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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Grillo vuole eliminare l'welfare!
post pubblicato in ALTRO, il 16 novembre 2013


fanpage     

"La cassa integrazione va abolita perché è un orpello inventato dalla famiglia Agnelli negli anni 70 e ormai non è più utile al paese". Questo è quanto sostiene grillo in un'intervista al GR1 Rai demolendo in sostanza il vecchio ammortizzatore sociale, ancora usato largamente oggi in Italia per i lavoratori dipendenti, sottolineando inoltre che per lui "non è neanche costituzionale perché discrimina". secondo grillo "I soldi necessari per finanziare ogni anno la cassa integrazione per i dipendenti delle società in difficoltà andrebbero impiegati invece per altre misure di sostegno al reddito più generalizzate. "La cassa integrazione va abolita, certamente.il taglio servirà, con altre misure, a finanziare il reddito di cittadinanza proposto dal M5S" ha spiegato grillo. Il reddito di cittadinanza, secondo grillo, in effetti è una misura fattibile che andrebbe finanziata "con una riforma fiscale, togliendo tutte le tasse dal lavoro" quindi "via l'Inps e tutti questi ammortizzatori sociali".

Dunque, secondo grillo andrebbe eliminato l'welfare a favore di un reddito minimo garantito a coloro che non lavorano. Ora, che chiunque si trovi in difficoltà economiche debba avere un reddito minimo è condivisibile, che si debbano eliminare gli ammortizzatori no!
Eliminare la cassa integrazione non significa solo una sostanziale diminuzione del reddito, ovvero, dalla cifra che risulterebbe dallo stipendio, che varia in base allo stipendio percepito nel periodo lavorativo, passerebbero, tutti, ai 600 € del reddito di cittadinanza ma, cosa molto importante, verrebbero anche licenziati. Eh si, perché il reddito di cittadinanza, o reddito minimo garantito, lo percepisce chi un lavoro non ce la.
Ciò significa togliere ogni possibilità di rientro ai lavoratori nel loro posto di lavoro, cosa che oggi, con la cassa integrazione, avviene. Significa farli rientrare in quella nutrita schiera di persone "a disposizione" dell'industria e dello stato perché per poterne usufruire non si può rinunciare al posto di lavoro proposto dall'ente preposto alla gestione.

Inoltre non si capisce cosa significhi "via l'Inps" dato che gestisce anche le pensioni. Forse che grillo vuole abbassare le pensioni a 600 € mensili? Beh, che se li tenga lui i 600 € mensili che io preferisco la mia pensione!


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Calcio scommesse: Monti propone la sospensione del calcio per due anni.
post pubblicato in ALTRO, il 29 maggio 2012


Ansa
Anche il presidente del consiglio Mario Monti prende posizione sul calcio in merito all’ultimo scandalo - calcio scommesse.
“Mi chiedo se gioverebbe a tutti quanti quelli che seguono questo sport se per due o tre anni ci fosse una totale sospensione di questo gioco”. Queste le parole del premier pronunciate a titolo personale e non politico.

Non posso che essere d’accordo, non tanto perché il calcio non lo seguo, ma perché, ormai, è diventato un business per le società e i calciatori, almeno nelle serie A. Inoltre, considerare sport un’attività che si basa esclusivamente sulla competizione - perdendo il principio primo dello sport stesso che, prima d’ogni altra cosa, è attività fisica per il benessere dell’individuo - fino al punto di creare un “mercato” per accaparrarsi i migliori giocatori, ci vuole un grande lavoro di fantasia.
La bella frase: importante è partecipare, nel calcio, ormai, è solo ipocrisia perché si gioca per vincere e si fa di tutto pur di vincere.

Certo, si può dire che anche in altri sport si gioca per vincere e guadagnare, ma solo il calcio, almeno per il momento, ha toccato punte di disonestà, amoralità e illegalità, causate, appunto, dall’essere un business, che in altri sport non sembra esistere.

L’aver ridotto uno sport che, di per se come gioco, è uno tra i migliori perché insegna, in modo particolare ai giovani, il gioco di squadra attraverso cui s’impara a cooperare con i compagni e a rispettare gli avversari, un campo di battaglia, significa aver inserito nel gioco gli aspetti più negativi della società civile.

Sospenderlo non significa solo eliminare il business e tutti gli intrallazzi inerenti, ma anche ripristinare quei valori tipici dello sport andati persi.

Naturalmente, le parole di Monti rimarranno tali, basta leggere la reazione degli interessati per capire le difficoltà che incontrerebbe una decisione simile.

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E’ nata la nuova monarKia politica
post pubblicato in ALTRO, il 18 maggio 2012


 Il Fatto Quotidiano
Possiamo anche essere assuefatti agli sprechi, ai trota che percepiscono paghette da migliaia di euro mensili, agli intrallazzi dei partiti ecc. in fondo, diciamo o pensiamo, prima o dopo tutto viene a galla, il che è vero - ma solo in parte.
Quello che non può venire a galla, per il semplice motivo che è già a galla, nel senso che viene fatto alla luce del sole, ci lascia però l’amaro in bocca ( e tanta rabbia) proprio per la sua visibilità immediata.
Sembra che i politici d’ogni specie, ci tengano a farci notare la differenza sociale, a mettere in mostra la loro ricchezza in spregio al fatto che deriva da noi sia perché noi li eleggiamo sia perché noi li manteniamo.

L’esuberanza del loro agire supera alla grande ogni decenza civile al pari dei monarchi che, un tempo, non si preoccupavano minimamente di coloro che producevano la loro ricchezza e che trattavano come inferiori.
La tracotanza di certi comportamenti è la riprova della loro presunzione d’essere una specie chiamata a dominare. Una specie eletta non più dal popolo ma da qualche divinità, anche se ancora da inventare.

Il caso in questione riguarda la boss del Lazio, Renata S-Polverini che per festeggiare il suo compleanno ha organizzato un party in uno dei più rinomati ristoranti di Roma con 300 invitati tra politici nazionali e locali e personaggio d’ogni tipo. Invitati arrivati anche con le auto blu dello stato (politici) e con un look rigorosamente in linea con i desideri della boss.

C’è da chiedersi da dove vengano i soldi spesi. Ma questo, pur essendo un aspetto importante, non lo è di fronte all’immoralità dell’evento.

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Il vuoto dell'essere
post pubblicato in ALTRO, il 11 maggio 2012


Suonano nella notte, violini crudeli.
Languide melodie, note rapaci alzano
nel cielo tenebroso, cieco di stelle e luna;
nella notte sovrana, solo il silenzio regna.

E’ questa l’ora greve ove sogni naif mutano,
- lievi pensieri sordi dentro in-consistenti,
plastificate, vane teorie inconcludenti -
nel corso degli eventi, la storia visionaria.

E’ nel silenzio solo che l’essere trasuda
miriadi pensieri, silenziosi ricordi,
in spirali affannose, cercando soluzioni
meccaniche, dal fuoco forgiate nell’umido

suono che, nella notte, intrepido s’innalza
nel vuoto assoluto della mente demente.
E nel sogno che incalza, porte s’aprono buie
sul deserto che muta l’immagine del mondo.

E solo allora, i violini tacciono.     

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Monti, le armi e la delegittimazione del parlamento.
post pubblicato in ALTRO, il 10 maggio 2012


Presidente Monti a quando la relazione sull’export di armi italiano?

Come si sa, l’Italia è uno dei maggiori esportatori di armi nel mondo.
Purtroppo, dette armi vengono esportate anche in luoghi ad alta tensione sociale.
Questo si sa, quello che, forse, molti non sanno, è l’esistenza di una legge - la 185/1990 - che obbliga il consiglio dei ministri a presentare, tutti gli anni entro fine marzo, una relazione sull’esportazione di armi nel mondo. Bene, il governo Monti, quest’anno, a disatteso tale obbligo non presentandola.
Inoltre, Per recepire una direttiva dell’Unione europea che intende facilitare i trasferimenti intra-comunitari di sistemi militari, il Consiglio dei Ministri ha definito e presentato al Parlamento un disegno di legge che delega al Governo un’ampia riforma della legge 185/1990 – commenta Maurizio Simoncelli vicepresidente di Archivio Disarmo. “In questo modo si toglie al Parlamento quella funzione legislativa che lo qualifica: non dobbiamo dimenticare che la legge 185/1990 è il frutto di un intenso lavoro durante due legislature attraverso il costante confronto e con la partecipazione della società civile”. Il che significa, oltre alla delegittimazione del parlamento in termini legislativi su una questione importantissima come le armi e la loro esportazione, l’impossibilità, per i cittadini, di conoscere la reale politica estera del governo.

Insomma, il governo, cosiddetto tecnico, sta cercando di interferire su quelle che dovrebbero essere le prerogative del parlamento togliendogli la competenza del controllo sull’esportazione delle armi. Inoltre, se questa legge dovesse passare, diverrebbe un precedente per dare ai governi futuri la possibilità di delegittimare il parlamento su altre competenze.
Questo tentativo era già stato fatto da Berlusconi con la proposta della legge sul premiarato che prevedeva più poteri, ovvero, più competenze al premier, togliendoli al parlamento.

Questo indica anche la continuità del governo Monti con il governo Berlusconi.

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Primo Maggio: poesia senza tempo.
post pubblicato in ALTRO, il 5 maggio 2012


Immobili nel cielo, grigie e nere,
in questo primo Maggio desolato,
le nubi, di presagi tristi alfiere,
risvegliano nell’animo il soldato

che fummo un tempo; custodi leali  
di solidi principi libertari,  
e degli umani diritti sociali;
non più, in casa nostra visionari.

Come vele, Immobili  senza vento,
ascoltiamo discorsi senza senso
da colore che un tempo, con fermento,
ci arringavano contro lo scompenso,

per raggiungere ciò che ora abbiamo.
Ora anche loro complici coscienti
del sistema che un tempo rifiutammo
ci convincono d’essere i perdenti.

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Petizione MAI PIU' COMPLICI. Contro i femminicidi.
post pubblicato in ALTRO, il 29 aprile 2012


Firma la petizione

A:Società civile, Parlamento, Consiglio dei Ministri

Mai più complici


Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà.


E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà.


Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla.


Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle Donne

 


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La bandiera.
post pubblicato in ALTRO, il 27 aprile 2012


E’ in questo cielo azzurro che s’innalza,
sventolando, la triplice bandiera.
Carica di ricordi tristi s’alza;                        
leggero dolce vento di primavera.

Dal tempo che remoto fu s’avanza,
- mai più nel buio sarà prigioniera! -
con sicurezza e solenne baldanza,
di tristi foschi ricordi foriera.

Della speranza di verde vestita,
d’un popolo gagliardo è messaggera!
Da pace e purezza nasce la vita.

Del sangue rosso d’eroi intrisa,   
la codardia vigliacca ripudia                     
di quanti nel tempo l’hanno derisa.

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Far west italiano
post pubblicato in ALTRO, il 15 gennaio 2012


Ansa - MILANO, 15 GEN - Un extracomunitario di circa 30 anni, pare di nazionalita' albanese, e' stato ucciso la scorsa notte a colpi d'arma da fuoco a Casorate Primo, nel Pavese.
Secondo le prime informazioni un killer lo avrebbe inseguito per strada, nella zona di piazza S.Maria, sparandogli sette colpi di pistola calibro 7.65, che lo hanno raggiunto all'addome. L'uomo e' stato trasportato in ospedale dal 118 dove pero' e' deceduto. Indagano i carabinieri.

Inseguito e ucciso per strada come un cane. Naturalmente si dovrà verificare che non sia un regolamento di conti tra criminali o se invece sia un altro omicidio a sfondo razziale.
Ma il fatto in se è, comunque, inquetante perché dimostra che non esiste nessuna sicurezza per le strade italiane

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Vita
post pubblicato in ALTRO, il 19 dicembre 2011



Fiore sul ramo,
la farfalla leggera
ridona vita.

È chiara l’alba,
si rinnova la vita
nel cielo limpido.

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Ancora Bossi … purtroppo.
post pubblicato in ALTRO, il 20 maggio 2011


           

"Il progetto di Pisapia non è compatibile con una Milano decente. Vuole trasformare Milano in una zingaropoli, fare la moschea più grande d'Europa... Sono cose incompatibili con Milano"." FONTE

 

Tra le tante DISCORDANTI affermazioni di Bossi ho scelto questa perché, a mio avviso, rispecchia con molta chiarezza la sua incompatibilità con le sue stesse idee federaliste basate sulla gestione DEL POPOLO SOVRANO del territorio.

Nel momento in cui è lui a decidere cosa è compatibile per Milano, decide anche per i milanesi che dovranno subire le decisioni del vertice.

Al proposito si veda la legge sulla privatizzazione dell'acqua; la lega l'ha accettata dopo aver sostenuto che l'acqua, come bene pubblico, deve rimanere pubblica. O la legge sul ritorno al nucleare dove il comune di Milano non ne vuole sapere di centrali sul suo territorio.

 

Chiaro che ognuno può esprimersi e agire come vuole, anche in contraddizione con se stesso. Ciò non toglie che, prima o dopo, anche i più sprovveduti s'accorgono che, al di la delle belle parole ridondanti, l'obiettivo di fondo, primario, non è la libertà all'autodeterminazione dei popoli - concetto di cui la lega dice di farsi carico - ma l'incanalamento del popolo stesso entro schemi preordinati dove esso nulla può decidere: ne la sua autodeterminazione ne la gestione del territorio perché già decisa dai vertici sia nei modi che nei tempi.

 

L'incompatibilità del progetto di Pisapia, qualora lo fosse davvero o, comunque, il popolo lo ritenesse tale, sarà decisa dal popolo al ballottaggio. Saranno i milanesi a decidere, col voto, se accettare la costruzione delle moschee e la presenza ORGANIZZATA - cosa che il centro destra e, in primis, la lega, non sono mai riusciti, o non hanno voluto, organizzare - dei Rom sul loro territorio.

Le elezioni democratiche servono anche come verifica dei programmi politici dei partiti.


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Basta con lo spreco alimentare, per nutrire il mondo
post pubblicato in ALTRO, il 11 maggio 2011


 Lo studio "Global Food Losses and Food Waste", commissionato dalla Fao allo Swedish institute for food and biotechnology (Sik) presentato in occasione di "Save the food!", il congresso internazionale che si terrà a Dusseldorf il 16 e 17 maggio nell'ambito della fiera dell'industria d'imballaggio, Interpack2011, conferma un dato indecente in un mondo nel quale un miliardo di esseri umani soffrono la fame: «Circa un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano, grosso modo 1,3 miliardi di tonnellate, va perduto o sprecato».  continua

           


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Le province e la loro soppressione.
post pubblicato in ALTRO, il 24 gennaio 2011


Nel 2010 si è discusso tanto della possibilità di sopprimere le province e come sempre succede ci sono i pro e i contro. Ovvio e scontato il contro della lega che, essendo sostenitrice del federalismo, non poteva certo condividere l'idea - anche se nata dalla "necessità" di ridurre le spese e, di conseguenza, proposta dal ministro dell'economia Tremonti ,della lega, e che dovrebbe essere sostenuta dal ministro delle semplificazioni Calderoli ,anch'esso della lega - considerando che il federalismo a come base proprio l'autonomia del territorio.

 

A parte ciò, a cosa servono le province e quale guadagno si ricava nella loro soppressione?

 

Le province, come scritto nel titolo V della costituzione art. 117: "La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite." dunque, i comuni, le province e le regioni fanno parte dell'assetto istituzionale e, come si legge (è comunque utile leggere tutto il titolo V perché riguarda la modifica fatta nel 2001 collegata al federalismo), la base è, oltre all'autonomia, la divisione delle deleghe ovvero, lo snellimento delle procedure. Perciò, le province, al pari dei comuni e delle regioni hanno il ruolo di agevolare il rapporto tra cittadino e stato.

Detto questo, anche sopprimendo le regioni, i costi o non diminuiscono perché, comunque, nella maggior parte delle situazioni territoriali, e in modo particolare quelle montane, si dovrebbero aprire uffici regionali per agevolare il rapporto - Tanto per fare un esempio: il cittadino dell'alta bergamasca (i paesi montani), qualora avesse bisogno di documenti attualmente di competenza della provincia, se dovesse richiederli alla regione dovrebbe recarsi a Milano dovendo sobbarcarsi un viaggio anche di un centinaio di Km, a meno che, la regione non apra gli uffici a Bergamo -, o vengono addebitati al cittadino sia in termini di liquidi sia di tempo. Non mi sembra che ci sia un risparmio.

Da notare che, in Trentino e in Alto Adige, province completamente montane, per agevolare i rapporti tra stato e cittadini ci sono già da tempo uffici regionali e provinciali nei principali comuni delle rispettive regioni.

Pertanto, con la loro soppressione si aggraverebbe sia il costo che il rapporto.

La proposta per ora è stata accantonata, ma se dovesse ripresentarsi e accettata, non credo che i cittadini ne trarranno vantaggio.

 

Il federalismo, come scrivevo sopra, ha come base l'autonomia del territorio, e questo serve per poterlo gestire al meglio. Perciò mi chiedo: chi più dei residenti conosce i problemi inerenti alla gestione del territorio?

Questa domanda non significa che ogni comune o provincia o regione possa agire indipendentemente dalle leggi  dello stato o al di fuori delle regole costituzionali, anzi, è proprio per dare maggior valore ad esse che gli enti locali devono avere la possibilità di agire con un certo margine di libertà e indipendenza economica diversificando cosi le interpretazioni di modo che la costituzione si auto evolva in modo spontaneo. Per fare ciò, invece di sopprimere le province bisognerebbe incentivarle all'autonomia e alla cooperazione tra esse e tra i comuni e regioni. Non trovo sbagliato istituire una camera degli enti locali, anche se la proposta riguarda solo le regioni.

Non serve a nulla - o, sarebbe meglio dire che serve solo al potere centrale - il federalismo fiscale senza quegli strumenti di autonomia che delegittimino il controllo fiscale dello stato perché le tasse, in un sistema federale devono essere suddivise tra gli enti locali e lo stato; non può essere lo stato a decidere chi e quanto debba avere.

 

Per concludere, credo che gli enti locali, in una federazione, debbano essere il centro e non la periferia.

Federmeccanica propone la possibilità che il contratto aziendale sia sostitutivo di quello nazionale.
post pubblicato in ALTRO, il 20 gennaio 2011


Mentre a Pomigliano, dopo la firma del contratto aziendale che ha dato origine alla "riforma" fiat, continua la cassa integrazione per 2400 dipendenti, a Mirafiori i si vincono con uno scarto minimo determinato dagli impiegati e dirigenti e Bonanni aspetta i finanziamenti, la Federmeccanica, attraverso Il direttore generale Roberto Santarelli, propone di sostituire il contratto nazionale con quello aziendale.

L'idea è quella di modificare la riforma del modello contrattuale del 2009 prevedendo la possibilità che ''il contratto aziendale sia sostitutivo di quello nazionale". Questo significa che la contrattazione di categoria a livello nazionale andrà a scomparire, e non solo per le grandi aziende, come sostiene il direttore generale di Federmeccanica, ma anche le piccole perché avranno maggior interesse ad uscire dal contratto nazionale.

Superfluo dire che l'attuale politica di Federmeccanica, attuata sulla scia di quella fiat, ha come unico scopo l'eliminazione del contratto nazionale e il superamento dello statuto dei lavoratori di cui il contratto nazionale ne è parte integrante per la gestione dei diritti. È altrettanto superfluo dire che le piccole e medie aziende, con l'eliminazione del contratto nazionale, avranno più libertà di manovra nei confronti degli operai che si troveranno a dover contrattare senza una base comune con le altre aziende. Base comune che serviva da collante per una politica sindacale unitaria. Se dovesse passare la linea di Federmeccanica, il mondo del lavoro si troverà frazionato data la difficoltà, e forse l'impossibilità, di creare un movimento unitario utile affinché non si creino situazioni di "benessere" (fiat?) da una parte e di povertà dall'altra in un sistema di "enclave" dove ogni azienda è, sul piano dei diritto del lavoro, stato a se.

La contrattazione aziendale è sempre esistita come integrazione di quella nazionale al fine di permettere la sua applicazione tenendo conto delle esigenze delle singole aziende senza però retrocedere dai diritti acquisiti in quello nazionale. Oggi, però, è possibile grazie all'accordo quadro del Gennaio 2009; accordo non sottoscritto dalla CGIL.

Questo significa che gli attuali contratti della fiat hanno origine dall'accordo quadro e che lo sviluppo dei rapporti di lavoro non riguarderà solo la fiat o la Federmeccanica ma tutto il mondo del lavoro.

La dove il governo di centrodestra ha fallito (modifica dello statuto dei lavoratori, in particolare l'art. 18 - regolamentazione dei licenziamenti) ci sta riuscendo l'azienda che, con la scusa della crisi e della globalizzazione, sta riportando la contrattazione a un livello privatistico,  ovvero, al di fuori dei principi base definiti dallo statuto.

 

Non per niente, il ministro Sacconi, e con lui il governo, a salutato sia gli accordi fiat sia la proposta di Federmeccanica, come l'inizio di una nuova era nei rapporti tra industria e lavoro.

Sacconi afferma che il contratto aziendale ''non solo e' equiordinato a quello nazionale, ma ne è per certi versi sovraordinato perché è più prossimo ai lavoratori'', e ancora  ''Non e' tanto deroga al contratto nazionale, ma legittima uscita da esso che sarà sempre più cornice essenziale. Nella dimensione aziendale, proprio in ragione della prossimità, si producono accordi che definiscono un migliore equilibrio di dare e avere tra le parti. Sacconi auspica che adesso ''si apra una stagione di relazioni industriali più semplici, più adattive, senza che si debba parlare di maggiore o minore democrazia a seconda dei meccanismi di rappresentanza''. Dopo l'accordo Fiat, l'avviso comune sullo statuto dei lavori e' più vicino. ''Rappresentanza, partecipazione, statuto dei lavori, la stessa definizione dei modi di promozione dello sciopero per isolare l'abuso di minoranze estreme, possono dare luogo ad accordi e, solo ove le parti lo richiedano, a mirati interventi legislativi''.

 

Come si può leggere, l'intento è quello di regolare il rapporto tra le parti a partire da un presupposto ben preciso: modificare, annullandoli, i diritti dei lavoratori. E per poter usufruire del diritto al lavoro, sarà necessario accettare i principi dettati dal datore e accettati dai sindacati firmatari.

Fabio Fazio e i movimenti per la vita.
post pubblicato in ALTRO, il 29 novembre 2010


Dopo la trasmissione "vieni via con me" dove hanno parlato la sig.ra Mina Welby - moglie di Piergiorgio Welby, morto per sua libera volontà (dopo una lunga e dolorosa malattia e altrettanto lunga battaglia per il diritto a scegliere di morire per chi, come lui, si trova ad affrontare una malattia di cui la medicina nulla può fare - e Beppino Englaro - padre di Eluana Englaro rimasta in coma per 17 fino alla morte (per decisione del padre) sopraggiunta a seguito dell'interruzione della nutrizione artificiale che la teneva in vita - raccontando due storie che, pur nella loro diversità, hanno in comune il tema etico/morale  sul fine vita, si è innescata una polemica sul diritto di contraddittorio; i movimenti per la vita si sono fatti sentire sostenendo che in un problema tutti hanno il diritto a esprimere la loro opinione e che se la trasmissione a mandato in onda un'opinione (quella del diritto a morire) si deve allora mandare in onda anche l'opinione di quelli che sostengono il diritto alla vita.

Fazio, conduttore del programma insieme a Roberto Saviano, replica che accettare la replica significherebbe accettare l'idea che la puntata sia stata a favore della morte, il che non è vero.

 

Mi sembra che sia Fazio sia i movimenti per la vita non abbiano capito, loro stessi, il significato dell'avvenimento.

Da una parte Fazio sbaglia a non ospitare opinioni diverse. Non si tratta di ospitare un qualche movimento che, per sua natura, volente o nolente, è politico, ma storie individuali di persone che hanno vissuto, o stanno vivendo, la stessa esperienza (di avere o aver avuto una persona in famiglia con una malattia che l'avrebbe portata alla morte o in coma) vissuta, però, con un altro sentimento.

Dall'altra, i movimenti della vita sbagliano a credere di avere il diritto di replica a un evento che trattava si un tema a loro caro, ma che nella trasmissione è stato affrontato in modo individuale, cioè slegato dai problemi politici inerenti al tema. Inoltre, chi propone il fine vita lo fa senza impedire a nessuno di agire secondo il proprio volere a differenza di loro che col loro comportamento obbligano tutti a conformarsi anche se non condividono.

 

Non credo che la ragione sia dell'uno o degli altri, credo invece che si poteva evitare da ambo le parti una polemica su un problema così delicato. Un problema che andrebbe affrontato in modo pacato e laico, evitando di dare a altri la possibilità di strumentalizzare situazioni che, già di per se, sono dolorose per chi le affronta al di là delle soluzioni che adottano.

 

Quello dell'eutanasia e del testamento biologico sono problemi che, probabilmente, non si risolveranno mai essendo etici perciò soggetti alle idee di ognuno.

ansa

corriere



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Silvio Special
post pubblicato in ALTRO, il 26 settembre 2010


Un po' di ironia non guasta.

L'ho trovatosu netlog

Buona visione

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Eroismo e guerra
post pubblicato in ALTRO, il 10 agosto 2010


La morte degli otto volontari della ONG International Assistance Mission lascia esterrefatti. Di fronte a comportamenti di una violenza cosi inaudita, vien da pensare che l’essere umano sia l’unico essere vivente capace di tanto e pertanto l’unico essere fuori posto sul pianeta.

Questo eccidio, l’uccisione di persone a sangue freddo non può che esserlo, purtroppo, va ad aggiungersi ai tanti accaduti dopo l’ultima guerra mondiale; guerra che, a causa della crudeltà con cui era stata condotta, avrebbe dovuto mettere le basi a una riflessione costante sui modi di condurre le divergenze tra i popoli. Ma cosi non è stato! Questo episodio non è che uno dei tanti noti e non noti (vedi i documenti segreti svelati di recente da Wikileaks su come conducono la guerra gli USA in Afganistan) commessi dalle parti in guerra.

Di eccidi, nella seconda metà del secolo scorso e in questo scorcio del nuovo ne sono stati commessi tantissimi e a farne le spese, anzi, se si chiamano eccidi e proprio per questo,  sono sempre i più deboli che con la guerra magari neanche c’entrano o chi, come nel caso dei volontari, si adopera per aiutare chi si trova nel bisogno senza distinzione di bandiera.

Dire che la guerra andrebbe bandita sarebbe retorico – d’altra parte, per fermare i contendenti in armi servono armi. Dire che bisogna trovare soluzioni pacifiche ai problemi, forse, lo è altrettanto, almeno finché il mondo è diviso e a decidere le politiche nazionali sono gli interessi particolari siano essi economici, ideologici o religiosi.

Ma, al di la di questo, ciò che lascia esterrefatti è il continuo utilizzo dei cosiddetti “segreti di stato” utilizzati per nascondere ai popoli, non solo le azioni, ma anche la vera essenza delle guerre; quegli stessi popoli che, periodicamente, vengono chiamati a commemorare le vittime delle guerre e che, con discorsi “roboanti” , li si invita a vigilare affinché il mondo non ricada in quegli orrori come se gli orrori riguardino un passato lontano e che non si è più verificato proprio grazie alla vigilanza. A ciò va aggiunto il continuo richiamarsi a valori storico/nazionali che invece di avvicinare, allontana i popoli e li pone in una situazione di conflittualità permanente che viene utilizzata proprio per giustificare le guerre.

Se da una parte si cerca di creare una cultura “globale” per il bene di tutti, dall’altra si opera in modo che detta cultura si verifichi esclusivamente a favore degli interessi particolari e non delle popolazioni; si afferma che l’economia è globale e pertanto le vecchie regole non valgono più e che bisogna allargare il proprio orizzonte d’azione, e, allo stesso tempo, si afferma che i popoli devono stare entro i loro territori e, se si spostano, devono “integrarsi” – cioè diventare – nella cultura che li ospita. Questo significa che la globalizzazione, invece di essere intesa come dibattito aperto tra le diverse culture – il che presuppone il mescolarsi dei popoli affinché possano dialogare che a sua volta presuppone l’apertura, o la loro definitiva eliminazione, delle frontiere –, viene intesa unicamente come possibilità degli interessi particolari di commerciare (o rapinare?) liberamente dettando le loro leggi (con la costituzione in loco di governi a loro asserviti) anche la dove vige un diverso modo di intendere l’economia. I popoli, anzi, vengono tenuti all’oscuro dei mezzi usati.

Gli eccidi perpetrati da ambo i contendenti dovrebbero, secondo le intenzioni dei fautori, essere vissuti dalle popolazioni dei rispettivi paesi come azioni lesive della loro libertà e non come atti criminali.

Essere uccisi in terra straniera a causa di guerre che non si condivide o essere uccisi in terra nostra a causa di politiche dissennate, non implica nessun eroismo. Implica, invece, un continuo martirio delle popolazioni e individui coinvolti che, loro malgrado, si trovano ad affrontare situazioni estreme per scelte altrui.

Si potrebbe obiettare che i volontari conoscono la situazione dei paesi dove operano e, pertanto, anche i rischi, e ciò è vero. Ma se si considera che, dell’intera popolazione mondiale, solo una piccola parte condivide la guerra, ne consegue che i volontari, operando in quei luoghi, danno testimonianza della loro fede nella libertà dei popoli e nella pace tra essi e non come portatori di valori non condivisi dalle popolazioni di quei territori. In tal caso li si può considerare antieroi e … martiri.

Essere per la pace significa rifiutare la guerra, cercare di fermarla con metodi pacifici, implica un impegno a cui, chi vi partecipa, lo fa in considerazione dell’inutilità della stessa. Cosi agendo, rifiuta anche tutto ciò che ne deriva: l’eroismo, oltre agli onori e la ricchezza.

Per concludere, non esistono eroi!!!!!!!


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AVVISO
post pubblicato in ALTRO, il 25 giugno 2010


Dal 26/6 al 22/7 sarò in ferie.
Ringrazio tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere i miei post e auguro a tutti buone vacanze.

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Freedom Flotilla: Petizione, dichiarazione Ashton e solidarieta' coo
post pubblicato in ALTRO, il 29 maggio 2010


DA FAR GIRARE

Da action for peace Palestina-Israele

Raccolgo a seguire alcune informazioni sulla flotta di 8 navi che si
dirige in queste ore verso le coste della Striscia di Gaza.
Nathan Never

*Petizione della rete romana di solidarietà con il popolo palestinese

*
Questa lettera, già firmata da oltre 40 associazioni e quasi 200 privati
cittadini, è stata inviata a tutti i parlamentari italiani. Continuiamo
a raccogliere firme per dimostrare il nostro sostegno alla popolazione
di Gaza, per la fine dell'occupazione della Palestina. Allarghiamo le
braccia per trasportare la Freedom Flotilla sana e salva fino a Gaza!
------------------------------------------------------------------------
In questi giorni sta salpando dai porti di Irlanda, Turchia e Grecia,
alla volta di quello di Gaza City una flotta di otto navi che
trasportano materiali da costruzione, impianti di desalinizzazione
dell'acqua, impianti fotovoltaici, generatori, materiale per la scuola e
farmaci da consegnare alla società civile palestinese. Si tratta di
un'azione di alcune organizzazioni e reti di solidarietà internazionale,
necessaria per la sopravvivenza della popolazione di Gaza, che da più di
tre anni vive sotto un assedio asfissiante, priva di generi di prima
necessità e dei materiali indispensabili per ricostruire un territorio
martoriato dall'operazione "piombo fuso" dell'esercito israeliano, che
ha causato oltre 1400 morti, tra cui 400 bambini, e più di 5000 feriti
dovuti anche all'uso di armi proibite dal Diritto Internazionale, quali
l'uranio impoverito ed il fosforo bianco.

Il governo israeliano ha dichiarato che impedirà in tutti i modi
possibili (anche con la forza se necessario) l'arrivo delle navi e la
consegna dei materiali. Se ciò avvenisse sarebbero in pericolo anche i
600 passeggeri di oltre 40 nazionalità che sono imbarcati sulle navi.

Per evitare che ciò avvenga, e permettere che le navi possano consegnare
il materiale, chiediamo:
a) una chiara e pubblica presa di posizione delle forze politiche, dei
parlamentari, degli uomini di cultura e dell'associazionismo che
prevenga una ulteriore azione del governo israeliano condotta in spregio
alle leggi che regolano il diritto internazionale e la convivenza civile
dei popoli
b) che l'Italia eserciti una forte pressione politica e diplomatica sul
governo israeliano affinché non ostacoli l'arrivo della flotta al porto
di Gaza City, ripetendo, in acque internazionali, le azioni di pirateria
già effettuate in analoghe circostanze negli scorsi anni.

Il silenzio che nel nostro Paese circonda le sofferenze inflitte alla
popolazione di Gaza e l'assenza di attenzione verso le iniziative
umanitarie di associazioni e comitati di solidarietà è inaccettabile e
colpevole.

Le dichiarazioni del Governo Israeliano sono state esplicite, ora voi
sapete. Questa volta confidiamo nella vostra iniziativa.

*e' possibile firmare la petizione a questo link:
http://www.firmiamo.it/flotta-per-gaza
*

Maggiori informazioni sulla Freedom Flotilla a questi link

Breve servizio tg3 del 28/05/2010:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-57237cce-2fae-43cf-839e-d\
cd0bcb46deb-tg3.html?p=0


Italiano
http://www.witnessgaza.com/it/
http://zeitun.ning.com/ (news nelle colonne di destra e sinistra)
http://www.firmiamo.it/flotta-per-gaza

Inglese
http://www.freegaza.org/
http://gazafreedommarch.org/cms/en/flotilla.aspx
http://www.witnessgaza.com/


*Dichiarazione del nuovo Ministro degli Affari Esteri dell'Unione Europea sulla
Freedom Flotilla*:
(originale in inglese allegato)

'UNIONE EUROPEA, Brussel, 28 Maggio 2010

Dichiarazione della Portavoce Ufficiale Catherine Ashton, relativa alla flotta
in navigazione verso Gaza.

La Portavoce Ufficiale degli Affari Esteri e delle Politiche per la Sicurezza
dell'Unione Europea e Vice Presidente della Commissione, Catherine
Ashton, ha reso oggi la seguente dichiarazione :

"Esortiamo con fermezza tutti i preposti ad agire con alto senso di
responsabilità e a lavorare per una risoluzione costruttiva.

L'Unione Europea è seriamente preoccupata per la situazione umanitaria a Gaza.

La politica di chiusura continuativa è inaccettabile e politicamente
controproducente.

Vorremo reiterare la richiesta dell'Unione Europea per una immediata,
ininterrotta e incondizionata apertura del passaggio degli aiuti umanitari, dei
prodotti commerciali e delle persone in uscita e in entrata a Gaza. "


*Break the siege - welcome to gaza*

Un gruppo di operatori umanitari e cooperanti italiani e di altre
nazionalità che vivono e lavorano nella Striscia di Gaza danno il
benvenuto alla Freedom Flottilla, il convoglio di 9 navi che intende
rompere l'assedio di Gaza, con un enorme striscione con la scritta
"break the siege" esposto di fronte al porto.

La Freedom Flotilla trasporta oltre 10,000 tonnellate di aiuti
umanitari, tra cui cemento, medicine, generi alimentari, e altri beni
fondamentali per la popolazione di Gaza, e oltre 700 passeggeri di 40
nazionalità.

Dal giugno 2007 la Striscia di Gaza e' sotto assedio: l'esercito
israeliano che controlla i confini blocca il passaggio di merci e
persone, permettendo l'entrata di un quantità molto limitata di aiuti
umanitari e rendendo la Striscia di Gaza una prigione a cielo aperto per
1,5 milioni di abitanti.

Dati della Nazioni Unite affermano che oltre il 60% della popolazione
della Striscia di Gaza e' a rischio di sicurezza alimentare. Israele non
permette l'ingresso di cemento, fondamentale per la ricostruzione di
Gaza dopo i danni e le distruzioni provocate dall'operazione Piombo
Fuso, che ha causato la morte di 1.400 persone.

Il governo israeliano in risposta all'azione della Freedom Flottilla ha
dichiarato che a Gaza non e' in atto una crisi umanitaria.

Questo contraddice tutti di dati delle agenzie delle Nazioni Unite e
delle organizzazioni internazionali, come sanno bene coloro che lavorano
in progetti di assistenza alla popolazione di Gaza.

Sono significative le parole della rappresentante della politica estera
dell'Unione Europea Catherine Ashton quando afferma "che l'Unione
Europea e' profondamente preoccupata dalla situazione umanitaria di
Gaza. La continua politica di chiusura e' inaccettabile e politicamente
controproducente. Bisogna arrivare ad una risoluzione costruttiva per un
immediata, sostenibile ed incondizionata apertura dei valichi per il
flusso degli aiuti umanitari, dei beni commerciali, delle persone per e
da Gaza."

Per questo diamo il benvenuto alla Freedom Flottilla che con la propria
azione ribadisce al mondo intero una inconfutabile verità: la Striscia
di Gaza e' sotto assedio ed e' necessario rompere l'assedio.





[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

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Moratti, la clandestinità e la delinquenza
post pubblicato in ALTRO, il 13 maggio 2010


Una frase basta a volte a definire il pensiero di una persona. È il caso del sindaco di Milano che, al convegno ”per un’integrazione possibile” tenuto all’Università Cattolica ha detto:
"I clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono".
La frase è stata poi negata dallo stesso sindaco.

Nell’intervista seguita al suo intervento, alla domanda di chiarimenti, il sindaco risponde: "Io non ho detto che chi è clandestino è criminale, ho fatto presente che il Comune di Milano sta portando avanti una politica fatta di assistenza, solidarietà, integrazione, con tantissimi fondi dedicati a questo percorso di sostegno e aiuto a chi, nel nostro Paese, ha scelto di vivere in maniera regolare".

Già la forma della frase e della successiva precisazione è un segno di confusione; il “clandestino che non lavora ecc.”,  ma il clandestino, di per sé, se lavora, lo fa in nero, questo perché qualcuno – il vero delinquente – non lo regolarizza, cioè lo fa lavorare al di fuori della legge.
continua a leggere qui
Chiesa e pedofilia
post pubblicato in ALTRO, il 15 aprile 2010


Si fa un gran parlare, in questi giorni, di pedofilia nella chiesa cattolica, fatti emersi da un lontano passato a causa di denunce dei ragazzi, ormai adulti, che subirono le “attenzioni” dei prelati.
La parola pedofilia  in sé ha un significato diverso da quello comune (dove si indica l'abuso sessuale sui minori), essa deriva dal tema greco pa??, pa?d?? (bambino) e f???a (amicizia, affetto), cioè sentire, provare affetto per un bambino, cosa che qualsiasi genitore sente.
In ogni caso, la pedofilia viene oggi considerata un reato sia perché si coinvolgono minori in attività illecite, sia perché può essere usata violenza sessuale su di loro.. continua a leggere su Amando.it



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Immortalità secondo papa ratzinger
post pubblicato in ALTRO, il 15 aprile 2010


Qui l'articolo da me pubblicato su Amando.it sull'omelia del papa  della notte di pasqua.
buona lettura                                                        



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Brunetta e il bamboccione italiano
post pubblicato in ALTRO, il 18 gennaio 2010


In merito alla decisione del giudice di obbligare un genitore a mantenere la figlia fino a che essa non diventi autosufficente, perciò anche in età adulta - decisione convalidata da un secondo giudice dopo che il genitore aveva interrotto i pagamenti alla figlia adducendo come motivo il fatto che la figlia non si decideva a laurearsi, frequenta l'università ed è fuori corso da otto anni - il ministro Brunetta ha affermato la sua disapprovazione alla decisione del giudice proponendo, addirittura, una legge che obblighi i figli maggiorenni a lasciare la famiglia.
Secondo il ministro, che a sua volta a ammesso di essere stato un "bamboccione", la colpa del fenomeno è da attribuirsi a "un sistema e organizzazione sociale di cui devono fare il «mea culpa» i genitori" e ancora: i bamboccioni ci sono perché si danno garanzie solo ai padri, perché le università funzionano in un certo modo, perché i genitori si tengono i privilegi e scaricano i rischi sui figli. La colpa insomma è dei padri che hanno costruito questa società.

Innanzi tutto, mettere il naso nei rapporti tra componenti di una famiglia è, di per se, un grave errore, significa voler decidere del comportamento dei singoli anche dentro quel nucleo (famiglia) tanto decantato dalla civiltà cristiana, di cui l'attuale maggioranza si è fatta più volte carico, come nucleo base della civiltà da cui tutto deriva, significa annullare proprio il presupposto su cui si basa la stessa civiltà cristiana.

In secondo luogo, vorrei far presente al ministro che, se la colpa è dei genitori, dovrebbe lui stesso, anzi, dovrebbe essere il primo a fare il "mea culpa" dato che fa parte di "quei genitori", non limitarsi ad ammettere di essere, lui stesso, un bamboccione e proporre leggi assurde, ma analizzare meglio il problema.

Magari, se partisse dalla sua stessa esperienza, si potrebbe accorgere delle differenze fondamentali che esistono tra i giovani d'oggi e quelli degli anni sessanta e settanta e forse anche ottanta; differenze che non sono tanto "ideologiche, ma sostanziali quanto pratiche, concrete.

Se negli anni della nostra gioventù, si poteva trovare lavoro, e sempre a tempo indeterminato - bastava chiedere, io personalmente ne ho cambiati 5 - senza problemi, oggi, grazie al nuovo corso iniziato con la "seconda repubblica", trovare lavoro è diventato un problema serio, serissimo, quasi impossibile. Con l'introduzione del contratto a termine, molti giovani hanno perso la sicurezza sul futuro, quella sicurezza economica che a permesso a noi di programmare la nostra vita e, di conseguenza, investire sulla famiglia permettendoci di renderci indipendenti.
Inoltre, l'economia dei primi decenni dopo la seconda guerra mondiale era in espansione - il cosiddetto buum economico - mentre ora, l'economia, anche non considerando l'attuale crisi, sta attraversando, per diversi motivi - che vanno dall'entrata sul mercato di paesi come la Cina e l'India, lo spostamento della produzione in siti dove il costo del lavoro è più basso, il continuo sviluppo delle tecnologie - pur rimanendo "forte", non riesce più a dare lavoro alla massa.
Situazione, questa, che ha messo in difficoltà, in primo luogo, le nuove generazioni, cioè i giovani di cui parla il ministro.
I cosiddetti "bamboccioni" di oggi, non sono altro che il risultato della politica liberista del nuovo corso e non quello delle scelte dei genitori, come vuol far credere il ministro.
In un mondo dove tutto ha un valore economico, inclusi i beni di prima necessità come casa, cibo, vestiti ecc., per potersi rendere indipendenti, al di la delle capacità "casalinghe", ci vogliono i soldi e, purtroppo, sono proprio quello che manca.


 

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SITI VIOLENTI
post pubblicato in ALTRO, il 14 dicembre 2009


ALLEGO IL LINK DI UN GRUPPO SU FACEBOOK CHE INCITA ALLA VIOLENZA.
INVITO CHIUNQUE A SEGNALARLO AFFINCHE' VENGA CHIUSO.
FARE QUESTA AZIONE NON SIGNIFICA LEDERE IL DIRITTO ALLA LIBERTA' MA IMPEDIRE IL DIFFONDERSI DI GRUPPI, SITI, BLOG SULLA RETE CHE NON FANNO ALTRO CHE DARE SPUNTI CONCRETI A COLORO CHE VOGLIONO IMBAVAGLIARLA.
http://www.facebook.com/group.php?v=wall&ref=mf&gid=44613591692#/group.php?gid=44613591692

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 14/12/2009 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per sostenere RUDRA BIANZINO nella sua battaglia per la VERITA', la LEGALITA', lo STATO DI DIRITTO
post pubblicato in ALTRO, il 11 dicembre 2009


Le morti in carcere stanno diventando sempre più numerose (all'8 dicembre  si contano 169 tra suicidi e morti sospette). La causa va ricercata nelle condizioni in cui si trovano gli istituti carcerari, che, incapaci di accogliere tutti i carcerati, si trovano nella "necessità" di "STIPARE" i detenuti in spazi sempre più ristretti e perciò invivibili. Inoltre, molti carcerati sono tali in base a leggi repressive di comportamenti che non comportano nessun rischio sociale - clandestini (in base alla legge sulla criminalità), piccoli furti (potrebbero essere risolti in sede civile), droghe leggere, inclusa la sua eventuale coltivazione (potrebbe essere risolta nelle comunità di recupero) e altre cause che comunque non comportano la necessaria pericolosità dell'individuo che le commette.
Oltre a ciò va considerata la reclusione preventiva per reati, come le droghe leggere, che potrebbero essere considerati benissimo non reati.
Questa situazione porta a disagi estremi che possono portare l'individuo ad azione altrettanto estreme come il suicidio; ma anche le guardie carcerarie, che dovendo sostenere turni di lavoro pesanti, pertanto sottoposte a forti stres, possono avere reazioni violente nei confronti dei carcerati - beninteso, non voglio difenderle, ma la situazione le porta a considerare il carcerato non un individuo da recuparare, come dovrebbe/è nelle intenzioni della legislatura, ma un criminale irrecuperabile, facendo cadere tutte le conquiste fatte in merito negli ultimi decenni.
Il contesto in cui avvengono i suicidi/omicidi di persone incarcerate per reati veramente minimi fanno pensare a una volontà POLITICA di ritorno a un passato dove, la prigione, oltre a essere un luiogo di PENA, è, in primis, una scuola di formazione del criminale.
Affinché, il carcere, sia un luogo di recupero, ha bisogno che il carcerato, e le guardie, vengano inseriti in un ambiente vivibile dal punto di vista sociale. Certo, non può essere come all'esterno, ma se viene a mancare la possibilità di socializzare attraverso un'attività utile poi all'esterno - restare in cella senza svolgere nessuna attività, in compagnia di altri detenuti che, magari, hanno già maturato una delusione nei confronti del carcere, ritenendosi, loro stessi, irrecuperabili, non aiuta certo al recupero, anzi, la possibilità che il carcere diventi una scuola "A DELINQUERE" è molto reale - si creerà necessariamente sia il presupposto per una depressione pschica nel detenuto sia un senso di antagonismo tra guardie e carcerati.
Certo, per costruire un carcere VIVIBILE E COSTRUTTIVO significa un impegno molto maggiore rispetto al carcere tradizionale e i risultati non sempre sono positivi. Inoltre, le risorse, in termini di soldi che di personale, sono alla lunga maggiori e più costose, ma può essere questa una giustificazione al NON FARE? non credo.

Nascondersi dietro a giustificazioni simili significa scegliere la strada più breve ma anche, alla fine, più costosa in termini sia di soldi - costruzione di carceri, maggior numero di guardie - sia in termini di vite umane distrutte.
In modo particolare, ad essere i più esposti sono i tossico dipendenti. Data la loro necessità di assumere droghe, se ne vengono privati, oltre che soffrirne, possono cadere in crisi psichiche che li portano al suicidio.

Le recenti morti sospette non sono le uniche, già in passato si erano verificati fatti simili. Di seguito in breve la storia di Aldo.

Per sostenere  RUDRA BIANZINO nella sua battaglia per la VERITA', la LEGALITA', lo STATO DI DIRITTO

All'VIII Congresso di Radicali Italiani di Chianciano, Rudra Bianzino ci ha raccontato la drammatica vicenda che ha coinvolto lui e la sua famiglia. Rudra, studente liceale, sedicenne, è rimasto solo, senza padre, senza madre.


Il padre, Aldo, nonviolento, artigiano, amante della natura, è morto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2007 in circostanze ancora da chiarire, poche ore dopo l'arresto per coltivazione e detenzione di marijuana. Le cronache parlarono inizialmente di decesso per un malore naturale. Ben presto, si capì, però, che forse le cose erano andate diversamente.


Un primo esame mise in evidenza lesioni agli organi interni, presenza di sangue in addome e pelvi, lacerazione epatica, lesioni all'encefalo, a fronte di un aspetto esterno indenne da segni di traumi. Una seconda autopsia, del novembre 2007, accreditò la tesi della rottura di un aneurisma cerebrale. Pur accettando l'ipotesi del medico legale, si affermò che l'emorragia cerebrale potesse essere stata causata da un forte stress di tipo fisico con improvviso rialzo della pressione.

Prima di ascoltare la testimonianza di Rudra, al congresso radicale è stato proiettato un video con un'intervista delle Iene alla! madre, Roberta Radici. E' probabilmente l'ultimo documento lasciatoci dalla compagna di Aldo. Il dolore ha, infatti, infierito sul suo corpo già malato. Roberta non ce l'ha fatta. Si è spenta affidando a noi l'impegno a chiedere verità e giustizia sulla morte di Aldo.

Domani, 11 dicembre ci saranno Emma Bonino e Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, al presidio davanti al tribunale di Perugia per chiedere che venga fatta piena luce sulla morte di Aldo Bianzino. La mobilitazione, fissata per le 8:30, é organizzata dai Radicali italiani e dal comitato "Verità e giustizia per Aldo" con la partecipazione degli amici di Beppe Grillo di Perugia.

C'é un filo rosso che lega il caso di Aldo Bianzino a quello di Stefano Cucchi, entrambi morti in carcere a causa del proibizionismo. Entrambi i casi dimostrano come il proibizionismo sia il vero crimine di questo paese perché affolla le carceri, crea vittime innocenti, come Rudra.

Vorrei il tuo aiuto per far diventare questo caso nazionale, per chiedere che si parli di proibizionismo, malagiustizia e sovraffollamento delle carceri. Per farlo, abbiamo bisogno del tuo sostegno, clicca qui


http://www.radicali.it/view.php?id=150525 
 

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BRUNETTA E IL COLPO DI STATO
post pubblicato in ALTRO, il 20 settembre 2009


Leggo con non poca apprensione le notizie date da la Repubblica sulle affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta rilasciate al convegno del P.D.L. di Cortina d'Anpezzo.

Egli dice: 
"Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l'opposizione, e questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita". 

La prima frase rende bene l'idea di quanto segue; 

Bene, per il ministro, le rendite editoriali, finanziarie e burocratiche sono di sinistra (leggi comunista poiché, almeno fino ad ieri, tutto ciò che si contrappone al governo è stato definito dallo stesso premier "comunista"). Quando mai le lobby finanziarie, editoriali o burocratiche che siano, sono di sinistra? per quanto ne sappiamo, uno dei maggiori esponenti di queste lobbi, in Italia, è proprio il primo ministro; essendo esso proprietario di un terzo del mondo dell'editoria, supportato da finanziarie che servono anche per le altre attività imprenditoriali di cui è partecipe o in prima persona o attraverso la famiglia (leggi da wikipedia). Da questo si può dedurre l'impossibilità che siano di sinistra, a meno che lo sia anche il primo ministro, ma non credo visto i continui attacchi contro di essa. Di conseguenza, se c'è un attacco al governo, questo viene dal suo stesso presidente.
L'unica ipotesi che si può fare è che l'attacco non è rivolto tanto al governo ma a quanti, nel mondo dell'economia, non si allineano con esso.

Per quanto riguarda le lobby "cinematografiche e culturali" è ovvio che in una società libera ci siano più culture che si confrontano tra di loro, una società libera non può farne a meno. Questo dovrebbe far capire, al ministro, che l'opposizione si attua anche a livello culturale e che perciò, la sua affermazione "non abbiamo visto l'opposizione" è solo il risultato della sua/loro cecità politico/culturale e della loro incapacità di gestire una società multiculturale come quella italiana - che, per altro, loro stessi si ostinano a contrastare con leggi tendenti ad emarginare il diverso.
Inoltre, incolpare la cultura di voler "buttar giù il governo", significa negare ad essa la possibilità di critica politica e sociale, vale a dire che, secondo il ministro, la cultura deve essere fatta di "veline", giochi, varietà e quant'altro utile solo allo svago, che è si necessario, ma che non può sostituire la cultura intesa come conoscenza critica della società. In questo modo si creerebbe una situazione di disinteresse da parte del cittadino verso l'utilizzo di quei mezzi necessari al confronto partecipativo di tutti. Disinteresse che può far comodo solo a chi intende creare le condizioni per un "colpo di stato".

Per finire, il ministro ci mette pure la ciliegina sulla torta rivolgendo alla sinistra "per bene" un invito a liberarsi della "elite di merda" proponendo una lotta di liberazione; da chi? da chiunque non si adegua. 
 
Appello perchè venga cancellata la norma che trasforma l’ingresso irregolare nel nostro paese in un reato.
post pubblicato in ALTRO, il 8 settembre 2009


Sopra, il link per l'appello fatto da "Libertà e Giustizia" affinché: 
1) venga cancellata la norma che trasforma l'ingresso irregolare in Italia in reato.
2) Vengano introdotte negli accordi tra la Libia e l’Italia norme che assicurino sul suolo libico la presenza di operatori internazionali in grado di valutare la legittimità delle domande di asilo presentate dai migranti e di verificare le condizioni della loro ospitalità nei centri predisposti dal governo libico.
3) Vengano introdotte norme e accordi internazionali che liberino da ogni conseguenza penale o economica, come il sequestro del natante, qualunque imbarcazione che presti soccorso in mare a migranti in difficoltà.

Probabilmente, a qualcuno verrà il mal di pancia leggento il post e si chiederà: ancora appelli? ma non si stancano mai questi sinistri? beh, di sicuro l'appello non è rivolto a costoro.

I tre punti sopra sono di fondamentale importanza per una rivalutazione dell'idea di migrazione in termini di diritti degli individui di spostarsi e della necessità di creare una "costituzione" internazionale che definisca, una volta per tutte, la necessità di un rapporto costruttivo tra i popoli non più legato a tematiche "particolari" ma riferito all'insieme di culture che, se anche diverse tra loro, possono essere vissute come momento di sviluppo collettivo.

Continuare a negare tale necessità significa negare la stessa realtà. Con la legge attuale, non solo non si è fermata la migrazione - secondo le testimonianze portate su rai 3 nel programma "presa diretta " risulta chiaro che, i migranti hanno, come ultima alternativa, la fuga dai loro luoghi d'origine, e questo al di la dei disagi (inclusa la possibilità di morire) che sanno dover affrontare - ma è stato innescato un processo di destabilizzazione dei processi di integrazione iniziati in Italia; in molti comuni, l'integrazione, è gia un dato di fatto, molti extracomunitari sono, già oggi, perfettamente integrati, sia come lavoro che come cittadini, la legge, però, in caso di difficoltà a reperire un lavoro, li qualifica come clandestini pertanto, come criminali.

Invito chiunque abbia a cuore la libertà e la libera convivenza dei popoli di sottoscrivere l'appello e di divulgarlo.

Stancarsi di farlo significa arrendersi di lottare usando ogni strumento che la democrazia ci mette a disposizione, almeno finchè possiamo, facciamolo!!!! non lasciamo che il governo che ci rappresenta faccia accordi ingannevoli con dittatori come il leader libico.



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permalink | inviato da verduccifrancesco il 8/9/2009 alle 15:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Fondazione Craxi e soldi pubblici
post pubblicato in ALTRO, il 18 agosto 2009


"Di Pietro, cancro della politica"
Stefania Craxi:"Non è un moralizzatore"
Dura presa di posizione di Stefania Craxi contro Antonio Di Pietro, che ha definito "una porcata estiva" il finanziamento della Fondazione Craxi per il 2009 da parte del ministrero dei Beni culturali. "Di Pietro non è certo nelle condizioni di ergersi a moralizzatore - ha dichiarato la figlia del leader socialista . - E' un cancro della politica italiana e come tale va isolato.

Queste le dure parole di Stefania Craxi in risposta alle parole di Di Pietro pubblicate sul suo blog 
Di Pietro, che nell'articolo critica Il ministro della Cultura Bondi per aver rifinanziato per il 2009, con soldi pubblici, la Fondazione Craxi. Nell'articolo fa riferimento alla politica di Craxi sull'utilizzo "dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace", lamentando il mancato finanziamento ad altre fondazioni come quella di "Pertini, Di Vittorio e D'Annunzio" che non riceveranno un euro.
Si indigna Di Pietro, e noi con lui, ma per motivi diversi.

Quello che lascia perplessi, e che ci dovrebbe veramente indignare, è lo spostamento di capitali la dove, ne sono sicuro, anche qualora si rimandasse, non comporterebbe un danno all'Italia.
L'utilizzo di soldi pubblici, cioè dei soldi che lo stato riceve dai cittadini sotto forma di tasse, dovrebbe/deve, innanzitutto servire per il bene dei cittadini, cioè per quei servizi atti a rendere la vita accettabile per tutti, in modo particolare, i meno abbienti (sanità-lavoro-scuola-casa-ecc.). Certo, si può obiettare che anche la "cultura" è un bene, vero. Però, come in ogni cosa, ci sono delle priorità  e non mi sembra che finanziare fondazioni culturali lo sia, a meno che non facciano ricerca.
Va detto a favore di Di Pietro che, basando parte della sua politica sulla denuncia dei comportamenti "scorretti" che affiggono la classe dirigente (politica e non ) italiana, ci porta a conoscenza, oltre che dei mali, anche dei meccanismi alla base di questi comportamenti, e, considerando che, la "lezione" ci viene data da un esperto (è procuratore), le sue informazione sono tecniche prima che politiche perciò, di sicuro, la signora Stefania Craxi non può sostenere che Di Pietro è un moralizzatore..
Attualmente, la politica dei finanziamenti pubblici, ha come priorità il soddisfacimento di esigenze legate più a interessi particolari - incluse le missioni di "pace" (?),che, in afganistan, si sta avviando sempre più ad essere una guerra vera e propria, poiché comunque devono avere a disposizione un armamentario che ci costerà entro la fine del 2009 28.000.000 di € - che a soddisfare le esigenze reali di quanti pagano le tasse (presupponiamo che siano la maggioranza dei cittadini ) e in modo particolare i lavoratori dipendenti. Quando si tratta di finanziare, come in questo periodo di crisi economica dove migliaia di lavoratori sono costretti in cig e altri, come i precari, neanche quella, si fanno conti su conti senza riuscire a coprire le necessità, mentre quando si tratta di finanziari operazioni, tipo quella in afganistan, vengono finanziate senza problemi ( il 4 agosto è stato approvato un finanziamento di 28.000.000 <LEGGE 3 agosto 2009 , n. 108 .> vedi link  http://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp? redaz=009G0117&datagu=2009-08-06&numgu=181&service=1).
Questo, ci dovrebbe far riflettere quando i governi ci dicono che non ci sono soldi per coprire le necessità primarie tagliando, di conseguenza, i fondi per sanità, scuola, casa, lavoro, forze dell'ordine, ecc. poiché i soldi ci sono, ma vengono usati in nome di non ben identificate esigenze di difesa del cittadino da attacchi interni ed esterni. L'attuale politica italiana tende a creare problemi -come la criminalità comune con la legge sui clandestini, che per essere attuata ha bisogno di potenziare strutture come i Cie e le carceri per far fronte all'aumento degli arresti, o come l'uso delle forze armate in guerre (volute da altre nazioni che vedono nella guerra l'unico modo di risolvere i problemi) che, di per se, non comportano un rischio per l'Italia -, per poter instaurare un clima di insicurezza e che, per fare ciò, ha bisogno di soldi che sottrae ai bisogni fondamentali.
In questo contesto, ogni polemica sulle "fondazioni", diventa sterile; altra cosa, però, sono le polemiche innescate dalla lega poiché fanno parte dello stesso disegno sopra descritto.


Libero-news.it
post pubblicato in ALTRO, il 7 luglio 2009


Oggi, per poter scrivere commenti, mi sono iscritto al quotidiano libero, dopo aver scelto di aprire l'articolo < Il mondo cattolico si mobilita a favore delle colf e nel PdL nasce la fronda per cambiare la legge >, ci clicco sopra e si apre la videata con una parte dell'articolo con in fondo "continua", clicco su continua e si apre la videata, solo che, invece di esserci l'articolo trovo scrtto: 
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ha questo punto clicco su "acquista credito", cambia di nuovo la videata:
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Procedendo con l'acquisto si verrà reindirizzati verso la pagina per completare la transazione con pagamento tramite carta di credito
Importo (euro): (qui si deve cliccare sulla freccia e compaiono due cifre di € 50 e 100).
Praticamente per poter leggere certi articoli bisogna pagare!!! CAPITO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Va bene, uno può anche decidere di pagare, se ha soldi da buttare.
Il ridicolo consiste nel fatto che, all'inizio della trafila, si ha la possibilità di scrivere un commento, cosa che puoi fare solo se leggi tutto l'articolo.
Bella trovata eh.
L'informazione on line dovrebbe essere libera e gratuita!!!!!!!!!!!!!!







Aderisci alla giornata di silenzio per la libertà d'informazione on line
post pubblicato in ALTRO, il 6 luglio 2009


http://dirittoallarete.ning.com/
Sopra il link del sito "DIRITTO ALLA RETE", NATO PER CONVOGLIARE IN UN UNICO POSTO I BLOG CHE VOGLIONO ADERIRE ALLA PROTESTA DEL 14 LUGLIO CONTRO LA "LEGGE BAVAGLIO" CHE IL SENATO SI APPRESTA A DISCUTERE E, PRESUMIBILMENTE, AD APPROVARE. 
La legge prevede che anche i blogger vengano equiparati ai giornalisti di professione, pertanto avranno l'obbligo di "RETTIFICA" entro le 48 ore dal ricevimento dell'avviso. Qualora un blogger non dovesse fare in tempo a rettificare, incorrerà in una sanzione che potrà arrivare a 15.000 €.
Per molti blogger, sarà un limite che li obbligherà, o a non scrivere articoli tipo commenti politici limitandosi a scrivere articoli "leggeri" cioè non critici nei confronti di personaggi della politica, o a non scrivere affatto.
Lo scopo, anche se non dichiarato, non può che essere quello di evitare il "TAM-TAM" dei blog-siti e network in genere tutte le volte che il comportamento dei "GOVERNI" lede le libertà dei cittadini in Italia
ma anche in quelle parti del mondo dove esso a interessi particolari da difendere.
ADERIAMO COMPATTI ALLO SCIOPERO NON PUBBLICANDO NIENTE IL 14
MAGARI TENIAMO SPENTO IL COMPUTER
DIMOSTRIAMO CHE I BLOGGER NON SONO UNA MASSA INFORME 
DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL'ACCESSO ALL'INFORMAZIONE 
DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL'ACCESSO ALL'INFORMAZIONE COMPLETA DEI FATTI SENZA NESSUN TIPO DI CENSURA.

QUALCUNO SI CHIEDERA' CHE SENSO ABBIA LO SCIOPERO PER UN BLOGGER VISTO CHE COMUNQUE CIO' CHE E' STATO SCRITTO SARA' COMUNQUE VISIBILE E CHE CHIUNQUE POTRA' LEGGERLO ANCHE IL 14, BENE L'UNICA SOLUZIONE E' DI:
SPEGNERE PER UN GIORNO LA RETE
IN QUESTO MODO ANCHE LE AZIENDE CHE FANNO PUBBLICITA' IN RETE SARANNO OSCURATE.

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