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Ancora Bossi … purtroppo.

           

"Il progetto di Pisapia non è compatibile con una Milano decente. Vuole trasformare Milano in una zingaropoli, fare la moschea più grande d'Europa... Sono cose incompatibili con Milano"." FONTE

 

Tra le tante DISCORDANTI affermazioni di Bossi ho scelto questa perché, a mio avviso, rispecchia con molta chiarezza la sua incompatibilità con le sue stesse idee federaliste basate sulla gestione DEL POPOLO SOVRANO del territorio.

Nel momento in cui è lui a decidere cosa è compatibile per Milano, decide anche per i milanesi che dovranno subire le decisioni del vertice.

Al proposito si veda la legge sulla privatizzazione dell'acqua; la lega l'ha accettata dopo aver sostenuto che l'acqua, come bene pubblico, deve rimanere pubblica. O la legge sul ritorno al nucleare dove il comune di Milano non ne vuole sapere di centrali sul suo territorio.

 

Chiaro che ognuno può esprimersi e agire come vuole, anche in contraddizione con se stesso. Ciò non toglie che, prima o dopo, anche i più sprovveduti s'accorgono che, al di la delle belle parole ridondanti, l'obiettivo di fondo, primario, non è la libertà all'autodeterminazione dei popoli - concetto di cui la lega dice di farsi carico - ma l'incanalamento del popolo stesso entro schemi preordinati dove esso nulla può decidere: ne la sua autodeterminazione ne la gestione del territorio perché già decisa dai vertici sia nei modi che nei tempi.

 

L'incompatibilità del progetto di Pisapia, qualora lo fosse davvero o, comunque, il popolo lo ritenesse tale, sarà decisa dal popolo al ballottaggio. Saranno i milanesi a decidere, col voto, se accettare la costruzione delle moschee e la presenza ORGANIZZATA - cosa che il centro destra e, in primis, la lega, non sono mai riusciti, o non hanno voluto, organizzare - dei Rom sul loro territorio.

Le elezioni democratiche servono anche come verifica dei programmi politici dei partiti.

Pubblicato il 20/5/2011 alle 8.12 nella rubrica ALTRO.

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