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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Siria, jihadisti Isis vittime di leishmaniosi: 100mila casi accertati
post pubblicato in NOTIZIE, il 7 aprile 2015


Da AdnKronos:I jihadisti dello Stato Islamico (Isis) in Siria sono staticolpiti dalla leishmaniosi, Malattia letale senon curata. Lo Riporta ilquotidiano Britannico The Mirror, sottolineando che l'Infezione si stapropagando rapidamente per via delle scarse condizioni di Igiene e finora ha colpito100 mila persone. Il numeromaggiore di casi e stato registrato a Raqqa.

Per una comprensione seria della malattia sarebbeopportuno leggere qui

In tutta sincerità, credo che non ci dovrebbeimportare niente il fatto che anche i jihadisti ne sono colpiti, anzi… Va dettoche la malattia è considerata endemica in molte parti del mondo e che,pertanto, esistendo costantemente focolai della stessa, la notizia in se non ènotizia; se la malattia colpisce anche l’uomo, non si vede perché i jihadistidovrebbero esserne immuni. Caso mai diventa un problema nel momento in cui prendela forma di epidemia o pandemia ma, a quanto sembra, la diffusione dovrebbeavvenire solo attraverso la puntura di insetti.  

Bah, forse che, chi a diffuso la notizia, sperache l’Isis si sciolga al sole causa malattia?


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Siria, jihadisti Isis vittime di leishmaniosi: 100mila casi accertati
post pubblicato in NOTIZIE, il 7 aprile 2015


Da AdnKronos:I jihadisti dello Stato Islamico (Isis) in Siria sono stati colpiti dalla leishmaniosi, Malattia letale se non curata. Lo Riporta il quotidiano Britannico The Mirror, sottolineando che l'Infezione si sta propagando rapidamente per via delle scarse condizioni di Igiene e finora ha colpito 100 mila persone. Il numero maggiore di casi e stato registrato a Raqqa.

Per una comprensione seria della malattia sarebbe opportuno leggere qui

In tutta sincerità, credo che non ci dovrebbe importare niente il fatto che anche i jihadisti ne sono colpiti, anzi… Va detto che la malattia è considerata endemica in molte parti del mondo e che,pertanto, esistendo costantemente focolai della stessa, la notizia in se non è notizia; se la malattia colpisce anche l’uomo, non si vede perché i jihadisti dovrebbero esserne immuni. Caso mai diventa un problema nel momento in cui prende la forma di epidemia o pandemia ma, a quanto sembra, la diffusione dovrebbe avvenire solo attraverso la puntura di insetti.  

Bah, forse che, chi a diffuso la notizia, spera che l’Isis si sciolga al sole causa malattia?


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Renzi: non caccio indagati,ci si dimette per questioni politiche
post pubblicato in NOTIZIE, il 22 marzo 2015


"Non caccio gli indagati… ci si dimette per questioni politiche ed etiche non per gli avvisi di garanzia. Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia. Per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione"

Queste frasi le ha dette Matteo Renzi in una intervista a Repubblica escludendo che dopo Maurizio Lupi, ora tocchi ai sottosegretari dare le dimissioni.

Già, la costituzione. Però, quando una persona è indagata è perché ci sono indizi che portano a lui, perciò, se è vero che una persona è innocente fino alla condanna – e questo significherebbe che non dovrebbe andare in prigione a meno che non abbia la possibilità di inquinare le prove – è

altrettantovero che, durante un’indagine in cui la persona è coinvolta, detta persona nondovrebbe ricoprire incarichi fino alla sentenza. A maggior ragione se il reatodell’indagine riguarda l’etica professionale negli appalti pubblici.  

Insomma, il grande rottamatore, come tutti o quasi, cede difronte agli interessi politici.


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Il difficile di essere anziani.
post pubblicato in NOTIZIE, il 13 marzo 2015


La nazione

Anzianotrovato morto dopo mesi nella sua abitazione, a San Pietro a Grado, Pisa. A darel’allarme una vicina che non lo incontrava più da mesi. L’anziano viveva solo enon aveva rapporti con una sua cugina, unica parente.

Bene,a parte il fatto che non accorgersi dell’anziano vicino di casa non si vede piùin circolazione è a dir poco un disinteresse totale verso gli altri, in questofatto emerge tutto il qualunquismo del nostro mondo. Un vicino anziano solo, aldi la del suo carattere, magari introverso, meriterebbe molta più attenzionedai vicini e dall’amministrazione pubblica (intendiamoci, non voglio incolparenessuno, tanto meno i vicini, se non l’indifferenza dell’uomo moderno e inparticolare delle strutture pubbliche). Non intendo dire che i vicini devonointeressarsi dei suoi bisogni, ma almeno quel po’ di attenzione verso ilprossimo non guasterebbe. Questa persona magari sarebbe morta comunque, magarigli è preso un infarto, per il momento non si sa, ma se pensiamo a quanti anziani,o comunque persone sole, perdono la vita per mancanza di ogni tipo diassistenza c’è da star male; vien voglia di non diventare anziani se si è soli.Sarebbe, forse, bastato aiutarlo a farsi assistere dai servizi sociali, magariper il pranzo, come succede anche nei piccoli paesi, o magari passare ognitanto a salutarlo o, al limite, se non si vede in giro fare un salto a casa;anche a costo di sentirsi dire: fatevi i cavoli vostri.

Maforse la colpa non è dei vicini, forse la colpa è dell’amministrazione pubblicache non mette l’attenzione necessaria affinché questi episodi non succedano, o nonha soldi da spendere per l’assistenza. Sta di fatto che questo è uno dei tantiepisodi di persone sole che muoiono per mancanza di solidarietà a tutti i livelli. 

Masembra che l’anziano, oggi, con la scusa della crisi, sia lasciato sempre più ase stesso.


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permalink | inviato da vfte il 13/3/2015 alle 13:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Los Angeles, Usa: senza tetto ucciso dalla polizia con cinque colpi di pistola.
post pubblicato in NOTIZIE, il 3 marzo 2015


Il Post The New York Times

Un senzatetto viene ucciso a Los Angeles dopo essere stato fermato come sospetto per una rapina avvenuta nella tendopoli di senzatetto in un quartiere della città.

Secondo i poliziotti, il poveraccio avrebbe reagito in modo violento quando si sono avvicinati, avrebbe anche cercato, durante la colluttazione, di impossessarsi della pistola di un poliziotto. Stando al video registrato da un testimone, si sentirebbe il ronzio di un taser e poi gli spari che hanno ucciso il senza tetto.

Secondo i senzatetto accampati nel quartiere, invece, i poliziotti stavano cercando, sotto la pressione di civili che non vedono di buon occhio l’accampamento, di farli sgomberare , ma visto che parecchi si sono opposti,hanno deciso un’azione esemplare. Tutti i giorni, dicono, i poliziotti molestano le persone. E poi, aggiungono, la polizia è addestrata a far fronte a situazioni del genere, come è possibile che 4-6 poliziotti non siano riusciti a bloccare un solo uomo?

Insomma, siamo di fronte a una storia che, ormai, si ripete di frequente: la polizia Usa uccide persone disarmate e, in prevalenza, diseredati. Se questo è il senso della sicurezza Usa che vogliono “esportare” nel mondo, è meglio che se lo tengano. Questo non significa che da noi non succedono cose del genere, anzi, succedono anche se con modalità diverse.

Ma quello dei senza tetto è un problema a se dato che molti di loro prima erano persone normalissime e sono finite sulla strada “grazie” a un sistema economico basato essenzialmente sulla libertà totale dei datori di licenziare coloro che non rispondono alle loro esigenze; il tutto condito con un welfare ridotto ai limiti minimi.Questo, con la crisi, ha portato ad un aumento dei senzatetto nelle grandi città; aumento che, però, non è ben visto dai“normali” cittadini, e in modo particolare dai commercianti. Questi fanno pressione affinché non si dia loro cibo per la strada (cosa che fanno normalmente le associazioni di volontariato) perché, dicono, i senzatetto, in questo modo, non se ne andranno più, rovinando i loro affari. Inoltre, le pressioni hanno portato molte amministrazioni a porre delle restrizioni contro chi aiuta i senzatetto.

Insomma, un problema che nasce dal sistema viene visto non come segnale di inadeguatezza del sistema stesso che andrebbe modificato, ma come un “incidente collaterale” che va “buttato”come una qualsiasi “cosa inutile”.  


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Scritte vergognose sul sito del sindacato degli agenti Alsippe
post pubblicato in NOTIZIE, il 23 febbraio 2015


È una vergogna quello che agenti della polizia penitenziariahanno scritto sul sito di un sindacato di agenti, l'Alsippe inmerito al suicidio di un romeno nel carcere di Opera. Frasi come “meno uno”,“un rumeno in meno”, “mi chiedo cosa spettino gli altri a seguirlo”, lascianopensare che la situazione nelle carceri non sia solo questione di posti maanche di cultura degli agenti penitenziari. Certo, non si può certo fare d’ognierba un fascio, ma a volte bastano pochi per rovinare quello che potrebbeessere un buon servizio. Comunque, oltre a essere una vergogna, è anche ilsintomo di una realtà che, purtroppo, non lascia dubbi sulla cultura deiservizi di ordine pubblico in Italia. E a nulla vale la cancellazione deicommenti dal sito, così come non serve a niente l’inchiesta interna, poiché iprovvedimenti che verranno presi non cambieranno la situazione culturale degliagenti che, al di la della situazione in cui operano, sono comunque tenuti aconsiderare il carcerato come individuo con diritti. Ed è proprio la costituzione a sancirne i diritti con  l'art. 27 al terzo comma (12): "La responsabilità penale è personale.L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le penenon possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devonotendere alla rieducazione del condannato. Nonè ammessa la pena di morte”, pertanto, oltre ad essere luoghi di pena (nel senso che l’individuo che hacommesso un reato viene allontanato temporaneamente – a secondo della condanna- dalla società), sono anche di recupero sociale. Questo indica che icarcerati, che hanno dei diritti inclusi quello al lavoro e all’istruzione, devono essere trattati, comunque e al di la delle convinzionipersonali dell’agente, in modo che non contrasti con il principio di umanità laquale riconosce a tutti, liberi e carcerati, il diritto alla dignità umana.

Le frasi scritte non lasciano dubbi sullatendenza degli agenti che scrivono queste frasi ad una visione della giustiziaalquanto negativa in rapporto all’attuale sviluppo legislativo iniziato neldopoguerra.

Due pesi due misure
post pubblicato in NOTIZIE, il 18 gennaio 2015


 Una mamma divorziata, un marito musulmano e una figlia rapita dal marito dopo il divorzio per punire la moglie che l’ha lasciato.

«Sono contenta che Greta e Vanessa siano state liberate, ma allo stesso tempo sono rammaricata perché in tre anni per mia figlia non si è mosso nulla e lei non ha nemmeno deciso di andare laggiù, ce l'ha portata il papà di forza. Lo Stato usa due pesi e due misure, anche io pago le tasse». 

Sono parole dure quelle di Alice Rossini, madre di Emma che da quando aveva ventuno mesi vive col padre in Siria.

La storia è semplice; la madre decide di separarsi dal marito, questi, per ritorsione, porta la figlia,con l’inganno, in Siria e non torna più. La madre denuncia il fatto ma, fino ad oggi, non c’è stato nessun progresso, o disinteresse delle autorità?  

È comprensibile la rabbia della mamma visto che in questi anni, lo stato italiano si è prodigato a “recuperare”quegli italiani che, vivendo in paesi a rischio, sono stati rapiti; sembra sborsando anche un bel po’ di milioni. È comprensibile perché la vicenda lascia intendere che ci sono interessi anche in campo umanitario. Così come è incomprensibile il disinteresse delle autorità perché la denuncia della madre è diventata un caso di rapimento internazionale, probabilmente a fronte dei soldi (200000€) che il padre avrebbe chiesto per restituire la figlia, e questo lo rende un rapimento a scopo di estorsione.

Un caso del genere lascia l’amaro in bocca a quanti credono ancora nella giustizia umana; amaro perché detta giustizia è elargita con due pesi e due misure.

Nei tribunali campeggia la scritta “ la legge è uguali per tutti”. Ma non è così.


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Vitalizio per la famiglia del cameriere bengalese ucciso a Pisa
post pubblicato in NOTIZIE, il 30 novembre 2014


La repubblica

Quanto segue non vuole essere un insulto alla vittima, morire a 34 anni senza apparente motivo è sicuramente dura e l’assassino dovrebbe pagarla molto cara,  ma una critica all’attuale tendenza dei politici a soddisfare più le esigenze degli immigrati di quelle degli italiani.

A quanto sembra, l’Italia non è così in crisi come dicono.

L’Inail ha deciso di dare un vitalizio di duemila euro alla famiglia del giovane di trentaquattro anni ucciso il tredici aprile scorso con un pugno da un giovane tunisino alla fine del suo turno di lavoro fuori dal locale mentre si apprestava a tornare a casa. L’Inail corrisponderà l’assegno direttamente alla famiglia in Bangladesh.

Esiste una legge (infortunio in itinere) (Decreto Legislativo - (DLG)n. 38 del 23 febbraio 2000, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 50dell’1/03/2000) che, in caso di infortunio durante il tragitto per recarsi o tornare dal lavoro, corrisponde un vitalizio ai superstiti (familiari), ma non viene menzionata l’aggressione. Dunque,legalmente, alla famiglia non dovrebbero corrispondere nessun vitalizio.

Certo,detta così, a molti sembrerà una carognata, ma è da vedere se questa regola poi varrà anche per altri, in modo particolare agli italiani.

Mail problema è un altro. Se pensiamo a quante persone in Italia - disoccupati,precari, pensionati con la minima, persone senza casa, ecc. – vivono al limite o sotto il livello di povertà, allora il fatto può essere visto sotto una luce che non è solo quella di assistere i migranti, ma lo scempio che si sta facendo dell’Welfare in Italia. Il problema ovviamente non può essere considerato dal punto di vista ne morale ne,tanto meno, ideologico, poiché il coinvolgimento, sia dei cittadini che delle forze politiche, è trasversale. Certo,i cittadini coinvolti fanno parte della classe medio bassa, ma politicamente e moralmente sono diversi.

Dunque,il problema riguarda l’appartenenza. L’appartenenza al popolo italiano che pagale tasse e che, da una parte si vede depauperato dei suoi diritti acquisiti in anni di lavoro o dal non lavoro “forzato” come i giovani d’oggi, dall’altra viene “deriso” proprio da coloro che dovrebbero difenderlo e che, invece, s’inventano diritti per persone che non sono italiani e neanche vivono in Italia.

Già,la famiglia della vittima è tornata al suo paese d’origine, il Bangladesh. Un paese povero. Un paese che Secondo la Banca mondiale, “nel 2010 il Bangladesh è stato il paese in cui gli operai guadagnavano di meno al mondo. Lo stipendio medio di un operaio bangladese equivale a meno di 30 euro al mese, anche se alcuni stabilimenti pagano qualcosa di più per attirare manodopera”. Dunque, 2000 euro mensilità un reddito che la maggioranza degli italiani non riuscirà a realizzare durante l’arco della loro vita, mentre in Bangladesh è, come minimo, un reddito da classe medio alta, pertanto, prendendo per buone eventuali giustificazioni di tale “regalo”, vien da pensare come mai ci sono milioni di italiani costretti a condurre una vita povera o al limite della povertà, famiglie che non hanno il necessario per far fronte a malattie disabilitanti e altri milioni a vivere una vita nella totale incertezza del futuro.

Ovviamente, questo è solo un esempio di tanti.


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Coleotteri nell’acqua minerale
post pubblicato in NOTIZIE, il 26 novembre 2014


Coleotteri nell’acqua minerale

Cosa può succedere ancora in quest’Italia già disastrata? Peggio di così…risponderete voi, non si può andare. Eppure… qualcosa di peggio succede ogni giorno, quelle piccole cose che rende impensabile che si stia facendo il meglio per migliorare.

Ad esempio, può succedere che nelle bottiglie di acqua minerale – di quale marca,purtroppo, non viene specificato - si possono trovare anche coleotteri, vivi e morti. Beh, può succedere, direte, in fondo nessuno è perfetto. Certo, nessuno è perfetto.

Succede,però, che l’azienda produttrice ha affermato, in giustificazione dell’increscioso fatto, che le bottiglie sono state messe vicino alle farine, si! Proprio così;vicino alle farine. Come a dire che i coleotteri (delle farine?), trovandosi vicini alle bottiglia d’acqua, hanno pensato bene di farsi un bagno; comunque rimane un mistero come possano essere penetrati nelle bottiglie senza effrazione,perché, a questo punto, il mistero è meglio che resti tale, altrimenti… c’è il rischio di vedersi scassinato l’appartamento.

Piccole cose, dicevo, che danno la misura dell’inefficienza delle leggi e dei controlli sulla loro applicazione. 


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Morire a dodici anni per una pistola giocattolo
post pubblicato in NOTIZIE, il 24 novembre 2014


Ilmessaggero

 

ACleveland negli Usa, due poliziotti sparano a un dodicenne di colore perchéritenevano che avesse una pistola; però la pistola era un giocattolo.

Idue poliziotti, messi in allerta da una chiamata che riferiva che in un parcoun ragazzo stava maneggiando una pistola – secondo la registrazione, il testimoneche ha chiamato ha anche detto che la pistola poteva essere un giocattolo -, sisono recati sul posto e, individuato il ragazzo, gli hanno intimato di alzarele mani, questi, invece, ha portato la mano alla cintura per estrarre lapistola, a questo, punto i due poliziotti hanno sparato colpendolo allostomaco. Il ragazzo è morto dopo qualche ora dal ricovero in ospedale. Secondoil portavoce della polizia, i due poliziotti hanno scoperto che si trattava diuna pistola giocattolo dopo aver sparato.

 Abeh, comodo! Il problema, però, non è questo ma l’aggressività della poliziache di fronte a una situazione di presunto pericolo, probabilmente, ha l’ordinedi sparare e poi verificare; questo, probabilmente, anche di fronte a unragazzino di dodici anni.

Tral’altro, se secondo la registrazione della chiamata risulta che il testimone haeffettivamente avvisato che il presunto “criminale” era un ragazzo e chesembrava stesse maneggiando una pistola giocattolo, la reazione della polizia,non solo è stata eccessiva, ma anche “criminale”. Questo anche al di la deglieventi delittuosi che si registrano frequentemente in Usa.

D’altraparte, non è la prima volta che succede e nella maggior parte dei casi levittime sono neri.


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Contestata lettura in classe di “sei come sei” di Melania Mazzucco
post pubblicato in NOTIZIE, il 2 maggio 2014


  «La religione cattolica cristiana, come tutte le religioni monoteiste,non è assoluta perché afferma una “verità”,  ma perché pretende che la “sua verità” sia validaper tutti poiché rappresenterebbe l’unica via per la “salvezza”. È in base a questo principio“assoluto” che operano le religioni monoteiste e, pertanto, tutte le presunte“aperture” sono in funzione della loro affermazione, ovvero, la salvezza sirealizzerà solo nel momento in cui gli uomini si conformeranno alla lororeligione».

Unesempio di quanto detto sopra si è appena verificato al liceo Giulio Cesare diRoma dove in due classi è stata fatta la lettura del libro “Sei come sei” diMelania Mazzucco che narra la storia di una ragazza di undici anni con duepadri omosessuali.La lettura rientra nella strategianazionale adottata dal ministero delle pari opportunità del governo italianoper ottemperare alla direttiva del Consiglio d’Europa in merito allaprevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamentosessuale e sull'identità di genere.

Questoindica l’interesse europeo a superare le discriminazioni omofobe - che,purtroppo, in Italia, ma anche in Europa, sono forti – attraverso l’educazionea partire dalla scuola. Il progetto, come è ovvio supporre, non si basa sull’insegnamentodel rapporto sessuale ma sul dare ai giovani una giusta visione delle diversitàculturali e le diverse tendenze sessuali, e i diversi problemi che comportano,presenti nella società affinché possano accettarne i presupposti senza discriminazioneed, eventualmente, affrontarli senza traumi.

Purtroppo,in Italia è forte la tendenza omofoba anche da parte di una certa frangia delcattolicesimo che vorrebbe che gli omosessuali siano “curati” o che nonpratichino la loro sessualità. Pertanto, per capire il senso della denuncia, aldi la delle motivazioni addotte dai denuncianti, che mette sotto accusa unbrano dove si parla in modo esplicito del rapporto orale di uno dei padri, bastaleggere una delle motivazioni che dice che: c’è anche una strategia dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar), dipendente dal ministero delle PariOpportunità, per istigare a “vivere la sessualità in unaprospettiva esclusivamente omosessuale.

Dunque,il problema non è la pornografia, come scritto nella denuncia, ma l’omosessualitàe, di conseguenza, l’unione tra omosessuali, le famiglie omosessuali o transgender e l’adozione agli omosessuali.

All’internodel cattolicesimo, se per certi credenti l’avversione all’omosessualità si basasull’insegnamento biblicoche condanna la pratica dell’omosessualità come atto peccaminoso e, pertanto,da debellare, per altri invece, la paura atavica di fronte all’omosessualità,come nella frase sopra, nasce forse dalla credenza che essa possa influiresulle scelte omosessuali di tutti, ovvero, che se lasciassimo liberol’omosessuale renderebbe omosessuale il genere umano; di fatto, sel’omosessualità viene vista in tal senso, è l’omosessuale che creal’omosessuale. Una teoria alquanto fuori dalla realtà dato che, l’omosessuale, comel’eterosessuale, nasce da coppie eterosessuali. Un’altra credenza, anch’essairreale, è l’equiparazione con i pedofili dal momento che pedofilo è anchel’eterosessuale.

Intutt’e due i casi, comunque, è forte l’avversione all’omosessualità poichéesprime un diverso approccio al rapporto sessuale; l’innamoramento, e ilconseguente rapporto, di due persone dello stesso sesso è ritenuto contronatura perché si crede che dio creò l’uomo eterosessuale. L’essere omosessuale,pertanto, viene fatto risalire ad una deviazione dalla natura così come lavoluta dio. 

Pertanto,una lettura guidata dei rapporti tra: omosessuali, eventuali figli edeterosessuali, serve a sfatare dette credenze e a chiarire l’inconsistenzadella regola biblica e non a “creare” omosessuali. Ma,più di ogni altra cosa, serve a evitare comportamenti lesivi nei confronti deigiovani omosessuali che, come dimostrato dalla cronaca recente, possonoarrivare anche al suicidio. Perciò, a meno che dette persone non intendano“eliminare” l’omosessualità eliminando lo stesso omosessuale, una letturaguidata dell’omosessualità, anche attraverso l’opera letteraria che dimostra dianalizzare il problema attraverso una storia, non può che essere condivisa;tutt’al più si potrebbe richiedere, anzi, pretendere, il coinvolgimento deigenitori nella scelta delle opere da discutere. Ma per fare ciò ci vuoleapertura verso il diverso, apertura che può verificarsi solo se si smette dipensare in termini ideologici e religiosi.

La Asl, alla richiesta di aiuto risponde: Mi spiace, è pasqua, richiami martedì.
post pubblicato in NOTIZIE, il 21 aprile 2014


LaAsl, alla richiesta di aiuto risponde:Mi spiace, è pasqua, richiami martedì.

Vabbe che è pasqua e tutti hanno diritto a festeggiare l’evento o, comunque, al riposo del giorno festivo. Vabbe, ma, perché c’è un ma in tutte le cose di questo mondo, alla richiesta di soccorso sentirsi rispondere dalla Asl: mi spiace, è pasqua e domani pasquetta, ci sentiamo martedì, è una cosa che lascia interdetti anche i più cinici di noi.

È successo a Locorotondo in provincia di Bari che il figlio di una malata di Sla –ad alta intensità assistenziale -, avendo bisogno dell’intervento del medico di riferimento della Asl addetto alle urgenze perché c’era bisogno di sostituire la cannula tracheostomica che permetteva alla madre di respirare e che era danneggiata, pertanto da sostituire; operazione che solo un medico può fare - proprio per situazioni di questo genere,in questo tipo di pazienti, la Asl di Bari ha una sorta di numero verde con un professionista da chiamare all'occorrenza – ha chiamato la Asl dove, però,invece del solito medico con cui era in contatto, ha risposto un altro dicendogli che il collega era in ferie, che lui non poteva aiutare e che non c’era nessun’altro riferimento; avrebbe potuto, però, chiamare martedì; sa, oggi è pasqua e domani pasquetta. Ma la signora non sarebbe arrivata a martedì se il figlio non avesse chiamato un medico amico che, gentilmente e seguendo il principio deontologico, si è prestato a cambiare la cannula donando alla “vittima”un po’ di vita in più.

Vabbe,come dicevo sopra, è pasqua, e tutti hanno i loro diritti. Ma la pasqua è anche il giorno di resurrezione e di riconciliazione e, proprio per questo non si dovrebbe lasciare i bisognosi da soli.

Tanti medici,forse troppi, si dedicano all’obiezione di coscienza in merito all’aborto,giusto anche se non condivisibile, ognuno vive in base ai propri principi, mala vita non è solo quella che deve nascere, la vita è tutto ciò che, appunto,vive e se l’anziano o l’ammalato ha bisogno, ci deve pur essere qualcuno preposto, proprio in quel giorno, ad assisterlo.

Penso che,per un cristiano cattolico, assistere gli ammalati nel giorno di pasqua sia il modo migliore per festeggiare perché sarebbe proprio nello spirito del messaggio della pasqua.


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Morire a sedici anni per una delusione d'amore
post pubblicato in NOTIZIE, il 11 novembre 2013


Il messaggero

Succede a Pescara che un sedicenne s'impicca perché la ragazza, anch'essa sedicenne, che aveva conosciuto in chat decide di rompere con la "relazione virtuale".
I due ragazzi non si erano mai visti, la frequentazione era puramente virtuale attraverso una chat. Come fosse nata la loro relazione e su cosa si basasse non è dato saperlo, anche perché, che il suo estremo atto sia stato determinato dalla delusione di essere lasciato, l'ha scritto su di un biglietto prima di morire.

Lascia perplessi che un ragazzo di sedici anni s'innamori al punto di scegliere la morte perché lasciato, tanto più che la "relazione", essendo virtuale, non avrebbe dovuto comportare un disagio così profondo.
Lascia perplessi perché a quell'età un ragazzo dovrebbe pensare a divertirsi, oltre che a studiare, dovrebbe pensare a formarsi, a fare esperienze che lo fortifichi per affrontare proprio eventi come quello di essere lasciato.
Innamorarsi a sedici anni è capitato a tutti. E' l'età dell'adolescenza dove l'uomo già uscito dalla pubertà si prepara alla vita da adulto. E' un'età travagliata perché l'adolescente, se da una parte sente ancora il bisogno della protezione famigliare, dall'altra sente già la necessità di emanciparsi dalla famiglia e questo lo porta a una conflittualità sia sul piano famigliare che quello sociale. Insomma, un adolescente, maschio o femmina che sia, più che pensare al suicidio, è portato a criticare tutto ciò che non rientra nella sfera delle sue esperienze.

Allora perché un adolescente, di fronte a una situazione normale a quell'età, si suicida? Quali possono essere le cause di un'azione così estrema?

Troppe cose sono cambiate, e troppo in fretta, nell'educazione dei minori. Troppe leggi che pretendono di proteggere il minore ma in realtà tolgono ai genitori la possibilità di intervenire e spingono gli adolescenti a non vedere più la famiglia come rifugio, nei momenti di sconforto, proprio perché il genitore non può avere la mano ferma con il figlio.
In questo modo si è tolto all'adolescente la guida, ovvero, la persona di riferimento che, però, non deve essere, specialmente per il maschio, colui che tutto permette. Perché il problema è proprio l permessivismo che può, nella mente dell'adolescente, essere interpretato come indifferenza nei suoi confronti.
Ecco che allora l'adolescente, pur sentendosi in diritto di fare e pretendere tutto dai genitori, come fossero in dovere di soddisfare tutti i suoi capricci, nel momento di crisi, proprio perché abituato a non vedere il genitore come un punto di appoggio ma, al contrario, lo vede come una persona da "sfruttare". E proprio perché troppo permissivi, non vede in loro le persone adatte ad aiutarlo ad interpretare l'esperienza vissuta. Ed è triste questa perdita di ruolo dei genitori, tanto più perché si togli all'adolescente quell'appoggio necessario a diventare adulto.
In questa situazione, è ovvio che l'adolescente si senta confuso. Non basta l'educazione sociale a formare culturalmente una persona, e neanche i nuovi "giocattoli" elettronici che, pur essendo utili al fine dello studio, rimangono sempre delle macchine, e neanche i riferimenti esterni possono aiutare un adolescente poiché questi strumenti non possono sostituire il rapporto tra genitore e figli.

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Berlusconi e il nazismo italiano.
post pubblicato in NOTIZIE, il 7 novembre 2013



"I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso". Così Berlusconi risponde alla domanda se sia vero che i figli gli hanno chiesto di vendere e di andare via . Le dichiarazioni del Cavaliere sono contenute nel libro di Bruno Vespa .
Il cavaliere si difende affermando la sua amicizia col popolo ebraico e che la frase è stata estrapolata, a fine strumentale, da un discorso più ampio.

Purtroppo, per lui, che la frase sia o no estrapolata non cambia il significato. Non lo cambia perché la storia degli ebrei durante il nazismo è tutt'altro che la storia della famiglia Berlusconi e facendo il paragone la si sminuisce. Si sminuisce la portata drammatica di quel periodo. Ma non solo. Si sminuisce anche il significato intrinseco al dramma: l'eliminazione totale e metodica di un popolo.

Cosa centra la famiglia Berlusconi e le sue vicende con quel dramma? assolutamente nulla! 
E allora perché paragonarsi agli ebrei? A un popolo spogliato di tutto, degli averi materiali, della dignità sia di individui che di popolo e della vita?
Non risulta da nessuna parte che Berlusconi, e la sua famiglia, abbia subito un trattamento del genere, semplicemente, è stato condannato per fatti realmente commessi. 

Fare certi paragoni è oltremodo offensivo non solo per gli ebrei ma anche per quanti credono nello stato di diritto poiché è come affermare che l'Italia, dove esiste lo stato di diritto, in realtà sia uno stato nazista.

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La lapide nera fuorilegge.
post pubblicato in NOTIZIE, il 7 novembre 2013


Corriere della sera
Brescia oggi

Una lapide nera nel cimitero di Paderno Franciacorta sta diventando un problema per il sindaco che impone la sua rimozione e spostamento in altro luogo del cimitero stesso pena la sua demolizione.
La lapide è sulla tomba di un giovane russo morto in un incidente motociclistico ed è nera secondo la tradizione ortodossa (religione della famiglia del giovane) che vuole, in caso di morte improvvisa, appunto la lapide nera.
Il sindaco, però, impugnando il regolamento del cimitero che consente la posa di lapidi soltanto bianche, non ci sta e impone la rimozione. Lo stesso sindaco, però, ci tiene a precisare che non c'è nessuna campagna contro la famiglia  e che la sua azione non ha uno sfondo religioso ma riguarda unicamente il regolamento.
Ma neanche la famiglia ci sta e ha dato inizio alla raccolta firme per modificare il regolamento.

Inutile dire che un regolamento del genere non ha nessun senso e che lede i diritti di quanti, per un motivo o l'altro, vorrebbe una lapide di diverso colore. E neanche si capisce da cosa sia stata determinata la scelta di usare unicamente il colore bianco. E se consideriamo anche la partecipazione di tanti giovani del paese nella raccolta firme e che di firme se ne stanno raccogliendo molte indica che il regolamento, in merito al colore delle lapidi, non è poi tanto condiviso.
Inoltre, una amministrazione locale ha il dovere di soddisfare tutte le esigenze presenti nella popolazione, in modo particolare quelle che traggono fonte dalla religione poiché non è vero quanto sostiene il sindaco, che la religione non c'entra. C'entra e come dal momento che la scelta della famiglia fa riferimento ad essa e nessuno ha il diritto di opporsi. 
E' vero che i regolamenti vanno rispettati, ma è altrettanto vero, e ancor più importante, che un regolamento non deve ledere il diritto di nessuno. Un cimitero è luogo pubblico, costruito con i soldi di tutti, almeno di quanti pagano le tasse, pertanto, il regolamento deve tener conto delle esigenze di tutti e se questo non succede va cambiato immediatamente!



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Nuova strage negli USA: quindicenne uccide cinque persone tra cui 3 bambini.
post pubblicato in NOTIZIE, il 21 gennaio 2013


Ansa   
Di nuovo cantano le armi facili negli USA, 
un canto di morte e dolore che, di nuovo, scuote, o dovrebbe, le coscenze di quanti si stanno adoperando per la loro limitazione. 
Di nuovo cantano e di nuovo è strage di innocenti, ma le coscienze che queste stragi provocano non si scuotono, anzi, si difendono dalle accuse loro rivolte.

L'assassino è stato arrestato: un quindicenne (sempre che sia stato lui)
La polizia indaga sul movente: a che scopo?

Forse che assicurando un omicida alla giustizia si ferma la strage?
Forse che scoprendo il movente si eviteranno altre stragi?

Il mondo è pieno di assassini, anzi, tutti siamo potenziali assassini!
Tutti, di fronte all'ingiustizia, o a quella che ha noi sembra un'ingiustizia, o quando siamo psicologicamente "instabili"  a causa di forti stress, pensiamo ad azioni estreme.  
Cosa ci ferma? 
La consapevolezza di un'azione inutile e negativa sia per gli altri che per noi o la paura della legge e l'impossibilità di procurarci armi senza doverle denunciare?
Credo tutte e tre le cose. 

Tutti siamo consapevoli della negatività della violenza così come tutti subiamo ingiustizie e siamo sottoposti a stress, pochi, però, arrivano a una soluzione violenta. Perché?
Vedo una solo risposta a questa domanda: la possibilità di accedere alle armi. Possibilità che negli USA è alla portata di tutti, sia per l'acquisto che per l'utilizzo.
Nella casa dove sono stati trovati i corpi c'erano parecchie armi e, a quanto sembra, alla portata di tutti i componenti della famiglia, perciò e a meno che fosse un covo di delinquenti, l'assassino quindicenne poteva accedervi e usarle liberamente.
Perciò, il fulcro del problema è tutto qui! La confidenza con le armi e la convinzione che il loro uso per motivi personali sia moralmente lecito.

Qualcuno ha detto che, comunque, i criminali - che sono i più probabili assassini - le armi le trovano comunque. Vero, ma in questi casi non si tratta di criminalità, queste persone non sono criminali ma persone normali che hanno a disposizione un armamentario pronto all'uso. Inoltre, c'è anche la possibilità che anche i minorenni vengano addestrati in casa ad usarle secondo il principio della difesa in caso di aggressione.

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LA TRAGICITA' DELLA MORTE; ESSERE MESSI IN PARCHEGGIO
post pubblicato in NOTIZIE, il 16 gennaio 2013


Il messaggero      

Succede a Roma, al cimitero di Prima Porta, che i defunti devono essere parcheggiati nei depositi del cimitero per una ventina di giorni in attesa di essere sepolti o cremati. Sembra che ci siano centinaia di bare, col passeggero dentro, in attesa di partire per l'ultimo viaggio. 

Insomma, quel che un tempo era un viaggio sicuro, oggi sembra diventare sempre più l'ennesima avventura vissuta nostro malgrado; neanche fossimo merce scaduta da smaltire. 

Una situazione surreale se si considera che nessuno vorrebbe intraprendere il cosiddetto ultimo viaggio, trovarsi poi intrappolati in fila come al supermercato o come sull'autostrada è il massimo della sfiga. 

Vien da pensare che neanche la morte, come le stagioni, non è più come una volta. Che s'è perso il senso del rispetto del lutto, che, in fondo, quando uno è morto è morto punto. Che il passeggero dentro a quelle casse impilate non sia altro che il prodotto scaduto della fabbrica vita. 

SI sa che la vita scade per tutti e che l'essere umano dall'erectus al sapiens, in qualsiasi latitudine, longitudine, colore e cultura, da sempre nutre un rispetto reverenziale per i defunti e che da sempre li onora. Sembra, però, che il sapiens sapiens, versione moderna del sapiens, abbia perso i connotati del rispetto reverenziale verso i defunti. Sembra che anche dopo la nostra dipartita si debba continuare a rispettare quelle regole socio/economiche, più economiche che socio, che ci hanno accompagnato (o tartassato?) per tutta la vita. 

Non basta prenotare, acquistandolo, il loculo o la buca o il forno per essere sicuri che la partenza avvenga in orario.  

Questo dio grasso, opulento che si rigenera continuamente nutrendosi delle nostre necessità, da buon padrone ci segue fino alla fine lasciandoci, però, subito dopo averci fatto versare l'ultimo obolo. 

 
 


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Roma: i vigili urbani chiedono moto slitte per emergenza neve.
post pubblicato in NOTIZIE, il 12 gennaio 2013


L'Ospol (Organizzazione sindacale delle polizie locali) chiede al sindaco Gianni Alemanno «l'immediata assegnazione al personale di almeno 20 motoslitte, una per ogni comando municipale, l'installazione di gomme anti-neve per le autovetture adibite al pronto intervento e la fornitura dello stesso vestiario assegnato al personale della protezione civile.      

Cosa se ne faranno di 20 moto slitte i vigili urbani di  Roma solo loro lo sanno. Passi per l'attrezzatura invernale per auto e persone, ma le motoslitte? E tutto in previsione di una nevicata che, anche se straordinaria per Roma, avrà sempre una duratura di una giornata, forse neanche. 

 Certo, un'eccezione può sempre capitare, ma poi?, Che fine faranno quelle motoslitte? Rimarranno nei magazzini, magari per anni?  

Perfino nei comuni di montagna, dove sarebbe più logica una simile richiesta , le forze dell'ordine non hanno a disposizione motoslitte per il loro servizio. Di solito, tali comuni si affidano alla pulizia delle strade; magari utilizzando mezzi privati per non avere in magazzino mezzi fermi per la maggior parte dell'anno.  

Insomma, in Italia non si perde mai l'occasione di spese inutili che servono solo a soddisfare piccoli egoismo di parte infischiandosene della situazione in cui versa la maggioranza dei cittadini.  

Assolto dal tar dopo aver bruciato il collo ad un disabile autistico; ma è giustizia questa?
post pubblicato in NOTIZIE, il 25 novembre 2012


il Centro  
Nei giorni scorsi, il Tar dell’Aquila ha riammesso nella scuola, da dove era stato espulso per un atto di bullismo RIPROVEVOLE: , un ragazzo colpevole d’aver BRUCIATO, CON UN ACCENDINO, IL COLLO AD UN COMPAGNO SOFFERENTE DI AUTISMO.

La motivazione della sentenza: “L’amministrazione scolastica avrebbe dovuto dare una esaustiva motivazione del perché al comportamento tenuto dal ricorrente fosse applicabile la gravissima sanzione dell’allontanamento dalla comunità scolastica con decorrenza immediata fino al termine delle lezioni. Invece il verbale della giunta esecutiva con il quale è stata irrogata la massima sanzione disciplinare, pur rilevando la gravità dell’episodio, non spiega le ragioni per le quali non poteva essere irrogata una sanzione meno grave rispetto alla gravissima sanzione dell’allontanamento dalla comunità scolastica”.
In pratica, per i giudici è più importante la motivazione del provvedimento che dell’atto in se, vale a dire che, un qualsiasi atto delittuoso comprovato per essere condannato bisogna che i giudici, nel caso specifico l’amministrazione scolastica, devono dare una motivazione valida e spiegare perché non era possibile dare una sanzione meno grave: non basta l’atto comprovato in se .

Inoltre, i giudici evidenziano come i provvedimenti disciplinari irrogati in ambito scolastico debbano avere finalità educative: “nella specie, è stata irrogata la suddetta sanzione senza che l’Istituto si fosse fatto carico di prevedere misure finalizzate a recuperare lo studente”.
Che le sanzioni debbano essere “educative” è giusto, ma qui siamo di fronte a violenza fisica fatta su un ragazzo disabile da un ragazzo presunto “normale”.  
Questo implica, o dovrebbe, una situazione di disagio anche nel ragazzo “normale”, disagio che non credo spetti alla scuola affrontare. - Oggi le vittime di “bullismo” sono considerate vittime di un reato ed hanno diritto ad essere risarcite”. Questo significa che chi compie atto di bullismo compie un reato che può essere civile o penale in base al tipo di “aggressione” che commette. Nel caso specifico i reati che si possono ipotizzare sono due: violenza privata, aggressione o gioco violento e lesioni, e possono rientrare nei reati penali.
Pertanto, il bullo, proprio perché ancora ragazzo, dovrebbe affrontare il suo percorso di recupero con l’appoggio dei servizi sociali in sintonia con la famiglia e con la scuola. La scuola, almeno da quanto risulta dall’articolo, non avendo allertato i servizi sociali e, di conseguenza, anche il tribunale dei minori, si è resa, casomai, colpevole di avere sottovalutato il problema.
Inoltre, nella sentenza si è addirittura arrivati a ritenere il bullo vittima perché costretto a cambiare scuola e, pertanto, ad aver subito danni psicologici ed esistenziali; per questo motivo ha ottenuto un risarcimento di 2500 euro.

Purtroppo, con la sentenza del Tar si è voluto mettere l’accento sul metodo tralasciando il problema reale dando al ragazzo una ragione in più per essere, forse, ancor più bullo.


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La lega querela chi ha scritto frasi razziste accostandole al simbolo della lega nord.
post pubblicato in NOTIZIE, il 12 novembre 2012


Lega Nord
Vi ricordate Matteo Salvini quando alla festa di Pontida del 2009 cantava: Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...Son colerosi e terremotati...Con il sapone non si sono mai lavati..., ebbene, ora lo stesso Salvini dichiara: La Lega Nord ha dato mandato ai propri legali di denunciare tutti coloro che stanno diffondendo via Internet, accostati al simbolo della Lega Nord, frasi deliranti mai scritte né pronunciate da alcun nostro esponente quali “i meridionali sono per me come erano gli ebrei per Hitler e vanno messi nei forni crematori”.

Che la lega non abbia mai scritto frasi del tipo riportate sopra forse è vero, che non sia un partito razzista è falso come è falso pensare che chi le scrive non sia in qualche modo legato alla lega nord. Quella lega che di frasi contro i diversi è campione - lo stesso Salvini era pronto a formare vagoni del treno separati per extracomunitari e il suo collega di partito - così come è campione nel fare leggi razziste tese a separare i diversi dai “normali” che, tra l’altro, per la lega si trovano solo al nord Italia.

Se qualcuno arriva ad abbinare il simbolo della lega a frasi razziste, anche pesanti come quella riportata, non lo fa a caso. Bisogna pensare che la propaganda leghista, da quando è nata, ha sempre rivolto la sua attenzione politica alla limitazione dei movimenti dei popoli - si veda la legge sui respingimenti - definendo coloro che provengono da una cultura diversa inferiori. Pertanto, deve essere ritenuta responsabile in prima persona di coloro che oggi, avendo interpretato la sua propaganda nel modo realistico, ovvero in senso razzista, usano il loro simbolo per esprimersi.
Il fatto che la lega non sia mai arrivata ad affermazioni simili non significa che il suo messaggio non l’abbia fatto, che non sia stato implicito nelle tante affermazioni razziste. Una frase o un pensiero, si sa, può avere molte interpretazioni; sta a chi lo esprime evitare una interpretazione che va al di la delle sue reali intenzioni. La lega evidentemente non l’ha fatto.
Sta di fatto che ieri a Bologna uno slogan macabro - Monti e Fornero, il vostro posto è al cimitero - è stato scandito due volte dal megafono che precedeva una manifestazione della lega nord.

Per i leghisti sarebbe meglio, prima di intraprendere certe azioni, farsi un profondo esame di coscienza, ma è una speranza vana.

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L'uomo e il pianeta: consumiamo di più di quanto la terra ci può offrire.
post pubblicato in NOTIZIE, il 30 agosto 2012


 Green report

Si fa un gran parlare, oggi, dei debiti che gli stati hanno contratto perché superano le entrate e ci si sta attivando per ridurre le spese affinché rientrino al di sotto delle entrate.
E’ ovvio che in una economia sana e senza debiti, le uscite non devono superare le entrate, ovvero, bisogna spendere meno di quanto si guadagna, ovvero, si deve consumare meno di quanto si produce.
Questo comportamento, però, non deve riguardare solo l’economia degli stati (e delle singole persone o gruppi) ma anche il rapporto tra consumo delle risorse naturali e capacità della natura di rigenerarsi.

A quanto sembra, però, sta succedendo esattamente il contrario. L’umanità, al di la delle enormi sacche di miseria esistenti, sta consumando molto più di quanto la natura riesca a rigenerare.
A dirlo è il Global Footprint Network. Nell’agosto di quest’anno, l’uomo ha esaurito le risorse disponibili per l’intero anno 2012. Questo significa che stiamo usando risorse non ancora disponibili, ovvero, stiamo consumando spendendo più risorse di quante ve ne siano a disposizione; le uscite hanno superato le entrate.

Se però consideriamo che la natura non è l’economia umana, non basta ridurre le spese per rigenerarla dal momento che ha ritmi diversi e molto più lunghi e che, in certi casi, il materiale sottratto non è riproducibile. Questo implica che stiamo andando incontro al default del sistema natura perché le materie consumate, inclusa la terra coltivabile, non si possono ripristinare con moneta come se fosse un debito economico.

Materie prime come aria, terra, acqua (ma anche vegetazione), essenziali alla vita umana, animale e vegetale, non possono essere trattate al pari di una qualsiasi merce di scambio. Essendo esse alla base della vita stessa, non possono essere sacrificate sull’altare dell’economia moderna basata sul “consumare per produrre, produrre per consumare”, utile a dare benessere immediato ma estremamente dannoso sul piano del mantenimento dell’economia naturale (certo, ci sono un miliardo di persone che soffrono la fame e la sete, ma l’economia moderna pur producendo in eccesso, non riesce, a causa del sistema socio/politico ed economico, a soddisfare le esigenze di tutti gli abitanti del pianeta).
La coltivazione e l’allevamento intensivi, l’acqua per l’industria e il continuo uso industriale di sostanze altamente inquinanti che vengono disperse sia nel terreno che nell’aria e il taglio delle foreste e dei boschi per ampliare lo spazio fertile per poter coltivare in eccesso e che sta diminuendo drasticamente la capacità della stessa di assorbire l’anidride carbonica che è alla base dell’effetto serra, se risultano utili per soddisfare le esigenze del momento dettate dal sistema socio/economico esistente, nel lungo periodo (che non è poi più cosi lungo) stanno risultando deleterie per il futuro della vita e della stessa umanità.

La politica e la società civile dovrebbero incentrare, in primo luogo, il loro interesse sul mantenimento dell’economia naturale sviluppando, e rafforzando quelli esistenti, sistemi di produzione dove al centro ci sia la salvaguardia del patrimonio naturale. In secondo luogo, non meno importante del primo, sviluppare una divisione equa delle risorse naturali per evitare un futuro di guerre che, alla fine, accellererebbe il disastro, invece di perdersi nei meandri di svariati tentativi di salvare un’economia ormai giunta alla sua fine.

Parlare ancora di crescita (industriale ed economica) basandosi sulla crescita della produzione, ovvero, sulla possibilità di ampliare la produzione di beni di consumo nel tentativo di salvaguardare il benessere basato sul consumo smodato senza preoccuparsi del danno che si reca alla natura in termini di consumo delle risorse, è essenzialmente suicida dal momento che, ormai risulta chiaro, che invertito il rapporto tra consumo delle risorse e capacità di rigenerarle, anche l’economia umana non ne trarrà profitto e che anzi, tenderà sempre più a decadere provocando, oltre ai disastri naturali già in corso, anche il crollo della stessa civiltà.

Aprono cantieri all’Aquila ma versano l’IRAP alla Lombardia.
post pubblicato in NOTIZIE, il 10 luglio 2012


 Ansa

Le impreselombarde che hanno lavorato alla ricostruzione all’Aquila dopo il terremotoaprendo cantieri edili, invece di versare l’Irap alla Regione Abruzzo, l’hannoversata alla Regione Lombardia. L’allarme è stato lanciato dal presidente dellaRegione Abruzzo Gianni Chiodi che dice: l’Irap si paga dove c’è lo stabilimentoproduttivo che, nel caso dell’edilizia, è il cantiere. Per il presidente èinaccettabile che le imprese lombarde abbiano versato l’Irap in Lombardiaanziché in Abruzzo visto che i cantieri si trovano in Abruzzo.  Questo è costato alla regione Abruzzo dai 35ai 50 milioni di euro di minori entrate.

Perché leimprese lombarde hanno versato l’Irap in Lombardia non si sa, sembra comunquenon sia legale e il presidente Chiodi ha posto il problema nelle manidell’agenzia delle entrate e al ministero dell’economia.

Se fossevero ciò che afferma il presidente Chiodi, ci troveremmo di fronte ad uncomportamento, non solo illegale, ma anche di spregio alle leggi da parte diindustriali che, probabilmente, preferiscono rimpinguare le casse della regioned’origine, la Lombardia, anche a costo di infrangere le leggi, piuttosto cheaiutare una regione in difficoltà a causa del terremoto.  L’aver investito capitali in Abruzzo non puògiustificare il mancato versamento della tassa allo stesso anzi, sta solo a dimostrareche l’investimento in una situazione critica è solo un affare come tanti.

Ma perchésuccede questo? Perché aziende che operano in una regione versano l’Irap in un’altra?Da cosa deriva la possibilità per le aziende di agire autonomamente rispettoalle leggi?

Fino a provacontraria, le leggi dello stato sono le uniche valide e la dove gli enti localipossono legiferare, lo possono fare senza snaturare ne raggirare la leggestatale che regola un dato settore.

Eppure sembrache i lombardi lo possano fare!

In dirittura d'arrivo il processo a Anders Behring Breivik; l’accusa chiede l’internamento in istituto psichiatrico.
post pubblicato in NOTIZIE, il 22 giugno 2012


 Corriere
Il processo ad Anders Behring Breivik, estremista di destra norvegese ed autore della strage di Oslo e Utoya, sta giungendo alla fine e l’accusa, per evitare che la condanna sia troppo breve - secondo la legge norvegese, la pena per la strage sarebbe al massimo di 21 anni - chiede l’infermità mentale per incapacità di intendere e volere e che venga internato in una istituto psichiatrico chiuso a vita. La difesa invece chiede che venga ritenuto capace di intendere e volere e chiede il carcere normale .

Leggendo la notizia sembrerebbe che il mondo si sia rovesciato. In realtà segue una sua logica: 21 anni di carcere ad un terrorista stragista di innocenti è, sinceramente, poco. Un simile crimine dovrebbe avere una condanna all’ergastolo, pertanto, se la legge prevede solo 21 anni, è logico trovare una strada diversa affinché detto signore venga tolto dalla circolazione per sempre.
La richiesta, però, deve essere presa per quello che è, cioè come un modo per aggirare le leggi qualora non esprimano la vera necessità sociale di difesa da certi comportamenti.

Sarebbe opportuno, nei casi di terrorismo stragista, che le leggi non prevedano attenuanti o quant’altro che possano ridurre le pene; le pene devono essere certe, definitive e, quel che più conta, mirare ad eliminare dalla circolazione chi commette tali azioni - non solo se di natura politica.

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 22/6/2012 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Possibile strage di piccoli di rondone al castello Sforzesco di Milano.
post pubblicato in NOTIZIE, il 21 giugno 2012


Corriere
La Torre del Filarete coperta dai ponteggi: nei nidi, i piccoli di rondone stanno morendo perché i genitori non riescono a raggiungerli  

Rondoni a rischio al castello Sforzesco di Milano dove eminenti urbanisti hanno deciso di aprire un cantiere per il restauro della torre del Filarete senza curarsi della ben nota nidificazione sulla stessa di migliaia di rondoni per la riproduzione annuale e di altri volatili.
La torre è stata coperta, come si vede in foto, completamente dai ponteggi e completamente chiusa in modo che i rondoni adulti non possono entrare per dar da mangiare ai piccoli nel nido e neanche a dare il cambio al compagno che li accudisce.
Secondo il Wwf e il gruppo ormitologico lombardo, migliaia di piccoli sono destinati a morire … di fame.
Inoltre, sempre secondo il Wwf e il gruppo ornitologico, sarebbe bastato aspettare circa un mese perché i rondoni arrivano in aprile e verso la metà di luglio sarebbero ripartiti per l’Africa.

Una strage, questa, che nasce unicamente dall’incompetenza dei nostri amministratori in fatto di ambiente e, di conseguenza, dalla mancanza di coordinamento nelle istituzioni o, peggio ancora, dallo scorporo tra edilizia e ambiente, due materie che, invece, devono necessariamente essere almeno coordinate.
Passerella del papa dai terremotati emiliani.
post pubblicato in NOTIZIE, il 20 giugno 2012


Ansa
Il 26 giugno, il papa sarà in visita nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna, a fare cosa?
Partirà in elicottero dall’eliporto del vaticano alle 9, arriverà alle 10,15, ripartirà alle 12 e arriverà in vaticano alle 13,15. un ora e tre quarti di visita (pastorale? mah …) e 2 ore e mezza di viaggio; neanche il tempo d’una messa.

Una volta tanto che i politici non hanno sfruttato il terremoto con le loro passerelle, ecco - ma forse proprio per questo - che spunta il santo imperatore con la sua pretesa, in forza della sua linea diretta con dio, di poter recarsi ovunque come padre di tutti.

A cosa serve questo viaggio? per essere vicino ai terremotati, ai sofferenti, ai …, così diranno i vaticanisti, papalisti d’ogni genere. La gente ha bisogno di fede, così diranno convinti che l’unica fede sia quella nel loro presunto dio. Una fede che vuole il loro dio presente in ogni dove purché gli si renda onore rinunciando al proprio essere poiché, secondo costoro, l’uomo può realizzarsi solo nella fede, formalmente in dio ovviamente nel vaticano e il suo imperatore.

Naturalmente, i costi dell’organizzazione saranno a carico, come al solito, della comunità. Soldi che, in momenti come questi, dovrebbero essere tutti concentrati sulla ricostruzione.
SARA’ VERO? Macellaio egiziano uccide la moglie, la macella e vende la carne.
post pubblicato in NOTIZIE, il 18 giugno 2012


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Macellaio egiziano uccide la moglie, l’ha macellata e la venduta nella sua macelleria. 

Il motivo di tanto accanimento la disubbidienza della moglie ai suoi ordini: gli avevo imposto di non uscire ma lei usciva lo stesso.
La carne veniva venduta come carne di agnello nella macelleria di sua proprietà. Ad accorgersi è stato un cliente che, dopo aver acquistato la carne s’è accorto che c’era qualcosa che non andava e ha avvertito la polizia che, dopo aver fatto fare le analisi ha constatato che era carne umana.

Se questa notizia dovesse risultare vera, ci troveremmo di fronte all’assurdo dell’assurdo non tanto per l’atto in se che, deprecabile fin che si vuole, non ha nulla di diverso dalle macellerie delle guerre che, invece, vengono giustificate e che tutti i poteri della terra praticano al solo scopo di dominare sugli altri, ma per le motivazioni che spingono certi individui a compiere certe azioni. Motivazioni che dimostrano la loro immaturità di fronte ai cambiamenti della vita.
Immaturità che porta l’individuo a cristallizzarsi entro le strutture inculcategli nella mente sin da piccolo.
“Gli avevo imposto di non uscire ma lei usciva lo stesso” è una giustificazione a dir poco infantile e, come tale, mette in evidenza l’incapacità di non essere in grado, perché non è mai maturato, di gestire umanamente la propria vita in rapporto a quella altrui.
Inoltre, la cultura in cui è avvenuto il fatto - cultura che, in certe zone, pratica l’omicidio legale della donna da parte dell’uomo in nome di una presunta superiorità con metodi alquanto barbari - basandosi proprio sulla prevaricazione dell’uomo, ammette la giustizia privata di fronte a comportamenti ritenuti lesivi della supremazia maschile.

Dunque, l’autore di un così efferato delitto è al contempo giudice ed esecutore proprio grazie alla cultura in cui vive e che, grazie alla sua immaturità, non vuole cambiare.

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Nudi al super mercato per un buono acquisto di 250 euro
post pubblicato in NOTIZIE, il 18 giugno 2012


il corriere
Sarà pur vero che viviamo in una società libera, che i tabù sono caduti nel dimenticatoio, che la moda non è più moda, che tutto ruota intorno al dio denaro, che il senso del pudore è stato rimosso, che … ma qui non si tratta di tutto ciò ma, più semplicemente, della totale mancanza di dignità.
Succede, in Danimarca sul confine con la Germania, che il supermercato Friss, per l’inaugurazione, prometta un buono acquisto di 250 euro ai primi cento CLIENTI che entreranno NUDI. Lo slogan era: vuoi fare la spesa gratis? vieni senza vestiti.
L’iniziativa ha avuto grande successo, basti pensare che c’erano, secondo la polizia, 250 persone in attesa dell’apertura pronte a dare spettacolo e disposte ad assecondare l’iniziativa.

Considerando che Danimarca e Germania, così come il nord Europa, sono tra i paesi che risentono meno della crisi economica in corso, l’adesione ad una iniziativa del genere dimostra ampiamente che s’è perso il senso della dignità umana.
Qui non si tratta di libertà di costumi ma di ingordigia allo stato puro; riuscire ad accaparrarsi prodotti del valore di 250 euro, magari senza averne bisogno nel senso che, comunque, non avrebbero avuto difficoltà ad acquistarli pagando, significa solo soddisfare quel senso di possesso che attanaglia la società moderna.
In un mondo tutto teso al guadagno, molte persone, pur senza averne bisogno, sono disposte a rimuovere ogni senso del pudore pur di guadagnare di più.
Inoltre, questi comportamenti dimostrano quanto sia radicato, oggi, il modello consumistico, quel modello che tanto ha danneggiato, non solo i valori umanitari, ma anche il pianeta stesso.

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Droga nel container per gli aiuti ai terremotati.
post pubblicato in NOTIZIE, il 9 giugno 2012


Ansa

Il carico era partito dalla Repubblica Domenicana dopo la prima scossa di terremoto. I trafficanti, probabilmente convinti, dato la destinazione della merce, che non ci sarebbero stati controlli alla dogana, hanno pensato di nascondere la droga tra la merce medica destinata ad una ditta colpita dal terremoto.

L’ennesima dimostrazione della totale mancanza di rispetto verso le tragedie umane da parte della criminalità pronta a sfruttare qualsiasi evento pur di rendere sicuri i propri traffici.
Questo fatto non si discosta da quello dei due signori che dopo il terremoto in abruzzo erano contenti per gli affari che potevano fare. E neanche da quei politici che usano lo scenario dell’evento come passerella per la loro propaganda.

Questi personaggi che vivono delle tragedie altrui, chiunque siano, sono da condannare come criminali senza distinzioni di appartenenza socio/politica ed economica.

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La nuova crociata del vaticano contro l’aborto.
post pubblicato in NOTIZIE, il 22 maggio 2012


Il Messaggero

Dopo la marcia su Roma dei movimenti cattolico/integralisti anti aborto, ora è la volta del vaticano che sta preparando la crociata a livello europeo, che coinvolgerà gli episcopati europei. L’obiettivo è la raccolta delle adesioni necessarie venga riconosciuta la dignità umana e il diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento sia trattato in un adeguato dibattito presso le istituzioni europee.
La crociata non chiede espressamente la revisione della legge sull’aborto ne tanto meno quella sull’eutanasia, ma ciò non significa, almeno dalla premessa, che non siano gli obiettivi principali. Anche se la questione che pongono riguarda il processo decisionale che sta a monte delle leggi stesse, ma proprio per questo, il vaticano vuole, attraverso la mobilitazione, “spingere” l’UE a modificare il suo assetto decisionale.
Dicono gli organizzatori: «L’Unione Europea non può cambiare le leggi degli Stati nelle materie che riguardano la vita nascente, ma può, essa stessa, comportarsi in modo coerente con il principio dell’uguale dignità di ogni essere umano fin dal concepimento in tutte le attività che essa direttamente svolge (ricerca scientifica, aiuto allo sviluppo, sanità)». Questo indica che il vaticano intende influenzare le decisioni delle strutture europee attraverso la pressione delle diocesi e dei numeri sui temi etici incluso l’aborto.

Che il vaticano sia contrario all’aborto, ma anche al divorzio e all’eutanasia, non è una novità. In questo caso la novità consiste nel metodo scelto. Non si andrà in piazza a gridare non all’aborto con slogan a dir poco assurdi (vedi la foto), no! Questa volta il vaticano mira più alto!

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permalink | inviato da verduccifrancesco il 22/5/2012 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
RIMBORSO ELETTORALE PER IL TERREMOTO
post pubblicato in NOTIZIE, il 21 maggio 2012



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