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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Jobs Act: la riforma è legge. Renzi in un tweet: “ora si cambia davvero!”
post pubblicato in LAVORO, il 5 dicembre 2014


 Jobs Act: la riforma è legge. Renzi in un tweet: “ora si cambia davvero!” 

Ah si, e allora come si spiega tutto il malaffare di Roma dove sono implicati anche personaggi PD?

A quanto sembra, il governo presieduto dal centro sinistra, è più interessato a riformare il mondo del lavoro e quello dell’welfare anziché quello del mondo politico.

Esultare per una legge che liberalizza i licenziamenti nei primi tre anni di contratto riportando indietro la lancetta dell’orologio dei diritti dei lavoratori di decenni quando, di fronte allo scandalo di Roma sulla connivenza tra politici e criminali, non si sforza nemmeno di proporre una discussione sulle regole per i politici e, tanto meno, sull’inasprimento delle pene a coloro che, chiamati dai cittadini a gestire la cosa pubblica per il bene degli stessi, si lasciano corrompere dai criminali, non è certo edificante per un premier che si dice di sinistra. E, tanto meno, lo è nei confronti degli “investitori esteri” a cui è rivolta la sua politica.

Mah!


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permalink | inviato da vfte il 5/12/2014 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La sig.ra Gelmini e la rivolta studentesca.
post pubblicato in COMMENTI, il 26 novembre 2010


È con grande coraggio che il ministro dell'istruzione  lancia il suo messaggio agli studenti in rivolta attraverso il suo sito  su you tube.

Mentre il mondo della scuola è in fibrillazione proprio a causa della riforma "Gelmini", il ministro esorta gli studenti a non farsi strumentalizzare dai baroni e dai centri sociali perché questo ddl mette voi al centro, non c'è un solo punto del provvedimento che possa danneggiarvi. È per voi, per eliminare privilegi e sprechi, per spazzare via i concorsi-truffa, le parentopoli e aggiunge che bisogna avere il coraggio di fare le riforme. Io mi sono assunta questa responsabilità e non ho intenzione di tornare indietro. Voglio che l'Italia abbia questa riforma, che i nostri atenei non si piazzino più agli ultimi posti delle classifiche internazionali.. Non è vero che i soldi sono stati pochi. Purtroppo sono stati spesi male per finanziare corsi inutili, sedi distaccate di cui si poteva benissimo fare a meno, iniziative che sono servite a qualcuno ma non certo agli studenti.

 

Dunque,mentre gli studenti protestano a causa della sua riforma, il ministro se la prende coi baroni e i centri sociali accusando, di fatto, di inscenare la protesta per altri scopi.

Cara sig.ra ministra, non le vien proprio di pensare che gli studenti siano in grado da soli di analizzare e comprendere che la sua riforma non è affatto fatta per loro? Che la riduzione dei soldi e degli insegnanti, oltre a togliere loro la possibilità di avere più risorse, saranno la causa di licenziamenti? Che una scuola basata sulla meritocrazia avvantaggerà qualcuno a scapito di altri che avranno l'unica colpa di non avere ne soldi ne conoscenze?

Inoltre, lei dimentica che la scuola per tutti è stata introdotta non solo per dare lavoro ma anche per dare coltura a tutti; ma forse è proprio di questo che lei ha paura, di un popolo preparato e in grado di comprendere il mondo in cui vive.

Lei dice che i soldi sono stati spesi male, ebbene, perché allora non crea le condizioni per spenderli meglio? In fondo è compito suo, o no? Tagliare quando le cose vanno male lo sanno fare tutti, non crede? Un valido ministro dovrebbe essere in grado di far fruttare al meglio i soldi a disposizione impedendo lo spreco che, in fondo, siete voi politici a praticarlo.

 

Per concludere, sig.ra ministra, invece di esortare gli studenti a non protestare, perché non valuta le loro richieste. Le assicuro che capirà che a volte tornare indietro è più redditizio che andare avanti a testa bassa come i …

 

 

 

 

 

 


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 26/11/2010 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
IL NUOVO PARTITO DELLA DESTRA
post pubblicato in diario, il 30 marzo 2009


Oggi nasce il nuovo partito, moderno, capace di modernizzare la nazione a suon di talk-show "vedi lo stesso congresso", spot pubblicitari interpretati dagli stessi politici" proclami roboanti sulla libertà "vedi leggi recenti". 
Dopo un parto difficile è nato, nome P.d.L, partito della libertà, alias popolo del partito "unico", senza alternative, piramide rovesciata, in netto contrasto ad ogni legge della fisica, il punto al vertice, anziché stare sopra e essere sostenuto da milioni di altri punti, sta, magicamente, sotto e sostiene i milioni di altri punti della piramide; mistero del nuovo corso politico instaurato dalla destra o illusione? Hanno forse scoperto nuove leggi di cui gli scienziati stessi non sono al corrente? o è l'ennesima trovata pubblicitaria di una certa politica che, da sempre, opera in modo da presentarsi come innovatrice mentre nella prassi si ripete? riuscendo magicamente ad occultare il vero obiettivo? 
Già il fatto di aver vinto le elezioni con uno scarto netto, ricevendo voti anche da quelle categorie che dovrebbero, almeno storicamente, essere a sinistra, nel senso più lato del termine, indica che in Italia si sia instaurata una sorta di pressione atmosferica magica, che a reso certe persone meno incline a pensare delegando tutto a UNO. 
Fini sta andando alle deriva, nel discorso finale UNO non ha fatto nessun cenno alle critiche di fini sul testamento biologico e sulla riforma delle istituzioni, come se non esistesse.
Sperare di poter competere alla pari con UNO è un grosso errore, pensare di condividere il potere in un partito creato a immagine e somiglianza di una persona è un'altro grosso errore. Questo partito, nato dalla mente di UNO allo scopo di consolidare il proprio potere, non può, in nessun modo, essere cassa di risonanza dei problemi dei molti che lo sostengono. Aggiunto a questo va considerato che molti militanti e sostenitori di AN sono già di fatto passati a UNO, quelli che non l'hanno fatto, ma che non condividono la fusione, quasi sicuramente passeranno alle formazioni di destra. 
La lega farà bene a stare attenta se vuole sopravvivere, non credo che gli gioverà molto il non essere entrata a farne parte, la carica emotiva creata da UNO rischia di coinvolgere gli stessi aderenti alla lega; la teoria del partito del fare, che mira a coinvolgere le nuove generazioni, avrà sicuramente successo.
Specialmente fra quanti si sentono in dovere di partecipare anche come manovali, e tra i militanti della lega ce ne sono tanti. 

E la sinistra? dov'è la sinistra? 
Qualche settimana fa ho partecipato alla fondazione del circolo del PD e ho pure preso la tessera; nelle riunioni, ha cui hanno partecipato al massimo una trentina di persone, si è discusso del ruolo del partito a livello nazionale e del circolo a livello locale, l'idea di fondo era di creare le condizioni per allargare l'adesione al partito con iniziative che dovrebbero coinvolgere anche persone esterne, da allora non ho più saputo nulla. Dov'è la sinistra?
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