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Moratti, la clandestinità e la delinquenza

Una frase basta a volte a definire il pensiero di una persona. È il caso del sindaco di Milano che, al convegno ”per un’integrazione possibile” tenuto all’Università Cattolica ha detto:
"I clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono".
La frase è stata poi negata dallo stesso sindaco.

Nell’intervista seguita al suo intervento, alla domanda di chiarimenti, il sindaco risponde: "Io non ho detto che chi è clandestino è criminale, ho fatto presente che il Comune di Milano sta portando avanti una politica fatta di assistenza, solidarietà, integrazione, con tantissimi fondi dedicati a questo percorso di sostegno e aiuto a chi, nel nostro Paese, ha scelto di vivere in maniera regolare".

Già la forma della frase e della successiva precisazione è un segno di confusione; il “clandestino che non lavora ecc.”,  ma il clandestino, di per sé, se lavora, lo fa in nero, questo perché qualcuno – il vero delinquente – non lo regolarizza, cioè lo fa lavorare al di fuori della legge.
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Pubblicato il 13/5/2010 alle 14.16 nella rubrica ALTRO.

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