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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Petizione MAI PIU' COMPLICI. Contro i femminicidi.
post pubblicato in ALTRO, il 29 aprile 2012


Firma la petizione

A:Società civile, Parlamento, Consiglio dei Ministri

Mai più complici


Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà.


E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà.


Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla.


Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle Donne

 


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L'allegra brigata.
post pubblicato in POESIE, il 29 aprile 2012


… mentre il mondo di sotto frana,
come dei assisi su troni dorati
se ne stanno quelli dell’allegra brigata.

… mentre il volgo triste, nella miseria annaspa,
in allegri, goliardici, festini, l’epiloogo consumano
del sogno d’un popolo in-deciso.

Sordi ai richiami di chi li ha deificati
imperterriti continuano nel loro cammino
su lussuosi, imbanditi, convogli.

Ossequiati e serviti da compiacenti inservienti
come manichini agghindati la sorte sfidano
compilando sonetti d’amore al popolo tradito.

Di lussuosi sperperi di inganni legali
di politiche sorde ai necessari bisogni
son fatte le leggi da loro redatte.

Forti del consenso con l’inganno strappato
da propagande d’infrante promesse
negano ora d’essere del mondo i padroni
al popolo giurando eterna fedeltà.

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Dentro questa notte triste di pioggia ...
post pubblicato in POESIE, il 28 aprile 2012


Dentro questa notte triste di pioggia
vado solitario, la mente confusa;
nella nebbia grigia dell’alcol persa;
nella tristezza d’amore perduto.

Negli angoli bui te io cerco;
dentro l’ombra delle fronde d’alberi antichi,
negli angoli perduti del tempo
che il ricordo, dimentico,
nasconde, in chiusi spazi a me negati.

Cammino senza meta in vuoti luoghi ,
un tempo noti ora sconosciuti;
sognando impossibili ritorni
di solari inebrianti sorrisi
sul libro del tuo diafano volto .

Perduto nel nulla navigo ora,
verso destini a me sconosciuti
verso luoghi remoti dell’animo
ove la notte regna sovrana,
il sole ha il colore cieco del buio,
l’orizzonte si perde oltre i miei occhi.

S’espande il mio cuore
ma nulla più di te racchiude.

Finito il ricordo
dei tempi felici
di quando sereno,
di speranze ricolmo,
il tempo fluiva
nel flusso dei nostri pensieri.

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La bandiera.
post pubblicato in ALTRO, il 27 aprile 2012


E’ in questo cielo azzurro che s’innalza,
sventolando, la triplice bandiera.
Carica di ricordi tristi s’alza;                        
leggero dolce vento di primavera.

Dal tempo che remoto fu s’avanza,
- mai più nel buio sarà prigioniera! -
con sicurezza e solenne baldanza,
di tristi foschi ricordi foriera.

Della speranza di verde vestita,
d’un popolo gagliardo è messaggera!
Da pace e purezza nasce la vita.

Del sangue rosso d’eroi intrisa,   
la codardia vigliacca ripudia                     
di quanti nel tempo l’hanno derisa.

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Sereni giocano i bambini ...
post pubblicato in POESIE, il 22 aprile 2012


Sereni giocano, lievi farfalle,
nel prato giocano correndo intorno  
sotto l’occhio vigile delle madri.
Sulla panchina seduto è l’anziano.                     

Solitario osserva i bambini, il cuore
lontano nel tempo, leggero vola,
lo sguardo perso nel vuoto, felice;
d’infanzia i dolci ricordi rivive.                          

Ora  i bambini le mamme radunano,   
tardi s’è fatto, è ora di tornare!  
Radunati i bambini ritornano

tranquille verso casa. E’ l’anziano
triste ora; coi suoi ricordi solo.
Sa, che mai più il tempo tornerà ...

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Il mago trasformista e trasformatore
post pubblicato in SATIRA, il 21 aprile 2012


Dopo l’imprenditoria e la politica, oggi il sig. Pre si sta cimentando nell’arte della magia. Ad onor del vero, il sig. Pre si era già, a suo tempo, allenato in quest’arte con la creazione miracolosa di un partito politico che, visto la tendenza al magico di molti umani, ebbe un enorme successo al di la dei contenuti che si basavano, essenzialmente, sul sostegno alla finanza e alle aziende nella loro politica di ripristino dei privilegi dei pochi; basti pensare che anche lavoratori già strigliati dalla politica lo votarono.

Il nostro - si fa per dire -, dunque, dopo quell’esperienza, per lui più redditizia che positiva, sta ora mettendo in pratica la sua magia di trasformare il fatto reale facendolo apparire altro da quello che è realmente.

Essendo il sig. Pre un emerito e conosciutissimo Manlo, è incorso in azioni ritenute deprecabili non solo da parte della società civile che, comunque, ritiene le loro argomentazioni contraffatte, ma ritenute tali anche dai tutori della giustizia che gli hanno notificato una serie di reati a dir poco ributtanti. Il nostro, che come tutti sanno, è un vecchio Trone, si sarebbe divertito a giocare, allestendo festini nella sua abitazione, al travestimento con signorine non del tutto consapevoli del loro ruolo all’atto dell’invito.
Bene, il nostro - si fa per dire - aspirante mago sta ora cercando, con la sua magia, di trasformare detti festini in giochi, anzi, “gare di burlesque (burlesche)” e se stesso in benefattore delle signorine che, a suo dire, sono state rovinate perché coinvolte nell’inchiesta a suo carico.

Un gioco di prestigio che comporta tutta una serie di manovre e un’enorme quantità di energia “contante” che, al confronto, i più grandi trasformisti della storia della magia risulteranno formiche nane.
A onor del vero va detto che il trasformismo è abbastanza comune nel mondo della politica, ma il nostro - si fa per dire - oltre a trasformare se stesso - e qui va detto che quella del auto trasformista è un’attività che il nostro - si fa per dire - pratica sin dalla culla - sta sperimentando la magia su altre persone. Infatti, se la sua trasformazione in benefattore è cosa risaputa, non lo è quella di trasformatore di situazioni e persone.
E questa è la novità del nostro - si fa per dire - poliedrico mago nonché politico, nonché imprenditore, nonché Pre, Trone, Manlo ecc.

Dopo la sperimentazione dell’istrionismo di piazza che l’ha portato a creare dal nulla, stando assiso sul predellino dell’automobile, un partito, movimento, associazione ad, ora stanco del suo creato, si diletta ha modificarne gli attori a suo piacimento.

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Ritornano le parole scolpite nei tuoi occhi
post pubblicato in POESIE, il 20 aprile 2012


Son tante le parole,
ma nel tempo svuotate,
per dire che ti amo,
che sei la più solare,
che sei per me la sola,
l’unica a me legata.

Parole vuote e antiche!
per sempre son disperse
nel vento della notte.

Potrei rimescolarle!
creare nuove frasi;
sussurrarle nel buio
della notte tra glicini
fioriti al chiarore
tenue della luna
mentre, soli, abbracciati
al cielo ci mostriamo.

Ma sarebbe un inganno
della mente ormai stanca;
‘che i glicini sfioriti
la luna nera e buia
han tolto il desiderio
di dire cose vuote.

Eppure colsi in te  
il giovane bocciolo,
nel sole liberato
i tuoi capelli fulvi ;
luminosa criniera
di giovane puledra
che al vento s’espande
sul mio giovane corpo.

E allora nei tuoi occhi
sorridenti ti guardo;
d’incanto il cielo s’apre
su un mondo rinnovato;
le parole già dette
di nuovo ritornano,
di nuova vita colme,
dal profondo dell’essere
risvegliando la mente
nel cuore addormentata.

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Sogno di primavera
post pubblicato in POESIE, il 17 aprile 2012


1

Sola, distesa sul prato, avvolta nel sentore d’erba appena tagliata, la tua candida pelle, al sole, come antica dea silente, mostri, incurante d’eventuali occhi indiscreti.
Freme il tuo corpo al tocco leggero dei tiepidi raggi; di desideri inespressi è ricolmo. E’ la primavera che chiama, solerte, le figlie dell’amore all’alcova che, natura, sempre per loro prepara. E’ il magico momento del risveglio dal freddo tocco invernale che, tanto torpore in te ha infuso.
E godi della carezza del vento che, lieve, massaggia la tenera pelle.

Ti lasci andare!
Le tensioni accumulate rilasci.

Finalmente libero, il pensiero esplode oltre i confini dell’orizzonte che si espande, ora, a dismisura, donando al corpo l’immenso universo. T’innalzi, all’ora, nel limpido cielo e, come aquila, libera voli librandoti nell’aria di profumi ricolma.

2

Ora sei sospesa
corpo fluttuante
la mente leggera
il volto splendente.
Ormai è primavera!
finita è l’attesa
del tempo remoto;
ove desiderio
dai gorghi fluiva  
in lidi perduti.
Ora, dei sentori
della primavera
vestita, t’involi
nell’alte, aeree,
sfere del pensiero
sublime. E nessuno,
dal mondo di sotto,
a rubarti verrà  
la tua primavera.

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Un po’ di silenzio, per favore.
post pubblicato in Riflessioni, il 16 aprile 2012


Il frastuono delle parole. 

Parole, parole, parole (testo)… caramelle non ne voglio più … non cambi mai, non cambi mai … cosi cantava Mina, con Alberto Lupo, secoli fa una bellissima poesia sul rapporto uomo donna.

Quei versi non erano altro che lo specchio della nostra società basata, appunto, su fiumi di parole usate unicamente per convincere gli altri della vericidità del pensiero di un singolo o di un gruppo.

Se l’immagine è “il nuovo simbolo del vivere civile, il mito primo della nostra era che ci racconta la nostra storia nel divenire quotidiano, proiettandoci nel futuro dell’astrazione simbolica di segni tratti dal mondo reale e manipolati da mani esperte per renderli credibili al fine di indirizzare le menti verso la creazione di esigenze irreali, non conformi alla realtà”, la parola è, era e sarà, sempre il mezzo primo per esprimere il proprio pensiero attraverso concetti che, se pur in molti casi astratti, descrivono la realtà umana e naturale degli eventi e dello sviluppo del pensiero. Ciò non toglie, però, la sua potenzialità distruttiva del pensiero stesso nei destinatari della parola stessa.
Alla base di questa potenzialità c’è la sua capacità demiurgica che, se da una parte serve a creare nuove idee utili all’umanità, dall’altra viene usata allo scopo di creare sistemi d’informazione capaci di annichilire la capacità di pensare dei destinatari; in questo processo è determinante l’utilizzo dell’immagine come supporto visivo dei concetti espressi dalle parole.

Oggi la parola scorre come un fiume vorticoso, sia nell’etere che su carta, creando vortici/trappole nella mente umana. Lo si può vedere, e sentire, in ogni programma televisivo sia d’intrattenimento che di approfondimento dove i “concorrenti” s’affannano nell’esposizione delle loro idee, scannandosi (a parole), nel tentativo di creare un più largo consenso intorno a se stessi. L’unica cosa importante per questi ATTORI è la notorietà, e il guadagno. e non la divulgazione di idee utili all’uomo. Un esempio classico è il totale disordine sia del dibattito che delle idee espresse; il sovrapporsi delle voci toglie la possibilità di capire, in modo logico, le idee espresse che, comunque, dato il disordine nel dibattito, vengono espresse in modo alquanto disordinato.
Lo stesso vale per i giornale e qualsiasi altra pubblicazione d’informazione e approfondimento dove si riempiono pagine e pagine di parole con l’unico scopo di creare consenso intorno alle proprie idee. Certo, non mancano le analisi serie, queste però si perdono nel chiacchiericcio generale delle tante voci in COMPETIZIONE.

E’ questo il vortice che continua a crescere soffocando ogni capacità di critica nei destinatari. Un vortice che non lascia spazio, nella mente dell’ascoltatore, a quella tranquillità mentale necessaria al suo sviluppo.
Il continuo chiacchiericcio dell’informazione e la sua enorme mole di dati e idee divulgate in modo disordinato non fa altro che accrescere il disagio di chi ascolta spingendolo al disinteresse e
al rifiuto della cultura.

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D'improvviso,un tenero ...
post pubblicato in POESIE, il 14 aprile 2012


D’improvviso, un tenero dolce bacio,
laggiù, nella penombra della sera,
prima che il giorno nella notte muoia ,
sfiorò lieve le labbra mie innocenti.

Lampo di luce , soavi piaceri
ridestò in me; infantili desideri
nel profondo sopiti. A me ti strinsi
d’impulso, batteva il cuore impazzito.

Fu in quella sera di profumi colma  
che s’apri il cuore mio al dolce vento
di quell’amore che in me infondesti.

Fu in quel torpore, da te risvegliato,
che timido e solenne, a te giurai
d’unire per sempre il nostro destino.

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Partire senza partire. L'integrazione impossibile.
post pubblicato in Riflessioni, il 12 aprile 2012


Parto non parto, alla fine son partito ma sempre la, a casa - il luogo d’origine -, son rimasto. In quella casa ove i miei ricordi son fissati come manifesti sul muro della mente. Fossile vivente! Ecco, questo sono, null’altro.

Per strade impervie mi son perso! Lungo vie inaspettate, in borghi sconosciuti hanno ripreso corpo i miei ricordi!

Viaggiando ho appreso che non si può sfuggire al passato, che i ricordi ritornano senza sforzo - e son ciò che ci lega al passato - perché indelebili nella nostra mente. Sentimenti ed emozioni ci accompagnano lungo tutto il percorso del nostro vagabondare in un ciclo continuo di visioni mai cancellate che si ripropongono di continuo come metro di misura delle nuove esperienze.

E’ la dove siamo nati che affondano le nostre radici, ed è in quella terra che sempre ritorniamo col nostro pensiero. Questo perché è la che inizia la nostra storia, è la che si è forgiato il nostro carattere. In qualsiasi luogo noi approdiamo, sempre dobbiamo  misurarci con le nostre esperienze originarie confrontandole con quelle del presente.

Per quanto ci sforziamo di inserirci, non saremo mai parte del luogo dove decidiamo di vivere proprio a causa del nostro continuo misurarci/confrontarci con la cultura del posto. E’ il nostro continuo confrontarci che ci nega la possibilità di integrarci; poiché le nostre esperienze hanno origine in una storia culturalmente diversa, siamo costretti ad un continuo lavoro di mediazione tra noi, la nostra cultura originale, e loro, la cultura esistente. Questo implica la formazione di un modo d’essere culturalmente diverso sia della nostra cultura originale che di quella esistente. Modo d’essere che, però, ha alla sua base, sempre e comunque, il ricordo di ciò che eravamo.

Nasce, allora, qualcosa di nuovo nella dis-continuità del nostro divenire. Un nuovo essere, capace di comprendere i movimenti dell’animo umano in qualsiasi luogo si trovi e di fronte a qualsiasi cultura anche sconosciuta perché ha come base proprio l’essere diverso e al contempo uguale.
Sembrerebbe una contraddizione dire che questo nuovo essere si rifà al passato e, al contempo, vive pienamente nel presente pur nella sua diversità. Ma, in realtà, non lo è affatto. E’ proprio la sua diversità nata da un continuo rimescolare quel che era con quel che trova e quel che diventa a permettergli di essere critico nei confronti della cultura in cui si trova a vivere e al contempo viverci superando il disagio.

L’essere diversi, se da un lato pone limiti all’integrazione, dall’altro spinge il nostro interiore a trovare soluzioni alla situazione di disagio in cui si viene a trovare. Questo crea le condizioni per un nuovo modo di intendere le relazioni interpersonali che, pur discostandosi dalla cultura esistente, ci permettono di affrontare le nuove situazioni.
E’ per questo che non diventeremo mai parte integrante della nuova cultura; non è la nostra incapacità a capire - anzi, la comprensione diviene più facile grazie al continuo confronto - ma la mancanza delle radici, della storia che continua a resistere dentro di noi e di cui non sappiamo privarci a impedirci di integrarci.

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Affranto è l’uomo ...
post pubblicato in POESIE, il 11 aprile 2012


Affranto è l’uomo dalla sua sorte,         
annaspa nell’incertezza esangue
del divenire suo chiuse le porte  
tra bene e male nulla più distingue.

Ancora scorre nelle vene il sangue,
le speranze languono,  malasorte!
nel profondo del cuore vita spegne;  
l’unico suo  pensiero: la morte.  

Ormai si sente solo e triste langue                  
più non sperando per se miglior sorte.     
Il figlio sulla tomba triste piange;  

muto ascolta complicate distorte
parole, ove il suo cuore s’infrange
che verità e giustizia son distorte.  

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Adolescente primavera 2
post pubblicato in POESIE, il 7 aprile 2012



Con incedere lieve avanzava,
libellula leggera, svolazzante
in quell’aria di vita palpitante,
il suo corpo soave illuminava,

all’apparire suo , in noi i cuori
stanchi e solitari nell’attesa
d’un suo sorriso per noi, spettatori
d’una nuova erotica attesa,

sublime risveglio di primavera.
Inermi nella nostra timidezza,
mentre il giorno fluiva nella sera  

lo spirito lasciavamo fiorire
che solo senso ridare poteva
al nostro quotidiano divenire.


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La vita e la morte
post pubblicato in POESIE, il 6 aprile 2012


Solo nella notte,
penso alla vita,
alle sue corrotte
strade; accanita
sorte! con la morte
solo è finita.

Perdura la vita!
Se pure, da lunga
lotta infinita
al termine giunga,
sempre agguerrita
la sorte prolunga.

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La lega e la logica del potere
post pubblicato in POLITICA, il 4 aprile 2012


Si stanno spendendo fiumi di parole sulla notizia del tesoriere - già la parola tesoriere la dice lunga  - leghista che usa soldi pubblici per affari privati. Si sta facendo il solito can can nel tentativo di destabilizzare un partito attraverso il suo leader. Lo si fa attraverso le sue azioni illegittime - come a dire che la lega, di per se, è legittima.
Certo, l’uso improprio di soldi pubblici per ragioni personali è un reato, ma di reati la lega ne ha commessi altri e nessuno s’è mai sognato di indagare e denunciare. Basti pensare al linguaggio offensivo nei confronti sia di personaggi che del popolo italiano. Ma anche ai ministeri di Monza (anche li si sono spesi soldi per aprirli), al cosiddetto parlamento padano in contrapposizione a quello nazionale  (altri soldi spesi), ai simboli leghisti usati nei luoghi pubblici (scuola di Adro) messi con soldi pubblici. Questo per dire i più conosciuti perché si è scritto abbastanza ma di cui nessuno a aperto indagini per verificare da dove provenissero i soldi e la dove si sapeva, (scuola di Adro) nessuno a aperto un’inchiesta e denunciato i responsabili.

Si stanno spendendo fiumi di parole, dicevo, ma la vera notizia è un’altra che sta dentro la notizia ma che si fatica a esprimere in modo chiaro: la lega è un partito come tutti gli altri soggetto a autoidentificarsi (ne più ne meno come gli altri partiti) come partito della verità assoluta. Pertanto, soggetto agli errori tipici degli uomini che si trovano a gestire il potere - in modo particolare quello finanziario. E qual’è il primo errore che commette chi si trova ad avere in mano la ricchezza altrui se non quello di usarlo a proprio vantaggio?
Inoltre, la lega, essendo un partito secessionista, per attirare a se il consenso dei cittadini del nord Italia, non s’è mai fatta scrupoli nel condannare il governo centrale definendolo ladrone usando come slogan proprio “Roma ladrona” per accentuare, oltre alla distanza di idee da Roma, proprio il valore “onestà” come presupposto base di un governo locale gestito dalla lega; e qui sta la vera notizia: la lega è ladrona ne più ne meno di quanto lo è Roma.
Come Roma si avvale degli stessi identici parametri nella gestione del potere, usa, cioè, gli stessi metodi per sfruttare al meglio gli spazi che riesce ad ottenere non disdegnando anche i metodi illegittimi.

Concludendo, non si capisce il perché di tanto scandalo di fronte a comportamenti comuni a ogni potere.
Caso mai, andrebbe valutato l’impatto sugli elettori leghisti che, a quanto sembra, nell’onestà della lega ci avevano scommesso.
Ciò che è emerso potrebbe essere un buon trampolino di lancio per una campagna destabilizzante nei confronti della lega condotta sulla base della incoerenza tra le dichiarazioni roboanti della propaganda e la realtà del partito che, come detto sopra, non è diverso dagli altri. E visto che si presenta come partito unico per la “salvezza” del nord Italia, dei pericoli che rappresenta, per i cittadini del nord, qualora dovesse riuscire nel suo intento di separare l’Italia.

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S'innalzano nel cielo ...
post pubblicato in POESIE, il 3 aprile 2012


S’innalzano nel cielo,  
col mantello fiorito,
nelle prime giornate,
limpide e solari,
gli alberi di gemme
colmi, pieni  di vita
delle tenere foglie.
Festosa esplosione
di musica silente,
sublime, armoniosa,
di colori sgargianti
vestita, che natura  
sola può concertare.

Va, al suono nascosto,
tra i lievi sentori,
inebrianti profumi,
la giovine ragazza.
Va, leggera farfalla,
tra un fiore e l’altro
svolazzando, calore  
e vita da natura
il suo sogno rubando.

Tornerà poi, leggiadra,
straripante di vita  
dei profumi ricolma;
tornerà all’amore
suo che, trepidante
l’attende. Solitari,
di baci colmeranno
dei profumi i cuori ,  
diffondendo nel mondo
nuova, giovine vita.

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