento a basso costo delle risorse energetiche quanto dell’aver abbattuto due regimi (Iraq e Libia) che, in fondo,ostacolavano l’insorgere di una forza Jihadista ben organizzata figlia diretta di Al Qa ida dove, tra l’altro, la popolazione era abbastanza libera rispetto a certi alleati dell’occidente, tipo Arabia Saudita, dove è in vigore la legge coranica. Senza poi contare che la dove le primavere arabe vincenti hanno permesso libere elezioni, la popolazione ha scelto un qualche partito islamico - sconfessando i fautori laici della primavera – ed ora stanno tentando di inserire nella costituzione, appunto, la legge coranica; il che significa dare spazio al fondamentalismo. Un esempio è l’Egitto dove il leader dei fratelli musulmani, dopo essere stato eletto, ha,da subito, tentato di modificare la costituzione, scritta dai militari prima delle elezioni, inserendovi la legge coranica. L’abbattimento dei due regimi ha contribuito alla crescita di un islam fondamentalista dato che la popolazione si è rivelata più propensa a scegliere governi in linea con la legge coranica.Anche al di fuori della primavera araba si riscontrano le stesse scelte popolari. Nelle ultime elezioni turche ha vinto il partito musulmano che,appena arrivato al potere, ha cambiato la costituzione inserendo la legge coranica. Ma la cosa viene da lontano quando il leader dell’opposizione in Iran, l’ayatollah Khomeini, fu rifugiato e protetto in Francia e da li poté organizzare la sua rivoluzione anti occidente. Un caso strano dato che lo scià di Persia era filo occidentale e aperto alla democrazia.

Questo, però, non significa accettare l’avanzata del fondamentalismo, anzi, se errori ci sono stati,bisogna correggerli. Non significa neanche prendersela con quegli interessi particolari che gestiscono l’economia mondiale perché quella del fondamentalismo non è una guerra economica, di territorio, ma una guerra di civiltà tra due modi diametralmente opposti nell’interpretare il mondo che ci circonda. Una guerra dove i contendenti hanno le stesse responsabilità ma dove,attualmente, l’uso della forza senza nessuna regola e a oltranza è patrimonio di uno solo dei due: i fondamentalisti. Ed è a questi che va rivolta, a nostra volta, l’uso della forza nella misura in cui veniamo realmente minacciati.

Un altro errore, non meno importante degli altri, che si sta facendo ad oggi, è ritenere l’islam solo una religione quando, invece, è ben altro. Certo, l’islam è anche una religione, ma porta con sé, oltre a una filosofia basata sulla violenza, anche l’unità tra stato e religione, ovvero, lo stato è tutt’uno con la religione che ne detta i fondamenti. Questo fa dell’islam una società totalitaria data la loro propensione all’universalismo religioso, ovvero, ritengono la religione fondamentale anche per lo “sviluppo sociale”, o stasi sociale?. Inoltre, questo lo rende un interlocutore inaffidabile per le democrazie laiche occidentali dato che esse si basano sulla separazione e non ritengono la religione fondamentale per lo sviluppo sociale. Eppure, i nostri governanti continuano a dividere l’islam tra violenti e pacifici quando il problema è all’interno della filosofia dell’islam stesso.

A questo punto, come un serpente che si avvita su se stesso, si torna all’immigrazione che sta portando il popolo islamico in giro per il mondo. Un popolo convinto di essere il portatore della verità assoluta. Un popolo che, al di la di divisioni temporanee sul metodo, ha in comune la volontà di espandersi. Pertanto, che sia fondamentalista o moderato, non cambia il suo obiettivo.

  

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