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Un marocchino viene aggredito a sangue e finisce in ospedale da un italiano.

Giorni fa si è parlato di un marocchino che, a Terni, aveva aggredito a bottigliate un giovane italiano uccidendolo. Ieri è successo il contrario a San Severo, foggia; un italiano ha aggredito un marocchino spedendolo in ospedale con prognosi riservata. Due atti esecrabili dal momento che le azioni violente vengono usate contro sconosciuti, a parte la nazionalità.

Dove sta il problema di tanta violenza?

Cercarlo nell’attuale situazione internazionale che vede il mondo musulmano in fibrillazione sia internamente che esternamente; con l’Isis che minaccia in continuazione l’occidente e i gruppi islamici fondamentalisti che prendono di mira tutto ciò che non aderisce alla loro visione del mondo,sarebbe dare troppo peso ai fatti in se che potrebbero anche essere determinati da situazioni stressanti personali.

Potrebbero, ma non è detto che non dipendano proprio dalla paura che si sta diffondendo nelle popolazioni occidentali visto i metodi usati dai fondamentalisti islamici e che vengono emulati anche da immigrati senza essere per questo parte della strategia fondamentalista; i cosiddetti cani sciolti.

Hanno un bel da dire i nostri politici che da noi il pericolo terrorista non c’è o è minimo, che il governo sta facendo di tutto per evitare l’entrata in Italia dei terroristi. Belle parole ma che non convincono nel momento in cui i potenziali terroristi sono già in Italia.

Ha un bel dire il papa che la violenza non va contrastata con altra violenza ma che bisogna cercare il dialogo con quella parte dell’islam “pacifico”.Belle parole anche queste ma che, purtroppo, si scontrano con una realtà sempre più inaccettabile dalla popolazione nel momento in cui, sotto certi aspetti,vengono messi in discussione i suoi diritti, la sua cultura e le sue tradizioni proprio da coloro che ospita.

Perché il problema sta proprio nell’immigrato musulmano che pretende che gli venga riconosciuto lo stesso diritto alla libertà di cui godiamo noi. Diritto che potrebbe comportare lo sconvolgimento della nostra cultura e tradizione. Questo, non nel senso di un divenire, spontaneo,musulmano del popolo italiano, quanto nel divenire musulmana la nostra legislatura e, di conseguenza, la società e noi stessi contro il nostro volere.

È risaputo l’odio che i fondamentalisti nutrono nei confronti della nostra civiltà, sia essa laica che religiosa. La dimostrazione di ciò sono le notizie che arrivano di attentati in due chiese in Pakistan e la distruzione di chiese e simboli cristiani da parte del califfato in Iraq, nonché delle esecuzioni di civili occidentali.

Di fronte a tanta violenza fisica e mediatica – non dimentichiamoci dei video che l’Isis usa per diffondere le sue azioni più cruente e dove vengono proposte immagini di esecuzioni capitali con taglio della gola eseguite anche da ragazzi – la rabbia non può che salire, e continuare a parlare di “islam pacifico” e “islam violento” è fuori luogo. Prima di arrivare a ciò bisognerebbe verificare la disponibilità pratica dei musulmani residenti in occidente al rispetto delle nostre leggi; tenendo in considerazione che nei loro paesi d’origine, anche quando sono “moderati”, il residente straniero deve rispettare le loro leggi e tradizioni e non può avanzare richieste di modifica delle loro leggi e tradizioni. Da qui la necessità di una seria e continua verifica della loro disponibilità. Uno straniero può naturalizzarsi italiano solo se dimostra di accettare il nostro modo di vivere senza pretese di modificare le nostre leggi per rendere “costituzionalmente legale” il suo modo di vivere che porterebbe l’Italia, non a una condizione di multiculturalismo ma ad essere culturalizzata da altri. 

Pubblicato il 17/3/2015 alle 15.26 nella rubrica IMMIGRAZIONE.

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