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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Ecco perché non si può accettare l’islam
post pubblicato in Riflessioni, il 29 gennaio 2015


Michelle Obama, moglie del presidente americano, durante la visita in Arabia Sauditaper i funerali del defunto re, si è permessa di presenziarvi senza il velo; apritio cielo, sull’web è una ridda di critiche, rimproveri e unanime condanna airegnanti che l’hanno permesso. Motivo? Il fatto che Michelle Obama si èpresentata senza velo e che il ministro per gli affari islamici abbia teso lamano alla first lady; un gesto proibito ritenuto un peccato grave. Ecco alcunipost scritti dai musulmani: "Sai che devi coprirti i capelli come voglionole nostre tradizioni e tu che fai, ti presenti nella terra dei due luoghi santidell'Islam con il capo scoperto. E allora noi ti cancelliamo dallo schermodelle nostre tv"; "Lo condanniamo con forzaperché è un ministro per gli Affari islamici, docente d'università islamica eguida e esempio di tanti giovani musulmani"; "E' un grandissimo peccato che nessun pentimento potrà cancellare. Naturalmente c’è anche chiapprova ritenendo il gesto un’apertura in un paese conservatore: "Michellerifiuta di coprire i suoi capelli in Arabia saudita perché vuole lanciare unmessaggio forte ai governanti sauditi: 'Non imponetevi sugli altri".

Da ciò sipuò dedurre che il mondo musulmano non solo è restio a occidentalizzarsi e cheil rifiuto viene anche dalla popolazione - in fondo, la primavera araba in Egitto,Tunisia e Libia, invece di produrre sistemi laici, ha dato spazio all’islamismo,che vi ha introdotto la legge islamica (sharia), sostenuto dalla popolazione –ma hanno la pretesa di poter vivere liberamente secondo il loro credo etradizioni quando vengono in occidente, mentre proibiscono a noi occidentali, quandoci rechiamo nei loro paesi, di vivere secondo i nostri principi e tradizioni.Pretendono, insomma, di essere rispettati e, allo stesso tempo, di nonrispettare.

L’episodiodella signora Obama non è l’unico, anzi, è il meno importante, ma da l’ideachiara di cosa vogliono realmente i musulmani quando migrano e chiedono dirittinei luoghi dove vengono ospitati.  


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permalink | inviato da vfte il 29/1/2015 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'abisso
post pubblicato in POESIE, il 26 gennaio 2015



Siamo qui

soli

nella notte serena.

Assente la luna,

solo stelle lontane…

ammiccano.

Possiamo parlare ora

solo il silenzio ascolta…

e noi.

Dire tutto e niente

- di noi tutto sappiamo -

dell’abisso incolmabile…

che ci separa.


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permalink | inviato da vfte il 26/1/2015 alle 21:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gay al rogo
post pubblicato in Riflessioni, il 25 gennaio 2015



SCRITTA RAZZIATA SUL MURO DELLA SCUOLA A ROMA

Roma 23 gennaio. Alla periferia di Roma, sul muro della scuola, elementari e medie, del quartiere dell’Infernetto, è comparsa la scritta razzista omofoba: Gay al rogo. A denunciare l’episodio sono stati i genitori degli alunni che, tra l’altro, si sono proposti di cancellare con la vernice la scritta.

Un atto deprecabile perché la scuola è frequentata da ragazzi sotto i quindici anni e, pertanto, fortemente suscettibili a recepire la propaganda negativa nei confronti dei diversi e, ancora, portati a imitare il comportamento dei grandi,e che, pertanto, va denunciato fortemente perché non è possibile che siano permesse idee irrispettose dell’altrui tendenza sessuale.

Ci sono persone che credono che l’omosessualità sia una malattia e pertanto debba essere curata. A queste persone andrebbe spiegato che, caso mai, la malattia è l’omofobia che, come dice la parola stessa, significa: “disturbo psichico consistente in una paura angosciosa destata da una determinata situazione, dalla vista di un oggetto o da una semplice rappresentazione mentale, che pur essendo riconosciuta irragionevole non può essere dominata e obbliga a un comportamento, inteso, di solito, a evitare o mascherare la situazione paventata; prende nomi diversi a seconda del suo contenuto.” Nello specifico, abbiamo, dunque, un’avversione ossessiva verso gli omosessuali e l’omofobia che, come scritto sopra, è un comportamento irrazionale e non controllabile.

Al di la di questo, però,rimane il fatto che, ancora oggi, ci sono persone che provano un’avversione nei confronti degli omosessuali che non sempre è fobia, che anzi è un’avversione contro un comportamento ritenuto innaturale in base a credenze non scientifiche.A quest’altre persone andrebbe spiegato che, l’omosessuale, al pari dell’eterosessuale, è espressione della stessa natura che, nel suo evolversi,tende a modificare se stessa dando origine all’enorme varietà di forme di vita esistenti.

Certo, si può dire che l’omosessualità è una forma di vita fine a se stessa perché non è in grado di procreare, giusto, ma da li ad asserire che non dovrebbe esistere ci vuole una enorme dose di intolleranza nei confronti dei diversi. Intolleranza - che in termini generali coinvolge ogni forma di vita - che nasce dalla paura del diverso che, a sua volta, tendendo a sopprimere tutto ciò che non fa parte, sia della propria cultura che ciò che è ritenuto dannoso solo perché diverso, tende a restringere le possibilità della natura stessa nella creazione di forme di vita diverse.

Si può dire che l’intolleranza nasce comunque dalla fobia, che intollerante è colui che ha paura di cambiamenti estranei alla sua cultura perché i cambiamenti possono portare alla fine del suo mondo. Questo non va, però, confuso con il razzismo – parola abusata nel contesto omofobico – che si basa sulla superiorità di razza e non sul comportamento e, dal momento che l’omosessuale non è una razza, parlare di razzismo è fuori luogo.

Concludendo, il comportamento omofobico denota sia la paura del diverso che una errata concezione dello sviluppo della natura. Una concezione chiusa in se stessa che vede l’essere umano, e la natura in genere, immutabile nel tempo, il che è irrealistico dato che le modificazioni in natura, incluso l’uomo, sono visibili. Ovviamente per vederle bisogna superare lo scoglio del proprio orizzonte culturale.


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permalink | inviato da vfte il 25/1/2015 alle 14:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Estremismo islamico, Bordonali (Lega): paura al Nord, governo blocchi immigrazione clandestina
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 21 gennaio 2015


Lombardia:  Le parole di Simona Bordonali,assessore leghista alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Lombardia, ritornano sul problema immigrazione nei termini che da sempre sono il leitmotiv della lega e che dopo i fatti di Parigi prendono tutt’altro significato rispetto al passato.

La Bordonali sostiene che: "Negli ultimi giorni si sono registrati fenomeni preoccupanti in Lombardia in materia di estremismo islamico. Prima è stato ritrovato, nella casa milanese di un tunisino, un manuale per l'arruolamento di combattenti da mandare nei teatri di guerra;successivamente i Ros hanno individuato un reclutatore che viveva tra Varese e Milano e infine abbiamo scoperto che un'altra cittadina italiana, di origini magrebine, è stata arruolata dall'Isis".- "Si tratta di una situazione preoccupante su cui il governo italiano non sta dando risposte adeguate. Le parole del ministro Alfano, il quale ha dichiarato di aver disposto solo nove espulsioni in più di un mese, non ci lasciano tranquilli. Occorre bloccare immediatamente i flussi migratori in entrata ed espellere tutti coloro che sono potenzialmente pericolosi. Sarebbe inoltre opportuno in vista di Expo,come suggerito dal presidente Roberto Maroni, sospendere il Trattato di Schengen finché non avremo pieno controllo dei confini nazionali. Dobbiamo mostrarci forti nella lotta al terrorismo, per evitare di sembrare il ventre molle dell'Europa in materia di contrasto all'estremismo islamico". Effettivamente, le parole della Bordonali rispecchiano l’attuale incertezza generale europea sulla situazione venutasi a creare dopo i fatti di Parigi. Una situazione che, peraltro, la lega ha da sempre previsto;la possibilità di ritrovarci in casa l’islam con tutto ciò che ne consegue. Ovviamente,la lega, quando parla di extracomunitari, si riferisce a chiunque non sia comunitario – e questo non è condivisibile -, in modo particolari agli immigrati del mondo musulmano – e questo, oggi come oggi, è condivisibile – portatori di istanze agli antipodi della nostra cultura.

Su una cosa però sbagliano; la sospensione del trattato di Schengen comporterebbe la limitazione della circolazione degli individui e delle merci europee, in pratica si tornerebbe alle dogane, e questo sarebbe un danno per tutti.

Su una invece non concordo perché la trovo poco convincente;va bene bloccare il flusso migratorio in entrata dai paesi musulmani, ma l’espulsione dei “potenzialmente pericolosi” sembra alquanto blanda poiché, come succede sempre, ritornano da clandestini.

Inoltre, non basta bloccare i flussi poiché sul territorio vivono già milioni di musulmani, e molti, ormai, sono anche di seconda generazione,come i due fratelli dell’attentato di Parigi che sono nati e hanno studiato in Francia ma che non si sono integrati – probabilmente, come loro ce ne sono molti altri. Milioni di musulmani potenzialmente pericolosi non solo perché possono aderire ai movimenti fondamentalisti, ma proprio perché musulmani. Quello di cui nessun politico europeo riesce a convincersi è lo sviluppo che sta prendendo la lotta dei musulmani che ha sempre più le caratteristiche di una lotta di civiltà. Questo non riguarda solo l’estremismo ma anche il mondo musulmano moderato secolarmente in contrasto con l’occidente, anche quando è alleato. Pertanto ogni precauzione contro l’infiltrazione dei terroristi – che poi sarebbe più realistico definirli militari – non serve a nulla se si continua a dividere i musulmani in estremisti e moderati perché anche il moderato ha come fine l’universalizzazione dell’islam. È il moderato che, alla fine, sfrutterà l’avanzata dell’islamin Europa per chiedere sempre più diritti, incluso quello di formare un partito musulmano e partecipare alle elezioni; e da lì a modificare la legislatura il passo è breve.

Due pesi due misure
post pubblicato in NOTIZIE, il 18 gennaio 2015


 Una mamma divorziata, un marito musulmano e una figlia rapita dal marito dopo il divorzio per punire la moglie che l’ha lasciato.

«Sono contenta che Greta e Vanessa siano state liberate, ma allo stesso tempo sono rammaricata perché in tre anni per mia figlia non si è mosso nulla e lei non ha nemmeno deciso di andare laggiù, ce l'ha portata il papà di forza. Lo Stato usa due pesi e due misure, anche io pago le tasse». 

Sono parole dure quelle di Alice Rossini, madre di Emma che da quando aveva ventuno mesi vive col padre in Siria.

La storia è semplice; la madre decide di separarsi dal marito, questi, per ritorsione, porta la figlia,con l’inganno, in Siria e non torna più. La madre denuncia il fatto ma, fino ad oggi, non c’è stato nessun progresso, o disinteresse delle autorità?  

È comprensibile la rabbia della mamma visto che in questi anni, lo stato italiano si è prodigato a “recuperare”quegli italiani che, vivendo in paesi a rischio, sono stati rapiti; sembra sborsando anche un bel po’ di milioni. È comprensibile perché la vicenda lascia intendere che ci sono interessi anche in campo umanitario. Così come è incomprensibile il disinteresse delle autorità perché la denuncia della madre è diventata un caso di rapimento internazionale, probabilmente a fronte dei soldi (200000€) che il padre avrebbe chiesto per restituire la figlia, e questo lo rende un rapimento a scopo di estorsione.

Un caso del genere lascia l’amaro in bocca a quanti credono ancora nella giustizia umana; amaro perché detta giustizia è elargita con due pesi e due misure.

Nei tribunali campeggia la scritta “ la legge è uguali per tutti”. Ma non è così.


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permalink | inviato da vfte il 18/1/2015 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Il papa accetta la reazione violenta all’offesa della religione.
post pubblicato in POLITICA, il 16 gennaio 2015


Tre cose ha detto il papa nell’intervista rilasciata durante il viaggio in aereo che lo portava nelle Filippine:

1)     la libertà di espressione e di religione sono diritti umani fondamentali. Non si può violarli;

2)     Non si può uccidere in nome di dio, è una aberrazione;

3)     Se il dottor Gasbarri, l’organizzatore dei viaggi papali, che è mioamico, dice una parolaccia contro la mia mamma è normale che si aspetti un pugno. Non si può provocare, non si può prendere in giro la religione di un altro;

tre cose che riguardano la libertà religiosa e l’offesa ad essa. Se il secondo punto è condivisibile, il primo un po’ meno e il terzo per niente. Ovvio che per un cristiano cattolico, per sua natura, dato gli insegnamenti di Gesù, non può usare violenza contro chicchessia; in fondo, Gesù morì proprio a causa della sua determinazione a non usare la violenza e a non accettare il potere temporale. Però, che non si possano violare il diritto alla libertà di espressione e di religione dipende dal loro utilizzo sull’atto pratico. Ed è proprio il papa a farcelo sapere al terzo punto. L’offesa, ovviamente, è condannata da tutti, inclusa la legge italiana, pertanto, a qualsiasi livello venga praticata, è sempre condannabile al punto da far dire al papa che se uno “dice una parolaccia contro la mia mamma è normale che si aspetti un pugno” è ammessa una reazione violenta da parte sua. Adesso - al di la del fatto che una frase simile, detta da una persona ufficialmente dedita alla ricerca del “dialogo” convinta che solo con esso si possono evitare guerre, è fuori luogo che anzi da spazio a interpretazioni non proprio cristiane – questa frase, non solo contraddice i principi del cristianesimo, non solo apre le porte all’intolleranza ma giustifica anche la reazione violenta dei musulmani contro le offese (nella legge islamica, l’offesa è condannata anche con la morte).

Queste sono le frasi per esteso dette dal papa: «E ora arriviamo alla libertà di espressione: ognuno non solo ha la libertà, ma anche ha il diritto e l'obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune, pensiamo a un deputato o a un senatore se non dice quale è la vera strada da seguire, non collabora al bene comune. Abbiamo l'obbligo di dire apertamente tutto, ma senza offendere. Perché è vero che non si può reagire violentemente.Però se il dottor Gasbarri (Alberto, direttore tecnico di Radio vaticana, ndr),grande amico, dice una parolaccia contro la mia mamma gli arriva un pugno, è normale.Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri,non si puòprendere in giro la fede. Benedetto XVI in un suo discorso aveva parlato di mentalità post positivista, della metafisica post positivista che porta a credere che alla fine le religioni e le espressioni religiose siano delle sottoculture, che sono tollerate, e che in fondo sono poca cosa. Non fanno partedella cultura illuminista. È una eredità dell'illuminismo se tanta gente sparla delle altre religioni, se ridicolizza la religione degli altri; questi provocano. E cosi può accadere quello che succede se Gasparri dice qualcosa contro mia mamma,solo che c'è un limite. Ogni religione ha dignità. Ogni religione che rispetta la vita umana non possiamo prenderla in giro. Questo è il limite. Nella libertà di espressione ci sono limiti, come quello della mia mamma. Non so se sono riuscito a rispondere alla domanda». C’è riuscito benissimo, anzi, la sua risposta ha finalmente chiarito la posizione della chiesa su due aspetti del suo operato:1) che la violenza è necessaria; 2) che la chiesa non gradisce la società laica; perciò è necessario il dialogo inter religioso e non inter culturale poiché non tutte le culture umane sono accettabili per la chiesa; e questo è molto simile all’islamismo. Difatti, il limite posto dal papa alla libera espressione è che non si può prendere in giro le religioni.

Concludendo,i non religiosi possono si fare critica, ma guai a scherzare con la religione. 
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