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Jobs act, demansionamento con tagli stipendio per salvare posto

Jobsact, demansionamento con tagli stipendio per salvare posto

Le nuove regole del dimensionamento delle professionalità che, a detta del governo, hanno come obiettivo "anche quello di rendere più flessibile la gestione del rapporto di lavoro e l'esercizio del potere organizzativo del datore di lavoro" prevedono che: “il lavoratore potrà essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento e non più soltanto a mansioni equivalenti (cioè a quelle che implicano l'utilizzo delle stesse professionalità); in caso di mutamento degli assetti organizzativi dell'azienda il lavoratore potrà vedersi modificare unilateralmente e in peius le mansioni con un livello di inquadramento inferiore pur salvando il livello di inquadramento stesso e la retribuzione. Ma, e qui sta l’inghippo, “in cosiddetta sede protetta il lavoratore potrà concordare con il datore di lavoro nuove mansioni e un taglio dello stipendio se ciò dovesse rispondere alla "necessità di conservare il posto di lavoro",ovvero, se il datore, ha la necessità di reinquadrare il lavoratore, potrà ,mettere il lavoratore di fronte alla scelta di poter continuare il rapporto di lavoro con altra mansione a patto che rinunci anche allo stipendio della mansione precedente, di conseguenza, cambierà anche il suo livello di inquadramento.

Mah! Ma quale sede protetta, qui si sta prendendo in giro il lavoratore!Non c’è bisogno di essere dei geni per capire che la seconda parte, salvo eccezioni, eliminerà la prima; quale datore, avendo la possibilità di diminuire lo stipendio, non usufruirà del “potere” che gli viene messo nelle mani? Che si tratti di assetto organizzativo o di crisi dell’azienda o di automazione, il datore sfrutterà sempre e comunque la seconda opzione.

Pubblicato il 11/4/2015 alle 12.39 nella rubrica LAVORO.

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