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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Far west italiano
post pubblicato in ALTRO, il 15 gennaio 2012


Ansa - MILANO, 15 GEN - Un extracomunitario di circa 30 anni, pare di nazionalita' albanese, e' stato ucciso la scorsa notte a colpi d'arma da fuoco a Casorate Primo, nel Pavese.
Secondo le prime informazioni un killer lo avrebbe inseguito per strada, nella zona di piazza S.Maria, sparandogli sette colpi di pistola calibro 7.65, che lo hanno raggiunto all'addome. L'uomo e' stato trasportato in ospedale dal 118 dove pero' e' deceduto. Indagano i carabinieri.

Inseguito e ucciso per strada come un cane. Naturalmente si dovrà verificare che non sia un regolamento di conti tra criminali o se invece sia un altro omicidio a sfondo razziale.
Ma il fatto in se è, comunque, inquetante perché dimostra che non esiste nessuna sicurezza per le strade italiane

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 15/1/2012 alle 17:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Dissesto idrogeologico, l’Italia a rischio frane e alluvioni
post pubblicato in BREVI, il 30 dicembre 2011


Oltre 5 milioni di persone esposte al pericolo. Pochi i comuni che organizzano attività informative e esercitazioni. Abitazioni in aree a rischio nell’85% dei comuni intervistati, nel 56% fabbricati industriali. Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile presentano Ecosistema Rischio 2011
Dal dossier di Legambiente “Ecosistema Rischio 2011” emerge una situazione alquanto rischiosa per il territorio Italiano. Secondo i dati riportati, mancherebbe, in primo luogo, l’informazione alla popolazione dei rischi, in secondo luogo, il continuo perpetrarsi di azioni contrarie ad un uso corretto del territorio.
Link per approfondire

Tutto ciò succede al di la dei continui drammi causati dal dissesto idrogeologico e dall’impreparazione della popolazione. Sembra che le amministrazioni comunali non siano interessate ad una migliore programmazione degli interventi edilizi e territoriali, alla messa in sicurezza dei fiumi e alla proibizione di costruire in zone a rischio.
Al di la delle belle parole di intenti dopo un qualsiasi disastro, sembra che le amministrazioni pensino più ai loro interessi politici che alla popolazione.

E’ ovvio che anche parte della popolazione è interessata a questa politica di disinteresse nei confronti della sicurezza. Per dare il permesso di costruire in zone a rischio, bisogna che ci sia la richiesta.
Amianto, il killer nascosto.
post pubblicato in LAVORO, il 1 maggio 2010


Sono tre mila all'anno le morti causate dal contatto con l'amianto; contatto che si verifica in molti modi e di cui chi si ammala quasi mai ne ha consapevolezza.
Secondo i dati del cnr, il materiale contenete amianto presente oggi in Italia è pari a 32 milioni di tonnellate; materiale che si trova sparso un po in tutta Italia e sotto varie forme.
L'amianto è stato usato in molti campi, dall'edilizia, pubblica e privata, alla nautica, dai trasporti all'industria e anche per le tute dei pompieri dato la sua resistenza al calore.
I siti sono dislocati su gran parte del territorio italiano e riguardano sia discariche che ex stabilimenti per la produzione di quei manufatti contenente amianto; riguardano anche abitazioni, onduline per i tetti, cappe per i camini ecc. marina, dove veniva usato sulle navi.

Con la legge 257/92 per la messa al bando dell'amianto, si è incominciato alla mappatura dei siti e la loro bonifica. Questo, oltre che essere un'operazione che presenta molte difficoltà e ha costi elevati, non riesce a raggiungere tutti i siti; in modo particolare l'edilizia abitativa e l'industria.
Inoltre, mancano le strutture per lo smaltimento.
Nelle disposizioni generali, la legge non limita la sua azione alla sola messa al bando dell’amianto, ma affronta anche le complesse problematiche ad esso collegate: la tutela contrattuale dei lavoratori, i limiti ed il controllo delle emissioni, l’imballaggio, l’etichettatura e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto. Per esse indica norme di riferimento già in vigore, introducendo a volte in queste ultime adeguate modifiche. La legge contiene forme di tutela sia verso i lavoratori che verso le imprese di produzione penalizzate dalla dismissione dell’amianto.
Non indica nessun intervento per le persone coinvolte indirettamente.

I dati riportati da Leganbiente: "I numeri dei casi riscontrati di mesotelioma alla pleura si spiegano anche con il record non invidiabile di produzione di amianto che deteneva l’Italia - secondo produttore europeo, con oltre 3,7milioni di tonnellate di amianto grezzo estratto dal 1946 al 1992 - che è stato prodotto e commercializzato in tutto il Paese con alcune situazioni interessate da
quantitativi davvero incredibili. Si va dal milione di metri quadrati delle coperture di edifici privati di Casale Monferrato (Al) ai 45milioni di m3 di pietrisco di scarto contaminato e utilizzato per il rimodellamento dei versanti e delle valli circostanti la miniera di Balangero (To), passando per i 90mila m3 di fibra in varie forme contenuto nello stabilimento produttivo di cemento amianto nella città di Bari, fino ad arrivare ai 40mila big bags contenenti rifiuti d’amianto prodotti fino ad oggi con la bonifica di Bagnoli a Napoli", danno la misura di come si sia operato in Italia e delle difficoltà di realizzare le aspettative della legge stessa. A ciò va aggiunto la lungaggine della burocrazia nel disporre i mezzi alla sua attuazione.

Ma il dato più sconcertante riguarda la salute di quanti sono stati o sono tuttora a contatto con le fibbre.
Innanzi tutto, il periodo di latenza del mesotelioma (tumore provocato dall'amianto) arriva fino a 40 anni, il che significa, per coloro che sono esposti, accorgersi anche dopo 40 anni del pericolo e comunque, sempre tardi.
Le malattie provocate dalla polvere d'amianto sono parecchie: mesotelioma pleurico,  asbestosi,   fibroma polmonare, lesioni pleuriche e peritoneali e carcinoma bronchiale. Nomi spaventosi, dei mali incurabili inequivocabilmente collegati alla sua esposizione.
Il problema, purtroppo, riguarda anche categorie di persone che hanno avuto contatto anche semplicemente lavando le tute degli operai. 
Che l’amianto sia nocivo per la salute umana è noto da sempre. Anche solamente circoscrivendo la nostra ricerca al periodo che va dalla seconda guerra mondiale al 1965 – anno nel quale fu promulgato il testo unico per molte parti ancora in vigore -, si possono elencare almeno 7 diversi interventi legislativi finalizzati alla tutela dei lavoratori a contatto con questo materiale: leggi e decreti per la tutela dei lavoratori a contatto con l'amianto.
Queste leggi e decreti indicavano chiaramente la pericolosità dell'amianto, ma la legge è arrivata solo nel 1992, fino ad allora si è continuato a estrarre e produrre manufatti con l'amianto sommergendo l'Italia di prodotti, usati nei più disparati settori, conteneti amianto.

Ma anche sul risarcimento dei danni non c'è da stare allegri: ci sono 50 milioni destinati alle vittime (30 governo Prodi 2008, altri 20 governo Berlusconi 2009) ma finora non sono stati utilizzati perché non è ancora stato approvato il decreto attuativo necessario a sbloccare e utilizzare il fondo.
 

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 1/5/2010 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
TRAGEDIA SUL PORDOI Quattro soccorritori trentini morti sotto una valanga.
post pubblicato in Riflessioni, il 27 dicembre 2009


La tragedia è avvenuta nella tarda serata di ieri mentre una squadra di sette soccorritori erano alla ricerca di due turisti dispersi che non avevano fatto ritorno in albergo.
I soccorsi ai quattro soccorritori è scattato immediatamente ad opera degli altri tre che, al contempo, hanno allertato il soccorso alpino, ma non c'è stato nulla da fare.

Una tragedia, questa, che si inserisce nelle tante accadute in montagna e che hanno coinvolto i volontari del soccorso chiamati a soccorrere turisti, che, a scapito degli avvisi di pericolosità - dopo le piogge dei giorni scorsi, sono stati diramati bollettini che davano il pericolo valanghe 4 su una scala di 1-5, cioè appena sotto il massimo livello - intrapprendono escursioni in luoghi sconsigliati.

Capisco bene l'attrazione della montagna in certi periodi dell'anno. La montagna è uno dei luoghi dove l'uomo è spinto a misurarsi con se stesso senza la mediazione (almeno in apparenza) dei moderni mezzi messi a disposizione dalla civiltà. Questo richiamo alla "sfida" con se stessi è patrimonio comune agli uomini, un comportamento primario senza il quale, forse, non saremmo arrivati dove siamo ( non dico che è positivo ). Ciò non toglie che, correre rischi quando si possono evitare, sia solo la dimostrazione di quanto sia "vuota" la vita oggi. Un vuoto che, a mio avviso, è determinato proprio dalla distanza, sempre maggiore, che l'uomo ha dalla natura.
Una distanza incolmabile dal punto di vista della conoscenza della stessa e che ne determina la volontà psicologica di ridurla con azioni, sempre più frequentemente, irrazionali dal punto di vista umano della sopravvivenza.
  
Credo, però, che la colpa di queste azioni, sia da imputare anche ad un sistema sociale basato su un sistema ideologico che spinge l'individuo a dover dimostrare la sua capacità di sopravvivenza oltre ogni limite anche senza un'adeguata preparazione che può esserci unicamente con la conoscenza.

Inoltre, la necessità economica dell'industria del turismo fa si che gli stessi operatori, ma anche i comuni, non si curino adeguatamente della sicurezza del territorio con adeguate informazioni e, la dove necessario, divieti, anche severi e controllati (si controlla la viabilità stradale ma non quella delle piste o sentieri).

Sei morti, quattro soccorritori e due turisti, che con un po di buona volontà si potevano evitare.





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permalink | inviato da verduccifrancesco il 27/12/2009 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SICUREZZA
post pubblicato in POLITICA, il 4 luglio 2009



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