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La libertà religiosa è possibile solo a patto che chiunque si limiti a professare la propria senza interferenza con lo stato.
Roma Capitale e il giubileo della misericordia
post pubblicato in Riflessioni, il 31 marzo 2015


 

Il papa ha indetto l’anno santo STRAORDINARIO all’insegna della MISERICORDIA. Questo significa che dovrebbe servire a infondere nell’uomo il senso di misericordia. Ma che cosa è la misericordia?

Alla voce misericordia del “dizionario italiano” si legge: “Sentimento di profonda compassione per l'infelicità altrui, che spinge a soccorrerla, ad alleviarla: lo ha fatto per m.; aiutandolo farai un'opera di misericordia”, pertanto, la misericordia, nella religione cristiano cattolica è un sentimento che presuppone il soccorso verso il prossimo “infelice” o, quantomeno disagiato.Ed è questo che, almeno teoricamente, il papa si accinge a fare con l’anno santo straordinario.

Detto anno santo, com’è ovvio visto l’enorme afflusso di gente che visiterà l’Italia, e Roma in particolare, presuppone chele autorità italiane, e romane in prima persona, si facciano carico dell’organizzazione e dell’ordine pubblico, visto che il piccolo stato del vaticano non è in grado di sostenere un compito simile. E Roma capitale intende sovrintendere a questo compito con azioni adeguate. Peccato, però, che tra queste azioni ci sia anche lo sgombero definitivo dei campi rom abusivi. Cosa questa che fa pensare ad uno“sfruttamento” della situazione per mettere in atto quello che si cerca di fare da tempo; eliminare “l’anomalia” dei rom e, magari, nel prossimo futuro,quanti, per ragioni indipendenti da loro, si trovano a vivere per la strada, il tutto per ragioni di “decoro urbano”, come a dire che chiunque scelga una vita diversa, o vi è costretto dalle circostanze, rovina il “decoro” della città.    

Questo il ragionamento del comune: Il Comune, vista anche la particolare occasione, pensa a un piano in due fasi. La prima sarà necessariamente soft: ai nomadi sarà proposto di trovare sistemazioni legali e decorose nella Capitale, dai posti ancora disponibili nei villaggi della solidarietà già esistenti ai bandi per l’assistenza alloggiativa che saranno lanciati con la fine della politica dei residence. Contemporaneamente, però, sarà ridotta fino a esaurimento qualsiasi forma di incentivo per i campi abusivi,dalla fornitura gratuita di energia elettrica agli altri interventi finanziati con fondi capitolini. Un’opera che continuerà progressivamente, fino alla chiusura di quello che resterà degli insediamenti illegali. Il senso sarà:avete l’opportunità di mettervi in regola, ma se proprio non volete non potrete continuare a vivere nell’illegalità e nel degrado. 

Due cose lascino perplessi: il pretesto e il modo.

Il pretesto, ovvero l’anno santo, è solo, appunto, un pretesto perché da anni si sta cercando di chiuderei campi rom abusivi senza mai riuscirci, e il motivo della chiusura è stato essenzialmente il decoro urbano. Ora, con l’evento dell’anno santo, si pensa di agire definitivamente prendendo a scusa la misericordia. Una cosa assurda se si pensa che detti campi, se sono illegali, possono essere chiusi in ogni momento spingendo i rom o ad andarsene dall’Italia o ad adeguarsi. Se poi nei campi illegali ci sono persone che compiono azioni illegali e moralmente condannabili – come mandare i bambini a fare accattonaggio – sarebbe già, di per se, un’opportunità di condannarli penalmente e affidare i figli a persone, anche rom, in grado di dare loro, perlomeno, un’educazione idonea a inserirsi nella società; cosa centra in tutto ciò l’anno santo?

Il modo è a dir poco ipocrita. Se da una parte si incentivano i rom ad abbandonare i campi aiutandoli a trovare una sistemazione “legale e decorosa”, dall’altra si incomincia sin da ora a e fino ad esaurimento ogni forma gratuita di servizi finanziati dal comune; come a dire che se ne devono andare comunque. Inoltre,va detto per inciso, da una parte si parla di illegalità, dall’altra il comune “incentiva”i campi rom con “forniture gratuite di energia elettrica e altri servizi”. Ma se sono abusivi, perché il comune li ha finanziati?

Insomma, questi campi, che tra l’altro sono sparsi un po’ ovunque in Italia, se sono abusivi non dovrebbero neanche esistere e, invece, lo stesso comune ci dice che vengono addirittura aiutati ad esistere.

Tutto ciò, comunque,è in netta contraddizione con lo spirito dell’anno santo che nasce, appunto, in nome della misericordia. 


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La finzione della democrazia.
post pubblicato in Riflessioni, il 29 marzo 2015


Si sa che la politica “moderna” italiana si basa essenzialmente sul protagonismo dei suoi componenti.Si sa anche che questo protagonismo si diletta anche nella diffamazione dell’avversario.  Si sa inoltre che ogni politico è convinto di avere la verità assoluta in tasca e che detta verità la deve tradurre a ogni costo nella realtà. Si sa pure che ogni politico si sforza di essere accettato e di conseguire un risultato consensuale tale da permettergli, se non di avere la maggioranza, almeno di contare nel legiferare.Quello che forse si sa poco o non si sa affatto o si sa e non lo si ammette è che ogni politico pensa di poter governare da solo; cosa che lascia presupporre che abbia – il politico – aspirazioni da dittatore.

Lo si è visto con Berlusconi, con le sue leggi o tentativi di legiferare sia per difendere la propria persona e posizione che per controllare meglio gli eventi sociali attraverso l’informazione nel tentativo, attraverso la propaganda, di acquisire un consenso assoluto che lo avrebbe portato a diventare l’unico governante. Lo si vede anche oggi con Renzi che dice di procedere comunque al di la della posizione del governo e parte del suo partito senza nessuna mediazione con le altre componenti della società; proprio in questi giorni è passata in commissione senato la legge sulle unioni civili che da agli omosessuali gli stessi diritti delle coppie etero – cosa buona e giusta, intendiamoci. Questo commento non vuole essere contrario a tale legge, anzi…. La legge è passata coni voti del Pd, ma non tutto, e del M5s, cioè, di una parte dell’opposizione,pertanto, al di fuori della maggioranza che ha visto l’N.c.d. contrario e, in modo trasversale, i cattolici. Dunque, senza tener conto delle varie componenti del governo, Renzi ha proposto e ottenuto la maggioranza con l’appoggio diparte dell’opposizione.

Lo si vede anche con Grillo che s’è posto il compito di “mandare tutti a casa scardinando il parlamento”, e che a ogni dissenso interno del suo M5s corrisponde l’espulsione. Ai leader maximi risponde in coro il partito o movimento che, salvo eccezioni rare, anche quando dissentono, lo fanno per assurgere essi stessi a leader maximi.

Dunque, la politica moderna, quella della seconda repubblica che avrebbe dovuto portare l’Italia a un sistema più “democratico” e più equo, si sta risolvendo con una lotta tra singole persone, come ai tempi della monarchia, per il potere. Lo scopo apparente di questa lotta, che viene portata avanti nascondendosi dietro la democrazia, la libertà, è il benessere degli italiani,  di fatto, tentano di portare l’Italia a un sistema, se non dittatoriale, di sicuro chiuso a ogni interferenza popolare.

Questo, comunque, è un difetto cronico dei politici - che da sempre aspirano a universalizzare le loro idee - che trae origine dalla cultura religiosa e ideologica; sono, da sempre,le religioni e le ideologie a determinare il tipo di governo. Questo significa che la democrazia (governo del popolo) è solo una finzione per mascherare le vere intenzioni. Inoltre, serve anche a illudere il popolo - attraverso il cosiddetto sistema parlamentare, dove i governanti vengono eletti in base a pseudo programmi, dal popolo con votazioni plebiscitarie ma che, una volta eletti i rappresentanti, non hanno più nessun controllo su di essi - di essere partecipi della politica che i governi fanno, ma anche responsabili dei loro errori. D’altra parte, coloro che si astengono dal voto per protesta, anche qualora fossero la maggioranza , non essendoci un quorum per la validità delle elezioni, deve accettare il governo, e le sue leggi, eletto “democraticamente”;praticamente, in modo particolare con l’attuale legge elettorale (porcellum) –ma anche con quella in discussione alle camere (italicum)-, un governo può governare, grazie al premio di maggioranza, anche con solo il 25-30% dei consensi.

D’altra parte, Le stesse politiche dei governi non trovano nessun riscontro nella realtà – basta vedere la legge sul lavoro (job act) - perché le leggi, essendo i politici “ricattati” dai poteri forti in termini di economia, tendono sempre a colpire le fasce di popolazione meno abbienti - operai, impiegati pensionati, partite Iva, ecc., senza mai toccare, anzi, agevolando, i grandi capitali finanziari e la grande e media industria.

In un contesto simile è difficile anche solo sperare in una possibile soluzione positiva per il popolo.I politici sembrano sempre più orientati verso una società verticale anziché predisporre, attraverso le leggi, un percorso verso una società orizzontale.

Orientamento che presuppone una società basata sulla dipendenza del popolo dal politico che a sua volta soggetto al ricatto finanziario, ne diviene l’esecutore con tutti i vantaggi del caso. E il popolo? Ritornerà ad essere il volg(are)o diseredato e spogliato di tutti i suoi diritti.


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TESTAMENTO
post pubblicato in RACCONTI, il 24 marzo 2015


Ciao a tutti. Ciao mondo infame. Quello che sono io non importa, importa quello che non faccio, quello che faccio non importa a nessuno tranne che a me. Ma forse neanche a me. Che m’importa in fondo d’aver lavorato una vita, d’aver guadagnato una montagna di soldi – si fa per dire – di aver scopato, amato,convissuto, lasciato, essere lasciato, vissuto solo, in compagnia, d’aver vissuto nell’inerzia, nell’azione, nel lusso, in case lussuose o nella sporcizia, sulla strada, o appartamenti fatiscenti, in mezzo a manichini o a uomini, a donne brutte o belle, a carne viva o a statue, viziate o puritane,lesbiche, culattoni, bianchi, neri, rossi, atei cattolici, mussulmani, indù,che m’importa se la fine è sempre la stessa, se questo mondo cui liquida con un calcio in culo senza nemmeno ringraziare, se il ricordo non va più in la dei libri di scuola, se diverrò cibo per i vermi; ma che cazzo mi può importare!

Cosa vuoi che importi quello che faccio al mondo, al genere umano, al potente come al povero o al medio, per loro conta più quello che non faccio; se lavoro secondo il loro volere tutto bene; significa che faccio quello che vogliono, se lavoro secondo nessun volere esterno a me stesso, se cioè faccio solo per soddisfare il mio ego, esisto solo accidentalmente come immagine in una foto scattata ad altri dove per caso vengo ripreso e nessuno si chiede chi sono e cosa faccio perché quel che faccio è per loro il non fare. Pertanto, chi se ne frega del mondo!


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Il ministro del lavoro Giuliano Poletti e la riduzione delle vacanze scolastiche, ovvero, far lavorare gli studenti.
post pubblicato in POLITICA, il 24 marzo 2015


La stampa

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha detto, a un convegno a Firenze sui fondi sociali europei, che tre mesi di vacanza per gli studenti sono troppi e che uno potrebbe essere impiegato a fare formazione(lavorando) o, comunque, a fare uno stage negli uffici o nelle fabbriche –dipende dall’indirizzo che lo studente a preso.

Una risposta positiva, che parte dal presupposto che le scuole restanoaperte anche d’estate, al ministro arriva dal vicepresidente dell’Anp (associazioneNazionali Presidi) Mario Rusconi: «Daanni, più o meno dai primi anni ’90, noi presidi chiediamo che ci siano pianiintelligenti per l’utilizzo della risorsa scuola durante l’estate. Nel ’95ricordo che collaborai anch’io a una direttiva del ministero dell’Istruzioneche presupponeva che si potessero aprire le scuole di pomeriggio avviandoattività alternative alla didattica con la collaborazione di associazioni digenitori e cooperative. L’idea di utilizzare i locali delle scuole durantel’estate per corsi di sostegno e recupero, per corsi di formazione particolari,per ospitare iniziative di giovani diplomati in cerca di lavoro ci trova dunque- osserva Rusconi - senz’altro d’accordo. Mi permetto di far notare, tuttavia,che Poletti è l’ennesimo ministro che si pronuncia sulla questione, ma mai,finora, alle parole hanno fatto seguito prassi organizzative coerenti». Unarisposta positiva per il ministro ma che si discosta dalla sua perché nonprevede la “formazione” al di fuori della scuola - come pensa il ministro – maal suo interno con un programma alternativo alla didattica che aiuti lostudente a orientarsi nel mondo del lavoro. Da quanto si può capire dalleparole del vicepresidente dell’Anp, la proposta non consiste nel mandare glistudenti nelle fabbriche o negli uffici di qualche azienda, ma nell’istruirlisul mondo del lavoro nel tentativo di aiutarli a prendere un indirizzo adattosia alla loro preparazione che al loro interesse di modo che, una volta finitala scuola, possano sapere già cosa vogliono e dove trovarlo.

Gli studenti, invece sono decisamente contro. Il portavoce nazionaledella rete degli studenti afferma che il piano del ministro non tiene contodella realtà di più della metà degli studenti che già lavorano nel periodoestivo e lo accusa di legalizzare lo sfruttamento degli studenti già in essere.

Tre mesi di stacco dallo studio, in linea di massima,e se non consideriamo i compiti a casa e eventuali esami di riparazione perrecuperare i crediti, può essere troppo e causare al rientro difficoltà nelriprendere da dove si è lasciato. Però, questo è vero se si pensa che tutti glistudenti passino le vacanze lontani dai libri, e questo non è vero perché aicompiti a casa e esami di riparazione va aggiunto il lavoro che molti studentifanno nei mesi estivi per mantenersi agli studi o anche solo per guadagnarequalcosa.

Dunque, la “riflessione” del ministro del lavoro, cheva a interferire con il ministero della scuola, diventa incomprensibile nelmomento in cui non tiene conto di tutte le variabili e conseguenze nel mondodel lavoro giovanile. La scuola dovrebbe pensare a istruire i giovani,l’inserimento dovrebbe essere concordato con le aziende alla fine del percorsoformativo, ovvero, dovrebbe esserci un collegamento tra scuola e aziende nellatrasmissione dei dati riguardanti gli studenti che permetta alle aziende diprendere contatto con lo studente anche durante il percorso di studio. Sarannopoi le aziende a scegliere chi e come assumere.

Che un giovane debba relazionarsi in anticipo con ilmondo del lavoro è giusto, e per questo ci sono già gli stage (STAGE, TIROCINI,ALTERNANZA SCUOLA LAVORO:lltermine tirocinio è spesso affiancato o sostituito dal termine stage, vocabolofrancese che significa “pratica”. Si tratta effettivamente di sinonimi:entrambi i termini rimandano infatti a un’esperienza di formazione praticasvolta all’interno di un contesto lavorativo, per favorire l’ingresso nel mondodel lavoro.
Il tirocinio formativo e di orientamento è regolato dall’art. 18 della legge n.196/1997, detta anche “Pacchetto Treu”, e dal relativo regolamento diattuazione contenuto nel decreto ministeriale n. 142/1998. 
È finalizzato alla creazione di momenti di alternanza tra studio e lavoro peragevolare le scelte professionali dei ragazzi mediante il contatto diretto conil mondo del lavoro e per offrire loro competenze di base, tecnico-operative etrasversali.

L’alternanzascuola-lavoro è stata introdotta dall’art. 4 della legge n. 53/2003:rappresenta una “modalità di realizzazione della formazione del secondo cicloprogettata, attuata e valutata dall’istituzione scolastica e formativa, incollaborazione con le imprese, le associazioni di rappresentanza e con leCamere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assicura aigiovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibilinel mercato del lavoro”.
Il decreto legislativo n. 77 del 15 aprile 2005 ha definito le linee attuativeper la gestione delle attività di alternanza scuola-lavoro sia nel sistema deilicei, sia nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale.Tuttavia, la disciplina sull’alternanza scuola lavoro sarà soggetta a unriesame
). Basterebbe partire da qua coinvolgendo le aziende eorganizzando il tutto durante l’anno scolastico distribuendo meglio le vacanzelasciando un mese di vacanza piena; ovviamente i periodi lavorativi devonoessere retribuiti. 


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Comportamenti comuni ai due generi
post pubblicato in Riflessioni, il 23 marzo 2015


Chi dice donna dice danno; un vecchio proverbio maschilista per esprimere la convinzione che la donna non è capace di fare alcunché senza provocare, appunto, danni.

Un altro proverbio maschilista sullo stesso tema ma più mirato è: donna al volante pericolo all’istante; il significato è ovvio.

Proverbi vecchi che non hanno mai trovato riscontro con la realtà di ieri e di oggi.

Questo a dimostrazione del fatto che certi comportamenti sono comuni ai due generi. Si vedano, ad esempio, certi slogan del passato che mettevano la donna più portata alla pace e alla difesa del “focolare”, cosa alquanto smentita negli ultimi decenni dalle donne militari e dai sempre più frequenti atti di violenza delle donne anche se, bisogna dirlo, non hanno ancora superato l’uomo a cui rimane questo tristissimo primato.

Le donne,dunque, come gli uomini, sono tese ad affermare se stesse a qualunque costo;sia contro persone dell’atro genere che contro persone del loro genere.

È il caso dei tanti diverbi succedutivi negli anni tra donne, ultimo dei quali la frase di Alessandra Mussolini diretta a Nunzia di Girolamo:” De Girolamo non so come sia diventata deputata. Anzi: lo so, ma non lo dico...”, una frase dal chiaro significato sessista, anche se non espresso, a dimostrazione del fatto che sessisti non sono solo gli uomini.

Certi comportamenti, dicevo, sono comuni ai due generi. La voglia di protagonismo, di essere migliore, di conquistare o meritare la posizione raggiunta è comune ai due generi che, anche se per millenni sono stati appannaggio dell’uomo, ora,con la conquista dei diritti, anche le donne ne possono fare sfoggio.  


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Renzi: non caccio indagati,ci si dimette per questioni politiche
post pubblicato in NOTIZIE, il 22 marzo 2015


"Non caccio gli indagati… ci si dimette per questioni politiche ed etiche non per gli avvisi di garanzia. Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia. Per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione"

Queste frasi le ha dette Matteo Renzi in una intervista a Repubblica escludendo che dopo Maurizio Lupi, ora tocchi ai sottosegretari dare le dimissioni.

Già, la costituzione. Però, quando una persona è indagata è perché ci sono indizi che portano a lui, perciò, se è vero che una persona è innocente fino alla condanna – e questo significherebbe che non dovrebbe andare in prigione a meno che non abbia la possibilità di inquinare le prove – è

altrettantovero che, durante un’indagine in cui la persona è coinvolta, detta persona nondovrebbe ricoprire incarichi fino alla sentenza. A maggior ragione se il reatodell’indagine riguarda l’etica professionale negli appalti pubblici.  

Insomma, il grande rottamatore, come tutti o quasi, cede difronte agli interessi politici.


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Diritto di difesa del cittadino.
post pubblicato in Riflessioni, il 22 marzo 2015



Da LorisFilante

Purtroppo è vero, in Italia manca completamente una cultura, non dico militare ma almeno di difesa. Sapersi difendere da un'aggressione è sempre stata un'opzione importante da che mondo è mondo. Ma... se sapessimo difenderci, sapremmo anche offendere, è questo che impedisce allo stato moderno di armarci.


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Leggere per conoscere...
post pubblicato in Riflessioni, il 22 marzo 2015


  Leggere per conoscere, ma a volte la conoscenza crea un disagio inconscio dove chi lo subisce è portato a credere che sia inadeguato alla vita, incapace di comprendere i significati dei messaggi che riceve.

Quando si leggono certe cose vien da pensare che l’uomo abbia perso il senso della realtà e della coesistenza.

Persone che dimenticano figli, quasi neonati, in macchina fino alla morte, politici che creano i presupposti per la violenza per poter incolpare gli avversari in campagne elettorali che sembrano sempre più scontri tra eserciti, persone che muoiono in guerre senza senso (sempre che la guerra abbia mai avuto un senso),leader politici che sembrano sempre più signorotti medioevali, anziani lasciati soli con redditi da terzo mondo, politiche che sembrano sempre più dettate per ottenere voti anziché per il benessere del popolo …..

Un mondo così non invita certo ne all’allegria ne alla disponibilità verso il prossimo. Piuttosto si viene spinti all’interno di un tunnel senza fine dove la luce è data da un sole perennemente sotto l’orizzonte. Si ha l’impressione di vivere in un mondo crepuscolare pieno di ombre che mai si palesano. Ombre che non sono i nostri fantasmi come ci vogliono far credere, anzi, sono ombre reali, ombre che lasciate libere sono in grado di interferire negativamente nella vita di tutti.

Come dicevo, la conoscenza mette a disagio, ci fa sentire inadeguati, fuori dal senso della vita.

Ma la colpa non è nostra!

Controllare gli eventi comporta, oltre alla conoscenza, anche un certo potere su di essi.Potere che ci viene tolto regolarmente ogni qual volta ci permettiamo di usufruirne.


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Rimborso per 5 milioni da parte della asl di Teramo ai dipendenti non medici
post pubblicato in POLITICA, il 20 marzo 2015


Il personale non medico della asl di Teramo ha diritto a essere pagato nei quindici minuti che servono per la vestizione. Così ha deciso il tribunale dopo i ricorsi dei dipendenti. Il tempo in questione è di 5 anni. La asl, secondo i calcoli fatti, dovrà sborsare 5 milioni di euro.

Già!Al contempo, però, la asl regionale ha in programma una diminuzione di personale negli ospedali regionali e la chiusura dei punti nascita in quattro ospedali della regione per far fronte alla diminuzione delle spese.

Adesso,da che mondo è mondo, e comunque nel privato, non s’è mai ne vista ne  sentita una cosa del genere; di solito si arriva sul lavoro, ci si cambia, e all’ora stabilita si va al proprio posto e si inizia il lavoro. In un mondo che tenta di liquidare (si veda il job act)  come conservatori i coloro che “pretendono” di mantenere diritti acquisiti, ottemperare a una richiesta simile è fuori luogo se consideriamo la politica di risparmio che la regione Abruzzo sta portando avanti nel campo della sanità.

A questo punto, l’incongruenza delle due notizie è evidente; da una parte, si elargiscono milioni per far fronte a esigenze a dir poco opinabili, dall’altra si taglia per esigenze di risparmio.

 Due azioni incomprensibile perché non si capisce come si possa affrontare il problema dell’efficienza nelle strutture ospedaliere diminuendo il personale, e come sia possibile far fronte alle richieste chiudendo i reparti se non andando poi a rafforzare, con spese enormi, quelli esistenti sia in termini di struttura che di personale.

 


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Un marocchino viene aggredito a sangue e finisce in ospedale da un italiano.
post pubblicato in IMMIGRAZIONE, il 17 marzo 2015


Giorni fa si è parlato di un marocchino che, a Terni, aveva aggredito a bottigliate un giovane italiano uccidendolo. Ieri è successo il contrario a San Severo, foggia; un italiano ha aggredito un marocchino spedendolo in ospedale con prognosi riservata. Due atti esecrabili dal momento che le azioni violente vengono usate contro sconosciuti, a parte la nazionalità.

Dove sta il problema di tanta violenza?

Cercarlo nell’attuale situazione internazionale che vede il mondo musulmano in fibrillazione sia internamente che esternamente; con l’Isis che minaccia in continuazione l’occidente e i gruppi islamici fondamentalisti che prendono di mira tutto ciò che non aderisce alla loro visione del mondo,sarebbe dare troppo peso ai fatti in se che potrebbero anche essere determinati da situazioni stressanti personali.

Potrebbero, ma non è detto che non dipendano proprio dalla paura che si sta diffondendo nelle popolazioni occidentali visto i metodi usati dai fondamentalisti islamici e che vengono emulati anche da immigrati senza essere per questo parte della strategia fondamentalista; i cosiddetti cani sciolti.

Hanno un bel da dire i nostri politici che da noi il pericolo terrorista non c’è o è minimo, che il governo sta facendo di tutto per evitare l’entrata in Italia dei terroristi. Belle parole ma che non convincono nel momento in cui i potenziali terroristi sono già in Italia.

Ha un bel dire il papa che la violenza non va contrastata con altra violenza ma che bisogna cercare il dialogo con quella parte dell’islam “pacifico”.Belle parole anche queste ma che, purtroppo, si scontrano con una realtà sempre più inaccettabile dalla popolazione nel momento in cui, sotto certi aspetti,vengono messi in discussione i suoi diritti, la sua cultura e le sue tradizioni proprio da coloro che ospita.

Perché il problema sta proprio nell’immigrato musulmano che pretende che gli venga riconosciuto lo stesso diritto alla libertà di cui godiamo noi. Diritto che potrebbe comportare lo sconvolgimento della nostra cultura e tradizione. Questo, non nel senso di un divenire, spontaneo,musulmano del popolo italiano, quanto nel divenire musulmana la nostra legislatura e, di conseguenza, la società e noi stessi contro il nostro volere.

È risaputo l’odio che i fondamentalisti nutrono nei confronti della nostra civiltà, sia essa laica che religiosa. La dimostrazione di ciò sono le notizie che arrivano di attentati in due chiese in Pakistan e la distruzione di chiese e simboli cristiani da parte del califfato in Iraq, nonché delle esecuzioni di civili occidentali.

Di fronte a tanta violenza fisica e mediatica – non dimentichiamoci dei video che l’Isis usa per diffondere le sue azioni più cruente e dove vengono proposte immagini di esecuzioni capitali con taglio della gola eseguite anche da ragazzi – la rabbia non può che salire, e continuare a parlare di “islam pacifico” e “islam violento” è fuori luogo. Prima di arrivare a ciò bisognerebbe verificare la disponibilità pratica dei musulmani residenti in occidente al rispetto delle nostre leggi; tenendo in considerazione che nei loro paesi d’origine, anche quando sono “moderati”, il residente straniero deve rispettare le loro leggi e tradizioni e non può avanzare richieste di modifica delle loro leggi e tradizioni. Da qui la necessità di una seria e continua verifica della loro disponibilità. Uno straniero può naturalizzarsi italiano solo se dimostra di accettare il nostro modo di vivere senza pretese di modificare le nostre leggi per rendere “costituzionalmente legale” il suo modo di vivere che porterebbe l’Italia, non a una condizione di multiculturalismo ma ad essere culturalizzata da altri. 


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Il difficile di essere anziani.
post pubblicato in NOTIZIE, il 13 marzo 2015


La nazione

Anzianotrovato morto dopo mesi nella sua abitazione, a San Pietro a Grado, Pisa. A darel’allarme una vicina che non lo incontrava più da mesi. L’anziano viveva solo enon aveva rapporti con una sua cugina, unica parente.

Bene,a parte il fatto che non accorgersi dell’anziano vicino di casa non si vede piùin circolazione è a dir poco un disinteresse totale verso gli altri, in questofatto emerge tutto il qualunquismo del nostro mondo. Un vicino anziano solo, aldi la del suo carattere, magari introverso, meriterebbe molta più attenzionedai vicini e dall’amministrazione pubblica (intendiamoci, non voglio incolparenessuno, tanto meno i vicini, se non l’indifferenza dell’uomo moderno e inparticolare delle strutture pubbliche). Non intendo dire che i vicini devonointeressarsi dei suoi bisogni, ma almeno quel po’ di attenzione verso ilprossimo non guasterebbe. Questa persona magari sarebbe morta comunque, magarigli è preso un infarto, per il momento non si sa, ma se pensiamo a quanti anziani,o comunque persone sole, perdono la vita per mancanza di ogni tipo diassistenza c’è da star male; vien voglia di non diventare anziani se si è soli.Sarebbe, forse, bastato aiutarlo a farsi assistere dai servizi sociali, magariper il pranzo, come succede anche nei piccoli paesi, o magari passare ognitanto a salutarlo o, al limite, se non si vede in giro fare un salto a casa;anche a costo di sentirsi dire: fatevi i cavoli vostri.

Maforse la colpa non è dei vicini, forse la colpa è dell’amministrazione pubblicache non mette l’attenzione necessaria affinché questi episodi non succedano, o nonha soldi da spendere per l’assistenza. Sta di fatto che questo è uno dei tantiepisodi di persone sole che muoiono per mancanza di solidarietà a tutti i livelli. 

Masembra che l’anziano, oggi, con la scusa della crisi, sia lasciato sempre più ase stesso.


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L’educazione al rispetto delle diversità: indottrinamento o preparazione al rispetto?
post pubblicato in Riflessioni, il 11 marzo 2015


 InFriuli Venezia Giulia sta per partire, nelle scuole per l’infanzia, il progetto denominato: “pari o dispari, il gioco del rispetto” che si pone di risolvere l’annoso problema, partendo dall’infanzia, della parità di genere. Il progetto si basa sul presupposto che i bambini, attraverso determinati “giochi”possano capire le differenze di genere e, cosa più importante, il rispetto ditali differenze. Ovviamente, l’iniziativa ha innescato la polemica, tanto più che i ragazzi, durante i giochi, saranno filmati. La polemica è basata sul fatto che il cambio di ruolo potrebbe “disturbare” il bambino nel suo sviluppo.

Già in passato, nelle scuole primarie nazionali si è cercato di inserire un programma di “educazione alla diversità a scuola: scuola primaria”-  proposto dalla presidenza del consiglio dei ministri con la collaborazione dell’UNAR (Ufficio Nazionale Anti discriminazioni Razziali). Questo programma si propone di preparare il ragazzo ad una giusta percezione del mondo proprio nell’età in cui incomincia il processo di formazione dell’idea di se stesso, del mondo e delle persone. Questo processo è però inficiato dai messaggi che gli arrivano del mondo esterno sui rapporti umani attraverso il linguaggio che può porre in termini negativi certe categorie di persone solo basandosi sulla percezione personale di chi lo esprime. Il programmasi incentra in modo particolare sull’aspetto sessuale, ovvero, far capire ai ragazzi che l’essere diverso sessualmente: gay, lesbiche, bisessuali e transgender, non deve comportare una condanna, bensì la loro accettazione. Più ingenerale, evitare che certi stereotipi entrino nella mentalità del bambino.

Anche in questo caso ci sono state proteste, in modo particolare da parte di gruppi cattolici, incentrate sulla teoria che, così facendo, si “indottrinano” i ragazzi su una cultura non condivisa, cioè, si cerca di instaurare una nuova cultura usando i minori attraverso la scuola escludendo la famiglia.

Credo che il problema “dell’indottrinamento”dei bambini e ragazzi, in età preadolescenziale, fin dall’infanzia sia un comportamento antico quanto l’uomo.  

 Che i bambini in età preadolescenziale, quandoli fai giocare, si divertono è fuori discussione. Che assimilino velocemente le informazioni è altrettanto fuori discussione. Su questo presupposto si possono creare ogni tipo di stereotipi partendo proprio dall’infanzia. Ai bambini si può far credere di tutto e di più e condizionare tutta la loro vita. Così come è stata condizionata la nostra in termini religiosi quando le famiglie, anche se non credevano, si sentivano in obbligo di mandarci a “catechismo”. Ciò non significa che rimangano fedeli agli insegnamenti ricevuti nell’infanzia, è però la loro cultura a rimanerne “inquinata”.

Pertanto, se si insegna al bambino che ci si deve comportare in un determinato modo in determinate occasioni, che non deve dire o fare determinate cose, che la vita è nata in un determinato modo, che esiste o no un creatore, che gli uomini sono uguali o diversi, che hanno tutti gli stessi diritti o che non li hanno, che il genere maschio deve accettare il genere femmina, e viceversa, per quello che sono e che non c’è disparità di ruolo o che c’è, il bambino, da adulto, anche se dovesse cambiare opinione, partirebbe sempre e comunque dall’assunto di ciò che ha appreso nell’infanzia. È difficile modificare i comportamenti se non a prezzo di sforzi a volte superiori alle proprie possibilità.

Questo fa si che ogni opinione, qualora ne abbia il potere, ha sempre cercato e cercherà di indottrinare il bambino nella quasi certezza – la certezza assoluta non esiste – che da adulto porterà avanti le sue, e di altri, istanze in base all’insegnamento ricevuto. Questo succede da sempre. Per quanto riguarda la nostra società è successo con il cristianesimo che, in un periodo di diversi secoli (e continua tutt’oggi), è riuscito a imporre, proprio attraverso questo modello di insegnamento, il proprio credo. L’uomo occidentale, dopo due secoli di tentativi, non è ancora riuscito ad annullare gli effetti di quell’insegnamento; l’uomo occidentale, anche se intriso delle moderne ideologie, o comunque teorie, continua a essere credente, a mantenere come base il cristianesimo. Difatti, i grandi pensatori che hanno negato l’esistenza di dio e la religione in generale – Marx definì la religione “l’oppio dei popoli” –e che hanno provocato grandi sommovimenti nella società occidentale creando sistemi che si basano, appunto, su questo tipo di insegnamento, non sono riusciti a scalfire la cultura cristiana nelle popolazioni condizionate da detta cultura. Pertanto, quello che sta facendo la regione Friuli Venezia Giulia e la presidenza del consiglio dei ministri, non è ne da biasimare o condannare ne da accettare a occhi chiusi. Tutto dipende dallo scopo che ci si prefigge e dal metodo.

Se lo scopo è quello di insegnare il rispetto degli altri, è logico presupporre che il sistema adottato sia critico, ovvero, porre di fronte al bambino, non la soluzione preconfezionata per instillare nella sua mente uno stereotipo da seguire, delle situazioni in grado di stimolare la sua fantasia e sviluppare il senso critico (capacità di sviluppare domande in risposta ai quesiti che nascono durante i giochi) per aiutarlo ad analizzare, nel limite delle sue possibilità, attraverso il gioco,le varie proposte postegli affinché arrivi da solo alla conclusione del problema; che ogni persona è degna di essere stimata al di la del suo modo di essere. In tal senso, oltre al giusto scopo c’è anche un metodo obiettivo e non soggettivo.

Se, viceversa, lo scopo è quello di inculcare nella mente del bambino uno stereotipo, ovvero, insegnare determinati modelli di comportamento - magari riferiti ad una certa idea,religione o ideologia - senza stimolare nel bambino la fantasia e sviluppare il senso critico affinché recepisca il messaggio automaticamente, certamente lo scopo è quello di indottrinare il bambino attraverso un insegnamento completamente soggettivo dell’insegnante.

Concludendo, ben venga l’educazione e il rispetto delle diversità e, ovviamente, la loro conoscenza a patto che non venga usata per l’indottrinamento.

L'otto marzo, festa della donna...
post pubblicato in Riflessioni, il 9 marzo 2015


L’otto marzo è la festa della donna e ci si augura chela disparità dei diritti di

genere arrivi al temine al più presto. Al contempo sirilasciano dati inerenti ai delitti

 e soprusi neiconfronti delle  donne; certamente dati sconfortantiper una società

 che si dicemoderna.

Ma, a rifletterci un po’ sopra, in modo particolaresulla violenza, vien da

 pensare che non sempre le cose corrispondono.Voglio dire, stando alla cronaca , anche le donne sono violente; sia tra diloro che con l’altro sesso.

È di oggi la notizia, sul messaggero,dell’uccisione di una bambina di otto anni

 da parte della madre plagiata dall’amante.Certo, questo fatto non è successo in Italia, questo, però, non deve trarre ininganno dato che i dati riportati dai giornali si

riferiscono sia all’Italia che al resto del mondo.

Dunque, anche la donna è violenta! Basti pensare al bullismoche vede sempre più

coinvolte anche ragazze. Con una differenza da quellomaschile: le ragazze si basano

 maggiormentesul bullismo psicologico,senza , però, disdegnare quello fisico.

Dunque, se la violenza si manifesta sin da giovani, c’èda credere che si possa

manifestare anche da adulti e che questo vale pertutt’e due i generi. Questo

dovrebbe far riflettere quanti credono che la violenzadi genere sia solo maschile. Il

fatto che il bullismo, e la violenza in genere, femminilerimanga sommerso, ovvero,

se ne parla poco e non trova sui media la risonanzache danno a quello maschile,

non significa che non esiste. Per accorgersene, bastascorrere la lista dei siti su

internet cliccando semplicemente casidi bullismo al femminile

Dovrebbe cercare di analizzare, oltre alle conseguenze,comesi fa di solito, anche

contro chi si rivolge la violenza.

È innegabile che il maschio usa la violenza contro ilcosiddetto “sesso debole”,

ovvero, la violenza maschile si rivolge contro il piùdebole che, però, non è solo la

donna ma anche altro maschio, ovvero, l’individuo piùdebole fisicamente e

psicologicamente. Questo modo di fare, però, non èconnaturato solo al maschio ma

a tutto il genere umano., così come il senso dipossesso. Questo implica che la

violenza fisica di genere, non è solo maschile, ma neviene coinvolta

anche la femmina nel momento in cui trova il soggettodebole. Certo, i casi di

violenza fisica di femmine contro i maschi adulti, ocomunque con un adolescente

con prestanza fisica adulta o un carattere forte, sonomeno frequenti di quelli

 maschili, ma questodipende essenzialmente dalla debolezza fisica della femmina. È

però molto diffusa la violenza femminile sui minori ,incluso l’infanticidio, ovvero, la

 violenza sui piùdeboli.

In compenso, sono molto diffusi i casi di violenzapsicologica nei confronti dei

maschi, adulti e no. Violenzache si manifesta essenzialmente attraverso

 comportamentiche tendono a sminuire, ma anche a deridere, il maschio come tale.

Ma non basta, la violenza psicologica femminile èmolto più raffinata di quella

maschile, essa si basa su comportamenti difficilmentequantificabili e sul

presupposto che il maschio a difficoltà serie a raccontaregli abusi che subisce

poiché verrebbe considerato un debole e verrebbe messain discussione la sua

virilità. Inoltre, l’attuale legislazione tende a darealla femmina un’impunità a priori;

 cioè, siconsidera la femmina innocente e il maschio violento per natura.

Purtroppo, il problema odierno della parità deidiritti va a confondersi con quello

della violenza di generecreando confusione; due cose diverse tra loro che non dovrebbero confondersi.

Per concludere, la mancanza dei diritti delle donnenon è paragonabile al problema

della violenza poiché anche la donna lo è.

Vedi anche: Quando il bullo èdonna.           Altri

Los Angeles, Usa: senza tetto ucciso dalla polizia con cinque colpi di pistola.
post pubblicato in NOTIZIE, il 3 marzo 2015


Il Post The New York Times

Un senzatetto viene ucciso a Los Angeles dopo essere stato fermato come sospetto per una rapina avvenuta nella tendopoli di senzatetto in un quartiere della città.

Secondo i poliziotti, il poveraccio avrebbe reagito in modo violento quando si sono avvicinati, avrebbe anche cercato, durante la colluttazione, di impossessarsi della pistola di un poliziotto. Stando al video registrato da un testimone, si sentirebbe il ronzio di un taser e poi gli spari che hanno ucciso il senza tetto.

Secondo i senzatetto accampati nel quartiere, invece, i poliziotti stavano cercando, sotto la pressione di civili che non vedono di buon occhio l’accampamento, di farli sgomberare , ma visto che parecchi si sono opposti,hanno deciso un’azione esemplare. Tutti i giorni, dicono, i poliziotti molestano le persone. E poi, aggiungono, la polizia è addestrata a far fronte a situazioni del genere, come è possibile che 4-6 poliziotti non siano riusciti a bloccare un solo uomo?

Insomma, siamo di fronte a una storia che, ormai, si ripete di frequente: la polizia Usa uccide persone disarmate e, in prevalenza, diseredati. Se questo è il senso della sicurezza Usa che vogliono “esportare” nel mondo, è meglio che se lo tengano. Questo non significa che da noi non succedono cose del genere, anzi, succedono anche se con modalità diverse.

Ma quello dei senza tetto è un problema a se dato che molti di loro prima erano persone normalissime e sono finite sulla strada “grazie” a un sistema economico basato essenzialmente sulla libertà totale dei datori di licenziare coloro che non rispondono alle loro esigenze; il tutto condito con un welfare ridotto ai limiti minimi.Questo, con la crisi, ha portato ad un aumento dei senzatetto nelle grandi città; aumento che, però, non è ben visto dai“normali” cittadini, e in modo particolare dai commercianti. Questi fanno pressione affinché non si dia loro cibo per la strada (cosa che fanno normalmente le associazioni di volontariato) perché, dicono, i senzatetto, in questo modo, non se ne andranno più, rovinando i loro affari. Inoltre, le pressioni hanno portato molte amministrazioni a porre delle restrizioni contro chi aiuta i senzatetto.

Insomma, un problema che nasce dal sistema viene visto non come segnale di inadeguatezza del sistema stesso che andrebbe modificato, ma come un “incidente collaterale” che va “buttato”come una qualsiasi “cosa inutile”.  


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permalink | inviato da vfte il 3/3/2015 alle 12:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Salvini e la presa di Roma
post pubblicato in POLITICA, il 2 marzo 2015


Quella della nuova lega di Salvini di ieri volevaessere una “marciasu Roma” per rimarcare il nuovo corso “nazionalista” leghista; l’obiettivoè quello di aiutare i vari gruppi “noi con Salvini” nati al centro sud adecollare, dimostrando che la lega non è più indipendentista padanista ma che,viceversa, ritiene che “l’unità italiana” sia fondamentale. Nel suo discorso,Salvini, ha sostenere il nuovo corso “nazionalista” basandosi su una politicatutta di destra, anzi, della destra estremista, fascista; non a caso Casa Pound– che era presente alla manifestazione con cartelli con la foto di Mussolini ealtri con la croce celtica (svastica) - lo sostiene incondizionatamentesostenendo che il programma di Salvini non si sposta di una virgola dal loro.Oltre Casa Pound era presente anche la Meloni, presidente di Fratelli d’Italia– altra formazione di estrema destra -, anche lei in sintonia con la “nuovalega nazionalista”.

Dunque, il risultato dellamarcia su Roma è lo spostamento della lega verso l’estrema destra italiana? Probabile.Visto che l’obiettivo di Salvini è quello di diventare il nuovo leader didestra all’opposizione a Renzi senza però il peso ingombrante del leader diForza Italia – tra l’altro, sembra che Forza Italia si stia avviando allosfascio – e anche dei centristi di Alfano impegnati a governare con Renzi.

Quante probabilità ci sonoche nasca una formazione politica tra Lega, Casa Pound e Fratelli d’Italia?

Quello che tiene insieme itre è un forte sentimento xenofobo nei confronti degli immigrati senzadistinzione di nazionalità e credo, un anti europeismo basato sulla perdita diidentità nazionale e un forte sentimento populista nell’affrontare i graviproblemi che attanagliano gli italiani: disoccupazione, pensioni, lavoro etasse. Ma quello che fa da catalizzatore è la necessità di trovare un leaderriconosciuto non solo a livello nazionale ma anche internazionale; si veda illegame con il movimento di MarineLe Pen - che comunque rifiuta il federalismo a favore di una concezionedura e centralista dello stato - e altri gruppi dell’estrema destra europea -,comunque europeo, che porti avanti le istanze del programma della destraestrema. E Salvini sembra essere quello giusto dato che rifiuta a prioriqualsiasi legame con il riformismo italiano di qualsiasi tipo.

Maquesto basta a legare indissolubilmente i tre? Basta un programma politico condivisosenza la condivisione dei principi ideologici? O c’è anche quello? Casa Poundnon è semplicemente nazionalista, anzi, è innanzi tutto fascista, ovvero, è perla dittatura, pertanto, se ci fosse anche un legame ideologico tra i tre,sicuramente la lega, al di la delle belle parole sul sociale, tenderà a imporreuna dittatura. In tal senso basti vedere come si sono presentati i militanti diC.P. alla manifestazioni; inquadrati in formazione militare.

Perconcludere, la lega non è semplicemente andata alla deriva a destra, ma hafatto un salto di “qualità” scegliendo la destra fascista. Potrebbe essereanche una scelta elettorale, ovvero, allearsi solo per aumentare il consensotogliendo voti al centrodestra; in modo particolare al centro sud. Ma se cosìfosse, la coalizione non durerebbe molto.

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