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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
La vita e la morte
post pubblicato in POESIE, il 6 aprile 2012


Solo nella notte,
penso alla vita,
alle sue corrotte
strade; accanita
sorte! con la morte
solo è finita.

Perdura la vita!
Se pure, da lunga
lotta infinita
al termine giunga,
sempre agguerrita
la sorte prolunga.

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 6/4/2012 alle 8:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Bastava fermarsi un attimo a respirare.
post pubblicato in POESIE, il 10 febbraio 2012


L’attenzione si acuisce
ad ogni problema
il cuore accelera i battiti,
ad ogni fermento
la mente si blocca.

Il corpo si tende scatta  sussulta
s’irrigidisce in spasmi irregolari
procede a scatti incoerenti;
soggetto al blocco della mente,
anch’essa tesa concentrata,
perde l’armonia dei movimenti.

E’ tutto un susseguirsi di affanni
di fronte ai tanti quesiti che la vita ci pone.

E tu dietro a rincorrerli
manco t’accorgi del movimento
che verso di te ritorna
dentro il tuo corpo
passando dalla mente
offuscando i tuoi pensieri.

Come un turbine
che su se stesso gira
rincorri i tuoi sogni perduti
nell’occhio del tempo;

senza fiato t’accasci,
il corpo distrutto
la mente in subbuglio;
più non trovi la forma
che un tempo reagiva
agli impulsi della vita.

Ormai chiuso in te stesso
in un tempo remoto
ricordi i bei tempi
di quando
ragazzo
ti fermavi a respirare
la vita.

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 10/2/2012 alle 14:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La gara della vita.
post pubblicato in POESIE, il 7 febbraio 2012


Correre per arrivare prima
correre per non rimanere indietro
correre per essere più bravo
correre per essere competitivo
per dimostrare qualcosa agli altri
per sentirti dire che sei il migliore
per dimostrare qualcosa a te
per andare a testa alta ...

correre correre correre ...

Ecco, questa è la vita d’oggi!
tutto intorno ci spinge, ci sprona
ad essere il migliore
a non guardare indietro.

Tutto ti dice:
corri! corri! corri! corri!

E tu corri, dimentico d’altro
e  chi ti sta accanto
non è altro che un rivale
un nemico da abbattere
un inferiore che non merita
di arrivare davanti a te.

E chi ti sta dietro
non è altro che un perdente
da evitare, ignorare, deridere;
la feccia della società.

E chi ti sta davanti
il migliore da ammirare
da imitare, riverire;
soddisferai i suoi capricci
sperando, un giorno, di sostituirlo
di prendere il suo posto
di guardare dall’alto la schiera di corridori
che si affannano, s’ammazzano
per arrivare, un giorno, a prendere il tuo posto.

E non ci sarà nessuno a difenderti
perché tutti saranno sotto di te
contro il primo che ammirano
imitano riveriscono ma, in fondo
l’unico nemico da abbattere.
Nove febbraio, Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi
post pubblicato in NOTIZIE, il 6 dicembre 2010


Dal sito del Ministero della Salute:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Ministro della Salute la direttiva che indice  per il 9 febbraio 2011 la Giornata nazionale degli Stati vegetativi. In merito alla decisione il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella dichiara:

 

“E’ molto importante, in particolare in questo momento di acceso dibattito, che dal prossimo anno il 9 febbraio sia la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. A volerla fortemente sono state le associazioni dei familiari delle persone che vivono in questa condizione, che hanno lavorato al Libro Bianco del Ministero della Salute. Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura. Con questa giornata il ricordo di Eluana non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti. Da oggi sarà un’occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l’esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita. Questa giornata sarà anche un appuntamento per fare il punto scientifico su tutte le scoperte su queste situazioni di cui sappiamo ancora troppo poco. E potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione Vieni via con me.

 

Niente in contrario su una giornata nazionale sugli stati vegetativi ma, dalla premessa, risulta chiaro il suo intento politico/propagandistico. Cosa centra l'anniversario della morte di Eluana - che, per altro, secondo il padre (persona che più di tutti dovrebbe/deve avere l'ultima parola perché, è evidente che conosce meglio di chiunque Eluana) espresse, in vita il desiderio di non condurre una vita vegetativa - se non a scopo politico. E perché non Welby e altri che hanno deciso di porre fine alla loro vita da persone coscienti?

Il ministro definisce la situazione di Eluana "affetta da disabilità grave", dimenticandosi che quella disabilità durava da 17 anni e che la medicina era propensa a credere sull'irreversibilità della situazione. Inoltre, dice che la vita di Eluana è "stata interrotta dalla magistratura", come a dire che la magistratura ha deliberato senza una precisa richiesta del padre.

 

A parte il singolo caso, quello che lascia perplessi è sostenere che le famiglie che scelgono l'altra strada non sono visibili - a parte che non si capisce perché dovrebbero essere visibili, è ovvio che la scelta viene fatta non per "essere visibili" ma perché si crede in determinati valori e, guarda caso, i detti valori (cristiani) non prevedono la "visibilità" ma, più semplicemente, la devozione.

Ma non è tutto, il libro bianco cui si fa riferimento, fa parte di un lavoro a cui hanno aderito le associazioni, erroneamente denominate, pro vita (non perché non lo siano, ma perché, in questo modo si definiscono gli altri fautori di morte) in un progetto denominato "Seminario permanente di confronto sugli stati vegetativi e di minima coscienza", che, guarda caso, fu istituito dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali nel maggio 2008.

Ma alla sig.ra ministro, ciò che interessa non è tanto la ricerca che, nel caso del libro bianco è stata fatta a più livelli e in modo scientifico, ma la" visibilità"  del suo operato e di quanti, molto probabilmente, con la ricerca non hanno nulla a che fare. Ciò che conta per la ministro è far valere determinati principi anche imponendoli senza tener conto del fatto che, una società civile, è formata da diverse culture e che tutte sono legittimate dallo stato.

 I mas media, per loro natura divulgano notizie "commerciabili" (ma non solo, se la ministra avesse avuto la bontà di leggere i giornali e vedere le trasmissioni, avrebbe potuto constatare che è stato dato ampio spazio anche ai pro vita, magari in reazione al programma di Fazio, nel qual caso dovrebbero ringraziare ), pertanto anche quelle riguardanti gli stati vegetativi qualora fossero "eclatanti" tipo il risveglio di persona da anni in coma.

Quello sopra non è però il caso di Vieni via con me che, come trasmissione culturale, ha una sua linea culturale. Basterebbe promuovere trasmissioni simili con una linea culturale diversa, nessuno può impedirlo. E allora, perché non lo si fa?

Il sospetto è che a destra non ci sia una vera cultura!

Da leggere anche: http://www.salute.gov.it/statiVegetativi/homeStatiVegetativi.jsp

Fabio Fazio e i movimenti per la vita.
post pubblicato in ALTRO, il 29 novembre 2010


Dopo la trasmissione "vieni via con me" dove hanno parlato la sig.ra Mina Welby - moglie di Piergiorgio Welby, morto per sua libera volontà (dopo una lunga e dolorosa malattia e altrettanto lunga battaglia per il diritto a scegliere di morire per chi, come lui, si trova ad affrontare una malattia di cui la medicina nulla può fare - e Beppino Englaro - padre di Eluana Englaro rimasta in coma per 17 fino alla morte (per decisione del padre) sopraggiunta a seguito dell'interruzione della nutrizione artificiale che la teneva in vita - raccontando due storie che, pur nella loro diversità, hanno in comune il tema etico/morale  sul fine vita, si è innescata una polemica sul diritto di contraddittorio; i movimenti per la vita si sono fatti sentire sostenendo che in un problema tutti hanno il diritto a esprimere la loro opinione e che se la trasmissione a mandato in onda un'opinione (quella del diritto a morire) si deve allora mandare in onda anche l'opinione di quelli che sostengono il diritto alla vita.

Fazio, conduttore del programma insieme a Roberto Saviano, replica che accettare la replica significherebbe accettare l'idea che la puntata sia stata a favore della morte, il che non è vero.

 

Mi sembra che sia Fazio sia i movimenti per la vita non abbiano capito, loro stessi, il significato dell'avvenimento.

Da una parte Fazio sbaglia a non ospitare opinioni diverse. Non si tratta di ospitare un qualche movimento che, per sua natura, volente o nolente, è politico, ma storie individuali di persone che hanno vissuto, o stanno vivendo, la stessa esperienza (di avere o aver avuto una persona in famiglia con una malattia che l'avrebbe portata alla morte o in coma) vissuta, però, con un altro sentimento.

Dall'altra, i movimenti della vita sbagliano a credere di avere il diritto di replica a un evento che trattava si un tema a loro caro, ma che nella trasmissione è stato affrontato in modo individuale, cioè slegato dai problemi politici inerenti al tema. Inoltre, chi propone il fine vita lo fa senza impedire a nessuno di agire secondo il proprio volere a differenza di loro che col loro comportamento obbligano tutti a conformarsi anche se non condividono.

 

Non credo che la ragione sia dell'uno o degli altri, credo invece che si poteva evitare da ambo le parti una polemica su un problema così delicato. Un problema che andrebbe affrontato in modo pacato e laico, evitando di dare a altri la possibilità di strumentalizzare situazioni che, già di per se, sono dolorose per chi le affronta al di là delle soluzioni che adottano.

 

Quello dell'eutanasia e del testamento biologico sono problemi che, probabilmente, non si risolveranno mai essendo etici perciò soggetti alle idee di ognuno.

ansa

corriere



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