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Primo Maggio: poesia senza tempo.

Immobili nel cielo, grigie e nere,
in questo primo Maggio desolato,
le nubi, di presagi tristi alfiere,
risvegliano nell’animo il soldato

che fummo un tempo; custodi leali  
di solidi principi libertari,  
e degli umani diritti sociali;
non più, in casa nostra visionari.

Come vele, Immobili  senza vento,
ascoltiamo discorsi senza senso
da colore che un tempo, con fermento,
ci arringavano contro lo scompenso,

per raggiungere ciò che ora abbiamo.
Ora anche loro complici coscienti
del sistema che un tempo rifiutammo
ci convincono d’essere i perdenti.

Pubblicato il 5/5/2012 alle 14.33 nella rubrica ALTRO.

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