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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Le mani della lega sulla scuola pubblica.
post pubblicato in POLITICA, il 12 settembre 2010


La notizia su il Corriere della sera

Un altro esempio di come sarà l’Italia federalista/leghista.

Succede ad Adro, comune in provincia di Brescia, dove il sindaco leghista ha messo il timbro della lega in ogni angolo della nuova scuola.

La scuola è stata costruita  da una ditta privata a cui il comune aveva ceduto gratuitamente le vecchie scuole con l’impegno, da parte della ditta, di costruire le nuove gratis, insomma uno scambio e, come sempre avviene negli scambi, qualcuno ci ha guadagnato. Mancando però l’arredamento, il sindaco si è rivolto ai cittadini chiedendo loro un “contributo” per contribuire all’acquisto dell’arredamento, e i cittadini vi hanno aderito, sembra, volentieri.

Fin qui, in periodo di federalismo, sembrerebbe tutto a posto se non si considera che il cittadino ha pagato due volte: le tasse e il contributo “volontario”.

Il problema che si pone sono i simboli leghisti messi all’interno della scuola. Eh si, proprio cosi. Il Sole delle Alpi (il simbolo leghista) compare ossessivamente riprodotto sulle finestre, agli ingressi, sugli arredi e persino sui contenitori dell'immondizia; il nastro dell'inaugurazione è verde e l'edificio da ieri aperto al pubblico è intitolato a Gianfranco Miglio. Sembrerebbe una scuola privata o un tempio leghista invece che una scuola pubblica. Ma è pubblica, costruita con soldi pubblici (le vecchie scuole).

Come è possibile che un partito si sia appropriato in questo modo di una struttura pubblica che dovrebbe essere uno dei massimi simboli di uno stato laico? È legale tutto ciò?

Va bene che il comune di Adro e a maggioranza leghista, ma ciò non autorizza ad appropriarsi dei luoghi pubblici. Se cosi fosse, in Italia ci troveremmo ad avere scuole con simboli che esprimono la maggioranza del momento e che verrebbero cambiati ogni qualvolta la maggioranza cambia. Inoltre, un comportamento del genere non è semplicemente una “rivalsa” del federalismo perché, i ragazzi che la frequentano vedrebbero in quei simboli gli unici validi. Questo sistema è usato da ogni dittatura. Da sempre, il dittatore mette i propri simboli nei luoghi pubblici per abituare la popolazione a credere che non ci sono alternative.

Il problema dunque è di natura politica e andrebbe affrontato con la massima solerzia da parte delle istituzioni. Non ci si può permettere di accettare azioni simili senza correre il rischio reale che la fiducia nelle istituzioni, almeno in quei luoghi dove vengono compiute, venga meno a favore di un’istituzione che, pur essendo importante, ha però carattere puramente locale.

Eppure, sembra che fin’ora nessuno si sia mosso. Forse perché lo vuole la gente?


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 12/9/2010 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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