discutendo insieme discutendoinsieme discutendo insieme DISCUTENDOINSIEME | discutendoinsieme | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Roma Capitale e il giubileo della misericordia
post pubblicato in Riflessioni, il 31 marzo 2015


 

Il papa ha indetto l’anno santo STRAORDINARIO all’insegna della MISERICORDIA. Questo significa che dovrebbe servire a infondere nell’uomo il senso di misericordia. Ma che cosa è la misericordia?

Alla voce misericordia del “dizionario italiano” si legge: “Sentimento di profonda compassione per l'infelicità altrui, che spinge a soccorrerla, ad alleviarla: lo ha fatto per m.; aiutandolo farai un'opera di misericordia”, pertanto, la misericordia, nella religione cristiano cattolica è un sentimento che presuppone il soccorso verso il prossimo “infelice” o, quantomeno disagiato.Ed è questo che, almeno teoricamente, il papa si accinge a fare con l’anno santo straordinario.

Detto anno santo, com’è ovvio visto l’enorme afflusso di gente che visiterà l’Italia, e Roma in particolare, presuppone chele autorità italiane, e romane in prima persona, si facciano carico dell’organizzazione e dell’ordine pubblico, visto che il piccolo stato del vaticano non è in grado di sostenere un compito simile. E Roma capitale intende sovrintendere a questo compito con azioni adeguate. Peccato, però, che tra queste azioni ci sia anche lo sgombero definitivo dei campi rom abusivi. Cosa questa che fa pensare ad uno“sfruttamento” della situazione per mettere in atto quello che si cerca di fare da tempo; eliminare “l’anomalia” dei rom e, magari, nel prossimo futuro,quanti, per ragioni indipendenti da loro, si trovano a vivere per la strada, il tutto per ragioni di “decoro urbano”, come a dire che chiunque scelga una vita diversa, o vi è costretto dalle circostanze, rovina il “decoro” della città.    

Questo il ragionamento del comune: Il Comune, vista anche la particolare occasione, pensa a un piano in due fasi. La prima sarà necessariamente soft: ai nomadi sarà proposto di trovare sistemazioni legali e decorose nella Capitale, dai posti ancora disponibili nei villaggi della solidarietà già esistenti ai bandi per l’assistenza alloggiativa che saranno lanciati con la fine della politica dei residence. Contemporaneamente, però, sarà ridotta fino a esaurimento qualsiasi forma di incentivo per i campi abusivi,dalla fornitura gratuita di energia elettrica agli altri interventi finanziati con fondi capitolini. Un’opera che continuerà progressivamente, fino alla chiusura di quello che resterà degli insediamenti illegali. Il senso sarà:avete l’opportunità di mettervi in regola, ma se proprio non volete non potrete continuare a vivere nell’illegalità e nel degrado. 

Due cose lascino perplessi: il pretesto e il modo.

Il pretesto, ovvero l’anno santo, è solo, appunto, un pretesto perché da anni si sta cercando di chiuderei campi rom abusivi senza mai riuscirci, e il motivo della chiusura è stato essenzialmente il decoro urbano. Ora, con l’evento dell’anno santo, si pensa di agire definitivamente prendendo a scusa la misericordia. Una cosa assurda se si pensa che detti campi, se sono illegali, possono essere chiusi in ogni momento spingendo i rom o ad andarsene dall’Italia o ad adeguarsi. Se poi nei campi illegali ci sono persone che compiono azioni illegali e moralmente condannabili – come mandare i bambini a fare accattonaggio – sarebbe già, di per se, un’opportunità di condannarli penalmente e affidare i figli a persone, anche rom, in grado di dare loro, perlomeno, un’educazione idonea a inserirsi nella società; cosa centra in tutto ciò l’anno santo?

Il modo è a dir poco ipocrita. Se da una parte si incentivano i rom ad abbandonare i campi aiutandoli a trovare una sistemazione “legale e decorosa”, dall’altra si incomincia sin da ora a e fino ad esaurimento ogni forma gratuita di servizi finanziati dal comune; come a dire che se ne devono andare comunque. Inoltre,va detto per inciso, da una parte si parla di illegalità, dall’altra il comune “incentiva”i campi rom con “forniture gratuite di energia elettrica e altri servizi”. Ma se sono abusivi, perché il comune li ha finanziati?

Insomma, questi campi, che tra l’altro sono sparsi un po’ ovunque in Italia, se sono abusivi non dovrebbero neanche esistere e, invece, lo stesso comune ci dice che vengono addirittura aiutati ad esistere.

Tutto ciò, comunque,è in netta contraddizione con lo spirito dell’anno santo che nasce, appunto, in nome della misericordia. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. roma sindaco rom sgombero marino anno santo

permalink | inviato da vfte il 31/3/2015 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gettano acido su un bambino Rom.
post pubblicato in BREVI, il 16 ottobre 2013


Succede a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta, che qualcuno, non ancora identificato, getti dell'acido da un balcone sulla testa di un bambino Rom che stazionava sotto il palazzo con una donna anch'essa Rom. Il bambino è stato ustionato alla testa.
Sembra, dalle testimonianze, che il bambino e la donna siano stati oggetto, altre volte, di lanci d'acqua bollente perché davano fastidio a qualcuno, probabilmente lo stesso che ieri ha gettato l'acido.
Un gesto folle che, a quanto sembra, per fortuna riguarda una esigua parte della popolazione. Un gesto comunque che mette a nudo a quali reazioni può portare l'insofferenza verso gli altri, in modo particolare verso le persone che vengono viste come diverse e, pertanto, portatori di istanze che si ritiene non condivise dalla maggioranza.
Che il rapporto con i Rom e i nomadi in genere non sia dei migliori, che i nomadi non vengano visti di buon occhio in quasi tutta l'Italia è vero. Questo però non deve autorizzare nessuno ad agire contro di essi al di fuori delle leggi, tanto più se l'azione genera un senso di barbarie che ci mette al di sotto di coloro che riteniamo inferiori.
Un'azione così è degna di persone che hanno perso il senso della convivenza civile.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. razzismo napoli rom fuorigrotta

permalink | inviato da vfte il 16/10/2013 alle 13:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Aggressione a Torino contro giovane Rom in cinta.
post pubblicato in Riflessioni, il 15 giugno 2010


Non l’ho colpita col bastone solo spintoni e pugni. Cosi si difende il giovane che, qualche giorno fa, ha aggredito una giovane Rom in stato di gravidanza.

La donna, assieme ad una cugina, stava chiedendo l’elemosina in un quartiere di Torino e, dopo aver suonato i campanelli di un palazzo, si è affacciato un giovane che, vedendo che erano zingare, si mise ad inveire contro di loro accusandole di voler rubare negli appartamenti. Le donne, impaurite, si allontanarono ma, dopo qualche minuto furono raggiunte dal giovane che, secondo le donne, le aggredi a bastonate. La giovane in stato di gravidanza, fu portata in ospedale dove i medici accertarono che il feto non dava più segni di vita.

 Ciò che colpisce maggiormente è la difesa del tipo: “non l’ho colpita col bastone ma solo spintoni e pugni”; come a dire che spingere, magari con forza, e pugni facciano meno male delle bastonate. Ma, al di la di questo, rimane il fatto, grave, dell’aggressione. Sia per l’aggressione al “diverso” – inteso come persona inferiore, ovvero, non idoneo a rappresentare la razza cui appartiene o perché appartenente a altra razza - sia, e cosa ancor più grave, aggredire una persona più debole, ha dei significati che rimandano, non tanto al carattere del personaggio, quanto alle implicazioni sociali. Se si dovesse avere tale possibilità - aggredire i più deboli o i diversi, come, per altro, è già successo – significherebbe che nessuno è più al sicuro, che, chiunque, passeggiando per strada, dovrà mettere in conto d’essere preso di mira da qualche vigliacco che, in base a sue considerazioni soggettive, ritiene chiunque diverso o più debole.

Purtroppo, da parecchio tempo la cronaca registra sempre più episodi di aggressione per motivi che, di solito, sono da imputare al razzismo. Certo, questi vigliacchi, quando presi vengono arrestati e, di solito, si difendono sostenendo la loro aggressione non politica; ma può essere non politica un’aggressione a persone diverse? Credo proprio di no! Solo ritenere diverso un essere umano indica un’appartenenza ideologica ben distinta.

Diritti dei migranti e dei Rom calpestati in Italia. Amnesty International
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 3 giugno 2010


Secondo il rapporto annuale di Amnesty International , in Italia non vengono rispettati i diritti dei migranti e dei Rom.

      

Per quanto riguarda l’Italia, nel rapporto vengono presi in esame le seguenti infrazioni ai diritti umani:

            Discriminazione.


In Italia, la discriminazione verso i Rom si traduce in: negazione dei diritti fondamentali quali:  lavoro, istruzione e casa.

      Diritti di migranti e richiedenti asilo.


Si contesta all’Italia la detenzione forzata dei migranti nei CIE.

      Controterrorismo e sicurezza.

Si contesta all’Italia la mancata collaborazione delle autorità nelle indagini sulle violazione dei diritti umani commessi nel contesto delle renditon e, in nome della sicurezza, hanno proseguito nella politica di rinvio forzato di cittadini di paesi terzi verso luoghi in cui erano a rischio di tortura.     

Decessi in detenzione, tortura e altri maltrattamenti.

Si contesta all’Italia la mancata istituzione di un organismo indipendente di denuncia degli abusi della polizia, né ha introdotto il reato di tortura nel codice penale.

Come si può leggere nel rapporto, in Italia vengono, quotidianamente, calpestati i diritti di esseri umani che per necessità, sono costretti a migrare dai loro paesi d’origine.

Le contestazioni di Amnesty International sono alquanto gravi sia, e in modo particolare, per gli esseri umani che subiscono tali violazioni, ma anche per l’immagine che, questa politica, riflette nella comunità internazionale civile.

E diventa, per noi cittadini italiani, ancor più grave nella misura in cui il “ministro degli Esteri, Franco Frattini, parla di “accuse indegne che non renderebbero merito al lavoro svolto dalle forze di polizia nel salvare vite umane.”

Come a dire che i Rom non vengono sfrattati dai loro campi senza aver mai risolto il problema della casa. Inoltre, il continuo spostamento mette a rischio l’istruzione dei più giovani.

Come a dire che nei CIE gli stranieri sono liberi.

Oppure, che i respingimenti avvengono dopo previo controllo e non verso paesi dove la tortura e lo sfruttamento sono all’ordine del giorno.

Come  a dire che nelle carceri italiane (sovraffollatissime di ruba galline mentre chi distrugge l’economia con vari tipi di ruberie viene “condonato) non si muore o che le cosiddette forze dell’ordine (che esistono per la difesa dei cittadini) non hanno “pestato” dei cittadini senza motivo (anche di fronte a situazioni estreme, le forze dell’ordine dovrebbero/devono avere un comportamento civile e non da regime).

E che dire della legge sulle intercettazioni? Che salvaguardia il diritto dei cittadini all’informazione? O, piuttosto, da la possibilità a qualcuno di gestire la giustizia al di fuori delle regole costituzionali? Si! Perché senza informazione, che deve essere data sin dall’inizio, i fatti verranno gestiti senza che il popolo, attraverso i canali informativi, ne sappia niente o, comunque, venga a sapere solo ciò che qualcuno decide quello che, il popolo, deve sapere.

Per concludere, il rapporto di Amnesty International, dovrebbe essere un campanello d’allarme e non l’ennesima negazione, da parte del governo, di una politica destinata a rendere l’Italia uno dei paesi meno civili sul piano dei diritti e delle libertà.

 

 

 

 

 

 

 

Sfoglia febbraio        aprile
calendario
adv