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TESTAMENTO

Ciao a tutti. Ciao mondo infame. Quello che sono io non importa, importa quello che non faccio, quello che faccio non importa a nessuno tranne che a me. Ma forse neanche a me. Che m’importa in fondo d’aver lavorato una vita, d’aver guadagnato una montagna di soldi – si fa per dire – di aver scopato, amato,convissuto, lasciato, essere lasciato, vissuto solo, in compagnia, d’aver vissuto nell’inerzia, nell’azione, nel lusso, in case lussuose o nella sporcizia, sulla strada, o appartamenti fatiscenti, in mezzo a manichini o a uomini, a donne brutte o belle, a carne viva o a statue, viziate o puritane,lesbiche, culattoni, bianchi, neri, rossi, atei cattolici, mussulmani, indù,che m’importa se la fine è sempre la stessa, se questo mondo cui liquida con un calcio in culo senza nemmeno ringraziare, se il ricordo non va più in la dei libri di scuola, se diverrò cibo per i vermi; ma che cazzo mi può importare!

Cosa vuoi che importi quello che faccio al mondo, al genere umano, al potente come al povero o al medio, per loro conta più quello che non faccio; se lavoro secondo il loro volere tutto bene; significa che faccio quello che vogliono, se lavoro secondo nessun volere esterno a me stesso, se cioè faccio solo per soddisfare il mio ego, esisto solo accidentalmente come immagine in una foto scattata ad altri dove per caso vengo ripreso e nessuno si chiede chi sono e cosa faccio perché quel che faccio è per loro il non fare. Pertanto, chi se ne frega del mondo!

Pubblicato il 24/3/2015 alle 22.5 nella rubrica RACCONTI.

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