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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Commento all'articolo "Il 5×1000 ai moribondi" pubblicato su "il fatto quotidiano"
post pubblicato in COMMENTI, il 8 dicembre 2010


Il 5x1000 ai moribondi

Da il fatto quotidiano:

"Mah, onestamente non capisco come ragionano le organizzazioni no profit. La levata di scudi per il taglio effettuato al 5×1000, che sembra mettere in ginocchio il mondo del terzo settore, a mio parere rappresenta l’ultimo dei problemi per il 95% delle organizzazioni. Rappresenta un vero problema per una esigua minoranza che è rappresentata dal top delle organizzazioni nazionali che operano in diversi settori ( ricerca, ambiente, cooperazione internazionale, assistenza) e che, effettivamente, per notorietà e dimensione,  intercettano milioni di euro da tale provvedimento."

 

Linko l'articolo anche se non ne condivido il contenuto.

I motivi sono:

  1. Innanzi tutto, il 5x1000 sono soldi che i cittadini devolvono spontaneamente ad associazioni di volontariato spontaneamente scegliendo loro stessi l'associazione di destinazione, questo significa che lo stato, diminuendo da 400 a 100 milioni la cifra destinata al 5xmille, ruba soldi dei cittadini.
  2. Secondo, affermare che i volontari non sono mai scesi in piazza a protestare di fronte ai tagli operati dal governo in diversi settori del sociale, significa non averne compreso la natura. Non è compito del volontario entrare in merito a problemi prettamente politici ma dei politici (di opposizione) che hanno il compito di contrastare una politica rivolta alla difesa del più forte anziché del più debole. Compito del volontario è l'assistenza alle tantissime situazioni di disagio che si creano nella società capitalista - peraltro peggiorata da una politica liberista - e che le istituzioni non sono propense, o non vogliono, a farvi fronte. È chiaro che il volontariato non è il fine ma il rimedio momentaneo alle politiche disastrose dei governi, ma anche una spinta, data con l'esempio, verso una società basata sul mutuo soccorso.
  3. Il volontariato vive di vita propria. Si basa su donazioni private, incluso il 5x1000, questo significa che non chiede soldi pubblici. Situazioni mostrate nel programma "Report" su rai tre non hanno nulla a che fare col volontariato.
  4. " Esiste un documento che attesta come, dal 2008 al 2013, l’insieme delle risorse destinate al “sociale” uscirà decurtato di un buon 80% (pari a circa due miliardi di euro) e sarebbe sufficiente chiedere ad un qualsiasi assessore alle politiche sociali di una regione cosa significhi tutto questo. In assenza di certezze sul federalismo i tempi che ci aspettano vanno ben oltre il tema del 5×1000. "Ebbene? Forse che il volontario non sa dei problemi inerenti all'attuale politica? Certo che lo sa, ma questo non significa che, come volontario debba fare azioni politiche, queste - se le fa, e le fa - le farà da privato cittadino. Confondere le due cose è grave.
  5. "La miopia del terzo settore, a mio parere, è grave quanto l’indifferenza del governo. Protesi verso il salvifico e retorico compito di offrire la voce agli “ultimi”, siamo riusciti a fare diventare ultimi anche i nostri associati e operatori. Sopportando nel silenzio tutto e accontentandosi delle elemosine del 5×1000." Ma quale miopia, quale retorico compito e quale elemosina; ciò che fa il volontario non è/deve essere fonte di speculazioni politiche o ideologiche. Il volontario opera a livello personale seguendo le sue motivazioni.

 

Per concludere,  effettivamente l'autore dell'articolo, oltre a non capire come ragionano le organizzazioni no profit, non ne conosce neanche i principi.

 

Elenco dei principi della croce rossa di cui faccio parte:

 

UMANITA'

IMPARZIALITA'

NEUTRALITA'

INDIPENDENZA

VOLONTARIATO

UNITA'

UNIVERSALITA'


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 8/12/2010 alle 22:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
l'Italia e il volontariato.
post pubblicato in NOTIZIE, il 7 dicembre 2010


Mentre l'Europa si appresta ad aprire L'ANNO DEL VOLONTARIATO, l'Italia, nell'ultima finanziaria riduce la quota destinata al 5 per mille da 400 mln a 100, una bella batosta per quanti si dedicano volontariamente all'assistenza verso i bisognosi e alle associazioni che li sostengono.

Come tutti sanno,il volontariato civile si basa sulla disponibilità delle persone a dedicare il loro tempo gratuitamente in vari campi affrontando anche disagi non indifferenti. Inoltre, il loro operato fa da supporto agli enti preposti nell'emergenza (ospedali, case di riposo, protezione civile ecc) ma anche a situazioni di disagio della popolazione (senza tetto, mense, terremoti, ecc.).

Il contributo in termini economici equivale, secondo Vivian Reding (vice presidente della Commissione europea e Commissaria Ue con delega alla Giustizia, ai diritti fondamentali e alla cittadinanza) al 3-5% del prodotto interno lordo. Dice Vivian Reding: "è tempo di condividere e di restituire, di impegnarci ad aiutare chi aiuta! Iniziando a riconoscere al volontariato un valore aggiunto sul piano economico pari al 3-5% del prodotto interno lordo". Questo significa che lo stato ha anche un beneficio economico oltre che organizzativo.

Molte associazioni di volontariato no profit, inclusa la Croce Rossa, basano il loro badget, per quanto riguarda la struttura fisica (sedi e mezzi), in prevalenza su donazioni private. Generalmente, i dirigenti sono anch'essi volontari salvo associazioni come la Croce Rossa che, essendo internazionale, ha bisogno di persone addette alle relazioni internazionali e, pertanto, il tempo che vi dedicano può giustificare uno stipendio (non prendo in considerazione eventuali "imbrogli" determinati dalla politica come quelli trasmessi da report).

Inoltre, non va dimenticato che il 5 x 1000 esiste grazie alla generosità di quasi 15 milioni di contribuenti che hanno scelto di sostenere il volontariato ed il terzo settore attraverso questa forma di generosità.

In questo contesto, la riduzione della somma da destinare al volontariato attraverso il 5 per mille è molto grave perché andrebbe a ridurre la capacità di intervento sul territorio dei volontari. Capacità che, in un contesto economico come l'attuale, ha bisogno di sostegno economico e, il finanziamento volontario dei cittadini va a coprire eventuali "buchi" del badget.

Per concludere, mentre l'Ue, cosciente del ruolo del volontariato sia in termini di welfare che economici, indice un anno dedicato ad esso, l'Italia ne diminuisce l'importanza.

Cronache da L'Aquila 6
post pubblicato in TERREMOTO, il 20 giugno 2010


Case costruite con legno e paglia, energia rinnovabile, volontariato e finanziamento volontario.

Questo è quanto succede a Pescomaggiore, un piccolo borgo tardo medioevale a una decina di chilometri da L’Aquila dove, gli abitanti del borgo, prevedendo le lungaggini dello stato (e eventuali “imbrogli”) hanno rifiutato i finanziamenti pubblici e si sono decisi a ricostruire il borgo di propria iniziativa.

Il progetto di ricostruzione nasce sulla base di un preesistente progetto, realizzato sempre dai cittadini, atto alla rivalutazione del paese e del territorio circostante per evitare lo spopolamento dello stesso, dopo il terremoto del 6 Aprile, gli abitanti hanno deciso di costituire EVA (progetto Eco Villaggio Auto costruito).

Per attuarlo si sono avvalsi della collaborazione di volontari provenienti da Italia, Spagna, Austria e Polonia (circa 150) Più i finanziamenti raccolti sia attraverso internet che da privati.

Un esempio encomiabile della capacità degli italiani di “arrangiarsi” di fronte alle emergenze e senza l’interferenza dello stato. Certo, si può obiettare che un piccolo borgo richiede un “minimo” impegno rispetto a una grande città, questo è vero. Ma è altrettanto vero che, la dove i cittadini hanno avuto modo di intervenire direttamente (vedi Friuli e Umbria e Marche), la ricostruzione è avvenuta in tempi rapidi; inoltre, le sette case sono costate circa 500 euro al metro quadro, mentre quelle del piano CASE del governo 2.550.

RONDE E SOCIETA
post pubblicato in Riflessioni, il 28 ottobre 2009


http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/manifestazione-polizia/manifestazione-polizia/manifestazione-polizia.html
Manifestazione delle forze dell'ordine, la destra di Fare Futuro le ritiene un flop e la Cei contro il pacchetto sicurezza per una politica dell'integrazione rispettosa dei diritti umani. I comuni, chiamati a richiederle non si sono fatti avanti; le ronde, alla fine, dopo essere state presentate come legge necessaria per far fronte al "dilagare della criminalità extracomunitaria" e "voluta dagli italiani stessi", non riescono proprio a decollare.
Dopo mesi di discussione tra i fautori - lega e governo - e gli oppositori - tutta l'opposizione - e averla imposta con il voto di fiducia, ci ritroviamo con una legge che non "riesce ad applicarsi" proprio a causa di quella realtà che, secondo i fautori, la richiedevano.
Tra l'altro c'è da evidenziare che proprio le forze dell'ordine, di cui le ronde avrebbero dovuto fare riferimento, sembrano i più accaniti oppositori.
Al Viminale sostengono  che è ancora presto per una valutazione perché la legge prevede una fase transitoria di sei mesi, quindi fino all’8 febbraio prossimo; va però considerato che di richieste, sia da parte di cittadini sia da parte di associazioni, ne sono arrivate ben poche, inoltre, alcune associazioni già presenti sul territorio hanno dichiarato che non faranno mai richiesta di entrarne a far parte perché ciò che è richiesto dalle ronde lo può fare già il normale cittadino, basta che abbia un po' di senso civico. Essi sostengono: "In ogni caso, dal mondo del volontariato arriva il segnale che la sicurezza partecipata, quella che coinvolge i cittadini in prima persona, non è una questione di ronde ma di senso civico. E il senso civico consiste anche nel coinvolgimento della cittadinanza alla realizzazione di una comunità più vivibile. Non può fermarsi, dunque, alle parole d’ordine “sicurezza” e “legalità” ma deve coinvolgere tutti gli aspetti del vivere sociale, come per esempio la tutela dei bambini, l’integrazione e l’assistenza agli anziani, il contrasto a qualsiasi forma di degrado sociale e urbano, il sostegno alle persone in difficoltà.
Dunque, gli italiani, almeno quelli già direttamente interessati, non credono affatto alle ronde.
Comunque staremo a vedere a febbraio.

      
AVVELENAMENTO DA MORSO DI VIPERA
post pubblicato in C.R.I., il 16 giugno 2009


INTOSSICAZIONI
Si definisce intossicazione acuta o avvelenamento l'introduzione nell'organismo, volontaria (suicidio,omicidio) o non volontaria (professionali, accidentali ecc.) di sostanze estranee (xenobiotici) che possono provocare alterazioni di una o più funzioni vitali*.
AVVELENAMENTO DA MORSO DI VIPERA
Su 3.550 specie di serpenti conosciuto nel mondo, quelli velenosi sono circa trecento divisi in cinque famiglie: Elapidi, Crotalidi, Colubri, Idrofobi e Viperidi. Solo i viperidi sono presenti in Europa meno che in Islanda,Irlanda e Sardegna.
In italia ci sono quattro specie: 
1) Vipera aspis o aspide o vipera comune, è diffusa in tutto il territorio ed è la responsabile della maggior parte di casi di avvelenamento. Vice in luoghi caldi e soleggiati ed asciutti, è timidi e se minacciata fugge.
2) Vipera berus o marasso palustre, diffusa nelle zone alpine, prealpine e pianeggianti, umide e paludose del nord, preferisce luoghi umidi e vive anche in acqua, attacca se provocata.
3) Vipera ammodytes o vopera del corno, si trova nelle alpi orientali e preferisci ambienti aridi e pietrosi, con scarsa vegetazione, il suo veleno è molto velenoso ma fugge se provocata.
4) Vipera ursinii o orsini, vive nell'appennino abrusseze è la meno velenosa e aggressiva.
EFFETTI
Il morso della vipera europea è raramente letale, presenta due forellini distanti 1 cm seguiti da altri forellini più piccoli. produce sul corpo effetti locali e effetti generalizzati:

EFFETTI LOCALI ( zona del morso ); compaiono dopo pochi minuti e consistono in; dolore, tumefazione imponente ed estesa, necrosi**, e chiazzatura emorragica ( livido ).
NB: se, dopo 4 ore dal sospetto morso, non compare nessun sintomo sopra indicato, escude l'avvelenamento da morso di vipera.
EFFETTI GENERALIZZATI; compaiono dopo circa un'ora dal morso e consistono in; mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali, febbre, difficoltà nei movimenti, alterazione dello stato di coscienza, inoltre possono comparire vomito di sangue, feci con sangue digerito e colorazione giallastra della pelle. nei casi più gravi si ha la morte per grave insufficienza cardiocicolatoria o per gravi alterazioni della coagulazione del sangue.
A DETERMINARE LA GRAVITA DELL'AVVELENAMENTO SONO I SEGUENTI FATTORI:
1) età, peso corporeo, condizioni generali della persona ( i soggetti più a rischio sono i bambini, gli anziani e persone debilitate ).
2) sede del morso ( i punti più a rischio sono la testa e il collo mentre si riduce agli arti superiori e inferiori ).
3) profondita del morso ( il grasso limita la diffusione del veleno ); nel 20% dei casi, il veleno non raggiuge la profondità necessaria per produrre avvelenamento, in molti casi di morso dimostrati, non è stato riscontrato nessun avvelenamento.
4) quantità di veleno ( è più abbondante e denso nel periodo subito dopo il letargo ).
5) movimento della persona dopo il morso ( è opportuno non muoversi per evitare che il veleno entri in circolo più velocemente ).
COMPORTAMENTO DEL SOCCORRITORE
a) calmare la persona evitando di farla muovere
b) controllo delle funzioni vitali
c) applicare BLS*** o BLS-D - se abilitati - qualoro siano assenti o fortemente compromesse le       funzioni vitali.
d) non incidere, non succhiare il veleno, non applicare il laccio emostatico arterioso e non somministrare il siero antivipera.
e) lavare con fisiologica, disinfettare con acqua ossigenata la zona morsicata
f) ritardare la diffusione del veleno agendo sulla zona del morso:
   1) arti inferiori; eseguire bendaggio compressivo dell'intero arto con una benda di terla robusta larga 10 cm e lunga circa 12 m. poi bloccare l'arto con una stecca.  
   2) arti superiori; eseguire bendaggi compressivo dell'intero arto con benda di tela robusta larga 7 cm e lunga circa 10 m, poi bloccare con una stecca.
   3) tronco, collo e testa; applicare un tampone rigido sopra la zona morsicata tenendolo compresso con cerotto elastico adesivo.
g) non mettere ghiaccio sulla zona morsicata perché potrebbe peggiorare il processo di necrosi
h) coprire la persona per impedire la dispersione di calore corporeo
i) controllare un possibile istaurarsi di uno stato di shock
l) trasportare urgentemente all'ospedale possibilmente con la parte morsa più bassa rispetto al corpo.
*Funzioni vitali: coscienza, respiro, circolazione del sangue (polso) 
**Necrosi: morte dei tessuti.
***BLS: per basic life support - supporto vitale di base - si intende una serie di manovre rianimatorie codificate atte a valutare rapidamente e a sostenere le funzioni vitali della persona da soccorrere. L'obiettivo è di garantire un flusso ottimale di sangue al cuore e al cervello per evitare l'istaurarsi di lesioni cerebrali e cardiache irreversibili.

  
Volontario della Croce Rossa
post pubblicato in C.R.I., il 7 giugno 2009


Oggi ho iniziato il tirocinio che andrà a completare il corso per volontario della C.R.I. da me intrappreso circa sei mesi fa.
Il tirocinio consiste nel partecipare, come aggiunto, agli interventi sull'ambulanza fatti dai volontari durante le chiamate di soccorso.
Appena arrivato in sede e prima che l'autista - che è anche il ricevente delle chiamate dal 118 e che gestisce l'ambulanza - mi facesse mente locale dei vari presidi presenti sull'ambulanza, è arrivato l'avviso di un intervento, codice verde, alla casa di riposo del paese; bene, siamo partiti subito.
Arrivati sul posto, abbiamo chiesto all'infermiera di servizio qual'era il problema e una volta presa visione abbiamo agito di conseguenza e trasportato la paziente all'ospedale.
In se non è una cosa emotivamente forte, in questo caso era cosciente e rispondeva bene alle sollecitazioni, non abbiamo fatto altro che caricarlo sul lettino e poi sull'ambulanza e trasportarlo all'ospedale.
Detto cosi sembra una cosa meccanica, invece, ciò a cui bisogna far fronte è la nosrta reazione alla condizione psicofisica in cui si trova, specialmente se anziano.

Vedere la persona anziana ridotta in condizioni di totale dipendenza, ti porta, quasi inconsciamente, a riflettere sulla vera natura dell'essere umano e alla sua fragilità.
Finché si è giovani si tende a credere che il corpo umano sia perfetto e indistruttibile e non si pensa mai alla fragilità e alle imperfezioni che sono insite in noi stessi.
E' vero che anche da giovani si può venire a contatto con la morte - da giovane, prima dei vent'anni, sono morti due miei amici in incidenti con la moto - ma è diverso: non si ha ancora lapercezione  piena di quello che siamo realmente e, per ciò, si affronta con una capacità razionale inferiore. Può sembrare un paradosso, ma ci aiuta ad affrontare l'evento con maggior leggerezza.

L'anziano, finché sta bene, con la sua "saggezza", ci infonde tenerezza e una certa tranquillità al punto di credere - o comunque sperare - , pur essendo coscienti del contrario, che possa vivere per sempre.
E' solo quando lo vediamo in circostanze di estremo disagio che ci accorgiamo che i valori in cui crediamo e in cui viviamo, alla fine, svaniscono con noi; i figli sono si portatori dei nostri valori , ma sempre e comunque in un modo diverso e che noi facciamo fatica a condividere.
Inoltre, tutto ciò in cui abbiamo sperato e tutto quello che abbiamo fatto,  alla fine, si riduce a una serie di ricordi vaghi che, bene che vada, verranno ricordati dai nostri discendenti e col tempo sbiadiranno fino a sparire.

E' con queste riflessioni che, praticando il volontariato, credo dovrò fare i conti: certo, aiutare persone nel bisogno è molto edificante, se poi lo si aiuta a sopravvivere lo è ancor di più, ma - e spero di sbagliarmi - ho l'impressione che ciò non basti a rendere l'atto un aiuto al rafforzamento dei valori portanti dell'esistenza: amore per il prossimo, onestà, senso del dovere, senso della libertà; e a quelle convinzioni tipiche della società moderna: fede incondizionata nell'intelligenza umana, nella scienza, nella superiorità della specie, come ho creduto all'inizio - ma che li renda, in certo qual modo opinabili, soggetti a revisione costante, almeno per me. 

Alla mia prima esperienza mi sono ritrovato a riflettere su cose che pensavo d'aver ormai superato, di sicuro, continuando nel volontariato, probabilmente mi troverò a rivedere alcune delle mie convinzioni attuali.  


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