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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
SEMPRE BERLUSCONI
post pubblicato in Riflessioni, il 28 maggio 2009


BERLUSCONI ALL'ATTACCO DEI GIUDICI, OGGI ALL'ASSEMBLEA DI CINFESERCENTI: UN ATTACCO GIA SENTITO E RISENTITO, SEMBRA CHE BERLUSCONI ABBIA ESAURITO GLI ARGOMENTI.[...]

I giudici sono, secondo berlusconi, degli eversivi, avrebbero, anzi, hanno come scopo l'attacco alla democrazia attraverso la sua persona - vale a dire che sua eminenza è la democrazia personificata - , da dove gli venga questa idea è facile immaginarlo; gia dal periodo di mani pulite fu fatto segno di attacchi da parte della magistratura al punto da indurlo a mettersi in politica nel tentativo di coprirsi le chiappe.

Nel tempo, man mano che la sua carriera - onestamente finanziata da capitale privato, il suo, guadagnato onestamente "SIC" e da propaganda fatta da televisione privata, la sua - proggrediva verso gli attuali vertici di potere, indiscusso capo di partito - fondato democraticamente sul predellino di una macchina, tra la foll(i)a dei suoi seguaci -, capo di governo - eletto democraticamente attraverso la gestione dell'informazione guidata, sempre democraticamente, dalle sue televisioni -, i magistrati Italiani si sono sempre adoperati per smascherare i suoi intrallazzi; fino ad impogli di mettersi al riparo proponendo, e facendo approvare, il cosidetto lodo alfano, che impedisce, appunto, che le più alte cariche dello stato possano essere indagate - grande senso della democrazia -.

Dopo aver fatto cosi tanto per l'Italia: legge sulla sicurezza, con inclusa la legge sui clandestini che, di fatto, diventano tutti criminali; legge sulle ronde - meglio far gestire la giustizia da volontari che spendere soldi per poliziotti - c'è da presupporre che anch'essi siano ritenuti, per lo meno, disonesti- questi non costano niente, almeno per il momento; e poi per i terremotati, dopo quasi due mesi sono ancora nelle tende mentre nei casi precedenti, per lo meno, venivano sistemati in roulotte e prefabbricati; legge sulla liberalizzazione della caccia - finalmente! anche un sedicenne può imbracciare un fucile, come se non dessero nessun problema anche sensa-, e tante altre leggi, tutte finalizzate a rendere più vivibile l'Italia, per lui e i suoi.

E questi "benedetti" giudici insistono a volerlo processare, ma siamo matti? e adesso ci si è messa anche la stampa internazionale, tutti criminali!!! ecco cosa sono, COMUNISTI.

Poverino però il nostro papi(a), con tutti sto nemici a dagli contro, giudici comunisti, stampa comunista, politici comunisti; insomma signori! lasciatelo lavorare no! vedrete che nel giro di qualche anno non ci saranno più criminali e neanche i soliti lagnosi sindacalisti, ne scioperi o disordini, vedrete , saremo tutti tranquilli.

Chiusi nelle nostre piccole esistenze egoistiche, non avremo più di che lamentarsi, avremo i nostri programmi televisivi che ci aiuteranno a liberarci delle ansie quotidiane, impareremo, finalmente, a rispettare le regole e a capire che a comandare non può essere il popolo; ci libererà dall'incombenza di dover votare pe decidere, potremo andare tutti al mare in posti ben organizzati dal regime, in fila indiana sulle nostre belle autostrade, finalmente libere da quella massa, informe e noiosa, che oggi ci opprime con la loro pretesa di essere borghesi.

Insomma sto papi ci sta mettendo tutti in riga, l'italia sarà degli italiani? o gli italiani saranno tutti carcerati?
Considerazioni sulle ultime affermazioni di Berlusconi sugli immigrati.
post pubblicato in Riflessioni, il 13 maggio 2009


Qualche considerazione spassionata su alcune dichiarazioni rilasciate ai giornalisti dal sig. Berlusconi da Sharm el Sheikh, dove si trova per il vertice bilaterale italo-egiziano.
Berlusconi dice
"GLI ACCORDI CON LA LIBIA" PER IL RIMPATRIO DEGLI IMMIGRATI CLANDESTINI "LI HO GESTITI IO, LI HO SOTTOSCRITTI IO, MARONI ESEGUE QUELLI CHE SONO GLI ACCORDI PRESI DIRETTAMENTE TRA ME E IL LEADER LIBICO GHEDDAFI", 
Bene! sign. Generale, agli ordini
Penso che chiunque - inclusi coloro che non hanno fatto il militare - sappia che nessuno può disobbidire agli ordini di un superiore, anche la dove la coscienza gli imporrebbe di farlo; si da il caso però, che nello specifico, gli ordini li dia il sig. Maroni, si, perché, da sempre, la lega si oppone all'immigrazione e, da sempre, è per la linea dura - basta pensare all'idea delle impronte dei piedi e, per ultima, quella delle carrozze per le signore milanesi - da ciò si può dedurre che gli accordi con la Libia, "fatti da Lei" siano, in realtà, nati da un'insistenza della lega al riguardo, e, di conseguenza, anche l'attuale linea del governo non sia altro che un compromesso atto a evitare crisi che comprometterebbero l'esito delle prossime elezioni Europee. 
"CERTAMENTE LA LEGA ESAGERA, MA DEVO DIRE CHE SONO ESAGERAZIONI PIÙ DI FACCIATA CHE DI SOSTANZA PERCHÉ POI I SIGNORI DELLA LEGA SONO DELLE PERSONE PERBENE, ANCHE NELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI SONO COLORO CHE DANNO DI PIÙ PER AIUTARE CHI HA BISOGNO DI UNA MANO". 
Certo, la lega, da quando è nata, non ha fatto altro che opporsi a qualsiasi integrazone - anche quando se la prendeva con i meridionali, che, tra l'altro, erano più integrati di certi nordisti - di persone che non rispondono al loro concetto di popolo, se questo significa essere brave persone....  

"NON SONO FATTI OCCASIONALI MA IL FRUTTO DI UN'ORGANIZZAZIONE CRIMINALE": ALL'INTERNO VI SONO PERSONE CHE "SONO RECLUTATE IN MANIERA SCIENTIFICA DALLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI". 
"SONO PERSONE CHE HANNO PAGATO UN BIGLIETTO, NON SONO PERSONE SPINTE DA UNA LORO SPECIALE SITUAZIONE ALL'INTERNO DI QUEI PAESI DOVE SAREBBERO VITTIME DI INGIUSTIZIE". E PROSEGUE:
Certo, una persona che vuole uscire da situazioni critiche, ha la scelta di decidere con che mezzo fuggire da guerre, regimi dittatoriali, carestie, da paesi dove non esiste neanche la possibilità di avere documenti; sicuramente è la cosa più semplice di questo mondo, basta salire sull'aereo... e voilà, il gioco è fatto; perciò, chi paga un biglietto ai criminali che commerciano in esseri umani - e magari, in futuro scopriremo che proprio i nostri amici libici ne erano coinvolti - non hanno la necessità di emigrare perché non sono vittime di ingiustizie, che strano, chissa perché si fanno mesi e mesi di viaggio in condizioni impossibili, anche attraversando deserti? forse solo per farsi un giro? magari stanno emulando quelle migliaia di stranieri - tra loro anche italiani - che vanno vagabondando, proprio in quei paesi, al solo scopo di dare un senso alla loro vita? 
E, tra l'altro, vengono reclutate dai criminali in maniera "scientifica" - che parolone!!!!!
Beh, però potrebbe anche essere vero; un'organizzazione criminale, prima di "acquistare" la merce, vuole essere sicura della sua validità, - cioè che abbiano soldi a sufficenza - in fondo non è merce che si vende, devono solo spostarla come pacchi, una volta a destinazione, ognuno per la sua strada.

Beh, credo che certe affermazioni non debbano neanche essere prese in considerazione, se non fosse che a farle è un eminente capo di governo, se ognuno di noi le sentisse da un, diciamo conoscente, lo manderebbe a quei paese, ma, si sa, un capo di governo....


Rimpatrio clandestini
post pubblicato in Riflessioni, il 7 maggio 2009


Bene signor Ministro, finalmente ce la fatta, 227 migranti "RISPEDITI AL MITTENTE" prima di sbarcarli in Italia per verificare la loro effettiva provenienza e il loro stato sociale nel paese d'origine; esulti pure, signor Ministro, perché sembra che il "PACCO" sia arrivato a destinazione.
Si, "IL PACCO"! perché solo i pacchi o lettere o comunque tutto ciò che si spedisce per posta, si rispediscono al mittente qualora non soddisfano le esigenze di chi le riceve, CIOÈ MERCE!
Perché di questo si tratta, secondo Lei, i clandestini non sono altro che MERCE da usare nel bisogno e gettare finita la loro utilità.
Al mittente, però, non credo siano arrivati, già, perche la Libia è la costa da cui sono partiti e non il paese d'origine; naturalmente Lei non si è chiesto come mai i barconi partano cosi facilmente dalle coste Libiche, l'importante, per Lei, è essersene disfatto, 
Problema, quello dei movimenti migratori, che nasce da cause indipendenti dai migranti stessi; le guerre, le repressioni per motivi politici, non sono certo le popolazioni a volerle, ma gente come Lei, gente determinata a far prevalere nell'intera società la propria idea. Penso Lei sappia che in certe regioni in guerra acquistano le armi proprio da noi, l'Italia è uno dei paesi esportatori di armi, e che anche le dittature, fonte di conflitti interni, sono incentivate dagli occidentali.
E che colpa hanno le popolazioni che si trovano a vivere in ambienti un tempo rigogliosi, ora, per lo più desertici? dove la vita umana è spinta agli estremi? impedire loro di emigrare in aree piu vivibili significa condannarle a morte, non crede?
Non è, quello di avere un posto dove vivere, uno dei diritti fondamentali di ogni individuo? Siete cosi pronti ad affermarlo quando si parla di Israele che, il negarlo ad altri, diventa un doppio crimine perché diventa sinonimo di razzismo.
Ma da tutto ciò Lei non ricava nessun insegnamento, anzi...l'espulsione rimane l'unico modo, per Lei, di affrontare un problema che si ripresenterà puntualmente, perché, tra l'altro, nessuno ci garantisce che non verranno rispediti di nuovo in Italia proprio dai libici.
E cosa sara di loro in Libia, non credo lo sappia,, anzi, credo non si sia neanche posto il problema, pur sapendo che la c'è la dittatura.
Certo, tra Italia e libia è stato fatto un accordo - di che tipo di accordo non mi è dato saperlo - ma chi controlla se viene rispettato? chi controlla come vengono trattati? chi controlla che non siano usati come "schiavi"?  
Bene anche sul fronte dei consensi; una buona parte dei commenti agli articoli dei giornali non fanno altro che condividere il suo operato, dimostrando quanto poco vale, almeno per una parte degli Italiani, la vita umana.
Nascondendosi dietro allo spauracchio dell'invasione, si vuole impedire il formarsi di una cultura rivolta verso l'affermarsi di un pensiero libero da pregiudizi, pensiero che metterebbe in serio pericolo tutto il castello ideologico da voi costruito, castello che ha come unico riferimento la propria cultura, e che di per se diviene limitativo anche nell'affermazione di una società basata sul diritto.


Ecco che arrivato alla vecchiaia il signor Berlusconi scopre il 25 Aprile come simbolo Italiano di libertà.
post pubblicato in Riflessioni, il 25 aprile 2009


Berlusconi: "Maturi i tempi perché diventi festa della Libertà"
Premettendo di avere "sempre rifiutato la tesi per cui i nostri avversari sono nemici", il premier Silvio Berlusconi sottolinea la convinzione che "sono maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà".
No!!! signor primo ministro, il 25 Aprile FESTA DELLA LIBERTA lo è sempre stato: lo era quando Lei era impegnato a fare soldi, lo era quando Lei accusava, chiunque era contrario al suo pensiero, di comunismo inteso come dittatura, lo è quando Lei, attraverso leggi illiberali come la SUA modifica della costituzione, vuole impedire le libertà, lo è quando Lei si presenta come leader inconstrastato degli Italiani, lo è quando parla come se fosse il padrone dell'Italia e degli Italiani.
Inoltre, il 25 Aprile non è solo festa ma, innanzitutto, continuazione menmonico a guardia delle istituzioni nate da ciò che rappresenta: continua attenzione e ferma opposizione verso movimenti storici contrari a ogni forma di libertà, movimenti che Lei e il suo gruppo vorrebbe legittimare proponendo l'equiparazione tra partigiani e repubblichini.
Questo è il 25 Aprile: continuare a tener alta la guardia per difendere le libertà di un popolo.
No!!! signor primo ministro, non basta partecipare con discorsi vuoti, se veramente vuole vivere in simbiosi con il 25 Aprile dica chiaramente che i fautori della nostra democrazia furono i partigiani (comunisti, cattolici e liberali) e che i repubblichini erano e sono NEMICI.
 
    
Immigrazione
post pubblicato in diario, il 19 aprile 2009


37 donne di cui una in cinta più una quarantina di minori più il corpo senza vita di un minore in totale 154 esseri umani in balia delle insicurezze occidentali.
http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_18/mercantile_turco_canale_sicilia_migranti_malta_frattini_c67a3da0-2c07-11de-b2aa-00144f02aabc.shtml
Da giorni la nave turca si trova in mare nel canale di sicilia dopo che si è aperto un contenzioso tra Italia e Malta su chi deve accettare gli indesiderati ospiti; ennesimo atto di indifferenza nei confronti di persone innocenti che cercano solo un posto migliore in cui vivere. 
Perché, visto che in Ialia esiste la legge che permette di espatriare immediatamente i clandestini, legge di per se razzista, li si tiene prigionieri su una nave? non sarebbe lo stesso farli sbarcare e poi rinpatriarli? perché far soffrire ulteriormente persone che nel corso della loro vita hanno gia sofferto molto? perché devono sempre pagare innocenti per le insicurezze e paure nostre?
I guai di molti popoli da noi rifiutati sono da far risalire alle nostre azioni passate e odierne: passate di quando gli europei erano colonialisti in africa e sud est asiatico, odierne, per lo sfruttamento intenso di vasti territori specialmente la dove c'è petrolio e foreste che noi occidentali tagliamo per il nostro benessere senza da un valido riscontro a loro.
Ora abbiamo paura che vengano qui a cambiare le nostre abitudini culturali pensando magari che ci facciano regredire e non ci accorgiamo che è proprio il nostro comportamento nei loro confronti a determinare il nostro regresso
Inoltre, impedendo loro di entrare a contatto con noi, causiamo danni a noi stessi e alla nostra civiltà perché il progresso può avvenire solo attraverso la libera circolazione delle idee; al giorno d'oggi, dove tutto ciò che avviene è internazionalizzato, è assurdo anche solo pensare che ci siano frontiere, se l'economia basata sul libero mercato si svolge senza frontiere, è logico supporre che anche le persone si spostino, questo processo non può essere fermato perché, facendo parte della natura umana, l'uomo tende a spostarsi la dove a più possibilità di sopravvivere, l'abbiamo fatto anche noi Italiani, quando l'Italia era povera e mancava lavoro, siamo andati all'estero.
Pensare oggi di fermare questo processo per ragioni locali vuol dire non aver capito in che mondo viviamo e questo è un freno al nostro stesso sviluppo.

democrazia e fascismo
post pubblicato in diario, il 16 aprile 2009



continua
SICUREZZA
post pubblicato in diario, il 9 aprile 2009


La Lega è furiosa e il ministro dell'Intero Roberto Maroni alza i toni: "Sono furibondo. Dal 26 aprile dovremo rimettere in libertà 1.038 clandestini". Poi la secca chiamata in causa del premier: "Intervenga, serve il suo impegno per le scelte del governo. Per due volte le nostre iniziative sono state smentite dal voto dei franchi tiratori. Chiederò a Berlusconi di farlo lui, perchè evidentemente io non riesco a farlo e lo ammetto. O ci riesce il presidente del consiglio o dovrò prendere atto che sull'immigrazione clandestina la maggioranza, o una parte di essa, non la pensa così severamente come la pensiamo noi".

Ma le parole di Maroni non piacciono al Pdl. "Nessuno scagli la prima pietra, nessuno faccia il primo della classe, bisogna rimediare prima che sia troppo tardi, questo provvedimento è necessario" dice Ignazio La Russa - Semmai bisogna cercare di capire chi siano stati i 12 franchi tiratori e parlargli in separata sede. Piuttosto che lamentarsi bisogna adesso cercare di rimediare".

C'è stato un incidente parlamentare, sarà pure grave dal punto di vista della Lega, ma non bisogna neppure esagerare, senno così facciamo un ulteriore danno di immagine alla maggioranza"Questa Roberto non me la doveva proprio fare. E sì che, giusto ieri sera, gli avevo dato il via libera a mettere il voto di fiducia. Non è colpa mia se è saltato per ragioni tecniche. Adesso basta, stanno veramente esagerando". 
Appena tornato a Roma, s'è messo al lavoro con Gianni Letta per studiare una soluzione sicura che salvi i Cie, rimetta in serenità Maroni, riequilibri i rapporti con la Lega.

Da quanto riportato sopra <estratto da due articoli de la repubblica" appare chiaramente l'inconsistenza dell'attuale maggioranza che, più che basarsi su una coalizone con alla base un programma politico condiviso, si basa su un'alleanza fatta di scambi di favori riconducibili alla logica di spartizione del potere da parte delle singole componenti tipica della prima repubblica. 
Da una parte il PDL con maggioranza relativa che vorrebbe indirizzare il paese verso una politica centralizzata al fine di poter meglio controllare le singole realta, in questo contesto va inserito anche il federalismo visto dal PDL come momento indispensabile poiché crea, a livello regionale e provinciale, i presupposti per un conflitto di interessi fra le regioni e province dando modo allo stato, con la scusa di coordinare, di controllare direttamente le stesse.
Dall'altra la lega, minoritaria all'interno del governo, che vorrebbe invece una politica decentralizzata con poteri regionali e provinciali autonomi, dando modo di incanalare le risorse la dove esiste maggior sviluppo causando cosi un pericolo di arretramento di quelle realtà che già oggi hanno difficoltà a reperire i fondi necessari per il loro sviluppo; inoltre, l'ostinazione leghista mirante a impedire una politica di integrazione degli stranieri è in netto contrasto con quanti, anche di destra e in particolare, artigiani, piccoli inprenditori, ma anche famiglie benestanti che utilizzano il lavoro degli stranieri per sopperire alla mancanza di manodopera in determinate realtà produttive.

Le due componenti, per mantenere in piedi il governo, necessario ai loro scopi, sono costrette a fare accordi sulla politica da seguire sui vari problemi del paese, ma che, come nel caso degli immigrati, si devono scontrare su alcune componenti individuali, che, per ragioni di cascienza, vanno e andranno a votare contro qualora l'opposizione gliene darà l'opportunità. 
Ciò sta a indicare che l'attuale maggioranza essendo composta da due entità opposte fra loro, pur avendo i numeri in parlamento per far passare, almeno in linea teorica, tutte le leggi, di fatto si ritroverà sempre a dover fare i conti con la componente cattolica al suo interno poiché, essendo la rappresentante di una visione morale del paese, si troverà a dover fare i conti con la propria coscienza.

Una chiarificazione sulla vera identità del PDL viene da La Russa, quando, replicando a Maroni, ipotizza la possibilità di indagare su chi ha votato contro, come a dire che una divergenza di idee all'interno del partito non può esistere pena, probabilmente, la rimozione dall'incarico.
Questo da anche la misura dell'andamento del parlamento qualora il PDL dovesse raggiungere la maggioranza assoluta.












POLITICA E TERREMOTO
post pubblicato in diario, il 7 aprile 2009


Il dramma del terremoto in Abruzzo non può e non deve innescare un'altra spirale di polemiche che, oltre a essere offensive per chi il dramma l'ha subito, non porterebbero nessun aiuto alle popolazioni colpite; su questo, maggioranza e opposizione sono, una volta tanto, d'accordo.
Però su una cosa si dovrebbe riflettere, ogni terremoto che si verifica, le strutture che più ne subiscono i danni sono quelle del centro storico e abitazioni vecchie, inoltre nella tragedia dell'Aquila, pure quelle nuove che sarebero dovute essere costruite con i moderni criteri antisismici. Da qui mi sorgono due domande:
1) come mai, dato che si spendono milioni per ristrutturare edifici "importanti" per la cultura italiana non se ne spendono altrettanti per l'edilizia abitativa, "sia essa pubblica che privata"?
2) come è possibile che strutturre nuove che dovrebbero essere state costruite con moderni criteri di sicurezza sono crollate?
Nei centri storici di ogni citta e paesi vivono anche persone che, pur essendo proprietari, non hanno certo la possibilità di investire in ammodernamenti, pertanto il governo dovrebbe incentivare, con finanziamenti pubblici, anche questo settore e non lasciarlo a se stesso; la politica finora sostenuta fa pensare che tutto ciò che non è redditizio per lo stato non può avere la precedenza. Ma questo modo di fare non può essere conveniente perché se si dovesse iniziare una politica di ammodernamento dei centri e di tutte le abitazioni vecchie, sicuramente ne beneficierebbe anche l'economia; si metterebbero in moto diversi settori produttivi, oltre all'edile anche tutto ciò che sta intorno, dall'industria metallurgica agli artigiani, e non sarebbe poca cosa anzi... La risposta non può che essere una, lo stato liberista, che vorrebbe una società dove l'economia decida in ogni suo aspetto, incentiva, prima di ogni altra cosa, i propri interessi corporativi lasciando il poco che resta al resto.
Il crollo di edifici nuovi non può che richiamare l'attenzione sulla serietà dei controlli effettuati dagli organi competenti gestiti dallo stato e dagli enti pubblici; tali organi dovrebbero controllare l'agibilità di una struttura in base a criteri definiti dalla legge che riguardano anche l'affidabikità in caso di eventi naturali incluso il terremoto; e sono proprio questi controlli che vengono a mancare. Inoltre, nella nuova legge, in discussione al parlamento, è previsto che , per agevolare l'iter burocratico, detti controlli vengono addirittura diminuiti.
Si a l'impressione che, visto che i controlli non ci sono comunque, tanto vale eliminarli, mentre ogni logica ci fa pensare che andrebbero aumentati e, mi spiace dirlo, la dove non venissero comunque fatti, si dovrebbe intervenire penalmente.

SU DIO
post pubblicato in diario, il 3 aprile 2009


Un dio giusto e amorevole non può aver creato un universo che non è propriamente perfetto come ci vorrebbero far credere le religioni, e neanche avrebbe creato un essere che di perfetto non ha proprio niente. Nell'antichità, gli dei erano creature con connotazioni umane, sia materiali che spirituali, sembravano rispecchiare i desideri umani e perciò esisteva il dio della guerra, dell'amore, della bellezza, ecc. ecc., inoltre questi dei non disdegnavano di unirsi agli umani procreando altri esseri chiamati semidei

Queste caratteristiche sono presenti anche nel primo dio ebraico che, nel suo intento di creare un popolo a lui dedito, non ci pensa mai due volte a spingerlo a sopprusi estremi, l'unica differenza è che quello ebraico è unico e racchiude in s'è tutte le aspirazioni umane.

Con Gesù questa tendenza viene rovesciata, dio rimane unico e continua a racchiudere in se le aspirazioni umane, ma perde la caratteristicha di dio di un solo popolo, diventando unico dio dell'umanità, unico creatore e unico elargitore di vita e inoltre perde ogni caratteristica violenta tipica degli dei antichi. Non è più il dio che richiede obbedienza in cambio di potere sugli altri ma, l'unico premio che elargisce è la salvezza eterna in comunione con se stesso. Cambia anche le tematiche di devozione, non più vendetta, odio, superiorità, ma amore nei confronti di tutti perché tutti sono suoi figli e quello che più chiede è il rispetto verso chi non crede in lui, cioè il rispetto di quella antica legge chiamata "libero arbitrio".

Il dio di Gesù porta con se i germi della nuova umanità, quell'umanità trasversale a tutte le ideologie e religioni che vorrebbe un'umanità unita in un solo "corpo" sociale basato su regole da tutti liberamente condivise, siano esse materiali che spirituali. Io sono convinto che Gesù fa riferimento a dio perché l'uomo del suo tempo non era in grado di percepire un messagio basato su una concezione dell'uomo al di fuori della religione; se fosse vissuto oggi, sarebbe andato, comunque, contro tutto ciò che rappresenta il potere, inclusa la chiesa, come, d'altronde, fece contro i farisei.

Oggi, il problema, non è da che parte stare, ma la capacità di ogni individuo di trovare un suo angolo, nella società, da dove poter esprimere liberamente il proprio pensiero; troppo spesso le persone si lasciano fuorviare da idee che sembrano innovative ma che in realtà rispecchiano, con altre parole, il vecchio; questo perchè, oltre ai problemi, che nella società attuale, si sono moltiplicati, esiste anche un problema di identità, di appartenenza, derivante da quei cambiamenti sociopoliticoeconomico che hanno caratterizzato il nostro tempo e che ci hanno spinto a modelli di vita apparentemente migliori ma in realta distruttivi di ogni valore.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 3/4/2009 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
SCONTRI ALL'UNIVERSITA DI ROMA
post pubblicato in diario, il 20 marzo 2009


Il ministro Brunetta definisce guerriglieri gli studenti dell'università di Roma
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