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La scuola secondo la ministra Gelmini.

La scuola come supporto al mondo del lavoro, ovvero, la scuola al servizio dell'economia, ovvero, la scuola al servizio del capitale o, se preferite, al servizio delle aziende.

Questo il senso delle parole del ministro Gelmini ieri a Firenze al "convitto della calza".

 

Da la repubblica: "Il rilancio dell'istruzione tecnica e professionale va nella giusta direzione insieme anche ad altre misure che stiamo portando avanti, per esempio la riduzione degli indirizzi universitari che non producono occupazione, accanto alla formazione degli istituti tecnici superiori", il tutto per offrire al mercato profili particolarmente qualificati. "Sul piano tecnico - ha proseguito il ministro parlando con i giornalisti - per andare incontro alle esigenze del mercato del lavoro. Da qui anche una grande attenzione al tema dell'innovazione e della ricerca. E su questo abbiamo parecchie risorse". Il tutto lasciando perdere le polemiche inutili ed ideologiche "che sono figlie del secolo passato - ha concluso Gelmini - credo che possiamo dare un sostegno ai giovani e anche alla competitività del sistema Paese".

 

Che si vada a scuola per inserirsi nel mondo del lavoro è ovvio, la scuola però è anche altro. Ad esempio preparazione culturale generale e capacità di critica generale. Essere un buon tecnico è si importante, ma se manca una cultura di base e la capacità di analisi critica di ciò che si studia, si rischia di diventare una macchina che, pur eseguendo operazioni complesse, deve ricevere l'input per iniziare e lavorare.

Insomma, stando alle intenzioni del governo, si sta cercando di istruire i giovani a lavorare ma non a essere capaci di critica.

Pubblicato il 5/3/2011 alle 16.59 nella rubrica Riflessioni.

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