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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Gettano acido su un bambino Rom.
post pubblicato in BREVI, il 16 ottobre 2013


Succede a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta, che qualcuno, non ancora identificato, getti dell'acido da un balcone sulla testa di un bambino Rom che stazionava sotto il palazzo con una donna anch'essa Rom. Il bambino è stato ustionato alla testa.
Sembra, dalle testimonianze, che il bambino e la donna siano stati oggetto, altre volte, di lanci d'acqua bollente perché davano fastidio a qualcuno, probabilmente lo stesso che ieri ha gettato l'acido.
Un gesto folle che, a quanto sembra, per fortuna riguarda una esigua parte della popolazione. Un gesto comunque che mette a nudo a quali reazioni può portare l'insofferenza verso gli altri, in modo particolare verso le persone che vengono viste come diverse e, pertanto, portatori di istanze che si ritiene non condivise dalla maggioranza.
Che il rapporto con i Rom e i nomadi in genere non sia dei migliori, che i nomadi non vengano visti di buon occhio in quasi tutta l'Italia è vero. Questo però non deve autorizzare nessuno ad agire contro di essi al di fuori delle leggi, tanto più se l'azione genera un senso di barbarie che ci mette al di sotto di coloro che riteniamo inferiori.
Un'azione così è degna di persone che hanno perso il senso della convivenza civile.

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Frequenze TV. Mediaset insorge: così si sospende la legalità.
post pubblicato in BREVI, il 21 gennaio 2012


Corriere della Sera
Tra i tanti provvedimenti sulle liberalizzazioni, c’è anche quello sulle frequenze Tv. In merito, il governo ha deciso di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per definire meglio l’assegnazione delle stesse.
Mediaset, però, non ci sta e protesta affermando che, così, si sospende la legalità.

La risposta di Monti non si fa attendere: “È naturale che una azienda si riservi di far valere i propri diritti se ritiene di averli, così come credo che l'opinione pubblica non sia sorpresa dalla decisione. Le frequenze un bene scarso, un bene pubblico. Erano state prese certe decisioni per l'attribuzione, ma noi non vediamo perché, nel momento in cui abbiamo dovuto chiedere grandi sacrifici a molti, una risorsa pubblica venga concessa senza corrispettivo”.
Monti, affermando:che “una risorsa pubblica venga concessa senza corrispettivo”, dice chiaramente che le decisioni prese dal precedente governo regalavano le frequenze ai privati, cosa questa che all’attuale governo non piace trovandosi in linea con la società civile.

Con questa decisione, il ministro Passera blocca quella che è una truffa in piena regola nei confronti dei cittadini italiani chiamati a sacrifici eccezionali quando ci sono 16 miliardi di euro che stavano per essere regalati a mediaset e Rai in base a una legge del governo Berlusconi.

Con questo decreto, sicuramente, si sta facendo un grande passo avanti nella regolazione delle frequenze televisive perché, lo scopo, anche se non dichiarato, oltre a recuperare i 16 miliardi è quello di creare un sistema equo di ripartizione delle frequenze con la possibilità di coinvolgere nelle aste anche le emittenti minori a favore di un maggior pluralismo dell’informazione.
Pertanto, piuttosto che sospensione della legalità, come dice Mediaset, si deve parlare di ripristino della legalità
Di Paola: Italia disponibile ad addestrare esercito libico
post pubblicato in BREVI, il 16 gennaio 2012


(ANSA) - ROMA, 15 GEN - ''L'Italia ha dato sua disponibilita' ad addestrare le forze armate libiche se i libici lo vorranno''.
Lo ha detto il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, intervistato nella trasmissione di RaiTre 'In mezz'ora'. ''Mi sembra - ha spiegato Di Paola - che ci sia una certa disponibilita'. L'Italia ha storicamente rapporti con la Libia ed e' Paese cui la Libia guarda con amicizia''. Quanto alle spese dell'eventuale missione, ha aggiunto, ''la Libia e' disposta a contribuire''.

C’è qual’cosa che non va; la Libia potrebbe anche contribuire alle spese? Ma come, impegniamo uomini ad addestrare un esercito a nostre spese e speriamo che la Libia contribuisca come se fossimo noi a chieder loro il favore di aiutarli?
No! Decisamente non ci siamo!

In primo luogo, trovo strano che uno stato, nazione, popolo sovrano vada ad addestrare alla guerra un altro stato, nazione, popolo sovrano - certo, sicuramente alla base di una collaborazione simile c’è un tornaconto nel commercio di armi, ma a chi va il guadagno di tale commercio? sicuramente ai produttori, non di certo al popolo! Ah, si, le tasse; più si vende più tasse entrano nelle casse del fisco. Giusto, ma, così facendo, l’impressione che se ne ricava è che paghiamo per lavorare. E’ una cosa decisamente assurda!
In secondo luogo, insegnare a fare la guerra ad un altro popolo non mi sembra una scelta adeguata per una nazione che pretende di essere garante della pace - si vedano le missioni “di pace” ONU in cui siamo coinvolti. Un’azione del genere “””potrebbe essere accettabile””” se il popolo in questione fosse amico e affine alla nostra cultura e non un “semplice” partner economico. Questo significa che commerciamo morte in cambio di energia che, utile che sia, non giustifica lo scambio.

Uno scambio serio per una nazione che aspira alla pace non può che basarsi su idee e prodotti utili alle due popolazioni per il loro benessere e la guerra non risulta tra questi, anzi, acquisire armi e imparare a combattere è l’esatto opposto della pace e del benessere.

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Multa di 500mila euro all’Italia dall’UE per i rifiuti della Campania
post pubblicato in BREVI, il 14 gennaio 2012


Il fatto quotidiano
Nel bel mezzo della crisi e dei sacrifici imposti agli italiani, ora l’Italia si trova di fronte al rischio di dover pagare una multa di 500 mila euro per i rifiuti campani.
La decisione dell’UE sarà presa entro le prossime 48 ore.

Una bella stangata, non c’è che dire, causata dall’incompetenza dei politici ad affrontare un problema, ormai decennale, in una provincia dominata dalla mafia a cui nessuno vuole accreditare realmente l’intruzione nella gestione dei rifiuti. L’Italia era già stata condannata dalla corte europea di giustizia nel 2010 per aver messo in pericolo la salute dei cittadini e l’ambiente non garantendo il corretto smaltimento dei rifiuti. Già il 29 settembre scorso, l’UE aveva inviato una lettera di messa in mora per il mancato adeguamento della sentenza del 2010.

Tra discariche che i citadini non vogliono perché inquinate dalla mafia, tra termovalorizzatori altrettanto contestati perché inquinanti e le liti tra regione e comune, la situazione langue e gli italiani dovranno pagare l’incompetenza degli amministratori locali e nazionali.

Eh si, proprio una bella stangata!!!

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E i leghisti scelgono le poltrone alla legalità.
post pubblicato in BREVI, il 12 gennaio 2012


Fonte
Con 309 no e 298 si, la camera a respinto la richiesta di arresto del coordinatore del Pdl in Campania, Nicola Cosentino, accusato di  accusato di avere legami di affari e politici con i clan dei Casalesi. Sono stati determinanti i voti della lega e dei radicali.

Dopo il battibecco di ieri tra Maroni che voleva votare si all’arresto e Bossi che “non c’è nulla nella carte, ognuno voti secondo coscienza”, oggi, in aula, i leghisti hanno scelto la linea del boss.
Comunque sia, è ovvio che la lega, oltre a essere diventato un partito, anzi partitino, qualunque, è alla prese con un gruppo parlamentare che preferisce la poltrona agli ideali.
Quello della legalità in politica è sempre stato, almeno a parole, il cavallo di battaglia della lega, l’aver votato a favore di un personaggio indagato per mafia dimostra solo una cosa: che anche la legalità segue agli interessi politici di parte. Difatti, il Pdl, ha cercato in tutti i modi di convincere, parlando personalmente con i leghisti, quanti nella lega erano per l’arresto  riuscendoci, c’è da chiedersi cosa si son detti.
Maroni sostiene d’aver ricevuto molti messaggi (dalla base) di rammarico per il mancato arresto. He si, povera base che non si accorge d’essere diventata le fondamenta che tengono in piedi il magna magna degli eletti.

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Tre ragazzi morti in due giorni: fatalità o altro?
post pubblicato in BREVI, il 11 gennaio 2012


Due drammi a distanza di un giorno, ieri un bambino di dieci anni muore travolto dall’auto della mamma davanti alla scuola, Oggi un bambino di cinque anni muore travolto da un’auto davanti all’asilo appena sceso dalla macchina.
Due incidenti che, a quanto pare, sono stati causati dalla distrazione.
Nel primo caso, la madre non si accorge che le cinghie dello zaino rimangono impigliate nella portiera. Nel secondo, l’autista della macchina investitrice non si accorge d’aver investito il bambino.
In provincia di Ancona, un altro bambino, senegalese, di 19 mesi cade dal terrazzo al quarto piani e muore. In questo caso sono in corso accertamenti sulla dinamica da parte dei carabinieri.

Si potrebbe pensare alla fatalità o al destino o a qualcosa che sfugge alla comprensione umana  ma, per quanto siano drammatiche, le tre vicende, non si può fare a meno di pensare che sia più probabile che alla base ci sia la distrazione e la fretta.

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I PENSIONATI D’ITALIA e i criteri Imps.
post pubblicato in BREVI, il 3 gennaio 2012


            Fonte Ansa

700 euro di pensione, 450 di pensione sociale e 250 per gli anni lavorati all’estero, questa la pensione che percepiva l’anziano, di 74 anni, di Bari che si è tolto la vita dopo aver ricevuto dall’imps la richiesta di restituire parte dei soldi della pensione percepiti negli ultimi anni.

Questa notizia, se risultasse vera, la dice lunga sulla situazione attuale dell’Italia.
Anche se l’anziano avesse commesso delle “furberie” per ottenere le due pensioni, siamo comunque di fronte a un comportamento che non lascia dubbi su cosa ci dobbiamo aspettare.
Si, perché se si trattasse di certe cifre, come quelle di certe pensioni, sarebbe più che comprensibile la richiesta di restituzione, ma 700 euro, che non bastano neanche a sopravvivere decentemente, non è affatto accettabile.

E’ chiaro che bisognerebbe conoscere la reale situazione economica dela persona e il motivo della richiesta, rimane sempre, però, il fatto in se. Per arrivare alla decisione estrema di togliersi la vita, significa che almeno le condizioni economiche e famigliari erano agli estremi.

C’è da chiedersi con quali criteri, l’Imps, analizza le situazioni pensionistiche per richiedere il rimborso. Se nei criteri è prevista anche la situazione familiare dei pensionati o se si basa esclusivamente su calcoli matematici e l’interesse dell’istituto.

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Dissesto idrogeologico, l’Italia a rischio frane e alluvioni
post pubblicato in BREVI, il 30 dicembre 2011


Oltre 5 milioni di persone esposte al pericolo. Pochi i comuni che organizzano attività informative e esercitazioni. Abitazioni in aree a rischio nell’85% dei comuni intervistati, nel 56% fabbricati industriali. Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile presentano Ecosistema Rischio 2011
Dal dossier di Legambiente “Ecosistema Rischio 2011” emerge una situazione alquanto rischiosa per il territorio Italiano. Secondo i dati riportati, mancherebbe, in primo luogo, l’informazione alla popolazione dei rischi, in secondo luogo, il continuo perpetrarsi di azioni contrarie ad un uso corretto del territorio.
Link per approfondire

Tutto ciò succede al di la dei continui drammi causati dal dissesto idrogeologico e dall’impreparazione della popolazione. Sembra che le amministrazioni comunali non siano interessate ad una migliore programmazione degli interventi edilizi e territoriali, alla messa in sicurezza dei fiumi e alla proibizione di costruire in zone a rischio.
Al di la delle belle parole di intenti dopo un qualsiasi disastro, sembra che le amministrazioni pensino più ai loro interessi politici che alla popolazione.

E’ ovvio che anche parte della popolazione è interessata a questa politica di disinteresse nei confronti della sicurezza. Per dare il permesso di costruire in zone a rischio, bisogna che ci sia la richiesta.
Iraq, nessuna pacificazione: attentati multipli a Bagdad, almeno 57 morti e 150 feriti
post pubblicato in BREVI, il 23 dicembre 2011


qui la notizia
A qualche giorno dalla partenza degli ultimi militari dall’Iraq, ecco che esplode puntuale il terrorismo religioso che indica l’inutilità dell’intervento americano e della democrazia “importata”.
Gli attentati di Bagdad non lasciano dubbi sulla ripresa degli scontri tra le diverse etnie religiose e, in modo particolare, tra sciiti e sunniti. Gli attentati della capitale, a quanto sembra, si sono verificati in zone ad alta concentrazione sciita, il che lascia supporre l’inizio della lotta per il potere tra sciiti - lo sciismo rappresenta la maggioranza dei mussulmani in Iraq come in Iran - e sunniti - Saddam Hussein era di etnia sunnita.

A parte la lotta interna, di cui sicuramente sentiremo ancora parlare, sarebbe utile che l’occidente si facesse, prima di ogni altra analisi, un esame di coscienza per poter capire le conseguenze di certi interventi che, se anche fatti i con i migliori propositi - non è comunque il caso dell’Iraq, e, più in generale, non è mai il caso - non portano mai agli esiti sperati, anzi, portano sempre a esiti opposti. Che azioni invasive nella vita di intere comunità non sono mai la soluzione idonea a riportare la pace. Caso mai, la presenza di eserciti stranieri sospendono, momentaneamente, la lotta interna rimandandola più in la nel tempo.
L’esame di coscienza dovrebbe anche servire a far capire che gli interessi si possono raggiungere meglio con la diplomazia, anche quando si ha a che fare con le dittature, che con l’aggressione. Che è venuto il momento di tralasciare le false accuse per giustificare l’intervento militare dato che, alla fine il problema si ripresenta tale e quale.

Ciò che sta accadendo in Iraq ne è un esempio chiaro: i popoli devono trovare da soli la strada per la pace!!!!

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98 miliardi di euro lasciati nelle mani dei concessionari delle slot machine.
post pubblicato in BREVI, il 22 dicembre 2011


Qui la nitizia
Sono 98 i miliardi che lo stato italiano sembra non voler incassare. Miliardi che i concessionari delle slot machine devono allo stato ma che lo sembra non voler saperne.

Il tema dell'evasione del settore del gioco d'azzardo non è cosa nuova: era il 2007 quando una Commissione Parlamentare e il Gruppo Antifrodi Tecnologiche della Guardia di Finanza scoprirono che le dieci maggiori società concessionarie che gestiscono le slot machine avevano contratto un debito col Fisco per gli anni 2004-2007 pari a 98 miliardi.
A quanto sembra, questi soldi non sono mai entrati nelle casse dello stato.

NOVANTOTTO MILIARDI LASCIATI PER RAGIONI SICURAMENTE LEGATE AL CONNUBIO TRA STATO E MAFIA.

Inutile dire che con quei soldi si possono tranquillamente evitare i sacrifici che ci stanno imponendo. Qui non si tratta di scovare l’evasore perché è già stato scovato, ma più semplicemente di far pagare la somma evasa.
A quanto sembra, però, ne partiti ne governi hanno voglia di sporcarsi le mani. A loro basta fare discorsi teorici, e propagandistici, tanto, se mancano i soldi sanno con chi prendersela.

GRIDIAMOLO PURE AD ALTA VOCE: E’ UN VERO SCANDALO!!!!!!!!!

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Berlusconi l'Immortale.
post pubblicato in BREVI, il 31 marzo 2011


 

Da l'Unità

Silvio Berlusconi non è più 'IMMORTALE', ma sorpasserà agevolmente i 120 anni. Umberto Scapagnini, ospite degli studi di 'Un giorno da pecorà su Rai Radio2 'aggiorna' le sue previsioni sull'aspettativa di vita del premier: «Immortale non lo è più, perché ha avuto un po' di problemi ultimamente, ma Berlusconi - sottolinea il suo medico personale - ha più potenzialità di vita rispetto alla nostra media: ad occhio e croce, vivrà fino a 120 anni».

 

Proprio non sapevo che Berlusconi fosse stato dato per immortale, mi è veramente nuova. Se lo fosse - condizione che, secondo il suo medico, è decaduta - veramente non ci sarebbe da stare per niente allegri.

 

Ma può un immortale "avere dei problemi (di salute, s'intende) come sostiene il suo medico? Può, un immortale, passare alla condizione di mortale?

Non credo proprio, un immortale è, per definizione, un essere perfetto.

Perciò, queste sono due domande che mi hanno afflitto per non più di un nano secondo.

 

Quello che invece mi affligge - e che dovrebbe affliggere tutti gli uomini di "buona volontà" - è la possibilità che persone simili possano, in qualche modo, diventarlo, immortale. Ma anche che possano essere longevi oltre il dovuto.

 

Mi affligge perché persone dedite all'amministrazione pubblica hanno, per natura umana, la tendenza a far proprio il patrimonio comune, ad agire come se fossero i padroni delle cose e degli esseri umani. E questa tendenza aumenta con la convinzione di essere, appunto, o immortali - cosa per niente probabile - o longevi oltre misura.

 

Se si verificasse un fatto simile, sarebbe una vera calamità per l'umanità!


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Aggressione a un rumeno, i carabinieri stanno a guardare.
post pubblicato in BREVI, il 14 novembre 2010


È successo a Viterbo. Un rumeno che aveva parcheggiato l'auto in divieto di sosta, nel vedere il carro attrezzi  che gli stava portando via la macchina, vi sale sopra per spostarla, il carabiniere presente da comunque al conducente del carro attrezzi il via per rimuovere la macchina.

Il rumeno, visto l'impossibilità di fermare la rimozione, incomincia a riprendere col telefonino la scena. A questo punto, il conducente del carro attrezzi scende e cerca di impedire la ripresa, non riuscendovi, sferra un pugno in faccia al rumeno che cade. Tutta la scena viene vista dal carabiniere che però non interviene a fermare e pacificare i due contendenti.

Caduto a terra il rumeno, il figlio prende il cellulare e incomincia a sua volta a riprendere la scena, a questo punto interviene il carabiniere ma, invece di fermare l'aggressore, cerca di convincere il figlio a smettere di riprendere la scena arrivando a minacciarlo di arresto.

Inoltre, il luogo dove era parcheggiata la macchina era si divieto perché posto riservato ai disabili, solo che le righe erano praticamente quasi inesistenti, e questo lo si vede chiaramente dal video.

 

 Che dire? Che siamo arrivati all'assurdo? Che se l'aggredito fosse stato un italiano le cose sarebbero andate diversamente?

Che siamo di fronte ad un uso improprio della giustizia?

 

Qualunque sia l'interpretazione, siamo di fronte a un comportamento dettato dalla piena coscienza di essere, in un qualche modo, immuni da possibili condanne.

Il solo fatto che il carabiniere presente non sia intervenuto a favore dell'aggressore di fronte a quello che potrebbe essere considerato abuso di potere - il compito dell'operatore di un carro attrezzi è quello di rimuovere i mezzi, non certo quello di sostituirsi alle forze dell'ordine - lascia pensare che l'operatore sia "innocente" a priori.

 

Un fatto veramente  riprovevole.


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Napoli di nuovo invasa dai rifiuti.
post pubblicato in BREVI, il 23 settembre 2010


Il Mattino.it

È bastato un giorno di sciopero degli autisti dei mezzi di raccolta rifiuti per riempire la città d’immondizia.

Secondo Bertolaso c’è qualcosa che non torna. Non è possibile che dopo quello che è stato fatto ci si ritrovi ancora con montagne di rifiuti per le strade. Sulla stessa linea anche l'assessore all'Igiene della Città del comune di Napoli Paolo Giacomelli. Secondo l’assessore, la colpa è di 68 autisti che dovevano guidare i compattatori destinati a raccogliere l'immondizia e che, invece, la scorsa notte, si sono messi in sciopero e che, dopo la minaccia di denunce da parte del comune per interruzione di pubblico servizio, gli autisti hanno presentato un certificato di malattia.

Alla base di tutto, degli scioperi selvaggi e delle proteste dei dipendenti di Enerambiente, ci sarebbe il rischio e la successiva paura di perdita del posto da parte dei lavoratori dopo che, a novembre, partirà un nuovo appalto che coinvolgerà altre ditte.

Inoltre, gli autisti si rifiutano di andare alla nuova discarica di Terzigno per paura di essere coinvolti negli incidenti che si stanno verificando, tra mezzi incendiati e distrutti. Ora sono, quindi, in attesa di conferire a Chiaiano, che ieri notte era già piena.

Se al capo della protezione civile qualcosa non torna, figuriamoci ai napoletani che, a suo tempo, hanno avuto l’assicurazione che il problema rifiuti sarebbe stato risolto. Ma come? Se ancora oggi c’è la guerriglia sulle discariche?

Forse il capo pensa che basti spostare da un luogo all’altro l’immondizia, che basti ordinare la raccolta differenziata, che basti aprire un termovalorizzatore.

Dice il capo: Stiamo assistendo a dei tentativi di smarcarsi, di passare il cerino a qualcun altro o di dire che qualcosa non è stata fatta bene quando ce ne siamo occupati noi.

Ma quale smarcarsi, quale cerino, il problema è un altro. E il capo lo sa benissimo. Sa benissimo quali interessi sono insiti nei business dei rifiuti e chi li gestisce; non tenerne conto, o fingere che il problema sia altro, non aiuta certo a gestirlo e risolverlo. O forse non ne tengono conto per motivi innominabili?


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Il sindaco di Adro e la giustizia leghista.
post pubblicato in BREVI, il 18 settembre 2010


Adro, il comune dove il sindaco a fatto costruire la nuova scuola intestandola al teorico Gianfranco Miglio e marchiandola con simboli leghisti.

Adro, il comune dove il sindaco privò del pranzo i bambini che non avevano pagato la retta.

Adro, il comune dove il sindaco, attraverso la sua azienda, ha evaso il fisco per 20.000€.  

Da Bresciapoint: Secondo quanto ha stabilito la Corte di Cassazione il 23 giugno, la Eredi Lancini (azienda che fa capo al sindaco di Adro Oscar Lancini), non ha pagato 20 mila euro di Ici. Soldi sottratti, paradossalmente, proprio al Comune che il sindaco rappresenta.

Bene, anzi male, se anche i paladini della giustizia infrangono le leggi.

Ma non è cosi! Quando mai sono stati paladini della giustizia? Forse con le leggi sull’immigrazione? O sostenendo il lodo Alfano e il processo breve? Accettando, per convenienza politica (mantenimento delle poltrone a Roma ladrona),  la legge sulla privatizzazione dell’acqua? O sui concorsi pubblici e l’amministrazione? ( leggi qui )


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Vietato fumare nelle pensiline degli autobus
post pubblicato in BREVI, il 7 settembre 2010


da: trentinoit

 TRENTO. D’ora in poi a Trento sarà proibito fumare anche all’interno delle pensiline delle fermate degli autobus. All’origine del divieto c’è l’applicazione della legge provinciale del 22 dicembre 2004 numero 13, che all’articolo 18 intende “tutelare la salute dei non fumatori nei luoghi chiusi aperti al pubblico”. Una norma che - interpretata - ha portato al divieto di fumare all’interno delle pensiline.  Cartelli indicanti il divieto sono già stati appesi da Trentino Trasporti all’interno delle pensiline della città.  Soddisfazione viene espressa dal “paladino dei cittadini” Claudio De Paoli che nei mesi scorsi aveva iniziato una personale battaglia contro il fumo passivo respirato dagli utenti dei bus in attesa alle fermate, con una serie di appelli alle amministrazioni pubbliche. Una battaglia che era stata fatta propria dal consigliere provinciale Mario Casna (Lega Nord) che aveva presentato un’interrogazione sul tema, con il successivo intervento della giunta provinciale.  I trasgressori saranno soggetti al pagamento di una somma variabile da un minimo di 25 euro a un massimo di 250 euro.  La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini di età inferiore a 12 anni.    16 luglio 2009

Da: trentinoit

TRENTO. Arriva da Trento una nuova proposta contro il fumo passivo. Un gruppo di cittadini ha chiesto al sindaco di vietare l'uso delle sigarette all'interno delle pensiline degli autobus. "Tutti i giorni si vedono troppe persone sostare sotto le pensiline con le sigarette accese, vicino a carrozzine con bambini, persone anziane con gravi problemi di salute", denuncia il promotore dell'iniziativa, Claudio De Paoli, attivo nel volontariato sociale.

"Raccogliendo le giuste lamentale di molti cittadini in attesa dell'arrivo del mezzo pubblico, chiedo dunque al Comune di vietare con un'ordinanza di fumare all'interno delle pensiline degli autobus. Il fumo passivo fa male, la salute dei cittadini va tutelata", conclude De Paoli. 27 agosto 2010

 

 

 

Alla fine, la proposta di vietare l’uso delle sigarette anche all’aperto è passata.

La  proposta, come si legge, è in se giusta. Tutti, almeno credo, inclusi i fumatori, hanno ormai preso coscienza dei rischi inerenti all’uso del tabacco e dei rischi che corrono coloro che, pur non essendo fumatore, respirano il fumo indirettamente. Ma questo, se vale nei luoghi chiusi dove il non fumatore è costretto a subire, non capisco come possa valere all’aperto dove le possibilità di respirare sostanze nocive, incluse quelle cancerogene, è molto elevato. Sostanze che, oltre ad essere immesse dall’industria e, perché no, derivanti dagli esperimenti nucleari e dagli incidenti delle centrali nucleari, vi sono immesse anche dal traffico automobilistico che a Trento, come in tutti i centri urbani, ma non solo, di una certa entità, è molto intenso e caotico – per quanto riguarda Trento, bisogna anche dire che la sua posizione geografica non è di aiuto dato che è situato in fondo valle e vi passano due strade di collegamento importanti  : autostrada e statale del Brennero. Inoltre, sempre in trentino, si discute da tempo sull’uso dei crittogamici in agricoltura.

Certo, sarebbe utopistico proibire l’uso degli idrocarburi e delle altre sostanze inquinanti poiché andrebbe a modificare radicalmente la vita di noi tutti, bisogna però attuare una politica che miri a superarle. È vero che il trentino è all’avanguardia di tale politica, ma è altrettanto vero che, attualmente, le caratteristiche della nostra vita sono identiche alle altre zone industriali: siamo a rischio malattie da inquinamento.

In questo contesto, a cosa serve proibire il fumo all’aperto sapendo che, comunque, il pericolo rimane presente sotto molte altre forme? Considerando anche che le leggi esistono già? Ad esempio, è proibito fumare, anche all’aperto, in presenza di minori e di donne in stato di gravidanza.

Fare leggi per salvaguardare la salute è giusto, chiudere gli occhi quando il danno viene provocato anche da noi no! Bisognerebbe avere il coraggio di affermare anche i propri errori e chiedere leggi contro noi stessi.

I disabili nell'Italia del 2010. Intervista a Francesco Ferrara
post pubblicato in BREVI, il 6 settembre 2010


I disabili nell'Italia del 2010 sono esattamente come i disabili del passato, senza diritti e costretti a vivere ai margini come cittadini di serie B.
ma qualcosa si sta muovendo, il MID (Movimento Italiani Disabili) si sta muovendo sul piano politico con l'intenzione di dare voce ai disabili affinché ricevano le stesse attenzioni dei cittadini "normali".
Leggi l'intervista a Francesco Ferrara vice presidente del M.E.D.A. (Movimento Europeo Disabili Associati) e presidente del MID.


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Come avvelenare i mari, e non solo.
post pubblicato in BREVI, il 18 giugno 2010


 In questi ultimi mesi siamo stati messi a conoscenza del disastro del golfo del Messico per la fuoriuscita di milioni di litri di petrolio nell’oceano.

Poco o niente ci dicono sul traffico di rifiuti tossici.

Da green peace l’inchiesta sulle navi tossiche nel mondo, che riguarda l’Europa, inclusa l’Italia, come “esportatrice” di rifiuti tossici e i paesi in via di sviluppo come destinazioni.

Nell’inchiesta di green peace si fa notare che: “Come denunciato dall'Agenzia Europea dell'Ambiente in un rapporto del 2009, il traffico illegale di rifiuti tossici è un problema ancora rilevante. L'Agenzia sostiene che la Convenzione di Basilea, che impone il divieto dell'export di rifiuti tossici tra Paesi OCSE e non-OCSE, è ben lontana dall'essere pienamente applicata.”  

In questo traffico, l’Italia è ben presente sia come esportatrice che come snodo del traffico; inoltre, secondo l’inchiesta, ci sono dei  seri dubbi sul recupero della nave “Cunski al largo di Cetraro, in Calabria, ufficialmente smantellata ad Alang (India), a seguito delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Sui dubbi relativi all’identificazione del relitto con il piroscafo “Città di Catania” (costruito quasi mezzo secolo prima e affondato durante la Prima Guerra Mondiale) si è già espresso l’Osservatorio per un Mediterraneo libero da veleni, che è costituito da una dozzina di associazioni.”

“Altri dubbi sono emersi considerando che, dopo le prospezioni della Regione Calabria,

le ricerche governative sono state condotte da una nave (Mare Oceano) di proprietà

di un gruppo armatoriale (Attanasio) uno dei cui esponenti è stato coinvolto nel

“Caso Mills”, ben noto alle cronache italiane. Greenpeace ha raccolto elementi

che indicano che il governo italiano avrebbe respinto l’offerta da parte del

Ministero della difesa britannico di mezzi e personale tecnico altamente

qualificati (e a quanto pare meno onerosi in termini economici di quelli della Mare

Oceano). Questa informazione non è mai stata resa pubblica. Come i termini del

contratto con la nave del gruppo Attanasio.”

 

Dunque, traffico di sostanze tossiche in paesi già martoriati da guerre e miseria, dove, l’occidente ricco, si è espresso per aiuti all’ultimo G8 de L’Aquila e che, l’Italia, come sostiene Action-aid - la Ong che opera in 27 Paesi in tre continenti, con progetti che si propongono di cambiare gli squilibri nelle relazioni di potere all'origine della povertà, che alimentano la consapevolezza e la conoscenza dei diritti delle persone e che sostengono le loro organizzazioni, contribuendo a modificare prassi e politiche ingiuste – dopo le promesse non ha fatto seguire i fatti trovandosi alla apri con la Corea del Sud.

 


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 18/6/2010 alle 17:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ol senadur e l'italia unita.
post pubblicato in BREVI, il 11 maggio 2010


Una cosa la dice giusta ol senadur: "Bisognerebbe scrivere bene la storia, dire la verità. E’ stata troppo semplificata mentre invece la storia è una partita doppia. Da una parte c'è il popolo, dall’altra c'è la classe dirigente dominante; da una parte c'è chi spende, dall’altra c'è chi paga". Eh, si signor senadur, dall'altra c'è chi paga, cioè, noi, non certo lei. :Lei è dalla parte di chi spende.
Ma quale verità, la sua? Se la storia la scrivono i vincitori, significa che la scrivono a modo loro, tutti!!
Ma per fortuna esistono gli storici, quelli veri, quelli non condizionati dalle ideologie. Loro dovrebbero scrivere la storia e per fortuna la scrivono.

Ol senadur ritiene le celebrazioni dell'unità cose inutili, un po' retoriche, però, se ci fosse il federalismo, allora si che diventerebbero degne di essere celebrate, magari partendo dalla sorgente del po con l'anfora celtica fino alla foce, lasciando tre quarti dell'italia a se stessa. Diventerebbero la celebrazione della nuova rivoluzione, della nuova padania, nazione creata a tavolino senza nessun apporto popolare, condivisa solo da coloro che non credono nell'Italia.
Ah, dimenticavo. C'è il federalismo, quella vecchia idea di Cavour - chissa poi perché il sig. Cavour si è adeguato alla monarchia, mistero.
Già il federalismo, dare alle regioni competenze maggiori in modo che possano gestire il loro territorio indipendentemente, peccato che le tasse vadano comunque a Roma - quella Roma ladrona di cui i leghisti si sono fatti tantissima propaganda - e che sia la stessa vecchia Roma ladrona a distribuirli. Certo, li distribuirebbe in modo adeguato, secondo una certa, vecchia, meritocrazia, chi paga più tasse avrà un maggior premio (biscottino). Peccato che anche in questo caso a decidere chi e come sarà la stessa, vacchia Roma ladrona.
Una cosa non gli si può obiettare al Senadur: che in realtà non vuole distruggere l'italia, "ma solo" dividere gli italiani.
DIVIDE ET IMPERA

Eh si, la imparata bene la lezione.

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Le modalità "consone" dello stupro.
post pubblicato in BREVI, il 10 maggio 2010


A proposito di un "caso di cronaca" e del modo di darne notizia

di Marcella Ràiola

Si vorrebbe almeno una tregua, come nelle peggiori guerre pure è concessa, per raccogliere e seppellire i morti, ma a noi donne non è data tregua alcuna. Violenza, violenza e ancora violenza. Violenza fascista, violenza legalistica, violenza patriarcale, violenza paterna, violenza giornalistica.
continua a leggere su facebook

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Attivazione numero tel. d'emergenza europea 112.
post pubblicato in BREVI, il 6 maggio 2010


Dal corriere della sera
BRUXELLES
- La Commissione europea ha deciso, mercoledì a Bruxelles, di adire per la seconda volta la Corte europea di giustizia contro l’Italia per non aver ancora attivato, unico fra gli Stati membri, il numero telefonico d’emergenza 112. L’Italia era già stata condannata dalla Corte per questo inadempimento il 15 gennaio 2009. Il secondo ricorso in Corte è accompagnato dalla richiesta di una forte sanzione pecuniaria: l’Italia dovrà pagare 39.680 euro al giorno per tutto il tempo che sarà intercorso fra la prima e la seconda condanna della Corte, più 178.560 euro al giorno, a partire dalla seconda sentenza di condanna e fino a quando il Paese non si metterà in regola. Gli stati sono tenuti a garantire che quando una persona chiama il numero unico di emergenza europeo, il 112, da un cellulare le informazioni sulla sua ubicazione siano trasmesse ai servizi di emergenza.

Secondo la commissione, in Italia si muore per il mancato adeguamento delle norme sull'emergenza.
Il n. 112, è predisposto affinché il cittadino che chiama sia localizzabile senza problemi dai mezzi di soccorso; questo significa, per l'intervento sanitario, un intervento più veloce che, in certi casi come l'arresto cardiocircolatorio, è determinante al fine di salvare una vita, anche pochi minuti possono essere determinanti.
Il governo italiano ha, finora, risposto alle sollecitudini della commissione prendendo tempo. il portavoce, Jonathan Todd dice: Ci hanno sempre assicurato che stavano provvedendo, ma le assicurazioni verbali non bastano. È necessario che l’Italia attivi il servizio d’emergenza del 112 come hanno fatto tutti gli altri paesi dell’Ue.

E' alquanto deprecabile che, su un problema cosi importante, il governo non si sia attivato immediatamente per adeguarsi alle normative europee., Se consideriamo che l'emergenza in Italia è molto attiva e che ci sono strutture in grado di intervenire in ogni campo, il mancato adeguamento risulta offensivo, e in modo particolare per il volontariato.

Decine di migliaia di persone, per la maggioranza volontarie, si impegnano ogni giorno per sostenere la popolazione nei momenti di emergenza, sia collettiva sia individuale; dare a queste persone un maggior apporto logistico significa aiutarle nello svolgimento della loro attività.
Inoltre, nel campo dell'emergenza sanitaria, il tempo è il nemico primo per la buona riuscita dell'intervento.

Purtroppo, attualmente in Italia, tutto viene fatto rientrare nel badget economico, i finanziamente devono essere necessariamente coperti dalle entrate, quando in settori come l'emergenza, anche quella individuale, il finanziamento dello stato dovrebbe essere a priori e indipendente dal badget economico.
Com'è possibile che una società civile faccia rientrare la "salute" dei cittadini (italiani o stranieri che siano) nel conto economico dello stato?

Questo comportamento, può benissimo essere considerato come un atto di arroganza del potere perché dimostra quanta poca attenzione ha nei confronti dei cittadini che dovrebbe tutelare.
 

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Messico: vietato l'aborto ad una bambina di 10 anni
post pubblicato in BREVI, il 3 maggio 2010


L’aborto è legale nella capitale del Messico, ma spesso è proibito o significativamente limitato negli stati federali.
E’ di pochi giorni il caso di una bambina di 10 anni violentata dal patrigno nello stato di Quintana Roo dove l’aborto è consentito se praticato entro i 90 giorni dall’inizio della gravidanza.
Purtroppo la gravidanza della bambina è iniziata da 17 settimane, un mese oltre il limite stabilito e quindi sembra che dovrà portarla a termine anche se a detta di alcune esperte la madre bambina rischia serie conseguenze sia sul piano fisico che su quello mentale. continua a leggere

Da facebook di anita silviano.


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NENA: nuova agenzia di stampa per il vicino oriente
post pubblicato in BREVI, il 3 maggio 2010


La NENA (NEAR EAST NEWS AGENCY Agenzia Stampa Vicino Oriente)  inaugura oggi il nuovo sito sul Vicino Oriente al fine di informare in modo indipendente ed accurato sugli avvenimenti di un'area soggetta a continui conflitti.

L'agenzia nasce dall'impegno di un gruppo di giornalisti che vivono e lavorano nel vicino oriente e in Italia, lo scopo prefissato è di dare un'informazione che faccia maggior chiarezza e approfondisca le tematiche della zona.

La Nena si propone di fornire aggiornamenti quotidiani sui conflitti in corso, sui processi politici di cambiamento, le dinamiche sociali, le lotte dei lavoratori, il protagonismo emergente delle donne, le condizioni dei giovani, le produzioni culturali. Lo fara’ sia attraverso la diffusione di news quotidiane, sia attraverso articoli, reportages, analisi e materiale multimediale.

I media tradizionali, di solito, danno notizie parziali e anche devianti sulla situazione sia dei conflitti sia della situazione socio/economiche dell'area; un'agenzia in grado di sviluppare e divulgare le notizie in modo inparziale e indipendente dagli interessi è della massima importanza per la conprensione dei rapporti tra i diversi popoli che popolano la zona che di solito ci viene presentata come unitaria mentre è molto diversificata.

Tutti sappiamo del conflitto israeliano/palestinese, pochi però ne conoscono le conseguenze per i palestinesi. Cosi come pochi sanno delle lotte per l'emancipazione dei popoli arabo/islamici dal torpore secolare che porta in sé la tendenza ad isolarsi.

L'agenzia, nasce proprio per sopperire a questa mancanza cronica dell'informazione occidentale; mancanza che porta molti a pensare che dall'altra parte ci siano solo fondamentalisti islamici, terroristi e petrolio da sfruttare ad ogni costo per mantenere il nostro status.

BUON LAVORO ALL'AGENZIA!!

Pillola RU486
post pubblicato in BREVI, il 12 aprile 2010


Si è discusso molto e si discuterà ancora sulla pillola per l'aborto. In campo ci sono il clero e la società laica. Da una parte chi teme che la pillola possa rendere l'aborto "leggero" al punto di snaturarne il suo utilizzo come ultima risorsa, dall'altra, chi vorrebbe diminuire o eliminare la sofferenza di una pratica che, comunque, in determinate circostanze, e nel rispetto della legge, viene usata per far fronte a situazioni di estremo disagio.
 Qui un mio articolo pubblicato su Amando.it.


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UNA DIGA PER LA VITA? Come distruggere la vita in suo nome.
post pubblicato in BREVI, il 25 marzo 2010


in Etiopia si sta costruendo una diga - i lavori sono iniziati nel 2006 - sul fiume Omo che produrrà 1.870 MW. 
"La diga Gilgel Gibe 3 è il più grande progetto di investimento mai realizzato in Etiopia. Una volta completata, con i suoi 240 metri di altezza e i 1.870 MW di capacità, la diga ostacolerà la parte sud-occidentale del fiume Omo, creando un bacino di 150 km che comprometterà per sempre il fragile ecosistema del fiume, incidendo drammaticamente sulla vita di più di 400.000 persone che vivono nell’ Etiopia sud occidentale e nel Kenya del nord." leggi tutto
La diga provocherebbe un disastro ecologico lungo il percorso del fiume e nei pressi del lago Turkana. L’ecosistema e le tradizioni culturali della Bassa Valle dell’Omo e dello stesso lago Turkana, entrambi riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, andrebbero persi per sempre.
La ditta incaricata della costruzione è la società italiana Salini Costruttori.
Inoltre, la realizzazione è stata decisa in spregio della costituzione etiope.
In proposito è stata attivata la raccolta delle firme per impedire la realizzazione della diga, aderire significa un tassello in più per la conservazione dell'ambiente mondiale e contro quei governi che, con la scusa dello sviluppo, non tengono conto delle esigenze particolari sia dei territori che delle popolazioni.
Qui la storia del progetto e il coinvolgimento dell'italia.



Dalla plastica, il modulo abitativo.
post pubblicato in BREVI, il 14 marzo 2010


Ricliclare la plastica è cosa che ormai si fa da anni. Non tutta però viene riciclata; è il caso dei polimeri che vengono generalmente bruciati.
quello che mancava era la sua applicazione in campi forse impensabili. Viene da una piccola azienda inglese la scoperta di una sostanza, ottenuta con il riciclaggio dei polimeri di bassa qualità o autoindurenti, in grado di sostituire il cemento nella costruzione di moduli abitativi: Una piccola azienda britannica che ha fatto del problema la soluzione. La società, dopo due anni di lavoro e in collaborazione con le università di Cardiff e di Glamorgan, il Building Research Establishment (BRE) e il Carbon Trust, ha sviluppato a partire da rifiuti plastici e minerali un nuovo materiale da reimpiegare in edilizia. Thermo Poli Rock (TPR) è il nome di battesimo per il prodotto, frutto di un processo di lavorazione a freddo della plastica ed a ridotto consumo energetico; fattore importante soprattutto se si considera che ad esclusione di materiali polimerici come il Pet o l’HDPE, le plastiche di bassa qualità o termoindurenti richiedono una procedura complessa con notevoli costi di rilavorazione. In questo caso rifiuti pre-selezionati sono stati riciclati e ridotti di taglia, quindi miscelati a resine e gomme termoplastiche ottenendo un composto liquido modellabile al pari del cemento, impermeabile, ignifugo, e con eccellenti proprietà di isolamento. Il TPR è stato impiegato per realizzare pannelli strutturali, leggeri ed al tempo stesso ad alta resistenza a loro volta al 100% riciclabili e sicuri dal punto di vista chimico.

Utilizzo che per ora ha un limite: la durata del materiale è di 80 anni, pertanto, dopo tale data il modulo dovrà essere demolito, va notato però che il materiale può essere riciclato al 100%.
Certo, si dovrà cambiare "mentalità" nell'utilizzo, finalità e destinazione dei moduli, in modo particolare in quelli abitativi - oggi esistono costruzioni che resistono da secoli.
Se però consideriamo la "fame" di case esistente oggi, nulla vieta di costruire per l'immediato, e a costi bassi, per dare modo a chi ne ha bisogno di avere comunque una casa, senza per questo, come succede nei terremoti, usare materiali come il legno che comportano, comunque, un intervento dannoso al territorio.
Si potrebbero, comunque, usare per capannoni industriali che, comunque, hanno bisogno di modifiche periodiche per adeguarli alle esigenze dell'azienda; o per quelle costruzioni che servono per determinati scopi e per periodi brevi - penso alle strutture costruite per olimpiadi dove il problema maggiore è il loro riutilizzo dopo l'evento che è sempre fonte di polemiche; con queste strutture si potrebbe trovare la soluzione adatta per "costruire, demolire e riciclare".

Una innovazione che dovrebbe trovare immediata applicazione visto i vantaggi che presenta.


Il vapor d’acqua contribuisce al riscaldamento del pianeta.
post pubblicato in BREVI, il 10 marzo 2010


Secondo una ricerca condotta da Susan Solomon - ricercatrice presso la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e presso la Chemical Sciences Division dello Earth System Research Laboratory, di Boulder, in Colorado, Stati Uniti – la concentrazione del vapor acqueo nella stratosfera contribuisce in modo importante a determinare la temperatura sulla superficie del pianeta.

Nell’ultimo decennio, la quantità di vapor acqueo è diminuita del 10% e ciò a determinato un riscaldamento inferiore al previsto perché, nelle analisi fatte, non si considerava il vapor Acqueo.

Secondo la Solomon, in futuro si dovrà, se si vuole avere dati più precisi sul riscaldamento del pianeta, tener conto anche del gas vapor acqueo.

 


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Scienza e ricerca: scoperto un modo nuovo di produrre elettricità.
post pubblicato in BREVI, il 10 marzo 2010


Nell'articolo proposto, alcuni ricercatori hanno scoperto la possibilità di produrre elettricità attraverso i nanotubi.


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Niente parlamentari eletti all'estero.
post pubblicato in BREVI, il 4 marzo 2010


La lega, con Calderoli, avanza la proposta di bloccare l'elezione di parlamentari che vivono all'estero.

Proposta che mi trova perfettamente d'accordo anzi, proporrei, addirittura di smettere di far votare gli italiani che vivono all'estero.

In generale, penso che una persona debba contribuire allo sviluppo del luogo in cui vive, qualunque sia, in ogni suo aspetto e non solo quello economico (tasse). Che abbia o no la nazionalità, poco importa. La residenza dovrebbe bastare.

In particolare, a parte coloro che sono all'estero per lavoro con contratti italiani, sia i residenti all'estero di prima generazione che quelli di seconda, terza ecc, vivendo fuori dall'Italia, non sono essere a conoscenza diretta degli avvenimenti che accadono in Italia, ma attraverso l'informazione della stampa del posto in cui vivono. Inoltre, come possono essere partecipi attivi se vivono lontano?
Anche qualora decicessero di ritornare, è giusto che la politica italiana venga influenzata da loro?
io credo di no.
Credo sia giusto che ognuno partecipi alla vita sociale nel luogo dove vive.


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Berlusconi chieda scusa alle donne albanesi.
post pubblicato in BREVI, il 23 febbraio 2010


Da osservatotio balcani: "Durante un recente incontro con il premier albanese Berisha, Berlusconi ha attaccato gli scafisti. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze". Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla sua battuta."

Dopo la lettera della scrittrice albanese al presidente del consiglio italiano, dove la scrittrice esprime il suo rammarico per la battuta, alquanto infelice, sulle donne albanesi e descrive situazioni, a dir poco aberranti, da lei direttamente osservate, delle ragazze che vengono portate in Italia, un gruppo di intellettuali, giornalisti, artisti e studenti italiani e albanesi, invita, con una lettera aperta, il premier italiano a chiedere scusa alle donne albanesi. Nel frattempo è stato creato a questo proposito un gruppo su facebook che ha raccolto oltre diecimila adesioni.

Inutile dire che il comportamento del Premier, non solo offende "le donne albanesi", ma anche le donne, incluse quelle del suo "enturage", in generale.
Sia inteso, nessuno vuole togliere al premier la sua vena "comica" di cui soffre frequentemente, quello che però dovrebbe capire lui stesso è che: se le sceneggiate napoletane sono accettate e apprezzate in Italia, lo stesso non si può dire, o comunque dato per scontato, che lo siano anche all'estero. Dovrebbe sapere che l'espressione comica è diversa da paese a paese perché diverse sono le culture che la esprimono. Un esempio per tutti è la stessa Italia che, da sempre divisa culturalmente, si ha difficolta ad accettare la comicità espressa in luoghi diversi dal proprio.

Quello di chiedere scusa è, per un capo di governo che si dice democratico, una prassi costante ogniqualvolta le cose dette risultano offensive.
Lo fa anche il singolo cittadino, a maggior ragione lo dovrebbe fare la persona chiamata a rappresentare tutto un popolo e di cui, la diplomazia, dovrebbe essere la prassi.

CI FACCI UN FAVORE, SIG. PRESIDENTE, CHIEDA SCUSA.

In nome delle belle ragazze albanesi
post pubblicato in BREVI, il 19 febbraio 2010


Da osservatorio balcani:
Durante un recente incontro con il premier albanese Berisha, Berlusconi ha attaccato gli scafisti. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze". Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla sua battuta.

Consiglio vivamente di leggere l'articolo allegato.
 
La lettera da la misura giusta di come siamo visti nel mondo.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 19/2/2010 alle 20:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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